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	<title>Redazione, Autore presso Food and Wine Italia</title>
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	<title>Redazione, Autore presso Food and Wine Italia</title>
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		<title>Ceviche di pesce con patacones</title>
		<link>https://www.foodandwineitalia.com/ceviche-di-pesce-con-patacones/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 10:00:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antipasti]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[ceviche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>1. Preparate i patacones: in una padella di ghisa, scaldate dell’olio a fuoco medio alto, fino a raggiungere 160°C. Friggete le fette di platano, girandole di tanto in tanto, per circa 6 minuti, fino a quando risulteranno morbide perforandole con un coltello e avranno un colore giallo chiaro con macchie marroncine. Toglietele dall’olio e trasferitele [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 47">
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<div class="column">
<p><strong>1. Preparate i patacones: </strong>in una padella di ghisa, scaldate dell’olio a fuoco medio alto, fino a raggiungere 160°C. Friggete le fette di platano, girandole di tanto in tanto, per circa 6 minuti, fino a quando risulteranno morbide perforandole con un coltello e avranno un colore giallo chiaro con macchie marroncine. Toglietele dall’olio e trasferitele su un piatto foderato di carta assorbente. Lasciate raffreddare per 10 minuti. Rimuovete la padella con l’olio dal fuoco e tenete da parte.</p>
<p>2. Aiutandovi con un bicchiere, schiacciate ogni fetta di platano fino a uno spessore di circa 5 mm. Riscaldate nuovamente l’olio a 160°C. Friggete, poche alla volta, le fette di platano per circa 4 minuti, girandole a metà cottura, fino a quando diventano croccanti. Trasferite i patacones su una teglia coperta di carta assorbente e salate. Lasciate riposare a temperatura ambiente, scoperti, fino al momento di servire, fino a 4 ore.</p>
<div class="page" title="Page 47">
<div class="section">
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<div class="column">
<p><strong>3. Preparate il ceviche:</strong> in una ciotola, mescolate peperoni, latte di cocco, erbe tritate, scalogno, ravanelli e metà del succo di lime. Coprite e lasciate raffreddare in frigorifero per 15 minuti.</p>
<p>4. In un’altra ciotola, condite il pesce con sale, pepe nero e il succo di lime rimanente. Coprite e lasciate raffreddare per 5 minuti.</p>
<p>5. Versate il pesce e il peperoncino nella miscela di latte di cocco. Dividete il ceviche equamente in 4 ciotole basse e guarnite con foglioline di erbe fresche, peperone, ravanelli e fette di jalapeño. Servite il ceviche con i patacones e altri jalapeño.</p>
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		<title>Rigatoni con pesce spada e melanzane</title>
		<link>https://www.foodandwineitalia.com/rigatoni-con-pesce-spada-e-melanzane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 10:00:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primi]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[melanzane]]></category>
		<category><![CDATA[pesce spada]]></category>
		<category><![CDATA[primi]]></category>
		<category><![CDATA[ricette]]></category>
		<category><![CDATA[rigatoni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un classico della cucina mediterranea che unisce la sapidità del mare alla dolcezza dei pomodorini e alla consistenza avvolgente delle melanzane fritte. Un primo piatto ricco e colorato, perfetto per una cena tra amici che profuma d&#8217;estate. Oggi si va di pesce spada e melanzane, mixato con dei pomodorini che danno cremosità al piatto. La [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-path-to-node="1">Un classico della cucina mediterranea che unisce la sapidità del mare alla dolcezza dei pomodorini e alla consistenza avvolgente delle melanzane fritte. Un primo piatto ricco e colorato, perfetto per una cena tra amici che profuma d&#8217;estate. Oggi si va di pesce spada e melanzane, mixato con dei pomodorini che danno cremosità al piatto.</p>
<h2 data-path-to-node="1">La ricetta spiegata passo passo</h2>
<ol>
<li data-path-to-node="9">Iniziate lavando e spuntando le melanzane. <b data-path-to-node="9" data-index-in-node="43">Tagliatele</b> a cubetti non troppo piccoli. In una padella ampia, <b data-path-to-node="9" data-index-in-node="106">scaldate</b> abbondante olio extravergine d&#8217;oliva e <b data-path-to-node="9" data-index-in-node="154">friggete</b> i cubetti finché non saranno ben dorati e croccanti. <b data-path-to-node="9" data-index-in-node="216">Scolateli</b> su carta assorbente e teneteli da parte.</li>
<li data-path-to-node="11">Prendete la fetta di pesce spada, <b data-path-to-node="11" data-index-in-node="34">eliminate</b> la pelle e l&#8217;osso centrale, quindi <b data-path-to-node="11" data-index-in-node="79">riducetela</b> a cubetti di circa 1,5 cm. Nella stessa padella (pulita o con un filo d&#8217;olio nuovo), <b data-path-to-node="11" data-index-in-node="175">saltate</b> il pesce a fiamma vivace per un paio di minuti finché non cambia colore. <b data-path-to-node="11" data-index-in-node="256">Toglietelo</b> dalla padella e mettetelo da parte per evitare che indurisca troppo.</li>
<li data-path-to-node="13">Nella stessa padella, <b data-path-to-node="13" data-index-in-node="22">fate rosolare</b> lo spicchio d&#8217;aglio con un giro d&#8217;olio. <b data-path-to-node="13" data-index-in-node="76">Tagliate</b> a metà i pomodorini rossi e i datterini gialli, quindi <b data-path-to-node="13" data-index-in-node="140">tuffateli</b> nel soffritto. <b data-path-to-node="13" data-index-in-node="165">Lasciate cuocere</b> a fuoco medio per circa 10-12 minuti finché non inizieranno a creare un sughetto succoso. <b data-path-to-node="13" data-index-in-node="272">Regolate</b> di pepe (e sale se necessario).</li>
<li data-path-to-node="15">Cuocete i rigatoni in abbondante acqua salata. <b data-path-to-node="15" data-index-in-node="47">Scolateli</b> molto al dente e <b data-path-to-node="15" data-index-in-node="74">trasferiteli</b> direttamente nella padella con il sugo di pomodorini. <b data-path-to-node="15" data-index-in-node="141">Aggiungete</b> i cubetti di pesce spada e le melanzane fritte preparate in precedenza.</li>
<li data-path-to-node="17"><b data-path-to-node="17" data-index-in-node="0">Mantecate</b> il tutto a fiamma vivace per un minuto, aggiungendo un mestolo di acqua di cottura se necessario per legare gli ingredienti. <b data-path-to-node="17" data-index-in-node="135">Spegnete</b> il fuoco e <b data-path-to-node="17" data-index-in-node="155">completate</b> con abbondante basilico fresco spezzettato a mano.</li>
<li data-path-to-node="20">Servite i rigatoni ben caldi, assicurandovi che ogni piatto abbia la giusta proporzione di melanzane e pesce spada. <b data-path-to-node="20" data-index-in-node="116">Rifinite</b> con un ultimo giro di olio a crudo e una fogliolina di basilico per decorare.</li>
</ol>
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		<title>7Pines Resort Sardinia, una stagione spumeggiante</title>
		<link>https://www.foodandwineitalia.com/7pines-resort-sardinia-una-stagione-spumeggiante/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Jun 2026 16:25:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Hôtellerie]]></category>
		<category><![CDATA[7pines]]></category>
		<category><![CDATA[Baja Sardinia]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Pepe]]></category>
		<category><![CDATA[Paquale D'Ambrosio]]></category>
		<category><![CDATA[sardegna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mare cristallino, natura rigogliosa, dettagli che rimandano allo spirito del luogo, i trattamenti wellness della Pure Seven Spa e una proposta gastronomica di prim’ordine, declinata dalla pizza d’autore alla cucina su spiaggia, fino al fine dining stellato: sono tante le ragioni per cui, a cinque anni dall’apertura, il 7Pines Resort Sardinia – affacciato sulla costa [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Mare cristallino, natura rigogliosa, dettagli che rimandano allo spirito del luogo, i trattamenti wellness della Pure Seven Spa e una proposta gastronomica di prim’ordine, declinata dalla pizza d’autore alla cucina su spiaggia, fino al fine dining stellato: sono tante le ragioni per cui, a cinque anni dall’apertura, il <strong>7Pines Resort Sardinia</strong> – affacciato sulla costa settentrionale della Sardegna, e parte di <a href="https://www.hyatt.com/destination-by-hyatt/en-US/sardh-7-pines-resort-sardinia">Destination by Hyatt</a> – è uno degli indirizzi luxury più amati dell’isola. Ma la raffinata e accogliente <a href="https://www.foodandwineitalia.com/7pines-resort-sardinia-magia-di-gallura/">struttura di ospitalità diretta da Vito Spalluto</a> non resta ferma sugli allori, e continua a proporre a ogni stagione interessanti novità e collaborazioni di prestigio.</p>
<h2>La Bollinger Champagne Terrace e il Bollinger Champagne Pool Bar</h2>
<figure id="attachment_214994" aria-describedby="caption-attachment-214994" style="width: 763px" class="wp-caption alignleft"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-214994" src="https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2026/06/6.png" alt="7Pines Resort Sardinia" width="763" height="627" /><figcaption id="caption-attachment-214994" class="wp-caption-text">La terrazza panoramica</figcaption></figure>
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<p>Nuova è, ad esempio, la partnership con <strong>Champagne Bollinger</strong>, che porta le pregiate bollicine francesi in due spazi dedicati del resort: il rooftop panoramico situato sopra al ristorante stellato Capogiro – guidato dallo chef Pasquale D’Ambrosio – diventa infatti la <strong>Bollinger Champagne Terrace</strong>, mentre il bar in piscina è stato ribattezzato <strong>Bollinger Champagne Pool Bar</strong>.</p>
<p>In entrambe le location, una selezione esclusiva di etichette della Maison accompagna i diversi momenti della giornata, dal relax al tramonto alle serate gourmet. In particolare, qui si può assaggiare anche la <strong>Special Cuvée 007 Limited Edition</strong>, Champagne strutturato, elegante e profondamente identitario in edizione da collezione.</p>
<p>E se sulla terrazza, affacciata sull’Arcipelago della Maddalena, le bottiglie Bollinger si abbinano a una carta dedicata ai crudi di mare e ai “baci di sapore” – piccoli assaggi pensati dall&#8217;Executive  chef <strong>Pasquale D’Ambrosio</strong> per esaltare le diverse cuvée –, il bar della piscina offre una proposta all day dining a base di piatti mediterranei, crudi e grandi classici, dalla pizza all’hamburger e oltre.</p>
<h2>I menu da Capogiro e la nuova pizza di Franco Pepe</h2>
<figure id="attachment_214995" aria-describedby="caption-attachment-214995" style="width: 763px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="size-full wp-image-214995" src="https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2026/06/FW_web.png" alt="7Pines Resort Sardinia" width="763" height="627" /><figcaption id="caption-attachment-214995" class="wp-caption-text">Ho visto un gambero sott&#8217;acqua: <span id="m_1783930989180085993m_3760218413430279053gmail-docs-internal-guid-d63f8e31-7fff-3148-3539-7ecf5b2af3c2">gambero viola, vongole, alghe e brodo alla marinara </span></figcaption></figure>
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<p>Anche la <strong>proposta stellata</strong> dello chef D’Ambrosio evolve, e – pur continuando a coniugare il forte legame con la Sardegna e i suoi artigiani, produttori e pescatori, con un linguaggio gastronomico contemporaneo e personale – si rinnova.</p>
<p>Per la stagione 2026, infatti, il ristorante <strong>Capogiro</strong> propone due nuovi percorsi degustazione che riassumono la visione culinaria dello chef tra mare, terra e memoria (senza dimenticare, nel lavoro quotidiano, l’attenzione alla sostenibilità sociale e all’aspetto umano della cucina).</p>
<p><strong><em>Le Nostre Storie </em></strong>propone un racconto “corale” e strettamente radicato nel territorio e nelle stagioni, che spazia da <strong>L’orto in fiore</strong> – incentrato su quanto arriva direttamente dagli orti del resort, tra verdure ed erbe spontanee – e <strong>Ho visto un gambero sott&#8217;acqua</strong> al Rombo con chantilly di pinoli e capperi, erbe e fiori, passando anche per il Risotto al burro di erbe di macchia, sottobosco, alghe e gin “metamorfosi” – un bell’affresco del paesaggio sardo attraverso pennellate aromatiche – e il <strong>Raviolo con caviale al fumo</strong>, latticello e un’infusione di ostrica.</p>
<p>Più ampio, strutturato e identitario è, invece, il percorso <strong><em>Sartoriale</em></strong> che si apre con lo <strong>Scampo</strong> laccato al verde miele, servito con lattuga alla brace e olio di pompia (intenso agrume che nasce solo in Sardegna) e prosegue con  una versione originale della tradizionale spigola all’<strong>Acqua pazza</strong> (con pomodori, codium e insalata), e con le note decisamente iodate dei due primi piatti: il <strong>Fusillone </strong>glassato al limone nero con acqua di cozze e caviale di spirulina, e <strong>Mare</strong>, vale a dire pasta di farro immersa in un estratto di pescatora, con erbe e brina marina.</p>
<p>E ancora, con il <strong>Dentice</strong> accompagnato da una bernese bianca alle erbe, fiori di radici e bottarga di mandorla, e l’<strong>Agnello</strong> maturato, servito con morchella glassata, finocchio di mare e fiori di basilico, gustoso omaggio all’identità “terrigna” dell’isola e della sua cucina.</p>
<p>Restano, comunque, in carta anche i piatti signature dello chef, tra cui la squisita <strong>Pasta mischiata ai 12 pomodori</strong>, magistrale esempio di semplicità apparente e complessità tecnica.</p>
<figure id="attachment_214996" aria-describedby="caption-attachment-214996" style="width: 763px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="size-full wp-image-214996" src="https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2026/06/2.png" alt="7Pines" width="763" height="627" /><figcaption id="caption-attachment-214996" class="wp-caption-text">Il Cone Club</figcaption></figure>
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<p>Si rinnova poi anche per quest’anno <a href="https://www.foodandwineitalia.com/franco-pepe-spazio-mare-7pines-sardegna">la collaborazione con Franco Pepe</a> che, insieme allo chef di origine partenopea, ha creato una nuova pizza signature che affianca i classici di Pepe in Grani nel menu di <strong>Spazio by Franco Pepe,</strong> affacciato sulla piscina: si tratta di <strong>Spazio Mare</strong>, pizza fritta in cui la tradizione campana e lo spirito marino dell’isola si incontrano attraverso la stracciata di Bufala Dop e il gambero rosso, insieme alle note fresche di misticanza e lime.</p>
<p>Si concentra invece sul pranzo vista mare, e sul momento dell’aperitivo in spiaggia, la proposta del <strong>Cone Club</strong>, ristorante pieds dans l’eau all’insegna di cucina e convivialità mediterranea in chiave sostenibile e informale.</p>
<h2>Mareas, la boutique firmata da Antonio Marras</h2>
<figure id="attachment_214997" aria-describedby="caption-attachment-214997" style="width: 763px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-214997" src="https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2026/06/3.png" alt="7Pines Resort" width="763" height="627" /><figcaption id="caption-attachment-214997" class="wp-caption-text">Le creazioni di Antonio Marras</figcaption></figure>
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<p>Anche l’altra novità 2026 del 7Pines Resort si affaccia sulla piscina: si tratta di <strong>Mareas,</strong> temporary boutique firmata dallo stilista e designer algherese <strong>Antonio Marras</strong>, che da tempo è uno dei più noti e brillanti rappresentanti della cultura sarda nel mondo. Gestita direttamente dalla maison di moda, la boutique propone una selezione di capi ready-to-wear, fragranze e accessori, intessendo un dialogo originale e autentico tra <strong>estetica, materia e paesaggio</strong>. In vendita anche una selezione di capi realizzati a mano nel laboratorio di Alghero, che ne incarnano la dimensione più intima e narrativa.</p>
<p>Ma la creatività di Marras pervade anche altri ambienti del resort: dal <strong>concept store 7Pines, </strong>nel main building, dove si può trovare anche una scelta di di borse e calzature del brand, fino ai dettagli di interior design – tra ceramiche e installazioni – disseminati nella struttura rafforzandone ulteriormente lo <strong>spirito sardo</strong> in un racconto visivo che tiene insieme memoria e contemporaneità, artigianato e spirito artistico.</p>
<p>«Questa partnership rappresenta per noi molto più di una collaborazione: è un progetto che guarda al <strong>futuro</strong> e che nasce da un legame autentico con la Sardegna», commenta <strong>Vito Spalluto, </strong>Managing Director di 7Pines Resort Sardinia. «Con Antonio Marras condividiamo la volontà di raccontare questo territorio in modo contemporaneo, valorizzandone<strong> l’identità</strong> più profonda. Il nostro obiettivo è costruire nel tempo un percorso comune, fatto di evoluzione, contaminazione e crescita, capace di rafforzare sempre di più il dialogo tra ospitalità, cultura e creatività».</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.foodandwineitalia.com/7pines-resort-sardinia-una-stagione-spumeggiante/">7Pines Resort Sardinia, una stagione spumeggiante</a> proviene da <a href="https://www.foodandwineitalia.com">Food and Wine Italia</a>.</p>
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		<title>Se il cocktail è una performance: la nuova mixology su ruote del Portrait Milano</title>
		<link>https://www.foodandwineitalia.com/se-il-cocktail-e-una-performance-la-nuova-mixology-su-ruote-del-portrait-milano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 14:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Hôtellerie]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[10_11 Bar Ristorante]]></category>
		<category><![CDATA[aperitivo]]></category>
		<category><![CDATA[cocktail]]></category>
		<category><![CDATA[Portrait Milano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il dettaglio che cambia le regole del gioco è una nuvola aromatica di mandarino verde che completa un Milano Torino, dissolvendosi nell’aria proprio sopra il bordo del bicchiere. Non siamo dietro il bancone, ma a pochi centimetri dal tavolo, tra le poltrone del giardino del 10_11 Bar Ristorante, all&#8217;interno del Portrait Milano. Qui, dalle 18 [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-path-to-node="5">Il dettaglio che cambia le regole del gioco è una nuvola aromatica di <strong>mandarino verde</strong> che completa un Milano Torino, dissolvendosi nell’aria proprio sopra il bordo del bicchiere. Non siamo dietro il bancone, ma a pochi centimetri dal tavolo, tra le poltrone del giardino del <strong>10_11 Bar Ristorante</strong>, all&#8217;interno del <strong>Portrait Milano</strong>. Qui, dalle 18 alle 21, <strong>l&#8217;aperitivo</strong> ha smesso di essere una semplice sosta veloce per trasformarsi in una performance ravvicinata. Un <strong>carrello</strong> di legno e bottiglie storiche scivola tra i tavoli, e i gesti precisi del bartender diventano il centro di una ritrovata <strong>convivialità</strong>.</p>
<p data-path-to-node="6">L&#8217;idea, curata dal nuovo <strong>bar manager Daniel Jonathan Selby</strong>, è un recupero colto del servizio di sala d’altri tempi, applicato a quattro pilastri della miscelazione italiana. La spina dorsale di ogni drink è una firma sartoriale: blend di <strong>bitter</strong> e <strong>vermouth</strong> realizzati direttamente in casa e sodati home-made.</p>
<h2 data-path-to-node="9">La drink list: 4 pilastri tra storicità e twist agrumati</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-214956" src="https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2026/06/lAperitivo-milanese-del-10_11.jpg" alt="" width="763" height="627" /></p>
<p data-path-to-node="7">Il racconto liquido comincia con il <strong>Milano Torino</strong>, essenziale tributo alle due capitali del format, dove l&#8217;amaro e il dolce trovano un contrappunto fresco proprio in quell&#8217;essenza di mandarino verde. Muovendosi lungo la linea del tempo, il carrello mette in scena l’<strong>Americano</strong>, nato agli inizi del Novecento quando l&#8217;arrivo dell&#8217;acqua frizzante e dei turisti d&#8217;oltreoceano allungò il Milano-Torino. Selby lo reinterpreta con una soda al <i data-path-to-node="7" data-index-in-node="436">verjus</i> (il succo d&#8217;uva acerba), zafferano e pompelmo rosa, sigillando il tutto con un profumo di foglie di limone.</p>
<p data-path-to-node="8">C’è spazio poi per la rigorosa architettura del <strong>Negroni</strong>, immutato nella sua formula in parti uguali nata a Firenze nel 1919 per accontentare il conte Camillo che voleva un Americano più forte, ma qui elevato da una vaporizzazione alle foglie d&#8217;arancio. Infine, lo <strong>Spritz</strong> gioca con la storia: se duecento anni fa i soldati austriaci si limitavano ad allungare il vino locale con acqua frizzante, oggi la combinazione si fa complessa grazie a una soda agrumata della casa e a un’essenza di pompelmo e basilico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.foodandwineitalia.com/se-il-cocktail-e-una-performance-la-nuova-mixology-su-ruote-del-portrait-milano/">Se il cocktail è una performance: la nuova mixology su ruote del Portrait Milano</a> proviene da <a href="https://www.foodandwineitalia.com">Food and Wine Italia</a>.</p>
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		<title>A Brescia il mestiere del pizzaiolo diventa terapia per gli adolescenti</title>
		<link>https://www.foodandwineitalia.com/a-brescia-il-mestiere-del-pizzaiolo-diventa-terapia-per-gli-adolescenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 13:00:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Pizza]]></category>
		<category><![CDATA[brescia]]></category>
		<category><![CDATA[ciro di maio]]></category>
		<category><![CDATA[Mani Im-Pasto]]></category>
		<category><![CDATA[pizza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I tempi ferrei della linea, la gestione dell’idratazione in base all&#8217;umidità della giornata, il rispetto per le materie prime Dop e la pressione di un servizio in cucina. Nel panorama della ristorazione contemporanea, il lavoro del pizzaiolo viene spesso raccontato attraverso i trend o le classifiche. C’è però una declinazione diversa, dove la tecnica e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-path-to-node="3">I tempi ferrei della linea, la gestione dell’idratazione in base all&#8217;umidità della giornata, il rispetto per le materie prime Dop e la pressione di un servizio in cucina. Nel panorama della ristorazione contemporanea, il <strong>lavoro del pizzaiolo</strong> viene spesso raccontato attraverso i trend o le classifiche. C’è però una declinazione diversa, dove la tecnica e la disciplina della tradizione si trasformano in uno strumento di misurazione delle proprie capacità.</p>
<p data-path-to-node="4">A <strong>Brescia</strong>, la pizzeria <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="23">San Ciro</b> e la cooperativa sociale <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="57">Fraternità Giovani</b> hanno dato vita a <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="94">&#8220;Mani Im-Pasto&#8221;</b>, un laboratorio di dieci incontri che porta otto <strong>adolescenti</strong> (tra i 12 e i 18 anni) <strong>con fragilità</strong> psichiche e problematiche di salute mentale direttamente dietro al bancone, attraverso un percorso strutturato dove il lavoro di brigata diventa una terapia.</p>
<h2 data-path-to-node="5">La pizza come medium tecnico e psicologico</h2>
<figure id="attachment_214950" aria-describedby="caption-attachment-214950" style="width: 763px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-214950 size-full" src="https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2026/05/Matteo-Pasetti-e-Ciro-Di-Maio.png" alt="" width="763" height="627" /><figcaption id="caption-attachment-214950" class="wp-caption-text">Matteo Pasetti e Ciro Di Maio</figcaption></figure>
<p data-path-to-node="6">Nel mondo della ristorazione, l&#8217;errore o il successo di un piatto sono immediati. Ed è proprio su questa reazione causa-effetto che si sviluppa l&#8217;efficacia del progetto, ideato dal titolare della pizzeria <b data-path-to-node="6" data-index-in-node="205">Ciro Di Maio</b> insieme all&#8217;educatore professionale <b data-path-to-node="6" data-index-in-node="254">Matteo Pasetti</b>.</p>
<p data-path-to-node="6">«La scelta della pizza è strategica: si tratta di un cibo semplice, familiare, capace di mettere chiunque a proprio agio – spiega Pasetti –. È un elemento concreto che consente di vedere in tempi rapidi il risultato del proprio impegno, trasformando la manipolazione degli ingredienti in un esercizio di autostima. In un ambiente dove le regole, i tempi e la collaborazione sono ferrei come in ogni cucina di alto livello, otto ragazzi dell’età compresa tra i 12 e i 18 anni imparano che è possibile costruire qualcosa di buono con le proprie mani».</p>
<p data-path-to-node="8">Il laboratorio esce dai confini protetti ma astratti dei centri diurni per calarsi in una vera cucina professionale. Durante le lezioni, i ragazzi affrontano la complessità della pizzeria artigianale: dalla selezione delle farine alla stesura della pasta (quella tipica di San Ciro, volutamente imperfetta e &#8220;con le orecchie&#8221;, specchio del lavoro manuale), fino al controllo della cottura.</p>
<h2 data-path-to-node="9">Il mestiere come riscatto</h2>
<p data-path-to-node="10">La guida tecnica del progetto è affidata a<strong> Ciro Di Maio</strong>, classe 1990, originario di Frattamaggiore, che ha costruito la sua identità professionale partendo da zero e affrontando la gavetta lombarda prima di diventare titolare unico del suo locale a Brescia. Di Maio non è nuovo all&#8217;uso sociale della professione, avendo già coordinato attività formative in contesti carcerari e per disoccupati.</p>
<p data-path-to-node="11,0">«Ogni gesto tecnico diventa un’occasione educativa per allenare l’ascolto, la precisione e, soprattutto, la responsabilità – racconta Di Maio –. In una cucina professionale, il rispetto dei tempi non è un’opzione, ma una necessità; imparare a gestire la pressione di un servizio, seppur in un ambiente tutelante, aiuta questi adolescenti a riscoprire risorse personali che spesso rimangono soffocate dalla patologia o dal disagio sociale».</p>
<p data-path-to-node="13">L&#8217;iniziativa poggia sulle competenze di Fraternità Giovani, impresa sociale che dal Duemila si occupa di salute mentale in età evolutiva sul territorio lombardo, seguendo attualmente circa duecento minori. L&#8217;obiettivo a lungo termine, come sottolinea la presidente della cooperativa <b data-path-to-node="13" data-index-in-node="280">Laura Rocco</b>, è offrire a questi giovani una &#8220;palestra di realtà&#8221; che possa aiutarli a immaginare un futuro professionale concreto, in un settore che richiede sempre più figure preparate, rigorose e motivate.</p>
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		<title>Il 2 giugno diventa il “Cozza day”</title>
		<link>https://www.foodandwineitalia.com/il-2-giugno-diventa-il-cozza-day/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2026 16:00:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[cozza nera tarantina]]></category>
		<category><![CDATA[Monica Caradonna]]></category>
		<category><![CDATA[puglia]]></category>
		<category><![CDATA[taranto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come tutte le date segnate in rosso sul calendario, il 2 giugno è una ricorrenza importante per il nostro Paese: si celebra infatti la Festa della Repubblica, istituita nella data del referendum istituzionale del 1946 per ricordare la nascita della Repubblica Italiana, e festeggiata da allora con i colori della nostra bandiera che pervadono schermi, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Come tutte le date segnate in rosso sul calendario, <strong>il 2 giugno</strong> è una ricorrenza importante per il nostro Paese: si celebra infatti la <strong>Festa della Repubblica,</strong> istituita nella data del referendum istituzionale del 1946 per ricordare la nascita della Repubblica Italiana, e festeggiata da allora con i colori della nostra bandiera che pervadono schermi, strade e cieli. Ma, da quest’anno, senza voler certo offuscare il valore simbolico e concreto della data istituzionale, la giornata d’inizio estate diventa anche l’occasione per celebrare un altro, piccolo ma gustosissimo, tassello del nostro patrimonio gastronomico e culturale, vestendosi di un colore che in questo caso non ha nulla di cupo: il <strong>nero</strong>.</p>
<p>Da <strong>Taranto</strong> – che da diversi anni ospita l’appuntamento con <strong>EGO Food Fest</strong>, manifestazione che <a href="https://www.foodandwineitalia.com/ego-food-fest-2026-taranto-programma-date/">nel mese di aprile ha accolto oltre 170 ospiti in arrivo da tutta Italia, tra cuochi, pizzaioli, giornalisti e produttori di eccellenze gastronomiche</a> – arriva infatti la proposta di istituire il <strong>“</strong>Cozza Day”, vale a dire una giornata dedicata alla <strong>Cozza nera tarantina Presidio Slow Food</strong>, specie autoctona locale da sempre protagonista della molluschicoltura nel Mar Piccolo della città, molto apprezzata non solo per il sapore  ma anche per il valore nutrizionale e l’impatto ambientale bassissimo.</p>
<p>A partire da quest’anno, dunque, i ristoratori e pizzaioli pugliesi sono invitati ad aderire all’iniziativa dedicando al prezioso mitile <strong>un menu ad hoc</strong>, o almeno un piatto, che ne valorizzi al meglio le caratteristiche organolettiche e il gusto. L’occasione per lanciare l’avvio dell’iniziativa – e la richiesta di renderla una data “ufficiale” – sarà l’edizione 2026 di <strong>EGO Cozza Fes</strong>t, in programma <strong>1 e 2 giugno</strong> a Taranto e in altre località pugliesi.</p>
<p>«EGO Cozza Fest è uno spin-off di EGO Food Fest che mette al centro la Cozza nera di Taranto e che coinvolge tutta la Puglia in un <strong>racconto corale</strong> fatto di gusto, identità e territorio. È l’omaggio di EGO Food Fest alla storia, all’identità gastronomica e alle radici della Città di Taranto da sempre legata al suo mare. È la valorizzazione della sapienza dei ristoratori tarantini che hanno aderito a un innovativo progetto di comunicazione e valorizzazione», spiegano gli organizzatori, tra cui la giornalista e conduttrice televisiva <strong>Monica Caradonna</strong>, sottolineando anche la valenza socio-culturale della manifestazione, unendo gusto, scienza e marketing territoriale: «Oggi più che mai, anche alla luce delle problematiche che vivono i mitilicoltori, è necessario rilanciare il settore facendo da un lato chiarezza sullo stato di salute delle acque e dall’altro attivando processi di comunicazione che, partendo da Taranto, implementino la comunicazione introno al prezioso mitile».</p>
<p>All’approfondimento di questi temi sarà infatti dedicata la prima giornata, con l’incontro dedicato a <em><strong>La Cozza Tarantina dal mare all’identità, dalla</strong> <strong>storia al futuro</strong></em> e la consegna della <strong>borsa di studio “Carlo De Donno”</strong> all’associazione Symbolum che opera a Taranto Vecchia che, come già lo scorso anno, va a sostenere uno studente talentuoso di questa zona della città. Nella stessa occasione sarà lanciata ufficialmente la richiesta di istituire il <strong>“Cozza Day”</strong>, che il giorno seguente avrà la sua prima edizione: alle ore 11.30 del 2 giugno, infatti, il Centro Ittico Taranto ospiterà un cooking show dello chef Valerio Ferri, referente di Ego Food Fest, e una degustazione a cura di Luciano Carriero, del Presidio locale della cozza nera.</p>
<p>In contemporanea, al Ristorante Meeting di <strong>Porto Cesareo</strong> è in programma una degustazione di cozze tarantine e caciocavallo, presentata da Ilaria Donateo di Ego Food Fest. Mentre, rispettivamente a pranzo e a cena, si potranno assaggiare specialità a base di questi deliziosi molluschi nei ristoranti e nelle pizzerie di tutta la regione:<a href="https://www.egofestival.it/ego-cozza-in-the-city/"> l’elenco completo si trova sul sito della manifestazione</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Profumo di ricordi: maialino e caciocavallo</title>
		<link>https://www.foodandwineitalia.com/profumo-di-ricordi-maialino-e-caciocavallo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2026 08:00:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primi]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[Anthony Genovese]]></category>
		<category><![CDATA[Il pagliaccio]]></category>
		<category><![CDATA[maialino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>1. Preparate l&#8217;impasto: unite le farine con i tuorli e le uova intere e lavorate fino a ottenere un panetto omogeneo. 2. Preparate la crema di caciocavallo: unite in un pentolino la panna, il latte e il formaggio a pezzi; portate a 80 °C mescolando fino a ottenere una crema. Lasciate raffreddare. 3. Preparate l&#8217;acqua [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1"><strong>1. Preparate l&#8217;impasto:</strong> unite le farine con i tuorli e le uova intere e lavorate fino a ottenere un panetto omogeneo.</p>
<p class="p1"><strong>2. Preparate la crema di caciocavallo:</strong> unite in un pentolino la panna, il latte e il formaggio a pezzi; portate a 80 °C mescolando fino a ottenere una crema. Lasciate raffreddare.</p>
<p class="p1"><strong>3. Preparate l&#8217;acqua di pomodoro:</strong> frullate i pomodori con la loro acqua. Aggiungete le prugne tagliate e lasciate in infusione e riponete in frigo per una notte. Filtrate il tutto e condite con sale, pepe e olio.</p>
<p class="p1"><strong>4. Preparate la cipolla fondente:</strong> tagliate le cipolle a julienne e stufatele in padella con un filo d&#8217;olio fino a cottura. Regolate di sale e pepe.</p>
<p class="p1"><strong>5. Preparate i pomodorini confit:</strong> sbollentate i datterini, pelateli e conditeli con sale, zucchero e olio. Disponeteli su una teglia con aglio e timo e cuocete in forno statico a 80 °C per circa 2 ore.</p>
<p class="p1"><strong>6. Preparate il maiale: </strong>mescolate sale, zucchero, rosmarino e pepe; ricoprite la pancetta e lasciate marinare in frigo per 8 ore. Lavate la carne con acqua, poi immergetela nel mirin per 30 minuti. Inserite la pancia in una busta sottovuoto con aglio e limone e cuocete a 82 °C per 12 ore (in alternativa, cuocete in forno a 140 °C per 2 ore). Una volta cotta, affumicate la pancia calda, tagliatela a cubetti e rosolatela in padella, conservando il grasso di cottura. Frullate infine la carne con i pomodorini confit e la cipolla.</p>
<p class="p1"><strong>7. Preparate i condimenti:</strong> per l&#8217;idroalcolato, lasciate l&#8217;origano in infusione nell&#8217;acqua e alcol per 10 giorni. Per l&#8217;olio, scaldate l&#8217;olio extravergine e fatevi sciogliere la &#8216;nduja.</p>
<p class="p1"><strong>8. Confezionate i ravioli:</strong> stendete la pasta e farcitela con il ripieno di maiale precedentemente frullato insieme ai pomodorini confit e alla cipolla. Aggiungete sopra ogni porzione di carne un tocco di crema di caciocavallo e chiudete la sfoglia assicurandovi di sigillare bene il contenuto. Ritagliate infine i ravioli conferendo loro la caratteristica forma tonda.</p>
<p class="p1"><strong>9.</strong> Cuocete i ravioli in acqua e scolateli con cura. Passateli in padella con il grasso della pancetta per renderli croccanti solo su un lato. Asciugate la parte croccante con carta assorbente e spolverizzatela di Parmigiano Reggiano Dop.</p>
<p class="p1"><strong>10.</strong> Nel piatto fondo, versate tre cucchiai di acqua di pomodoro, una goccia di crema di caciocavallo tiepida, qualche goccia di idroalcolato e di olio alla ’nduja. Adagiatevi il raviolo: Ripetete per ogni porzione e servite. <em>—Anthony Genovese &amp; Francesco Di Lorenzo, Il Pagliaccio, Roma</em></p>
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		<title>La cucina libanese conquista Castelfalfi: arriva UMMI</title>
		<link>https://www.foodandwineitalia.com/la-cucina-libanese-conquista-castelfalfi-arriva-ummi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2026 08:00:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nuove aperture]]></category>
		<category><![CDATA[Castelfalfi]]></category>
		<category><![CDATA[chiavi michelin]]></category>
		<category><![CDATA[libanese]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[UMMI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando si pensa alle sere d’estate nelle colline toscane, l&#8217;immaginazione va subito ai sapori più classici del territorio. Ma se l&#8217;idea di una parmigiana di melanzane o di una fiorentina resta una splendida certezza del territorio, c&#8217;è chi ha deciso di arricchire il copione estivo con una sfumatura diversa. Succede a Castelfalfi che quest&#8217;anno ha [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-path-to-node="3">Quando si pensa alle sere d’estate nelle colline toscane, l&#8217;immaginazione va subito ai sapori più classici del territorio. Ma se l&#8217;idea di una parmigiana di melanzane o di una fiorentina resta una splendida certezza del territorio, c&#8217;è chi ha deciso di arricchire il copione estivo con una sfumatura diversa.</p>
<p data-path-to-node="3">Succede a <b data-path-to-node="4,0" data-index-in-node="347">Castelfalfi</b> che quest&#8217;anno ha scelto di aggiungere un altro tassello alla già variegata proposta gastronomica del resort: la terrazza del suo castello diventa lo scenario di <b data-path-to-node="4,0" data-index-in-node="495">UMMI</b>, un nuovo ristorante dedicato alla cucina libanese firmato dallo chef di fama internazionale <b data-path-to-node="4,0" data-index-in-node="593">Hussein Hadid</b>.</p>
<p id="p-rc_003d5f7c228c67a8-279" data-path-to-node="4"><span data-path-to-node="4,0">Per capire questa novità, bisogna comprendere la geografia di Castelfalfi, un gioiello da <strong>due chiavi Michelin</strong> che si sviluppa come un vero e proprio <b data-path-to-node="4,0" data-index-in-node="149">borgo diffuso</b></span><span data-path-to-node="4,2">. C&#8217;è un <b data-path-to-node="4,2" data-index-in-node="9">corpo centrale</b> – una struttura moderna che racchiude le camere, la spa e gran parte della vita del resort – dove si trovano insegne come <strong>Olivina</strong> (cucina contemporanea del territorio) e il <strong>Bar Ecrù</strong>, che la sera si trasforma in un ristorante asiatico</span><span data-path-to-node="4,4">. Poi c&#8217;è il borgo vero e proprio, dove la vita di paese continua tra le botteghe e la trattoria <strong>Il</strong> <strong>Rosmarino</strong></span><span data-path-to-node="4,6">. La <strong>terrazza del Castello</strong>, situata proprio nella parte storica, diventa oggi la casa di questo nuovo <strong>format estivo</strong> aperto sia agli ospiti della struttura sia ai clienti esterni.</span></p>
<h2 data-path-to-node="5">Un legame che viene da lontano</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-214874" src="https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2026/05/una-selezione-di-piatti-di-UMMI.png" alt="" width="763" height="627" /></p>
<p data-path-to-node="6">Anche se l&#8217;abbinamento tra Libano e colline toscane può sembrare un&#8217;ispirazione contemporanea, il legame affonda le radici in una storia vera e poco nota. Il progetto rende infatti omaggio all’emiro libanese <b data-path-to-node="6" data-index-in-node="214">Fakhr al-Din II</b> (conosciuto in Italia come Faccardino) che, tra il 1613 e il 1618, visse in esilio proprio tra queste colline, sotto la protezione di Cosimo II De’ Medici.</p>
<p id="p-rc_003d5f7c228c67a8-280" data-path-to-node="7"><span data-path-to-node="7,0">A distanza di quattro secoli, quel ponte culturale si riapre a tavola grazie alla sinergia tra chef Hadid e l&#8217;<b data-path-to-node="7,0" data-index-in-node="110">executive chef Davide De Simone</b>, che con la sua brigata traduce il menu mettendo al centro il rituale mediorientale della condivisione, facendo dialogare le spezie levantine con la straordinaria materia prima locale</span><span data-path-to-node="7,2">.</span></p>
<div class="source-inline-chip-container luminous-sources hide-from-message-actions ng-star-inserted">
<div class="source-label-container gds-label-m ng-star-inserted" dir="ltr">«Da sempre mi affascinano i luoghi in cui culture diverse riescono a dialogare in modo naturale. Con UMMI ho voluto raccontare la mia cucina attraverso la memoria, il rituale della condivisione e ingredienti che qui, tra le colline toscane, trovano una nuova armonia», racconta lo <b data-path-to-node="8,0" data-index-in-node="280">chef Hussein Hadid</b>.</div>
</div>
<p id="p-rc_003d5f7c228c67a8-281" data-path-to-node="9"><span data-path-to-node="9,0">Come sottolinea il general manager Roberto Protezione, «Castelfalfi è da sempre un luogo di incontro, attraversato da storie, persone e culture». E c</span><span data-path-to-node="9,0">on l&#8217;arrivo di UMMI, questo microcosmo si conferma una destinazione gastronomica eclettica e curiosa, dove il lusso dialoga costantemente con le storie del mondo</span><span data-path-to-node="9,2">.</span></p>
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		<item>
		<title>Identità Milano 2026: la “libertà di pensare” incontra la nuova generazione</title>
		<link>https://www.foodandwineitalia.com/identita-milano-2026-la-liberta-di-pensare-incontra-la-nuova-generazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2026 10:00:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Congresso Identità Golose 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Identità Milano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.foodandwineitalia.com/?p=214844</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il capoluogo lombardo si prepara ad accogliere la 21esima edizione di Identità Milano, il congresso internazionale che, dal 7 al 9 giugno, trasformerà l&#8217;Allianz MiCo in un vero e proprio osservatorio sul futuro della gastronomia globale. Sotto il tema guida &#8220;Identità future: La Libertà di Pensare&#8221;, l&#8217;evento di Paolo Marchi e Claudio Ceroni non si [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.foodandwineitalia.com/identita-milano-2026-la-liberta-di-pensare-incontra-la-nuova-generazione/">Identità Milano 2026: la “libertà di pensare” incontra la nuova generazione</a> proviene da <a href="https://www.foodandwineitalia.com">Food and Wine Italia</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p id="p-rc_bb476afc0a0a5756-27" data-path-to-node="5"><span data-path-to-node="5,0"><strong>Il capoluogo lombardo</strong> si prepara ad accogliere la 21esima edizione di <b data-path-to-node="5,0" data-index-in-node="51">Identità Milano</b>, il congresso internazionale che, <strong>dal 7 al 9 giugno</strong>, trasformerà l&#8217;Allianz MiCo in un vero e proprio osservatorio sul futuro della gastronomia globale. </span><span data-path-to-node="5,2"><span class="citation-39">Sotto il tema guida </span><strong><span class="citation-39">&#8220;Identità future: La Libertà di Pensare&#8221;</span></strong><span class="citation-39">, l&#8217;evento di Paolo Marchi e Claudio Ceroni non si limita a fotografare il presente, ma sceglie di spalancare le porte alle nuove leve del settore.</span></span></p>
<h2 data-path-to-node="6">Identità Young: il futuro è in aula</h2>
<p id="p-rc_bb476afc0a0a5756-28" data-path-to-node="7"><span data-path-to-node="7,1"><span class="citation-38">Il cuore pulsante di questa edizione è il progetto </span><b data-path-to-node="7,1" data-index-in-node="51"><span class="citation-38">Identità Young</span></b><span class="citation-38">, una scommessa sull&#8217;<strong>inclusività</strong> che mira a colmare la distanza tra i grandi maestri e i talenti <strong>under 35</strong>. Grazie a tariffe agevolate e percorsi dedicati, l&#8217;evento si propone come un ponte generazionale</span></span><span data-path-to-node="7,3">.</span></p>
<p id="p-rc_bb476afc0a0a5756-29" data-path-to-node="8"><span data-path-to-node="8,0">Interessante in questo senso è il panel <b data-path-to-node="8,0" data-index-in-node="41">&#8220;Fuori Menu: la cucina oltre la scuola&#8221;</b>, in programma <strong>martedì 9 giugno</strong> presso lo <strong>Spazio Arena</strong>. </span><span data-path-to-node="8,2"><span class="citation-37">Si tratta di una giornata intensiva – un vero &#8220;hub&#8221; di competenze – dove si alterneranno riflessioni su multidisciplinari</span></span><span data-path-to-node="8,4">. Si spazia, appunto,<span class="citation-164"> dalla <strong>neuroscienza</strong> applicata alla ristorazione, spiegata da Vincenzo Russo, al tema della <strong>longevità</strong> trattato da esperti come Anna Zhang, Davide Guidara e Matteo Berti di Alma, chiudendo poi con il <strong>passaggio generazionale nelle imprese agroalimentari</strong>, discusso da Claudio Stefani di Acetaia Giusti e Cristina Cavalchini Guidobono</span>.</span></p>
<h3 data-path-to-node="2">Il piatto simbolo: un inno alla condivisione e all&#8217;altro</h3>
<figure id="attachment_214860" aria-describedby="caption-attachment-214860" style="width: 763px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-214860" src="https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2026/05/Piatto-simbolo-Identita-Golose-2026.png" alt="" width="763" height="627" /><figcaption id="caption-attachment-214860" class="wp-caption-text">Relazioni – Gioco al cioccolato di Massimiliano Alajmo è il piatto simbolo di questa edizione</figcaption></figure>
<p data-path-to-node="3">A tradurre in alta pasticceria il messaggio profondo di questa edizione sarà <b data-path-to-node="3" data-index-in-node="77">&#8220;Relazioni – Gioco al cioccolato&#8221;</b> di <b data-path-to-node="3" data-index-in-node="114">Massimiliano Alajmo</b>, chef del ristorante <strong>Le Calandre</strong> di Rubano, in provincia di Padova. Scelto come piatto simbolo di Identità Milano 2026, questo dessert rappresenta l&#8217;ultimo capitolo di una ricerca sensoriale e antropologica che Alajmo porta avanti da 24 anni. Si tratta di un puzzle di 14 assaggi che si sviluppa come un vero e proprio percorso relazionale: inizia con la &#8220;Sberla&#8221;, un ceffone gustativo che risveglia il palato, prosegue con &#8220;Intro.verso&#8221;, un medaglione che simboleggia l&#8217;ultimo sguardo su se stessi, per poi aprirsi alla condivisione pura. Per gustare i successivi 12 assaggi, infatti, i commensali useranno posate legate tra loro da fili di lana. Un garbuglio creativo che impedisce le iniziative isolate e costringe alla reciprocità, offrendo un potente messaggio di apertura e dialogo in un mondo che tende sempre più al conflitto e alla chiusura.</p>
<h3 data-path-to-node="9">Il nostro impegno: Food&amp;Wine Italia e Travel + Leisure Italia in cattedra</h3>
<p data-path-to-node="10">Come testate – media partner –, anche quest&#8217;anno siamo orgogliosi di essere protagonisti attivi di questo dibattito. Il nostro apporto si concretizzerà <strong>lunedì 8 giugno</strong> presso lo <strong>Spazio Arena</strong>, dove modereremo due tavole rotonde fondamentali per comprendere l&#8217;evoluzione dell&#8217;<strong>ospitalità contemporanea</strong>: <span data-path-to-node="4,6"><span class="citation-170">Alle ore 16 si terrà l&#8217;incontro <strong>&#8220;La ristorazione come volano del business alberghiero&#8221;</strong>, un confronto strategico sulla capacità del fine dining di guidare e ispirare il modello di accoglienza</span></span><span data-path-to-node="4,8">. </span><span data-path-to-node="4,10"><span class="citation-169">Al tavolo siederanno figure di spicco come <strong>Davide Bertilaccio</strong>, ceo di Villa d&#8217;Este, lo chef <strong>Gennaro Esposito</strong> de La Torre del Saracino, <strong>Marco Amato</strong>, f&amp;b Manager dell&#8217;Hotel Hassler di Roma, e <strong>Riccardo Vannetti</strong>, cmo del Gruppo Egnazia Ospitalità Italiana</span></span><span data-path-to-node="4,12">. </span><span data-path-to-node="4,14"><span class="citation-168">A seguire, alle ore 16:45, il focus si sposterà sul <strong>&#8220;Wine Tourism&#8221;</strong>, con un&#8217;analisi sulle nuove traiettorie del turismo enologico che vedrà dialogare <strong>Alessandra Boscaini</strong>, commercial director di Masi vini,<strong> Roberta Ceretto</strong>, presidente e communication director di Ceretto Aziende Vitivinicole, <strong>Federica Fina</strong>, marketing &amp; communication manager di Cantine Fina e presidente del Movimento Turismo del Vino Sicilia, e <strong>Roberto Protezione</strong>, gm di Castelfalfi</span></span><span data-path-to-node="4,16">.</span></p>
<h3 data-path-to-node="12">Le novità e le presenze più attese di questa edizione</h3>
<p id="p-rc_9187e0a1786a45f6-77" data-path-to-node="5"><span data-path-to-node="5,0">Il programma dell&#8217;edizione 2026 si rivela eccezionalmente ricco, offrendo prospettive che spaziano dall&#8217;etica alla scienza. <span class="citation-261"><strong>Domenica 7 giugno</strong>, alle ore 16.15, il Main Stage ospiterà la presentazione della quinta edizione di </span><strong><span class="citation-261">Bollicine del Mondo</span></strong><span class="citation-261">, il prestigioso progetto firmato Identità Golose dedicato alla migliore produzione spumantistica internazionale</span>. </span><span data-path-to-node="5,6"><span class="citation-166">Molto atteso è anche il dibattito sulle tendenze del mercato <strong>&#8220;Low-alcohol e NO Alcohol&#8221;</strong>, che vedrà confrontarsi esperti del settore come Eleonora Spadotto di Lea Winery, Federico Veronesi di Signorvino, Marzia Varvaglione del Comité Européen des Entreprises Vins e Stefano Ricagno del Consorzio Asti</span></span><span data-path-to-node="5,8">.</span></p>
<p data-path-to-node="5">Tra le presenze straniere più attese spiccano lunedì 8 giugno il maestro <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="213">Alain Ducasse</b> (brand president Teritoria) affiancato da <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="269">Karim Soleilhavoup</b>, e il talento francese <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="311">Alexandre Gauthier</b> (La Grenouillière). Sempre lunedì, il pubblico potrà assistere alla lezione di <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="409">Antonio Bachour</b> (World Best Pastry Chef), oltre al confronto tra <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="474">Franco Pepe</b> e lo spagnolo <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="500">Josean Alija</b> (Nerua Guggenheim). Martedì 9 giugno, il Main Stage accoglierà il talento malese <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="594">Darren Teoh</b> (Dewakan), il peruviano <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="630">Mitsuharu Tsumura</b> (Maido), lo psicologo sperimentale di Oxford <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="693">Charles Spence</b> e <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="710">Santiago Lastra</b> (KOL, Londra), portatori di visioni globali che spaziano dalla scienza cognitiva alla cucina d&#8217;avanguardia.</p>
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		<title>Banana Boulevardier</title>
		<link>https://www.foodandwineitalia.com/banana-boulevardier-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2026 09:10:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Drinks]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[banana]]></category>
		<category><![CDATA[boulevardier]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.foodandwineitalia.com/?p=214863</guid>

					<description><![CDATA[<p>Unite liquore alla banana, bourbon, vermut e Angostura in un mixing glass pieno di ghiaccio. Mescolate finché non è ben freddo, circa 30 secondi. Filtrate in un bicchiere Rocks con un grosso cubo di ghiaccio. Guarnite con la scorza d’arancia. — Lauren Covas</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.foodandwineitalia.com/banana-boulevardier-2/">Banana Boulevardier</a> proviene da <a href="https://www.foodandwineitalia.com">Food and Wine Italia</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1">Unite liquore alla banana, bourbon, vermut e Angostura in un mixing glass pieno di ghiaccio. Mescolate finché non è ben freddo, circa 30 secondi. Filtrate in un bicchiere Rocks con un grosso cubo di ghiaccio. Guarnite con la scorza d’arancia. <em>— Lauren Covas</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.foodandwineitalia.com/banana-boulevardier-2/">Banana Boulevardier</a> proviene da <a href="https://www.foodandwineitalia.com">Food and Wine Italia</a>.</p>
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