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	<title>Andrea Martina Di Lena, Autore presso Food and Wine Italia</title>
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	<title>Andrea Martina Di Lena, Autore presso Food and Wine Italia</title>
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		<title>Il Bar Timeo a Taormina è al sesto posto della classifica internazionale dei migliori banconi d’hotel di Food&#038;Wine</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Martina Di Lena]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 14:00:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cocktails e Distillati]]></category>
		<category><![CDATA[Drinks]]></category>
		<category><![CDATA[Hôtellerie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A due passi dal Teatro Greco, con la Baia di Naxos e l’Etna a fare da quinta naturale, il Bar Timeo a Taormina, dell’omonimo Grand Hotel che nell’Ottocento divenne una tappa del Grand Tour – e che oggi fa parte della collezione Belmond – non ha bisogno di ulteriori effetti speciali. Questo spazio rifugge i [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-path-to-node="5">A due passi dal <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="0">Teatro Greco</b>, con la Baia di Naxos e l’Etna a fare da quinta naturale, il <strong>Bar Timeo</strong> a <strong>Taormina</strong>, dell’omonimo<strong> Grand Hotel</strong> che nell’Ottocento divenne una tappa del <strong>Grand Tour</strong> – e che oggi fa parte della collezione <strong>Belmond</strong> – non ha bisogno di ulteriori effetti speciali. Questo spazio rifugge i cliché del bar d’hôtellerie di lusso per farsi vera “bottega” del bere miscelato. Sulla Terrazza Letteraria, un tempo <i data-path-to-node="5" data-index-in-node="426">buen retiro</i> di Truman Capote e D.H. Lawrence, la storia cosmopolita nata nel 1873 si respira nell’aria, ma è dentro al bicchiere che la Sicilia si mostra senza filtri.</p>
<p data-path-to-node="6">Dietro un bancone in legno che evoca i giardini d’inverno ottocenteschi, c’è il bar manager <strong>Claudio Adelfio</strong> che ama usare ingredienti naturali, come frutta fresca, e condividere con gli ospiti aneddoti e curiosità su ciò che miscela, nel segno di un’attenzione maniacale ai dettagli che rende evidente perché il mondo continui a brindare su questa terrazza.</p>
<p data-path-to-node="7">Prendiamo il <strong>Sunset Spritz</strong>: non è una semplice variazione sul tema, ma un lavoro di stratificazione in cui l’Aperol viene infuso lentamente con fragole e frutto della passione, supportato da un cordiale alla maracuja, ginger beer e spumante rosé siciliano. Chi cerca lo spessore e le geometrie dei classici trova invece il suo tempio nel Gentleman, dove le botaniche del Gin Etneum, il Bitter Campari e il Vermut Antica Formula si aggrappano alla struttura imponente del Marsala Targa Florio.</p>
<p data-path-to-node="8">Ogni drink fissa una coordinata esatta del territorio. Il Lady Trevelyan rende omaggio alla nobildonna britannica ideatrice dei giardini dell’hotel, bilanciando in modo tagliente Tequila Volcan de mi tierra, mango e limoni locali. La sperimentazione non teme azzardi: nell’Oro d’Oliva, la Vodka Belvedere 10 viene letteralmente nobilitata dall’olio extravergine isolano e da un bitter artigianale al rosmarino. Lo stesso approccio chirurgico si applica alle proposte a bassa gradazione alcolica: nel Mungibello, la purezza del gin siciliano dialoga con succo di limone, basilico e una complessa “cola” estratta a freddo dalle mele dell’Etna.</p>
<h3 data-path-to-node="10">I migliori bar d&#8217;hotel internazionali</h3>
<ol start="1" data-path-to-node="11">
<li>
<p data-path-to-node="11,0,0"><b data-path-to-node="11,0,0" data-index-in-node="0">Claridge’s Bar, Claridge’s</b>– Londra</p>
</li>
<li>
<p data-path-to-node="11,1,0"><b data-path-to-node="11,1,0" data-index-in-node="0">The Aubrey, Mandarin Oriental</b> – Hong Kong</p>
</li>
<li>
<p data-path-to-node="11,2,0"><b data-path-to-node="11,2,0" data-index-in-node="0">The Bar, Casa Gangotena</b> – Quito</p>
</li>
<li>
<p data-path-to-node="11,3,0"><b data-path-to-node="11,3,0" data-index-in-node="0">The Collins Club, The Leinster</b> – Dublino</p>
</li>
<li>
<p data-path-to-node="11,4,0"><b data-path-to-node="11,4,0" data-index-in-node="0">BKK Social Club, Four Seasons</b> – Bangkok</p>
</li>
<li>
<p data-path-to-node="11,5,0"><b data-path-to-node="11,5,0" data-index-in-node="0">Bar Timeo, Grand Hotel Timeo</b> – Taormina</p>
</li>
<li>
<p data-path-to-node="11,6,0"><b data-path-to-node="11,6,0" data-index-in-node="0">Elephant Bar, Raffles Hotel Le Royal</b> – Phnom Penh</p>
</li>
<li>
<p data-path-to-node="11,7,0"><b data-path-to-node="11,7,0" data-index-in-node="0">Argo, Four Seasons</b> – Hong Kong</p>
</li>
<li>
<p data-path-to-node="11,8,0"><b data-path-to-node="11,8,0" data-index-in-node="0">Dukes Bar, Dukes Hotel</b> – Londra</p>
</li>
<li>
<p data-path-to-node="11,9,0"><b data-path-to-node="11,9,0" data-index-in-node="0">The Lounge, Aman</b> – Tokyo</p>
</li>
</ol>
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		<title>Il nuovo capitolo miscelato di Jerry Thomas: apre Haus Bar a Roma</title>
		<link>https://www.foodandwineitalia.com/leleganza-retro-nel-cuore-di-trastevere-il-jerry-thomas-e-tra-i-migliori-bar-al-mondo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Martina Di Lena]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 12:00:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cocktails e Distillati]]></category>
		<category><![CDATA[Drinks]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>C’è una costante che definisce il lavoro del team del Jerry Thomas: una coerenza identitaria capace di trascendere le mode. Dopo aver ridefinito la scena italiana con la formula speakeasy in vicolo Cellini, il gruppo romano ha saputo evolversi con il Bar Room nel cuore di Trastevere, un omaggio sofisticato ai grandi bar d’hotel degli [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-path-to-node="5">C’è una costante che definisce il lavoro del team del <strong>Jerry Thomas</strong>: una coerenza identitaria capace di trascendere le mode. Dopo aver ridefinito la scena italiana con la formula <strong>speakeasy</strong> in vicolo Cellini, il gruppo romano ha saputo evolversi con il <strong>Bar Room</strong> nel cuore di Trastevere, un omaggio sofisticato ai grandi bar d’hotel degli anni Cinquanta e Sessanta.</p>
<p data-path-to-node="6">Qui, la filosofia dei <i data-path-to-node="6" data-index-in-node="22">Modern on Classic</i> trasforma il drink in un esercizio di precisione. La carta si apre con un vero manifesto della casa, lo <strong>Champagne Martini</strong>. Non un semplice cocktail, ma una scomposizione del classico Martini dove vermouth speziato, aceto di Champagne e ice wines lavorano in sinergia per mantenere una freschezza vibrante, sfidando il naturale innalzamento della temperatura nella coppa.</p>
<p data-path-to-node="6"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-216361" src="https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2026/07/global-tastemakers-jerry-thomas.png" alt="global-tastemakers-jerry-thomas" width="763" height="627" /></p>
<p data-path-to-node="7">Ma è nel rapporto con la <strong>materia</strong> <strong>prima</strong> che il gruppo esprime il suo lato più audace: il <strong>Bellini</strong>, ad esempio, abbandona la pesca per il pomodoro, utilizzando il datterino “caramella” campano per una spinta vegetale inedita. Il richiamo al passato non è mai nostalgico, ma narrativo: come nel <strong>Soyer au Champagne</strong>, rivisitato con gelato alla rosa, lampone ed essenza floreale, o il celebre <strong>Parker 75</strong> (nella foto sopra). Quest’ultimo è un esempio perfetto di ingegneria liquida: l’albicocca viene declinata attraverso la collaborazione con l’azienda agricola campana <strong>Vincenzo Egizio</strong>, per un nettare concentrato, e con la realtà abruzzese di <strong>Podere Francesco</strong>, per un succo acerbo che dona l’acidità necessaria, il tutto ricarbonato per restituire l’effervescenza dello Champagne.</p>
<p data-path-to-node="8">L’esperienza è completata dal servizio al tavolo con il trolley, un rimando al fascino dei vagoni dell’Orient Express che trasforma il momento del drink in un vero viaggio.</p>
<p data-path-to-node="9">Ora, il gruppo si prepara a una nuova, grande sfida. Quest&#8217;estate, tra le boutique di alta orologeria a pochi passi da via Condotti, ha aperto il <strong>Jerry Thomas Haus Bar</strong>. Un progetto che promette di coniugare miscelazione di livello e cucina in una formula all-day, giocando sul tema del tempo.</p>
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		<title>Perché il destino dei ghiacciai decide il sapore della pasta</title>
		<link>https://www.foodandwineitalia.com/perche-il-destino-dei-ghiacciai-decide-il-sapore-della-pasta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Martina Di Lena]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2026 08:08:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Prodotti]]></category>
		<category><![CDATA[Acqua]]></category>
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		<category><![CDATA[Monograno Matt]]></category>
		<category><![CDATA[Pastificio Felicetti]]></category>
		<category><![CDATA[Val di Fiemme]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>C’è un ingrediente che non troverete mai scritto in etichetta, eppure è quello che più di tutti determina l’anima di ciò che mastichiamo. Per fare la pasta servono il grano, l’abilità del pastaio e l&#8217;acqua. Ma quando quell&#8217;acqua arriva dalle sorgenti delle Dolomiti, a oltre mille metri di altitudine, la ricetta smette di essere chimica [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-path-to-node="3">C’è un ingrediente che non troverete mai scritto in etichetta, eppure è quello che più di tutti determina l’anima di ciò che mastichiamo. Per fare la <strong>pasta</strong> servono il grano, l’abilità del pastaio e <strong>l&#8217;acqua</strong>. Ma quando quell&#8217;acqua arriva dalle <strong>sorgenti delle Dolomiti</strong>, a oltre mille metri di altitudine, la ricetta smette di essere chimica e diventa <strong>terroir</strong>. Lo sa bene il <strong>Pastificio Felicetti</strong>, l’unico in Europa a produrre così in alto, nel cuore della <strong>Val di Fiemme</strong>. Ed è proprio da questa vertigine che nasce una riflessione profonda, racchiusa nel loro ultimo <strong>bilancio di sostenibilità</strong>: se vogliamo continuare a difendere il sapore della nostra tradizione, dobbiamo guardare in su, verso i giganti bianchi che stanno scomparendo.</p>
<p><span style="font-weight: 400;">«</span><span style="font-weight: 400;">Anche nel 2025 abbiamo agito su tutte le leve per migliorare le nostre performance sotto il profilo della sostenibilità e i risultati non si sono fatti attendere </span><span style="font-weight: 400;">– commenta </span><strong>Stefano Felicetti, presidente del Pastificio di famiglia</strong><span style="font-weight: 400;"> –. </span><span style="font-weight: 400;">Abbiamo aumentato la produzione di quasi il 10%, contenendo la crescita dei consumi energetici al 3,3% e riducendo l’energia necessaria per ogni tonnellata di pasta. Si tratta di un risultato costruito attraverso investimenti costanti e un lavoro quotidiano di misurazione e ottimizzazione tecnologica. Sappiamo che le trasformazioni richiedono continuità: per questo preferiamo procedere per piccoli obiettivi, capaci però di produrre miglioramenti duraturi</span><span style="font-weight: 400;">».</span></p>
<figure id="attachment_216244" aria-describedby="caption-attachment-216244" style="width: 763px" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" class="size-full wp-image-216244" src="https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2026/07/Massimo-Bernardi-direttore-del-Museo-delle-Scienze-di-Trento-Stefano-Felicetti-amministratore-delegato-di-Pastificio-Felicetti-Alessia-Felicetti-che-si-occupa-di-sostenibilita-e-ricerca.png" alt="" width="763" height="627" /><figcaption id="caption-attachment-216244" class="wp-caption-text">Massimo Bernardi, direttore del Museo delle Scienze di Trento; Stefano Felicetti, presidente del Pastificio Felicetti; Alessia Felicetti che si occupa di sostenibilità e ricerca</figcaption></figure>
<p data-path-to-node="4">I <strong>ghiacciai alpini</strong> sono le fragili sentinelle del nostro pianeta, i custodi dell’equilibrio idrico da cui dipende la nostra sopravvivenza e, a cascata, l’agricoltura e l&#8217;alimentazione. Per Felicetti, che da <strong>quattro generazioni</strong> impasta la semola esclusivamente con l’acqua purissima che sgorga dalle rocce trentine, l’arretramento della criosfera non è un grafico astratto da convegno sul clima, ma una ferita identitaria. Senza quella purezza gelida, senza quel perfetto equilibrio minerale che solo la montagna sa filtrare, la pasta non sarebbe la stessa. <strong>Proteggere i ghiacciai significa, letteralmente, proteggere il gusto.</strong></p>
<p data-path-to-node="5">Ma come si traduce questa consapevolezza nel piatto di un appassionato? L’azienda ha deciso di sposare una filosofia che ricorda molto quella dei grandi vignaioli: fare un passo indietro per farne fare uno in avanti alla natura. Nel corso dell&#8217;ultimo anno, a fronte di una richiesta di pasta cresciuta di quasi il 10%, il pastificio è riuscito a <strong>ottimizzare le risorse riducendo l&#8217;impatto energetico</strong> per ogni singola tonnellata prodotta. Significa che <strong>l&#8217;efficienza tecnologica</strong> è stata messa al servizio dell&#8217;ambiente, mantenendo intatti i prelievi idrici grazie a moderni sistemi a circuito chiuso che evitano ogni minimo spreco d&#8217;acqua.</p>
<h2 data-path-to-node="5">La rivoluzione della filiera trasparente</h2>
<p data-path-to-node="6">Non solo: per chi ama il cibo biologico e le colture monovarietali, la linea <strong>&#8220;Monograno Matt&#8221;</strong> ha ottenuto la certificazione internazionale<strong> ISCC Plus</strong>, che garantisce una tracciabilità totale e trasparente dal campo alla tavola, tutelando la biodiversità del suolo. Persino l&#8217;occhio vuole la sua parte di ecologia: <strong>addio plastica</strong>, la storica confezione in carta certificata ha ormai superato il 32% della produzione, risparmiando tonnellate di emissioni di CO2.</p>
<p><span style="font-weight: 400;">«Il nostro impegno lungo la filiera comincia prima dell’ingresso della materia prima in stabilimento», sottolinea </span><b>Alessia Felicetti, responsabile sostenibilità e innovazione del Pastificio</b><span style="font-weight: 400;">. «Per questo la tutela della biodiversità e della salute del suolo assume un’importanza crescente. La certificazione rafforza un sistema di controllo che rende verificabili l&#8217;origine del grano, la gestione agricola, i volumi prodotti e le rese di lavorazione, ma soprattutto consolida la collaborazione con i partner lungo la catena di fornitura per promuovere pratiche sempre più responsabili».</span></p>
<p data-path-to-node="7">Quando acquistiamo un pacco di pasta d&#8217;alta quota, compiamo una scelta gastronomica, ma anche un atto di <strong>resistenza culturale</strong>. Il sapore della pasta Felicetti è fatto di aria pulita, di grani selezionati, ma soprattutto di quell&#8217;ingrediente invisibile e prezioso che scende dalle vette. Ricordarsene ogni volta che l&#8217;acqua bolle in pentola è il primo modo per non dimenticare che il futuro della nostra tavola si decide, prima di tutto, lassù.</p>
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		<title>Dalla cella alla sala: il progetto &#8220;Vite Libera&#8221; porta l&#8217;alta formazione AIS in carcere</title>
		<link>https://www.foodandwineitalia.com/dalla-cella-alla-sala-il-progetto-vite-libera-porta-lalta-formazione-ais-in-carcere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Martina Di Lena]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jul 2026 16:00:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Ais]]></category>
		<category><![CDATA[Casa Circondariale Santo Spirito di Siena]]></category>
		<category><![CDATA[Vite Libera]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La disciplina che serve per studiare i territori, memorizzare i vitigni e perfezionare il servizio è la stessa in tutta Italia. Ma per cinque nuovi sommelier diplomati lo scorso giugno, quel rigore ha avuto un significato diverso. Si sono formati e hanno superato l&#8217;esame finale all&#8217;interno della Casa Circondariale Santo Spirito di Siena, segnando la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.foodandwineitalia.com/dalla-cella-alla-sala-il-progetto-vite-libera-porta-lalta-formazione-ais-in-carcere/">Dalla cella alla sala: il progetto &#8220;Vite Libera&#8221; porta l&#8217;alta formazione AIS in carcere</a> proviene da <a href="https://www.foodandwineitalia.com">Food and Wine Italia</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La disciplina che serve per studiare i territori, memorizzare i vitigni e perfezionare il servizio è la stessa in tutta Italia. Ma per <strong>cinque nuovi sommelier</strong> diplomati <strong>lo scorso giugno</strong>, quel rigore ha avuto un significato diverso. Si sono formati e hanno superato l&#8217;esame finale all&#8217;interno della <strong>Casa Circondariale Santo Spirito di Siena</strong>, segnando la felice conclusione di <b data-path-to-node="3,0" data-index-in-node="383">&#8220;Vite Libera&#8221;</b>: il primo corso ufficiale <strong>AIS</strong> realizzato in un istituto penitenziario italiano.</p>
<p data-path-to-node="6">Il traguardo segna la conclusione di <b data-path-to-node="6" data-index-in-node="37">&#8220;Vite Libera&#8221;</b>, il primo progetto pilota in Italia a portare il percorso formativo completo della didattica AIS (Toscana e Nazionale) all&#8217;interno di un istituto penitenziario. Nessuno sconto sul programma: i neo-sommelier hanno affrontato <b data-path-to-node="6" data-index-in-node="275">30 lezioni intensive</b> condensando i tre livelli d&#8217;esame previsti per tutti i corsisti d&#8217;Italia, alternando la teoria a simulazioni pratiche <i data-path-to-node="6" data-index-in-node="414">on the job</i>.</p>
<h2 data-path-to-node="8">Un ponte tra rieducazione e mercato del lavoro</h2>
<p data-path-to-node="9">Oltre all’indubbio valore umano e riabilitativo, &#8220;Vite Libera&#8221; s&#8217;inserisce in un contesto macroeconomico cruciale per il mondo della ristorazione: il <b data-path-to-node="9" data-index-in-node="151">labor shortage</b> (la carenza di personale).</p>
<p data-path-to-node="10">Secondo i dati <strong>Unioncamere</strong>, in Italia oltre la metà delle ricerche di personale di sala qualificato va a vuoto. Formare professionisti del vino in contesti di detenzione significa immettere nel mercato profili pronti e altamente specializzati, offrendo loro prospettive di assunzione quasi certe a fine pena. «&#8221;Vite Libera&#8221; coniuga cultura, dignità e reale possibilità di riscatto – ha commentato a margine delle prove <b>Cristiano Cini, Presidente di AIS Toscana</b> –. Sono orgoglioso di aver accolto l&#8217;intuizione del nostro vicepresidente, <strong>Marcello Vagini</strong>, e di averla trasformata in realtà grazie alla stretta collaborazione con la dirigenza della Casa Circondariale. Offrire a un detenuto la possibilità di studiare da sommelier non è solo un percorso didattico: è un atto di fiducia nel potere educativo del sapere e una scommessa sulla rinascita delle persone. Siamo fieri di essere la prima regione italiana a lanciare un&#8217;iniziativa che offre competenze concrete e direttamente spendibili nel mondo del lavoro».</p>
<p data-path-to-node="15">L&#8217;entusiasmo è condiviso anche a livello nazionale da <b data-path-to-node="15" data-index-in-node="54">Sandro Camilli</b>, presidente di AIS Italia, che parla di una &#8220;giornata storica per la sommellerie&#8221; in cui il vino si fa strumento di crescita personale e rispetto delle regole: «Nel Dna della nostra Associazione c&#8217;è da sempre la divulgazione della cultura del vino, intesa come percorso educativo che insegna non solo la degustazione, ma il rispetto delle regole e il lavoro di squadra. Questo progetto rappresenta uno strumento formidabile di crescita personale e di reinserimento sociale. L&#8217;esito positivo di questa iniziativa ci spinge a lavorare affinché il format possa essere replicato in futuro».</p>
<p data-path-to-node="16">L’ideatore del programma sul territorio, <b data-path-to-node="16" data-index-in-node="40">Marcello Vagini</b> (vicepresidente AIS Toscana e delegato di Siena), ha ricordato la straordinaria applicazione e dedizione dei partecipanti, definendo l&#8217;iniziativa come una delle esperienze umane più intense della sua vita. «Tutto è nato quasi per caso, da un confronto con il direttore del Santo Spirito, <strong>Graziano Pujia</strong>, e il comandante della Guardia di Finanza, colonnello <strong>Pietro Sorbello</strong>, racconta. Oggi, al traguardo di questo percorso educativo inedito, posso affermare che è stata una delle esperienze umane più intense della mia vita. I partecipanti si sono applicati con un&#8217;attenzione e un interesse sorprendenti, comprendendo fin da subito il valore di questa opportunità: acquisire una qualifica ufficiale che, una volta usciti, fornirà loro uno strumento reale per reinserirsi nel tessuto sociale e lavorativo».</p>
<p data-path-to-node="18">L&#8217;eco del progetto ha superato persino i confini nazionali, attirando l&#8217;attenzione di una testata giornalistica in <b data-path-to-node="18" data-index-in-node="115">Giappone</b>. Come sottolineato dal direttore della struttura penitenziaria, <b data-path-to-node="18" data-index-in-node="188">Graziano Pujia</b>, le difficoltà burocratiche e logistiche sono state superate grazie alla forte sinergia tra la direzione, il comandante della Guardia di Finanza colonnello Pietro Sorbello e la tenacia di AIS.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.foodandwineitalia.com/dalla-cella-alla-sala-il-progetto-vite-libera-porta-lalta-formazione-ais-in-carcere/">Dalla cella alla sala: il progetto &#8220;Vite Libera&#8221; porta l&#8217;alta formazione AIS in carcere</a> proviene da <a href="https://www.foodandwineitalia.com">Food and Wine Italia</a>.</p>
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		<title>Veniamo al succo: sei nettari artigianali da provare subito</title>
		<link>https://www.foodandwineitalia.com/veniamo-al-succo-sei-nettari-artigianali-da-provare-subito/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Martina Di Lena]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 13:00:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bevande]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Alpenzu]]></category>
		<category><![CDATA[Biobacche Toscane]]></category>
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		<category><![CDATA[Podere Francesco]]></category>
		<category><![CDATA[succhi di frutta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi, quando cerchiamo qualcosa di alternativo da versare nel calice, l&#8217;attenzione si sposta su produzioni che nascono dalla stessa cura, dallo stesso studio e dalla medesima passione che si dedicano ai grandi vini. Eppure, non parliamo di vigne o di fermentazioni. La vera rinascita, capace di superare l&#8217;era dei prodotti industriali stucchevoli e senza anima, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1"><span class="s1">Oggi, quando cerchiamo</span> qualcosa di alternativo da versare nel calice, l&#8217;attenzione si sposta su produzioni che nascono dalla stessa cura, dallo stesso studio e dalla medesima passione che si dedicano ai grandi vini. Eppure, non parliamo di vigne o di fermentazioni. La vera rinascita, capace di superare l&#8217;era dei prodotti industriali stucchevoli e senza anima, sta avvenendo dove meno ce lo si aspetta: nel mondo dei <strong>succhi di frutta artigianali</strong>. Queste bottiglie propongono alternative così sofisticate da non far rimpiangere nessun altro <strong>soft drink</strong>. Sceglierle non significa più semplicemente &#8220;bere della frutta&#8221;, ma iniziare un piccolo viaggio sensoriale.</p>
<p class="p1">È un’esperienza che permette di riscoprire varietà autoctone dimenticate, apprezzare spremiture a freddo che mantengono intatti aromi e vitamine, e lasciarsi sorprendere da abbinamenti botanici inediti capaci di raccontare un territorio. Che si tratti di una colazione tra amici, di un brunch domenicale o di un intimo momento di relax, queste eccellenze rispondono al desiderio di stare insieme in modo più consapevole, colto e inclusivo. Il momento migliore per provarli è adesso: ecco <strong>sei referenze</strong> selezionate per voi, capaci di ridefinire il concetto di <strong>frutta da bere</strong> e perfette per stupire i vostri ospiti.</p>
<p><img decoding="async" class="size-full wp-image-216155 aligncenter" src="https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2026/07/6-succhi-di-frutta.jpg" alt="" width="763" height="627" /></p>
<p><strong>Biobacche Toscane</strong></p>
<p class="p1">Questa linea unisce la frutta autoctona toscana a superfood come le bacche di goji e l’olivello spinoso, rifiutando ogni tipo di dolcificante o succo concentrato. L’estrazione a freddo mantiene intatte polpa e buccia, mentre la pastorizzazione sottovuoto preserva profumi e colori. Nota di merito per il kit scrub viso-corpo biologico formulato con l’università di Camerino a base di olivello spinoso e frutta a scelta, a dimostrazione di come questa preziosa materia prima riesca a nutrire dentro e fuori. <em><a href="http://biobacchetoscane.shop" target="_blank" rel="noopener">biobacchetoscane.shop</a></em></p>
<p><strong>Podere Francesco</strong></p>
<p class="p1">Tra le colline abruzzesi, questa realtà di terza generazione trasforma solo la propria frutta in succhi monoingrediente, senza zuccheri né conservanti. La gamma spazia da mele Fuji, uva Montepulciano e pere, fino a susine, albicocche, pesche piatte e nettarine; frutti d’eccellenza che spesso si trasformano anche in confetture extra. La cottura sottovuoto a basse temperature ne preserva i profumi originari, mentre la linea antispreco “Frutti Audaci”, con lo chef Davide Di Fabio, ne valorizza l’intero ciclo vitale. <em><a href="https://poderefrancesco.it" target="_blank" rel="noopener">poderefrancesco.it</a></em></p>
<p><strong>Vincenzo Egizio</strong></p>
<p class="p1">Sui fertili terreni vulcanici tra Brusciano e Somma Vesuviana, questa azienda agricola fonda la sua attività sui principi di sostenibilità, biodiversità e riscatto territoriale. Per valorizzare il lavoro contadino ed evitare la vendita all’ingrosso, le antiche varietà di Albicocche del Vesuvio – oggi Presìdio Slow Food – vengono trasformate in un nettare d’eccellenza. Il prodotto si distingue per una dolcezza naturale e una qualità organolettica superiore, nate da frutti storici e delicati salvati dall’estinzione. <a href="https://vincenzoegizio.com" target="_blank" rel="noopener"><em>vincenzoegizio.com</em></a></p>
<p><strong>Alpenzu</strong></p>
<p class="p1">Fondata nel 2001 ad Arnad e ispirata nel nome a un antico villaggio Walser della Valle d’Aosta, questa azienda familiare propone la linea “Frutta da bere”, nata per valorizzare il territorio senza l’uso di conservanti. La bevanda, composta quasi interamente da frutta selezionata come albicocche, fragole o mirtilli, è priva di zuccheri aggiunti e leggermente diluita con acqua per garantire freschezza e fluidità. Le referenze del marchio si possono provare anche presso l’hotel di proprietà Lo Scoiattolo a Gressoney. <a href="https://alpenzu.com" target="_blank" rel="noopener"><em>alpenzu.com</em></a></p>
<p><strong>Cascina Belmonte</strong></p>
<p class="p1">Guidata con un approccio ecologico e moderno, questa realtà bresciana nasce dalle competenze agronomiche del fondatore Enrico Di Martino. Nei 20 ettari di tenuta, i vigneti biologici convivono con spazi ricchi di biodiversità, dando vita a originali “Nettari d’Uva” analcolici e senza zuccheri aggiunti. Spiccano blend inediti, come mirtillo e mandarino di Ciaculli o pera e cannella, affiancati dal monovarietale 100% Merlot. Un profondo legame con la terra da sperimentare anche sul territorio grazie all’esclusivo Farm Tour. <em><a href="https://www.cascinabelmonte.it" target="_blank" rel="noopener">cascinabelmonte.it</a></em></p>
<p><strong>Le Morre</strong></p>
<p class="p1">Fondata nel 2012 tra le colline romane di Affile dall’allora diciannovenne Andrea Iannicca, questa azienda agricola coniuga metodi tradizionali e innovazione meccanizzata per offrire una produzione limitata e di alto profilo. Le materie prime, coltivate tra le campagne romane e l’Agro Pontino, vengono selezionate a mano e lavorate per estrarne la polpa pura, regolando l’acqua in base alla consistenza del singolo frutto. Tra le referenze spiccano i succhi monovarietali al kiwi verde e giallo e i blend cremosi come kiwi e banana. <a href="https://www.lemorre.it" target="_blank" rel="noopener"><em>lemorre.it</em></a></p>
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		<title>La famiglia Cerea sbarca in Costa Smeralda: il format casual DaV arriva al Romazzino</title>
		<link>https://www.foodandwineitalia.com/la-famiglia-cerea-sbarca-in-costa-smeralda-il-format-casual-dav-arriva-al-romazzino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Martina Di Lena]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 14:00:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[A Belmond Hotel]]></category>
		<category><![CDATA[Dav Da Vittorio]]></category>
		<category><![CDATA[estate 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Romazzino]]></category>
		<category><![CDATA[sardegna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se c’è una certezza nell&#8217;estate della ristorazione italiana, è che la Sardegna non è più solo una terra di spiagge bianche e paradisi naturalistici, ma si è trasformata a tutti gli effetti nell&#8217;hub prediletto per il grande risiko dei pop-up d’autore. Chi vuole misurare il polso alla cucina contemporanea, tra luglio e agosto, deve guardare qui. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-path-to-node="3">Se c’è una certezza nell&#8217;estate della ristorazione italiana, è che la <strong>Sardegna</strong> non è più solo una terra di spiagge bianche e paradisi naturalistici, ma si è trasformata a tutti gli effetti nell&#8217;<strong>hub</strong> prediletto per il grande risiko dei <strong>pop-up</strong> d’autore. Chi vuole misurare il polso alla cucina contemporanea, tra luglio e agosto, deve guardare qui.</p>
<p data-path-to-node="4">L’ultimo colpo da maestro porta la firma di <strong>Belmond</strong>. Il <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="64">Romazzino, A Belmond Hotel </b>in Costa Smeralda, ha annunciato che ospiterà il format casual dining della <strong>famiglia Cerea</strong>: <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="262">DaV</b> occuperà gli spazi di <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="288">Éntu e Mari</b>, il ristorante sulla spiaggia del resort. Una collaborazione che nasce dopo aver consolidato la loro presenza nel gruppo allo <strong>Splendido Mare</strong> nella piazzetta di <strong>Portofino</strong></p>
<p data-path-to-node="5">L&#8217;obiettivo è proporre un’esperienza culinaria informale ma impeccabile, pensata per cene al chiaro di luna. A guidare la cucina in questa enclave sarda ci sarà il resident chef <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="244">Davide Galbiati</b>, che avrà il compito di declinare la filosofia della famiglia bergamasca in riva al mare, portando in tavola anche i grandi classici della casa, a partire dagli iconici <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="438">Paccheri alla Vittorio</b>, e poi lo spaghetto di tonno o l’elefantino, ovvero la cotoletta alla milanese con patate al forno e pomodorini.</p>
<h2 data-path-to-node="6">Una mappa estiva ad alto tasso gastronomico</h2>
<p data-path-to-node="7">L&#8217;arrivo dei Cerea al Romazzino non è affatto un caso isolato, ma si inserisce in una stagione estiva spumeggiante che vede l&#8217;isola catalizzare investimenti e sinergie incredibili. La Sardegna è diventata il palcoscenico perfetto dove i grandi nomi dell’alta cucina nazionale e internazionale testano format leggeri, focalizzati sulla massima qualità e sulla convivialità estiva.</p>
<p data-path-to-node="8">Nelle scorse settimane avevamo già documentato i movimenti più interessanti della stagione. A partire dal <strong>Forte Village</strong>, che anche quest&#8217;anno ha fatto decisamente <i data-path-to-node="8" data-index-in-node="157">all-in</i>: ha inaugurato il nuovo <a class="ng-star-inserted" href="https://www.foodandwineitalia.com/cracco-baronetto-forte-village-sardegna-2026/" target="_blank" rel="noopener" data-hveid="0" data-ved="0CAAQ_4QMahcKEwj2itK-9MeVAxUAAAAAHQAAAAAQSQ">Ristorante da Cracco in collaborazione con Matteo Baronetto</a>, sancendo lo storico ritorno al lavoro fianco a fianco di due pesi massimi della cucina italiana. Non solo: <strong>dal 13 luglio al 30 agosto</strong>, sempre il resort a <strong class="Yjhzub" data-sfc-root="ep" data-sfc-cb="" data-complete="true" data-copy-service-computed-style="font-family: &quot;Google Sans&quot;, &quot;Helvetica Neue&quot;, sans-serif; font-size: 16px; font-weight: 700; margin: 0px; text-decoration: none; border-bottom: 0px rgb(230, 232, 240);">Santa Margherita di Pula</strong>, accoglie lo chef <strong>Andrea Berton</strong> che firmerà il menu della Terrazza Forte Bay, inserendosi nel calendario di appuntamenti delle <i data-path-to-node="8" data-index-in-node="551">Celebrity Chef Nights</i>.</p>
<p data-path-to-node="9">Se ci spostiamo a <strong>Baja Sardinia</strong>, il <a class="ng-star-inserted" href="https://www.foodandwineitalia.com/7pines-resort-sardinia-una-stagione-spumeggiante/" target="_blank" rel="noopener" data-hveid="0" data-ved="0CAAQ_4QMahcKEwj2itK-9MeVAxUAAAAAHQAAAAAQSw">7Pines Resort Sardinia sta vivendo una stagione stellare</a>, consolidando la sua offerta gastronomica trasversale, che unisce fine dining d&#8217;alto livello a collaborazioni pop di lusso, come quella con la pizza contemporanea di <strong>Franco Pepe</strong>.</p>
<p data-path-to-node="10">Infine, per chi cerca contaminazioni internazionali e il brivido dell&#8217;esotismo d&#8217;autore in <strong>Gallura</strong>, avevamo già segnalato l’imperdibile arrivo dell&#8217;alta <strong>cucina giapponese</strong> a <strong>Porto Cervo</strong>, con il <a class="ng-star-inserted" href="https://www.foodandwineitalia.com/omakase-katsu-nakaji-porto-cervo-pop-up-hatsune-sardegna/" target="_blank" rel="noopener" data-hveid="0" data-ved="0CAAQ_4QMahcKEwj2itK-9MeVAxUAAAAAHQAAAAAQTA">pop-up di Omakase Katsu Nakaji e l&#8217;esperienza firmata Hatsune</a>.</p>
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		<title>Ferrari Spazio Bollicine a Fiumicino: Massari, Fumagalli e Citino firmano la sosta perfetta</title>
		<link>https://www.foodandwineitalia.com/ferrari-spazio-bollicine-a-fiumicino-massari-fumagalli-e-citino-firmano-la-sosta-perfetta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Martina Di Lena]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 10:51:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[aeroporto]]></category>
		<category><![CDATA[Ferrari Trento Doc]]></category>
		<category><![CDATA[Fiumicino]]></category>
		<category><![CDATA[Travel+Leisure Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Avete presente quel limbo temporale che si viene a creare in aeroporto dopo aver passato i controlli di sicurezza? Quell&#8217;orologio che sembra scorrere più lentamente mentre si aspetta l&#8217;imbarco nell&#8217;area dei gate? Ecco, il modo migliore per ingannare l&#8217;attesa ed esorcizzare la noia del viaggio è senza dubbio concedersi un calice di bollicine, capace di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-path-to-node="3">Avete presente quel limbo temporale che si viene a creare in <strong>aeroporto</strong> dopo aver passato i controlli di sicurezza? Quell&#8217;orologio che sembra scorrere più lentamente mentre si aspetta l&#8217;imbarco nell&#8217;area dei gate? Ecco, il modo migliore per ingannare l&#8217;attesa ed esorcizzare la noia del viaggio è senza dubbio concedersi un <strong>calice di bollicine</strong>, capace di trasformare un momento morto nella prima, vera tappa del viaggio.</p>
<figure id="attachment_216089" aria-describedby="caption-attachment-216089" style="width: 763px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-216089" src="https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2026/07/Matteo-Lunelli-ed-Edoardo-Fumagalli.jpg" alt="" width="763" height="627" /><figcaption id="caption-attachment-216089" class="wp-caption-text">Matteo Lunelli, presidente e ceo di Ferrari Trento e ceo del Gruppo Lunelli, insieme a Edoardo Fumagalli, executive chef di Locanda Margon di proprietà del Gruppo Lunelli</figcaption></figure>
<p data-path-to-node="4">Se vi trovate in transito dall&#8217;<b data-path-to-node="4" data-index-in-node="32">Aeroporto Leonardo da Vinci di Roma Fiumicino</b>, c&#8217;è un nuovo indirizzo che fa esattamente al caso vostro. Ha inaugurato il nuovo <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="160">Ferrari Spazio Bollicine</b>, un salotto d&#8217;alta gamma situato sopra le boutique del lusso nell&#8217;area extra Schengen del <strong>Terminal 3</strong> (nella Food Court al primo piano).</p>
<p data-path-to-node="5">Se vi state chiedendo se per il <strong>Gruppo Lunelli</strong> si tratti di un debutto assoluto in aeroporto, la risposta è no: in realtà è un grande e atteso ritorno. Proprio a Fiumicino, nel 2013, nacque il primissimo esperimento di questo format, poi esportato con successo a <strong>Milano Malpensa</strong> e <strong>Linate</strong>. Oggi, dopo una ridefinizione degli spazi dello scalo romano, lo Spazio Bollicine torna nella Capitale in una veste decisamente più ampia, contemporanea e d&#8217;impatto, con arredi firmati <strong>Molteni</strong> nel segno del classico binomio bianco e nero del marchio.</p>
<h2 data-path-to-node="6">Una colazione da re e il fascino dei &#8220;Tegamini&#8221;</h2>
<p data-path-to-node="7">La vera rivoluzione di questa apertura sta nella sinergia creata dietro le quinte (e davanti, grazie a una grande vetrata che mostra la brigata all&#8217;opera). Non parliamo del classico &#8220;travel food&#8221; mordi e fuggi, ma di un dream team della gastronomia italiana. Per chi viaggia la mattina presto, ad esempio, i lievitati e la pasticceria portano la firma del maestro <b data-path-to-node="8,0,0" data-index-in-node="116">Iginio Massari</b>. Il menu è invece curato da <b data-path-to-node="8,1,0" data-index-in-node="46">Edoardo Fumagalli</b> (chef stellato della Locanda Margon) e <b data-path-to-node="8,1,0" data-index-in-node="103">Michelangelo Citino</b> (executive chef di Areas MyChef, premiato come <i data-path-to-node="8,1,0" data-index-in-node="170">Best Airport Chef</i>).</p>
<figure id="attachment_216090" aria-describedby="caption-attachment-216090" style="width: 763px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-216090" src="https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2026/07/Uno-dei-tegamini-proposti-nel-menu-di-Ferrari-Spazio-Bollicine.jpg" alt="" width="763" height="627" /><figcaption id="caption-attachment-216090" class="wp-caption-text">Uno dei tegamini proposti nel menu di Ferrari Spazio Bollicine</figcaption></figure>
<p data-path-to-node="9">Il dettaglio da non perdere? La linea dei <b data-path-to-node="9" data-index-in-node="51">Tegamini</b>, ideata appositamente da chef Fumagalli. Si tratta di soffici e fragranti focacce che reinterpretano la tradizione romana (con ingredienti come la Porchetta di Ariccia Igp, il Pecorino Romano Dop e i carciofi). La chicca è il servizio: vengono portate al tavolo su piatti artigianali in pietra ollare e ottone creati da <strong>Navarini 1958</strong> (realtà trentina specializzata nel rame) pensati appositamente per mantenere il lievitato caldo fino all&#8217;ultimo morso.</p>
<h3 data-path-to-node="10">Non solo Trentodoc</h3>
<p data-path-to-node="11">Ovviamente il fulcro di tutto sono le <strong>bollicine di montagna</strong>. Qui si può degustare al bicchiere l&#8217;intera collezione Ferrari Trento, riserve incluse. Ma la carta è un viaggio completo nella gamma di etichette del Gruppo Lunelli: ci sono i vini fermi delle <strong>Tenute Lunelli</strong>, le <strong>grappe Segnana</strong> e persino i soft drink e i cocktail (anche analcolici) firmati <strong>Tassoni</strong>.</p>
<p data-path-to-node="12">Aperto tutti i giorni<strong> dalle ore 6 alle 23</strong>, con <strong>70 coperti</strong> e un servizio esclusivamente al tavolo curato da un team di 18 professionisti, il nuovo spazio si inserisce perfettamente nel contesto di un aeroporto – Fiumicino – che ha appena superato il tetto dei 50 milioni di passeggeri e vanta le 5 stelle Skytrax (organizzazione che valuta la qualità nel trasporto aereo), nonché <a href="https://www.foodandwine.com/top-international-airports-for-food-and-drink-2025-11686240" target="_blank" rel="noopener">la segnalazione nel 2025 dei colleghi americani come decimo aeroporto al mondo dove si mangia meglio</a>. Un motivo in più per arrivare al gate con un po&#8217; di anticipo.</p>
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		<title>Non la solita cena di gala: la notte di Bluh Velvet accende Furore</title>
		<link>https://www.foodandwineitalia.com/non-la-solita-cena-di-gala-la-notte-di-bluh-velvet-accende-furore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Martina Di Lena]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 12:42:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[bluh furore]]></category>
		<category><![CDATA[campania]]></category>
		<category><![CDATA[Costiera Amalfitana]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo Russo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando lo scorso anno abbiamo assegnato a Vincenzo Russo il premio come Best Chef Under 35, non stavamo solo scommettendo sul futuro: stavamo fotografando un talento in divenire. Un anno dopo, lo chef è in gran fermento nel suo quartier generale in Costiera, al ristorante Bluh Furore (una stella Michelin). La stagione iniziata ad aprile [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.foodandwineitalia.com/non-la-solita-cena-di-gala-la-notte-di-bluh-velvet-accende-furore/">Non la solita cena di gala: la notte di Bluh Velvet accende Furore</a> proviene da <a href="https://www.foodandwineitalia.com">Food and Wine Italia</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-path-to-node="4">Quando lo scorso anno abbiamo assegnato a <strong>Vincenzo Russo</strong> il premio come <a href="https://www.foodandwineitalia.com/best-chef-under-35-vincenzo-russo/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Best Chef Under 35</strong></a>, non stavamo solo scommettendo sul futuro: stavamo fotografando un talento in divenire. Un anno dopo, lo chef è in gran fermento nel suo quartier generale in <strong>Costiera</strong>, al ristorante <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="299">Bluh Furore</b> (una stella Michelin). La stagione iniziata ad aprile ha portato una ventata di novità al <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="415">Furore Grand Hotel</b>, che ha intercettato due trend sempre più apprezzati dal pubblico: la <strong>griglia</strong> e la <strong>pizza</strong>.</p>
<p data-path-to-node="4"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-216060" src="https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2026/07/Vincenzo-Russo-ed-Enrico-Bartolini-1.jpg" alt="" width="763" height="627" /></p>
<p data-path-to-node="5">Per il pranzo (e fino alle ore 18), lo spazio casual <strong>all-day dining</strong> di <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="68">Acquarasa Restaurant</b> ha acceso i motori di un nuovo forno che sforna <strong>tonde</strong>, e fa da preludio a un percorso di ricette incentrate su eccellenze locali come le <strong>alici di Cetara</strong>. La vera <strong>novità pop-elegante</strong> è però il <strong>barbecue</strong>, affiancato da una <strong>vetrina del pesce</strong> rifornita quotidianamente con il pescato del giorno, pesci interi e crostacei preparati espressi al momento: alla brace, all’acqua pazza, o in crosta di sale e limoni, tipico di questa zona. Parallelamente, la proposta fine dining del Bluh Furore conta diversi menu degustazione (tra cui percorsi dedicati come <em>Il </em><i data-path-to-node="5" data-index-in-node="617">Filo Blu</i>, <i data-path-to-node="5" data-index-in-node="627">Amore e Furore</i> e <em>Respiro della terra,</em> vegetariano) e un <strong>piatto-omaggio</strong> al mentore Enrico Bartolini: il <strong>Bottone olio e lime con triglia alla marinara </strong>che riprende il celebre Bottone olio e lime con salsa al cacciucco e polpo alla brace.</p>
<p data-path-to-node="6">Tutto questo fa da introduzione alla prova del nove della maturità culinaria di Russo che cucinerà insieme allo chef più stellato d&#8217;Italia che supervisiona la cucina del Grand Hotel: la <strong>seconda edizione</strong> di <b data-path-to-node="6" data-index-in-node="110">Bluh Velvet</b>, in scena <strong>sabato 11 luglio</strong>. Dimenticate la classica <strong>cena a quattro mani</strong>: questo <strong>dinner show</strong> (aperto sia agli ospiti dell&#8217;albergo sia agli esterni) è stato pensato come una <strong>festa</strong> tra musica e station per condurre gli ospiti da una portata all&#8217;altra.</p>
<p data-path-to-node="6"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-216058" src="https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2026/07/Festival-di-pomodoro.jpg" alt="" width="763" height="627" /></p>
<p data-path-to-node="7">L’itinerario inizierà al <strong>tramonto</strong> (ore 19:30) sui terrazzamenti del <strong>RIA Lounge Bar</strong> con assaggi a passaggio, per poi entrare nel vivo con una serie di <strong>show cooking</strong> ravvicinati. Il menu della serata gioca con la memoria campana, ma risente fortemente delle recenti <strong>contaminazioni internazionali</strong> dello chef. Ne è un esempio il <strong>Festival di pomodoro</strong>, completamente rivisitato dopo un viaggio a gennaio al Mandarin Oriental di Tokyo: i pomodori di stagione incontrano il totano cotto rigorosamente allo stile <i data-path-to-node="7" data-index-in-node="517">shabu shabu</i> e servito con le bacchette.</p>
<p data-path-to-node="8">L&#8217;intrattenimento prosegue con lo <strong>street food d&#8217;autore</strong>: fuori dall&#8217;area di Acquarasa, verranno distribuite le classiche <strong>pizze fritte</strong> <strong>e al portafoglio</strong> (nelle varianti tradizionali margherita e marinara). Tra le preparazioni live spicca lo <strong>Spiedino di polpo</strong>, grigliato davanti agli ospiti sullo <i data-path-to-node="8" data-index-in-node="302">yakitori</i> giapponese e completato da una complessa salsa bbq di mare a base di peperoni, pomodoro, zenzero, colatura di alici, limone e sesamo. Seguirà il <strong>Risotto con Furore</strong>, una ricetta pensata insieme a Bartolini e nata per l&#8217;occasione che omaggia le sfumature della Costiera giocando sui toni caldi delle zucchine gialle e della curcuma, bilanciati da caviale e pesto di basilico. Anche la <strong>Seppia arrosto con scapece di zucchine</strong> diventerà performance: scottata al momento e servita con salsa di mandorle e salsa al nero di seppia.</p>
<p data-path-to-node="9">La chiusura è un trionfo di dolci locali riletti al millimetro: un buffet di &#8220;mille delizie&#8221; in versione mini, tra cui la <strong>sfogliatella Santa Rosa</strong> (nata storicamente proprio nella vicina Conca dei Marini), enormi cesti colmi di limoni che consegnano lo <strong>sfogliato di limone di pane e mandorla</strong>, e il sontuoso <strong>Babà Savarin</strong> che verrà tagliato direttamente davanti ai commensali.</p>
<p data-path-to-node="10">La particolarità di Bluh Velvet sta tutta in questo ritmo serrato in cui i cuochi si fanno intrattenitori, supportati da una colonna sonora dal vivo che accompagna la serata. Per chi cerca un pretesto per un weekend lungo e rigenerante, la combinazione tra la proposta di Russo, la Spa Petramare e l&#8217;ospitalità sui nove terrazzamenti della struttura è, a tutti gli effetti, la scusa perfetta. Anche perché la festa non finisce qui: l&#8217;hotel mantiene le sue programmazioni del <strong>sabato</strong> con le apprezzate <strong>grill night settimanali</strong> incentrate su tagli di carne importanti (dalle tomahawk alle fiorentine) e pesce, che anticipano anche future serate dedicate interamente alla <strong>tradizione napoletana</strong> più verace, tra genovese, ragù e il mitico <i data-path-to-node="10" data-index-in-node="773">cuzzutiello</i>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.foodandwineitalia.com/non-la-solita-cena-di-gala-la-notte-di-bluh-velvet-accende-furore/">Non la solita cena di gala: la notte di Bluh Velvet accende Furore</a> proviene da <a href="https://www.foodandwineitalia.com">Food and Wine Italia</a>.</p>
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		<title>Solo autoctoni del Centro Italia: la scommessa enologica di Roccafiore a Todi</title>
		<link>https://www.foodandwineitalia.com/solo-autoctoni-del-centro-italia-la-scommessa-enologica-di-roccafiore-a-todi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Martina Di Lena]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2026 13:00:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[cantina]]></category>
		<category><![CDATA[Les Bulles]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Baccarelli]]></category>
		<category><![CDATA[Moscato Giallo]]></category>
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		<category><![CDATA[Travel+Leisure Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Chi esce dalla E45, percorre qualche curva in salita e arriva nella frazione di Chioano, in provincia di Todi, non ha molti motivi se non quello di visitare il wine resort di Roccafiore. Isolato nella campagna umbra questo indirizzo è la destinazione ideale per chi cerca un po’ di silenzio e ama la natura. La [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Chi esce dalla E45, percorre qualche curva in salita e arriva nella frazione di Chioano, <strong>in provincia di Todi</strong>, non ha molti motivi se non quello di visitare il <strong>wine resort</strong> di </span><b>Roccafiore</b><span style="font-weight: 400;">. Isolato nella <strong>campagna umbra</strong> questo indirizzo è la <strong>destinazione</strong> ideale per chi cerca un po’ di silenzio e ama la natura. La prima attività da fare dopo il <strong>check-in</strong> è accaparrarsi la postazione lettino in <strong>piscina</strong> che affaccia proprio sul comune noto per la sua elevata qualità di vita (negli anni Novanta gli fu attribuito il titolo di &#8220;città sostenibile&#8221; da uno studio del Center for Sustainable Cities dell&#8217;Università del Kentucky).</span><span style="font-weight: 400;"> Qualora fossero esaurite le disponibilità nel perimetro della vasca, l’ideale è posizionarsi sotto gli alberi per trovare un po’ di riparo. Se siete curiosi affacciatevi oltre la siepe per scorgere anche i filari di <strong>Moscato Giallo</strong> che caratterizzano questa realtà vitivinicola con un passato molto recente. una vigna di circa 13-14 anni introdotta dal precedente enologo altoatesino <strong>Hartman Donà</strong> (che oggi produce vicino a Bolzano). Da quelle uve nasce un <strong>passito</strong> del tutto inusuale per la zona, raccolto in cassetta ad agosto e pigiato ancora rigorosamente con i piedi in un grande tino d&#8217;acciaio. Un ritorno alle origini che, dopo una settimana di contatto con i raspi e sei mesi di affinamento in acciaio, regala un nettare ambrato dalle note di miele, cannella e fichi, mai stucchevole grazie a una piacevole nota verde.</span></p>
<figure id="attachment_216011" aria-describedby="caption-attachment-216011" style="width: 763px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-216011 size-full" src="https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2026/07/Luca-Baccarelli-founder-di-Cantina-Roccafiore-e-del-progetto-Les-Bulles.jpg" alt="" width="763" height="627" /><figcaption id="caption-attachment-216011" class="wp-caption-text">Luca Baccarelli, founder della cantina Roccafiore e del progetto Les Bulles</figcaption></figure>
<p><span style="font-weight: 400;">Per comprendere appieno l&#8217;energia che si respira a Roccafiore, bisogna fare un passo indietro fino ai <strong>primi anni Novanta</strong>. È in quel momento che<strong> Leonardo Baccarelli</strong>, imprenditore umbro con una viscerale passione per <strong>l&#8217;arte</strong> contemporanea, la natura e il &#8220;bello&#8221;, decide di dare vita a un sogno laico e ambizioso tra queste colline incontaminate di Todi, lungo la <strong>Strada dei Vini del Cantico</strong> (un omaggio alla spiritualità francescana).</span></p>
<h2>Tra camere di design e cucina del territorio</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Oggi, dopo oltre 20 anni, il sogno si è concretizzato passando nelle mani del figlio <strong>Luca Baccarelli</strong>, che insieme alla sorella <strong>Ilaria</strong> prosegue <a href="https://www.foodandwineitalia.com/festa-del-papa-storie-di-famiglia-nel-gusto-italiano/" target="_blank" rel="noopener">il progetto del padre</a>. Luca si occupa della <strong>cantina</strong> e del <strong>marketing</strong>, mentre Ilaria gestisce il <strong>wine resort</strong> e la <strong>spa</strong>. I nomi degli alloggi dimostrano la grande passione della proprietà per le <strong>autovetture </strong>(io ho dormito nella <strong>camera</strong> <strong>Maserati</strong>), mentre vicino alla cantina di produzione, distante circa 200 metri dalla struttura ricettiva, si trova il <strong>Wine Chalet</strong>, dimora autonoma dotata anche di cucina, soggiorno e una veranda. Oltre al legame con i motori, la mano del fondatore si ritrova nelle opere d&#8217;arte contemporanea sparse per la tenuta, con installazioni fuori che giocano sui concetti di velocità e asfalto.</span></p>
<figure id="attachment_216012" aria-describedby="caption-attachment-216012" style="width: 763px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-216012 size-full" src="https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2026/07/La-terrazza-panoramica-di-Roccafiore-dove-nella-bella-stagione-allestiscono-la-sala-del-ristorante-Fiorfiore.jpg" alt="" width="763" height="627" /><figcaption id="caption-attachment-216012" class="wp-caption-text">La terrazza panoramica di Roccafiore dove nella bella stagione allestiscono la sala del ristorante Fiorfiore</figcaption></figure>
<p><span style="font-weight: 400;">Nella bella stagione si cena nella <strong>terrazza</strong> panoramica e nel menu &#8220;Terre d&#8217;Umbria&#8221; spicca la valorizzazione delle <strong>materie prime</strong> dell&#8217;azienda. Il percorso inizia con una selezione di loro salumi di Cinta Senese accompagnati da giardiniera di frutta e verdure &#8220;home made&#8221;; i <strong>maialini</strong> sono allevati direttamente in proprietà e, quando disponibili, gli insaccati si possono anche acquistare (ottimo il loro capocollo). Si prosegue con gli <strong>gnocchi di patate al ragù della spolpatura</strong> e con il<strong> capocollo morbido di maiale umbro laccato</strong>, servito con zucchine marinate e sale di porcini. La conclusione è affidata alla <strong>crescionda</strong>, arancia e carota con tagliolini fritti, una libera interpretazione del dolce tipico spoletino. A dimostrazione dell&#8217;atmosfera piacevolmente informale e attenta all&#8217;ospite, la cucina asseconda senza problemi le variazioni sul menu: la crescionda può così lasciare spazio al loro <strong>&#8220;minestrone&#8221;</strong>, un dessert che nulla ha a che fare con una zuppa di verdure, ma si rivela un goloso elogio della frutta e della crema.</span></p>
<h2 data-path-to-node="4,1,1">La visita in cantina</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">L&#8217;indomani il risveglio è dedicato al <strong>tour in cantina</strong> con degustazione di 4 calici. Se si visita la struttura in settimana, la si trova nel pieno della classica giornata lavorativa, tra bottiglie vuote e tubi in mezzo alle stanze per le operazioni di <strong>imbottigliamento</strong>. La cantina è moderna e concepita per sfruttare la forza di gravità: al primo piano avviene la primissima lavorazione con la <strong>diraspatrice</strong>, poi le uve vengono calate attraverso delle botole nel soffitto direttamente nei <strong>tini d&#8217;acciaio</strong> sottostanti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>La prima vendemmia in assoluto è stata nel 2005.</strong> Oggi la tenuta conta <strong>16 ettari vitati</strong> guidati in regime <strong>biologico</strong>, dove <strong>la raccolta è completamente manuale</strong> anche per via dello spazio di appena un metro tra i filari, che impedisce il passaggio dei macchinari. Nonostante le estati calde e l&#8217;assenza di piogge degli ultimi anni, l&#8217;azienda sceglie di non irrigare artificialmente per spingere la pianta a trovare l&#8217;umidità in profondità nel terreno argilloso. I colleghi della cantina iniziano la raccolta alle cinque del mattino con forbici e cassette.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La degustazione si apre con i due bianchi, entrambi fatti con <strong>Grechetto di Todi</strong> in purezza. Il primo è il </span><strong>Fiordaliso</strong><span style="font-weight: 400;">, da vigne giovani di 12 anni: fa solo fermentazione e affinamento in acciaio per sei mesi. Al naso regala profumi di fiori bianchi, mentre in bocca esprime frutta fresca come pompelmo e mela, con una bella spalla acida. È un vino fresco, ottimo come aperitivo, caratterizzato da una gradazione importante che si nasconde dietro a una beva molto facile. Il secondo bianco è il </span><strong>Fiorfiore</strong><span style="font-weight: 400;">, prodotto con la vigna più vecchia della tenuta (quella di 40 anni situata proprio sotto la piscina del resort). Questo vino fa un anno di invecchiamento in grandi botti di rovere di Slavonia, che la cantina utilizza fino a 30 anni. Il calice è più scuro, minerale e sapido, con delicate note di vaniglia e mandorla rilasciate dal legno; un bianco di struttura che può tranquillamente invecchiare fino a otto anni.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Si passa poi ai rossi. Il terzo calice è </span><strong>Il Melograno</strong><span style="font-weight: 400;"> (Umbria IGT), un Sangiovese che fa solo acciaio e una macerazione semi-carbonica. Ha un colore scarico e luminoso, è sottile e ricorda lo stile di un Pinot Nero o di una Schiava; è l&#8217;unico rosso della cantina che viene consigliato servito fresco. La batteria si chiude con il rosso strutturato della casa, il </span><strong>Roccafiore</strong>,<span style="font-weight: 400;"> blend di Sangiovese, Sagrantino e Montepulciano che fa due anni di invecchiamento in legno e sei mesi di acciaio. È un vino corposo ed elegante, con un tannino ancora giovane e verde e sentori di frutti rossi sotto spirito, sottobosco e cioccolato, ideale in abbinamento a ragù o carni alla brace.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il viaggio eroico in questa realtà umbra si conclude scoprendo il progetto parallelo </span><strong>Les Bulles</strong><span style="font-weight: 400;">, nato nel 2021 dalla passione di Luca Baccarelli per il <strong>Metodo Classico</strong> in seguito a un viaggio in Francia. Si tratta di una selezione di 19 piccoli </span><i><span style="font-weight: 400;">vignerons</span></i><span style="font-weight: 400;"> della <strong>Champagne</strong>, importati e distribuiti in esclusiva in Italia, che condividono la stessa filosofia artigianale e sostenibile di Roccafiore: aziende giovani, viticoltura pulita, dosaggi bassi e minimo intervento.</span></p>
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		<title>Achilli al Parlamento: la concretezza di Pierluigi Gallo e oltre 100 grandi etichette alla mescita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Martina Di Lena]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2026 08:42:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ristoranti]]></category>
		<category><![CDATA[Achilli al Parlamento]]></category>
		<category><![CDATA[cantina]]></category>
		<category><![CDATA[Coravin]]></category>
		<category><![CDATA[mescita]]></category>
		<category><![CDATA[Michelin]]></category>
		<category><![CDATA[Pierluigi Gallo]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per Pierluigi Gallo festeggiare cinque anni in cucina nello stesso anno in cui la proprietà ne celebra 25 al timone dell&#8217;insegna significa tracciare bilanci, soprattutto quando il percorso ha dovuto attraversare le complessità del post-pandemia e la ridefinizione di un&#8217;identità gastronomica importante. Da Achilli al Parlamento, solida colonna della cultura enologica romana guidata da Cinzia [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Per <strong>Pierluigi Gallo</strong> festeggiare cinque anni in cucina nello stesso anno in cui la proprietà ne celebra 25 al timone dell&#8217;insegna significa tracciare bilanci, soprattutto quando il percorso ha dovuto attraversare le complessità del post-pandemia e la ridefinizione di un&#8217;identità gastronomica importante. Da <strong>Achilli al Parlamento</strong>, solida colonna della cultura enologica romana guidata da<strong> Cinzia Achilli</strong> e <strong>Daniele Tagliaferri</strong>, il traguardo coincide con una maturità strutturale evidente: da un lato, la cucina materica e concreta dello chef; dall&#8217;altro, un&#8217;importante svolta in cantina che democratizza l&#8217;accesso alle grandi etichette mondiali.</p>
<h2>Il percorso di Gallo: solidità, sala e piena libertà</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">L&#8217;ingresso dello chef Pierluigi Gallo è avvenuto in un momento storico delicato, segnato dall&#8217;assenza dei flussi turistici internazionali nel post-Covid. «Il lavoro si è svolto in modo lineare, ma non scontato», racconta lo chef. «All&#8217;inizio ho dovuto comprendere lo spazio e conquistare una clientela locale, puntando strategicamente sul pranzo come motore economico iniziale, per poi strutturare la proposta serale».</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La crescita dell&#8217;insegna si è mossa su due binari paralleli: <strong>l&#8217;evoluzione tecnologica</strong> dei laboratori e l&#8217;allineamento millimetrico tra <strong>cucina e sala</strong>. Raggiunta la stabilità dello staff e implementate le dotazioni tecniche necessarie, la risposta delle guide non si è fatta attendere. Nel <strong>novembre 2024</strong>, Achilli al Parlamento ha visto il rientro ufficiale della <strong>stella Michelin </strong>(persa nel 2021), coronamento di un percorso intenso che ha registrato ben tre visite ravvicinate nel solo ultimo anno.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">«La mia non è una cucina di sorprese effimere o di voli pindarici; è una cucina concreta, diretta, che negli anni è migliorata grazie alla piena libertà di sperimentazione che la proprietà mi ha concesso», aggiunge Gallo.</span></p>
<h2>I piatti firma: dalla lattuga arrosto ai classici immutati</h2>
<figure id="attachment_215552" aria-describedby="caption-attachment-215552" style="width: 763px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-215552" src="https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2026/06/Senza-spaghetto-alle-vongole.jpg" alt="" width="763" height="627" /><figcaption id="caption-attachment-215552" class="wp-caption-text">Senza spaghetto alle vongole</figcaption></figure>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel delineare la proposta del ristorante, Gallo mantiene saldi alcuni punti di riferimento culinari che lo definiscono sin dagli esordi. Accanto agli storici </span><b>Senza Spaghetto</b> <span style="font-weight: 400;">(una ricetta nata durante l&#8217;esperienza da Giulia Restaurant) e al </span><b>Baccalà con bufala e ventricina</b><span style="font-weight: 400;"> (le cui radici risalgono a Tivoli), sono i piatti concepiti appositamente per le sale di via dei Prefetti ad aver conquistato critica e pubblico.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tra questi, spicca la </span><b>Lattuga arrosto</b><span style="font-weight: 400;">, inserita nel primo menu del 2022 come risposta alle crescenti esigenze vegetariane e divenuta un vero e proprio paradigma del locale. Per quanto riguarda i primi, la stagionalità impone regole rigide: se nei mesi freddi domina l&#8217;iconico </span><b>Risotto con burro, parmigiano e ristretto di coda alla vaccinara</b><span style="font-weight: 400;">, l&#8217;estate vede l&#8217;alternarsi di proposte più fresche e dinamiche, come il recente </span><b>risotto con zucchine alla scapece e stracchino di Amatrice</b><span style="font-weight: 400;">, pronto a cedere il passo alla combinazione di </span><b>patata, pomodoro e maggiorana</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<figure id="attachment_215551" aria-describedby="caption-attachment-215551" style="width: 763px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-215551" src="https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2026/06/Baccala-ventricina-bufala-e-lattuga-arrosto.jpg" alt="" width="763" height="627" /><figcaption id="caption-attachment-215551" class="wp-caption-text">Baccalà, ventricina, bufala e lattuga arrosto</figcaption></figure>
<h2>La formula business del pranzo e il legame con il territorio</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Abbandonata la formula del menu degustazione a </span><b>pranzo</b><span style="font-weight: 400;">, rivelatasi distante dalle necessità della clientela d&#8217;affari del centro storico, Achilli ha rimodulato l&#8217;offerta diurna puntando su una </span><b>carta giornaliera snella e dinamica</b><span style="font-weight: 400;">. Ogni giorno vengono presentati quattro o cinque piatti nuovi legati al mercato e alla tradizione italiana e romana, capaci di attrarre ospiti fidelizzati che frequentano il locale quotidianamente.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I </span><b>tonnarelli cacio e pepe</b><span style="font-weight: 400;"> fatti in casa con pecorino da selezione Dol si affiancano a una rigorosa spesa ittica basata esclusivamente sul </span><b>pescato locale </b><span style="font-weight: 400;">(ricciole, lecce, moroni, seppie) e su una costante offerta </span><b>vegetale</b><span style="font-weight: 400;">, garantendo un livello qualitativo da tavola stellata ma fruibile nei tempi e nei costi di un pranzo di lavoro veloce.</span></p>
<h2>Più di 100 etichette alla mescita</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-215553" src="https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2026/06/Daniele-Tagliaferri-nella-cantina-di-Achilli-al-Parlamento-ph.-Good-Working.jpg" alt="" width="763" height="627" /></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L&#8217;altra grande novità che ridefinisce l&#8217;esperienza da Achilli al Parlamento è l&#8217;introduzione di </span><b>una selezione che supera le 100 etichette disponibili costantemente alla mescita</b><span style="font-weight: 400;">, attive dalla mattina alla sera sia in enoteca che al ristorante. Questa scelta strategica risponde alla volontà della proprietà di valorizzare lo sterminato patrimonio della storica cantina, rendendo accessibili </span><b>bottiglie rare e grandi formati</b><span style="font-weight: 400;"> senza l&#8217;obbligo di acquisto dell&#8217;intera referenza.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La proposta trasversale spazia tra eccellenze assolute: dai grandi </span><b>Champagne</b><span style="font-weight: 400;"> come la 173ème Édition di Krug o il Cristal di Louis Roederer ai </span><b>bianchi</b><span style="font-weight: 400;"> dalla complessità del Jakot di Radikon al rigore dello Chablis 1er Cru &#8220;Les Montmains&#8221; di William Fèvre. Tra i </span><b>rossi</b><span style="font-weight: 400;">, non mancano Icone italiane del calibro di Sassicaia, Ornellaia, Solaia, Tignanello, Le Pergole Torte, affiancate dal Barbaresco di Gaja e dall&#8217;Amarone di Quintarelli. L&#8217;</span><b>orizzonte internazionale </b><span style="font-weight: 400;">fa molta ricerca, come nel caso del Vosne-Romanée di Domaine d’Eugénie o il Merlot Shiojiri proveniente dal Giappone.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La gestione di una mescita così profonda ed esclusiva è supportata da un duplice investimento tecnologico e umano. Da un lato, l&#8217;utilizzo sistematico del sistema </span><b>Coravin</b><span style="font-weight: 400;"> e di frigoriferi di mantenimento specifici garantisce l&#8217;integrità assoluta del vino nel tempo; dall&#8217;altro, la presenza di due sommelier dedicati assicura una rotazione costante delle referenze e la gestione di</span><b> due diversi percorsi di abbinamento</b><span style="font-weight: 400;"> (Classic e Premium).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Anche la gestione delle <strong>temperature</strong> segue una logica precisa: anziché mantenere l&#8217;intera cantina a temperature da servizio da ristorante, le bottiglie selezionate direttamente dal cliente in enoteca vengono portate alla temperatura ideale in pochi minuti grazie all&#8217;uso mirato di un<strong> abbattitore rapido</strong>, ottimizzando la freschezza della mescita ed eliminando i tempi morti del servizio. Una sinergia perfetta tra enoteca storica e ristorazione d&#8217;avanguardia che conferma Achilli come uno dei fulcri più dinamici del panorama gastronomico romano.</span></p>
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