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	<title>Advertorial &#8226; Food and Wine Italia</title>
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	<title>Advertorial &#8226; Food and Wine Italia</title>
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		<title>Tinazzi: custodi della terra, artigiani del futuro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Oct 2026 16:00:27 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Drinks]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per la famiglia Tinazzi il viaggio nel vino è cominciato nel 1968 a Cavaion Veronese e, da allora, non ha mai smesso di tracciare nuove rotte. Oggi, sotto la guida di Gian Andrea Tinazzi e dei figli Francesca e Giorgio, quella che era una scommessa veneta si è evoluta in una realtà vitivinicola solida e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-pm-slice="1 1 []">Per la famiglia <strong>Tinazzi</strong> il viaggio nel vino è cominciato nel 1968 a <strong>Cavaion Veronese</strong> e, da allora, non ha mai smesso di tracciare nuove rotte. Oggi, sotto la guida di <strong>Gian Andrea Tinazzi</strong> e dei figli <strong>Francesca</strong> e <strong>Giorgio</strong>, quella che era una scommessa veneta si è evoluta in una realtà vitivinicola solida e dinamica, capace di unire sotto un’unica visione tre delle regioni più prestigiose del vino italiano: il Veneto, appunto, la Puglia e la Toscana.</p>
<p>È un percorso di crescita che ha radici lontane, segnato dai primi passi nell’export che risalgono al 1984 e consolidato nel tempo attraverso acquisizioni strategiche di pregio, come la suggestiva tenuta salentina di <strong>Feudo Croce</strong> nel 2002 o la <strong>Tenuta Pian del Gallo</strong> nel cuore del Chianti Classico nel 2022. L’obiettivo profondo della famiglia è ambizioso e chiaro: far diventare il brand un sinonimo globale di eccellenza familiare, esprimendo l’anima autentica dei territori attraverso vini autoctoni di prestigio, muovendosi costantemente sul filo sottile che unisce l’integrità della tradizione all’audacia dell’innovazione.</p>
<p>In questa visione, la sostenibilità non è un progetto parallelo o una facciata istituzionale, ma la spina dorsale dell’attività quotidiana, un concetto che l’azienda riassume nel manifesto della propria <strong>(R)Evolution</strong>. Si tratta di un’evoluzione che punta al miglioramento continuo e misurabile, ma anche di una vera rivoluzione che impone di ripensare il vigneto e l’intera filiera.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-218077" src="https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2026/09/tinazzi-famiglia.png" alt="tinazzi-famiglia" width="763" height="627" /></p>
<p>Questa trasparenza, rendicontata annualmente dal 2021 all’interno di un dettagliato report di sostenibilità, si traduce in fatti estremamente concreti che impattano su ogni singola fase, dalla vite alla bottiglia. Nei 60 ettari di vigneto sono state introdotte oltre seimila piante di varietà Piwi, vitigni naturalmente resistenti alle principali malattie fungine che consentono di ridurre drasticamente i trattamenti fitosanitari e favorire una viticoltura più resiliente.</p>
<p>Parallelamente, l’azienda ha impresso una forte accelerazione verso l’efficienza energetica, registrando un balzo di oltre il 61% nell’autoproduzione di energia pulita grazie ai propri impianti fotovoltaici, e ha abbattuto del 68% i rifiuti destinati allo smaltimento attraverso il recupero dei materiali. L’impegno etico abbraccia anche la logistica e la catena di fornitura: da un lato, l’adozione di una nuova bottiglia leggera da 550 grammi al posto di quella tradizionale da oltre un chilo ha alleggerito l’impronta carbonica dei trasporti; dall’altro, ben l’89% dei fornitori ha sottoscritto un codice di condotta comune incentrato sulla tutela dei lavoratori e dell’ambiente.</p>
<p>La vera avanguardia di Tinazzi risiede però nella capacità di trasformare questo patrimonio agricolo in un’esperienza totalizzante per l’enoturista grazie al progetto <strong>Tinazzi Hospitality</strong>. Le cinque tenute di proprietà non sono solo centri produttivi, ma luoghi vivi pensati per accogliere e far respirare la cultura del vino da vicino.</p>
<p>Se a <strong>Cascina Montelupo</strong>, a sud del Lago di Garda, e a <strong>Poderi Campopian</strong>, tra i rustici ottocenteschi della Valpolicella, l’ospitalità si fonde con il relax tra i filari, in Puglia la masseria di <strong>Feudo Croce</strong> si prepara ad ampliare ulteriormente l’offerta dal prossimo anno, con camere dedicate e percorsi immersivi tra i paesaggi del Mediterraneo.</p>
<p>Il viaggio nell’accoglienza tocca il suo apice in Toscana con la <strong>Tenuta Pian del Gallo</strong> a Greve in Chianti: un’azienda agricola immersa in una piccola valle baciata dal sole, custode della tradizione del Chianti Classico e dell’olio extravergine d’oliva. Qui, l’esperienza del soggiorno si fa esclusiva grazie a una villa di sette camere, una splendida terrazza e una piscina all’aperto affacciata sulle colline, non lontano dalla storica piazza Matteotti a forma triangolare.</p>
<p>L’enoturismo firmato Tinazzi rompe così i vecchi schemi della degustazione formale per aprirsi alla convivialità pura. I visitatori possono scegliere un percorso agile nel wine shop di Lazise, intraprendere un viaggio trans-regionale con la degustazione <strong>“L’Italia in un bicchiere”</strong>, oppure optare per un assaggio privato all’interno della spettacolare <strong>Glass House</strong>, una teca di vetro sospesa nella bottaia della Valpolicella.</p>
<p>Per chi cerca uno storytelling originale, è possibile farsi guidare direttamente da <strong>Francesca Tinazzi</strong> alla scoperta delle riserve di famiglia, mentre gli amanti del cibo possono mettersi alla prova nelle cooking class della <strong>Tenuta Valleselle</strong> a Bardolino, dove uno chef svela i segreti della pasta fresca e del tiramisù.</p>
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		<title>Petra: la nuova stagione della Costa Toscana</title>
		<link>https://www.foodandwineitalia.com/petra-la-nuova-stagione-della-costa-toscana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2026 10:00:31 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Drinks]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel cuore della Maremma livornese, vicino all’antico borgo di Suvereto, la natura si mostra in tutta la sua maestosa complessità. È qui, tra boschi di querce da sughero, macchia mediterranea e lo sguardo rivolto al Mar Tirreno, che sorge Petra, una delle cantine più emblematiche del gruppo Terra Moretti. Nata nel 1997 dall’intuito di Vittorio [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-pm-slice="1 1 []">Nel cuore della Maremma livornese, vicino all’antico borgo di Suvereto, la natura si mostra in tutta la sua maestosa complessità. È qui, tra boschi di querce da sughero, macchia mediterranea e lo sguardo rivolto al Mar Tirreno, che sorge <strong>Petra</strong>, una delle cantine più emblematiche del gruppo <strong>Terra Moretti</strong>.</p>
<p>Nata nel 1997 dall’intuito di <strong>Vittorio Moretti</strong> e di sua figlia <strong>Francesca</strong>, Petra ha ridisegnato il profilo vitivinicolo della Val di Cornia, traducendo l’energia solare e minerale di questo territorio in vini dalla forte personalità. Il progetto si rivela fin dal primo sguardo attraverso la sua spettacolare cantina, un’icona architettonica scavata nella collina di San Lorenzo e firmata dall’architetto svizzero <strong>Mario Botta</strong>.</p>
<p>Un cilindro monumentale in pietra di Prun (nota anche come pietra della Lessinia) che non solo si integra perfettamente nel paesaggio, ma risponde a un preciso principio enologico: la lavorazione delle uve per gravità, che asseconda il movimento naturale della materia azzerando l’impatto energetico.</p>
<p>Ma l’identità di Petra è in evoluzione. Se trent’anni fa la Costa Toscana guardava a Bordeaux come modello da replicare, oggi Petra si fa interprete di una maturità espressiva autonoma. I vitigni bordolesi – Cabernet Sauvignon, Merlot e Cabernet Franc – hanno interiorizzato il terroir. Guidati dalla cura agronomica di <strong>Marco Simonit</strong> e dalla visione strategica del master of wine <strong>Andrea Lonardi</strong>, i vini non imitano più un paradigma straniero, ma raccontano la Toscana costiera: ne restituiscono i sentori balsamici di timo e lavanda, le note ematiche e ferrose dei suoli metalliferi, e tannini di una grana masticabile, capaci di esprimere struttura senza peso.</p>
<p>La spina dorsale della tenuta si articola su tre etichette storiche: l’ammiraglia <strong>Petra</strong> (blend bordolese di grande potenziale evolutivo), il vibrante <strong>Merlot Quercegobbe</strong> e il dinamico <strong>Hebo</strong>.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-218081" src="https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2026/09/petra-stagione-della-costa-toscana.png" alt="petra-stagione-della-costa-toscana" width="763" height="627" /></p>
<p>Oggi, tuttavia, il progetto si arricchisce di una doppia anima grazie a <strong>Montebamboli</strong>, una narrazione indipendente che rappresenta la Costa Toscana vista dall’alto. Situato a 400 metri di altitudine nel Parco naturale di Montioni, questo avamposto agronomico sperimenta un microclima unico: più fresco, ventilato e con una piovosità superiore del 50% rispetto alla pianura.</p>
<p>Qui, in una vera e propria “vigna di bosco” dai suoli acidi e minerali, la natura definisce il vino in modo radicale. Da questa terra nascono monovarietali puri – Cabernet Franc, Grenache e Vermentino – che si affrancano dalla grammatica bordolese per offrire trasparenze cromatiche, freschezza agrumata e una straordinaria lunghezza salina.</p>
<p>Tradizione contemporanea, rigore architettonico e un profondo ascolto della terra: Petra e Montebamboli tracciano così i confini di una nuova, autentica stagione enologica della Costa Toscana.</p>
<h2>Petra ha ridisegnato il profilo vitivinicolo della Val di Cornia, tra architettura e visione in quota</h2>
<p>La cantina Petra a Suvereto, in Toscana, con la struttura progettata dall’architetto Mario Botta, dominata dalla scalinata centrale. Nella pagina accanto: i vigneti di Montebamboli, un ambizioso progetto di viticoltura eroica, situato a 400 metri sul livello del mare.</p>
<h3>Maremma Toscana Doc Vermentino Montebamboli</h3>
<p>Ottenuto da uve ombreggiate per preservarne la freschezza, questo bianco rifugge l’opulenza calda. Agrumato e vibrante, unisce profumi di macchia mediterranea a note di pietra focaia. Al palato è tagliente, sapido e iodato, di grande dinamismo.</p>
<h3>Toscana Rosso Igt Grenache Montebamboli</h3>
<p>Definito il “Pinot Nero dei climi caldi”, questo rosso svela note di piccoli frutti rossi, arancia e spezie dolci. Al palato unisce volume e incredibile leggerezza, con tannini soffici e un finale succoso. Perfetto anche con il pesce.</p>
<h3>Toscana Rosso Igt Cabernet Franc Montebamboli</h3>
<p>Un rosso elegante, fresco e scorrevole che sa di mare e di bosco. Profuma di mirtilli, fragoline e un tocco di spezie e cioccolato. In bocca è vivace, leggero e piacevolissimo da bere, ideale per chi cerca un vino di carattere ma non pesante.</p>
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		<title>Zaccagnini: dialogo tra vite, arte e pop culture</title>
		<link>https://www.foodandwineitalia.com/zaccagnini-dialogo-tra-vite-arte-e-pop-culture/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Oct 2026 16:00:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Fondata sul profondo legame tra la viticoltura d’eccellenza e i linguaggi dell’arte contemporanea – celebre l’incontro storico con Joseph Beuys –, Zaccagnini rappresenta un presidio fondamentale dell’enologia abruzzese. Oggi, sotto la guida del gruppo Argea, la cantina affronta una nuova stagione evolutiva, preservando l’eredità del fondatore Marcello Zaccagnini e intercettando le tendenze di consumo contemporanee, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-pm-slice="1 1 []">Fondata sul profondo legame tra la viticoltura d’eccellenza e i linguaggi dell’arte contemporanea – celebre l’incontro storico con <strong>Joseph Beuys</strong> –, <strong>Zaccagnini</strong> rappresenta un presidio fondamentale dell’enologia abruzzese. Oggi, sotto la guida del gruppo <strong>Argea</strong>, la cantina affronta una nuova stagione evolutiva, preservando l’eredità del fondatore <strong>Marcello Zaccagnini</strong> e intercettando le tendenze di consumo contemporanee, dalle linee d’alto posizionamento fino alle referenze no/low alcohol.</p>
<p>L’emblema di questa continuità rispettosa è il debutto del <strong>Montepulciano d’Abruzzo Doc Tralcetto Riserva (annata 2020)</strong> e lo sviluppo della linea <strong>San Clemente</strong>, pilastri di un nuovo posizionamento premium.</p>
<p>«Una sfida ambiziosa per il nostro brand fortemente distribuito a scaffale — spiega <strong>Giacomo Tarquini, direttore marketing del gruppo Argea</strong> — caratterizzato da un punto prezzo già importante, che ha registrato il sold-out di tutte le quantità prenotate dai buyer in poche settimane, superando ampiamente le aspettative commerciali dell’azienda. Estensione ideale per i pranzi domenicali in famiglia, la Riserva ridefinisce il percepito del Tralcetto, che cresce del +30% in produzione pur mantenendo un rigore e un’attenzione sartoriale premiata da punteggi eccellenti nelle prime recensioni».</p>
<p>Al contempo, lo sguardo globale di Argea intercetta l’innovazione tecnologica della dealcolazione, un asset strategico guidato dal successo negli Stati Uniti (oltre 350mila bottiglie distribuite tra bianchi, rossi e sparkling su base 100% Glera).</p>
<h2>L’incontro naturale: vino e pizza</h2>
<p>In vista dell’autunno, Zaccagnini celebra l’unione tra due archetipi del gusto italiano: il vino e la pizza, un dialogo conviviale che esalta la straordinaria versatilità dei vitigni abruzzesi. L’eclettismo della gamma permette accostamenti sorprendenti e immediati, capaci di valorizzare tanto le ricette classiche quanto le interpretazioni gourmet o fortemente territoriali.</p>
<p>Tarquini delinea precise linee guida di abbinamento basate sul bilanciamento aromatico e strutturale: «Sulla pizza rossa ai frutti di mare la scelta d’elezione ricade senza esitazioni sul <strong>Cerasuolo d’Abruzzo Zaccagnini</strong>: la sua freschezza e la vibrante mineralità esaltano la sapidità del pesce e la componente di pomodoro, offrendo un’alternativa ferma che evita la complessità dei lieviti tipica delle bollicine. Al contrario, le pizze a base bianca trovano il proprio compagno ideale nel <strong>Bianco di Ciccio (Trebbiano d’Abruzzo 100%, ndr)</strong>: un vino caratterizzato da una spiccata componente citrica e da nitidi sentori agrumati di pompelmo e cedro, perfetto per pulire il palato e bilanciare la grassezza dei latticini con un sorso affilato e rinfrescante».</p>
<h2>Il simbolo del Tralcetto</h2>
<p>Il &#8220;Tralcetto&#8221; non è solo il nome del vino più celebre di Zaccagnini, ma un vero e proprio manifesto visivo e produttivo. Ogni singola bottiglia è infatti impreziosita da un piccolo tralcio di vite, legato manualmente al collo con un filo di rafia.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-218071" src="https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2026/09/zaccagnini-dialogo-tra-vite-arte-e-pop.png" alt="zaccagnini-dialogo-tra-vite-arte-e-pop" width="763" height="627" /></p>
<p>Questo rito artigianale, che richiama l’antica tradizione contadina abruzzese, trasforma la bottiglia in un oggetto di design rurale e di riconoscimento immediato nel mondo. Nato dall’intuizione di valorizzare la manualità e la cura del dettaglio, questo elemento è diventato un’icona globale, capace di raccontare lo stretto legame tra l’uomo e la terra.</p>
<p>Un’autentica firma d’autore che testimonia il profondo rispetto per la materia prima e per la tradizione agricola locale, custodita e valorizzata oggi da Argea.</p>
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		<item>
		<title>La Collina dei Ciliegi, l&#8217;altra Valpolicella</title>
		<link>https://www.foodandwineitalia.com/la-collina-dei-ciliegi-laltra-valpolicella/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Aug 2026 16:00:30 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Vino]]></category>
		<category><![CDATA[La Collina dei Ciliegi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tutto parte da suoli calcareo-argillosi che tra i 550 e i 650 metri di altitudine impongono una viticoltura di precisione estrema. A Erbin, a soli 25 minuti dal centro storico di Verona, dove la Valpantena si fa più verticale e meno scontata rispetto ai classici circuiti della Valpolicella, Massimo Gianolli ha trasformato un borgo di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1">Tutto parte da suoli calcareo-argillosi che tra i 550 e i 650 metri di altitudine impongono una viticoltura di precisione estrema. A <strong>Erbin</strong>, a soli 25 minuti dal centro storico di Verona, dove la Valpantena si fa più verticale e meno scontata rispetto ai classici circuiti della <strong>Valpolicella</strong>, <strong>Massimo Gianolli</strong> ha trasformato un borgo di pietra in un laboratorio enologico e di accoglienza che rifugge la retorica del rustico per abbracciare una visione internazionale. Qui non si parla genericamente di territorio, ma lo si seziona attraverso uno studio pedologico profondo condotto insieme a <strong>Lydia</strong> e <strong>Claude Bourguignon</strong>, tra i massimi esperti mondiali di terroir.</p>
<figure id="attachment_217026" aria-describedby="caption-attachment-217026" style="width: 763px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-217026" src="https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2026/08/tra-le-botti-la-statua-del-Gigante-del-Duomo-di-Milano-restaurata-e-custodita-dalla-cantina.jpg" alt="" width="763" height="627" /><figcaption id="caption-attachment-217026" class="wp-caption-text">tra le botti,<br />la statua del Gigante del<br />Duomo di Milano, restaurata<br />e custodita dalla cantina</figcaption></figure>
<p class="p1">È da questa mappatura chirurgica che prende vita il <strong>progetto</strong> <strong>Alta</strong>: una sfida ai canoni produttivi tradizionali che punta tutto su freschezza, verticalità e mineralità, dando voce a espressioni contemporanee come il <strong>Prea Bianco</strong> e il <strong>Prea Rosso Verona Igt</strong>. <strong>La Collina dei Ciliegi</strong> non è però solo un esercizio di stile in cantina, ma un ecosistema di 70 ettari dove la biodiversità tra vigneti, prati e boschi detta il ritmo di un’ospitalità d’alto livello. La proposta enogastronomica del <strong>ristorante La Collina dei Ciliegi</strong>, affidata agli <strong>chef Giuseppe Lamanna e Lina Maffia</strong>, intreccia radici mediterranee con la solidità di ingredienti a chilometro zero e materie prime della Lessinia, come la ricotta affumicata che amalgama l’ottimo spaghetto con ristretto di pomodorini e ‘nduja.</p>
<figure id="attachment_217023" aria-describedby="caption-attachment-217023" style="width: 763px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-217023" src="https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2026/08/un-calice-di-Prea-Bianco-Igt.jpg" alt="" width="763" height="627" /><figcaption id="caption-attachment-217023" class="wp-caption-text">un calice di Prea<br />Bianco Igt</figcaption></figure>
<p class="p1">Il risultato è <strong>un racconto gastronomico identitario</strong> che trova spazio tanto nell’eleganza del ristorante principale quanto nella convivialità informale del <strong>Ciliegino Bistrot</strong>, dove il calice di vino è sempre accompagnato da piatti capaci di valorizzare l’abbinamento tecnico e sensoriale in assoluta semplicità. Questa coerenza narrativa si riflette anche nel <strong>wine resort</strong>, nato dal recupero architettonico di un antico insediamento dove legno e pietra diventano gli elementi di un comfort essenziale nelle camere affacciate sulla valle.</p>
<p class="p1">Per chi cerca un’immersione ancora più radicale, il <strong>glamping wine lodge</strong> permette di vivere il paesaggio senza filtri, mentre le esperienze collaterali – dalle<strong> passeggiate a cavallo</strong> e i <strong>tour in e-bike</strong> fino ai <strong>picnic tra i filari</strong> e i sorvoli panoramici in elicottero – trasformano la tenuta in una destinazione capace di intercettare un turismo evoluto e consapevole.</p>
<p class="p1">La Collina dei Ciliegi si afferma così come il volto contemporaneo di una <strong>Valpantena autentica</strong>, dove il patrimonio paesaggistico e la ricerca enologica d’avanguardia si fondono in un’unica visione imprenditoriale di ampio respiro, in un territorio che ha ancora molto da rivelare.</p>
<figure id="attachment_217029" aria-describedby="caption-attachment-217029" style="width: 763px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-217029" src="https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2026/08/un-interno-delle-stanze.jpg" alt="" width="763" height="627" /><figcaption id="caption-attachment-217029" class="wp-caption-text">un interno delle stanze.</figcaption></figure>
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			</item>
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		<title>Fresco, leggero e sostenibile: nasce il nuovo Grapur Spumante Brut</title>
		<link>https://www.foodandwineitalia.com/fresco-leggero-e-sostenibile-nasce-il-nuovo-grapur-spumante-brut/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jul 2026 16:00:44 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Drinks]]></category>
		<category><![CDATA[Vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel panorama vitivinicolo italiano cresce l’attenzione verso un consumo più consapevole e sostenibile. In questo contesto nasce Grapur, il progetto firmato da Mack &#38; Schühle Italia – azienda leader nella produzione e distribuzione di vini italiani nel mondo – pensato per interpretare le nuove esigenze dei consumatori attraverso una proposta innovativa, leggera e contemporanea. Grapur [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.foodandwineitalia.com/fresco-leggero-e-sostenibile-nasce-il-nuovo-grapur-spumante-brut/">Fresco, leggero e sostenibile: nasce il nuovo Grapur Spumante Brut</a> proviene da <a href="https://www.foodandwineitalia.com">Food and Wine Italia</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-path-to-node="3">Nel panorama vitivinicolo italiano cresce l’attenzione verso un consumo più consapevole e sostenibile. In questo contesto nasce <strong>Grapur</strong>, il progetto firmato da <strong>Mack &amp; Schühle Italia</strong> – azienda leader nella produzione e distribuzione di vini italiani nel mondo – pensato per interpretare le nuove esigenze dei consumatori attraverso una proposta innovativa, leggera e contemporanea.</p>
<p data-path-to-node="4">Grapur rappresenta una nuova idea di vino a bassa gradazione alcolica e “non dealcolato”, capace di unire qualità enologica, design e responsabilità ambientale. La linea si distingue per il ridotto contenuto alcolico e calorico e per le certificazioni biologica e vegana, rispondendo così a una domanda progressivamente orientata verso prodotti trasparenti e circolari.</p>
<p data-path-to-node="5">Dopo il successo delle versioni bianco e rosso fermo, Grapur amplia la gamma con il nuovo Vino Spumante Brut, prima referenza sparkling della linea. Realizzato con un blend di vitigni a bacca bianca, presenta una gradazione alcolica di <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="236">9,5% vol.</b> e circa <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="254">60 kcal</b> per 100 ml.</p>
<p data-path-to-node="6">Nel calice si distingue per il colore giallo paglierino e il perlage delicato e persistente. Il profilo aromatico richiama scorze di agrumi, fiori bianchi, mela verde e pera, con leggere sfumature minerali. Al palato è fresco, leggero e dinamico, con un finale sapido, ed è ideale per aperitivi, piatti di mare e fritti.</p>
<p data-path-to-node="7">Elemento centrale del progetto è il packaging sostenibile, sviluppato attraverso collaborazioni con importanti partner del settore. La bottiglia alleggerita realizzata da Verallia contribuisce a ridurre l’impatto ambientale, mentre le chiusure Nomacorc Ocean di Vinventions e le etichette Ocean Action di UPM Raflatac sono prodotte con plastica riciclata recuperata dalle aree costiere. Completano il progetto le finiture di Luxoro e il packaging in cartone riciclato di Ondulkart.</p>
<p data-path-to-node="8">La qualità e la visione di Grapur hanno ottenuto importanti riconoscimenti internazionali nel 2025: il Red Dot “Best of the Best” nella categoria Sustainable Design &#8211; Packaging, il Red Dot “Product Design” nella sezione Packaging &#8211; Beverage e il bronzo ai Pentawards nella categoria Sustainable Design.</p>
<p data-path-to-node="9">Con Grapur, Mack &amp; Schühle Italia conferma il proprio impegno nell’innovazione e nello sviluppo del segmento NoLo, promuovendo un modello produttivo capace di coniugare qualità, sostenibilità e nuove abitudini di consumo.</p>
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		<title>Sanct Valentin: l’anima alpina del Sauvignon di San Michele Appiano</title>
		<link>https://www.foodandwineitalia.com/sanct-valentin-lanima-alpina-del-sauvignon-di-san-michele-appiano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 16:00:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Advertorial]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel panorama vitivinicolo dell’Alto Adige, poche etichette sono riuscite a definire uno standard stilistico come la linea Sanct Valentin della Cantina San Michele Appiano. Nata nel 1986, questa selezione rappresenta il vertice qualitativo di una cooperativa storica, fondata nel 1907, che oggi conta 320 soci e 390 ettari di vigneto. Se la linea prende il [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-path-to-node="4">Nel panorama vitivinicolo dell’Alto Adige, poche etichette sono riuscite a definire uno standard stilistico come la linea <strong>Sanct Valentin</strong> della <strong>Cantina San Michele Appiano</strong>. Nata nel 1986, questa selezione rappresenta il vertice qualitativo di una cooperativa storica, fondata nel 1907, che oggi conta 320 soci e 390 ettari di vigneto.</p>
<p data-path-to-node="5">Se la linea prende il nome dall’omonimo castello rinascimentale che domina i vigneti più vocati, è con il <strong>Sauvignon</strong> che il progetto ha raggiunto la sua massima espressione, diventando uno dei bianchi più apprezzati d’Italia.</p>
<figure id="attachment_216433" aria-describedby="caption-attachment-216433" style="width: 763px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-216433 size-full" src="https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2026/07/sanct-valentin-lanima-alpina-del-sauvignon-di-san-michele-appiano.png" alt="sanct-valentin-lanima-alpina-del-sauvignon-di-san-michele-appiano" width="763" height="627" /><figcaption id="caption-attachment-216433" class="wp-caption-text">La sede della cantina</figcaption></figure>
<p data-path-to-node="6">Il successo del<strong> Sauvignon Sanct Valentin</strong> risiede nel delicato equilibrio tra altitudine e composizione del suolo. Le uve provengono da parcelle selezionate situate ai piedi della <strong>Mendola</strong>, tra i 450 e i 650 metri sul livello del mare. Qui, l’esposizione a sud-est e i terreni ghiaiosi a forte componente calcarea offrono il drenaggio e lo stress idrico necessari per concentrare gli aromi della varietà.</p>
<p data-path-to-node="7">Il microclima alpino, caratterizzato da forti escursioni termiche tra giorno e notte, preserva l’acidità “<em>croccante</em>” tipica del vitigno, mentre la maturazione lenta permette lo sviluppo di un bouquet fitto che spazia dai fiori di sambuco al ribes maturo, fino alle note di uva spina e frutta gialla. La resa è mantenuta bassa e la vendemmia, che avviene nella seconda metà di settembre, è rigorosamente manuale.</p>
<p data-path-to-node="8">In cantina, il protocollo di vinificazione mira a esaltare la <strong>longevità</strong>: il 75% della massa fermenta in acciaio rimanendo sui lieviti fino ad aprile, mentre il restante 25% matura in tonneaux di legno, conferendo al vino una struttura morbida ed elegante senza sovrastarne la mineralità.</p>
<figure id="attachment_216434" aria-describedby="caption-attachment-216434" style="width: 763px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-216434 size-full" src="https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2026/07/sanct-valentin-lanima-alpina-del-sauvignon.png" alt="sanct-valentin-lanima-alpina-del-sauvignon" width="763" height="627" /><figcaption id="caption-attachment-216434" class="wp-caption-text">L&#8217;enologo Jakob Gasser</figcaption></figure>
<p data-path-to-node="9">Questa filosofia produttiva è oggi nelle mani di <strong>Jakob Gasser</strong>, giovane enologo di nuova generazione (classe 1994). La sua visione unisce l’uso di tecnologie all’avanguardia a un ritorno al rispetto dei cicli naturali, con l’obiettivo di innalzare ulteriormente la precisione stilistica della linea.</p>
<p data-path-to-node="10">Con un potenziale di invecchiamento che <strong>supera i dieci anni</strong>, il Sauvignon Sanct Valentin sfida la concezione comune dei bianchi pronti al consumo immediato. Al palato si presenta con una pienezza elegante, ideale per accompagnare piatti complessi come il salmerino in salsa di peperoni o un risotto alle verdure, oltre ai classici pesci alla griglia come sogliola o persico.</p>
<p data-path-to-node="11">In un mercato sempre più attento all’autenticità del territorio, San Michele Appiano continua a puntare sulla valorizzazione dei singoli cru, confermando la linea Sanct Valentin come un punto di riferimento per chi cerca vini di montagna capaci di coniugare potenza e finezza.</p>
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		<title>Nel nome del vino: il fascino millenario dell&#8217;Abbazia di Novacella</title>
		<link>https://www.foodandwineitalia.com/nel-nome-del-vino-il-fascino-millenario-dellabbazia-di-novacella/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jul 2026 14:00:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Advertorial]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Vino]]></category>
		<category><![CDATA[Abbazia di Novacella]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A pochi chilometri da Bressanone, nel cuore della Valle Isarco, l’Abbazia di Novacella si staglia come un’oasi dove arte, cultura e natura si fondono in un’esperienza immersiva sospesa tra i vigneti e le cime dolomitiche. Fondata nel 1142 e ancora oggi abitata da Canonici Agostiniani, la struttura rappresenta una delle realtà vitivinicole attive più antiche [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1">A pochi chilometri da Bressanone, nel cuore della Valle Isarco, l’<strong>Abbazia di Novacella</strong> si staglia come un’oasi dove arte, cultura e natura si fondono in un’esperienza immersiva sospesa tra i vigneti e le cime dolomitiche. Fondata nel 1142 e ancora oggi abitata da Canonici Agostiniani, la struttura rappresenta una delle realtà vitivinicole attive più antiche al mondo, oltre che un’eccellenza nel panorama enologico dell’<strong>Alto Adige</strong>.</p>
<p class="p1">In questo contesto, la viticoltura di montagna non è solo tradizione, ma un’arte che sfida le altitudini fino a 900 metri per dare vita a bianchi dalla spiccata identità. Il 2023 ha segnato una tappa fondamentale in questa storia secolare con il lancio dei primi due vini monovigneto, un progetto nato per valorizzare appezzamenti dalle caratteristiche uniche. Questi vini rappresentano il vertice qualitativo della produzione: il <strong>Sylvaner</strong> <strong>Stiftsgarten</strong>, che nasce dal vigneto storico adiacente alle mura abbaziali, e il <strong>Pinot Nero Riserva Vigna Oberhof</strong>, proveniente dai terreni ghiaioso-morenici della tenuta Marklhof a Cornaiano. Ma l’anima di Novacella risiede anche nel suo complesso museale, uno scrigno architettonico tra i più prestigiosi dell’arco alpino dove convivono armoniosamente il romanico, il gotico, il barocco e il rococò della celebre biblioteca abbaziale che custodisce oggi quasi 100 manoscritti medievali, una selezione dei quali è esposta nel museo.</p>
<figure id="attachment_216220" aria-describedby="caption-attachment-216220" style="width: 763px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-216220" src="https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2026/07/la-sala-barocca-della-Biblioteca.jpg" alt="" width="763" height="627" /><figcaption id="caption-attachment-216220" class="wp-caption-text">la sala barocca della Biblioteca</figcaption></figure>
<p class="p1">Camminando tra il <strong>chiostro</strong> affrescato e il <strong>Pozzo delle Meraviglie</strong> nel cortile, si attraversa quasi un millennio di storia che oggi si apre ai visitatori. <strong>L’enoturismo</strong> qui assume una dimensione profonda e concreta: si può partecipare a passeggiate guidate che si snodano direttamente tra i filari per comprendere la viticoltura eroica, o concedersi momenti conviviali nell’<strong>Osteria abbaziale</strong>, dove la classica merenda con tagliere tirolese – a base di speck e formaggi locali – esalta le proprietà dei vini della casa. Per chi cerca un’esperienza esclusiva, la visita guidata deluxe schiude le porte di spazi normalmente riservati e culmina in una degustazione dei vini abbinati alle specialità gastronomiche del territorio, offrendo un dialogo continuo tra lo spirito del luogo e i frutti della terra.</p>
<figure id="attachment_216221" aria-describedby="caption-attachment-216221" style="width: 763px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-216221" src="https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2026/07/le-due-etichette-di-Pinot-Nero-Riserva-Vigna-Oberhof-e-Sylvaner-Stiftsgarten.jpg" alt="" width="763" height="627" /><figcaption id="caption-attachment-216221" class="wp-caption-text">le due etichette di Pinot Nero Riserva Vigna Oberhof e Sylvaner Stiftsgarten</figcaption></figure>
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		<title>Podernovo, il poggio del vino nelle colline pisane</title>
		<link>https://www.foodandwineitalia.com/podernovo-il-poggio-del-vino-nelle-colline-pisane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2026 15:00:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Advertorial]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Vino]]></category>
		<category><![CDATA[Ferrari Trentodoc]]></category>
		<category><![CDATA[Gruppo Lunelli]]></category>
		<category><![CDATA[Podernovo]]></category>
		<category><![CDATA[Tenute Lunelli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tra le dolci colline di Terricciola, nel cuore più autentico della Toscana, Podernovo si racconta come un progetto in cui natura, vino e accoglienza convivono in perfetto equilibrio. È qui che Casale Podernovo rappresenta il fulcro dell’esperienza: una dimora di charme ricavata da un antico complesso rurale, restaurato nel rispetto della sua identità originaria. Pietra, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1">Tra le dolci colline di Terricciola, nel cuore più autentico della <strong>Toscana</strong>, <strong>Podernovo</strong> si racconta come un progetto in cui natura, vino e accoglienza convivono in perfetto equilibrio. È qui che <strong>Casale Podernovo</strong> rappresenta il fulcro dell’esperienza: una dimora di charme ricavata da un antico complesso rurale, restaurato nel rispetto della sua identità originaria.</p>
<p class="p1">Pietra, legno e materiali tradizionali si fondono con un comfort discreto, dando vita ad appartamenti eleganti e immersi nel paesaggio. Le ampie vedute su vigneti, il silenzio della campagna e la luce che cambia durante il giorno restituiscono un senso profondo di armonia. Soggiornare al Casale significa rallentare, vivere la Toscana con autenticità, tra momenti di relax a bordo piscina, passeggiate tra i filari e degustazioni dei vini della tenuta.</p>
<figure id="attachment_214823" aria-describedby="caption-attachment-214823" style="width: 763px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-214823" src="https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2026/05/il-viale-dingresso-incorniciato-dai-cipressi.png" alt="" width="763" height="627" /><figcaption id="caption-attachment-214823" class="wp-caption-text">il viale d’ingresso incorniciato dai cipressi</figcaption></figure>
<p class="p1">Il Casale è anche punto di partenza ideale per scoprire il territorio: escursioni a piedi o in bicicletta e itinerari verso città d’arte come Pisa, Firenze, Siena e Lucca. Un’ospitalità intima e misurata, che rende ogni soggiorno un’esperienza autentica e personale. Casale Podernovo si inserisce nel <strong>progetto vitivinicolo della famiglia Lunelli</strong> che qui ha dato vita a una tenuta di circa 80 ettari. Quaranta sono dedicati ai vigneti, mentre il resto è occupato da boschi che preservano l’equilibrio naturale. Si coltivano Sangiovese e vitigni internazionali come Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon e Merlot, su suoli ricchi di fossili marini che contribuiscono a definire vini eleganti e identitari.</p>
<p class="p1">La <strong>certificazione biologica</strong>, ottenuta dalla vendemmia 2012, riflette una visione produttiva attenta alla sostenibilità e al rispetto del territorio. Podernovo fa parte delle <strong>Tenute Lunelli</strong>, il progetto del <strong>Gruppo Lunelli</strong> che, a partire dagli anni Ottanta, ha affiancato alle bollicine <strong>Ferrari Trentodoc</strong> una collezione di vini fermi di alta qualità con<strong> Tenuta Margon</strong> in Trentino, <strong>Carapace</strong> in Umbria e, per l’appunto, Podernovo in Toscana.</p>
<figure id="attachment_214820" aria-describedby="caption-attachment-214820" style="width: 763px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-214820" src="https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2026/05/uno-degli-appartamenti-del-wine-relais.png" alt="" width="763" height="627" /><figcaption id="caption-attachment-214820" class="wp-caption-text">uno degli appartamenti del wine relais</figcaption></figure>
<h2>Tre vini da provare</h2>
<ol>
<li class="p1">Cabernet Franc in purezza proveniente dal vigneto Olmo, <strong>Tenute Lunelli Auritea</strong> affina in barrique francesi e si distingue per intensità aromatica, tannini fini ed elegante mineralità legata ai suoli ricchi di fossili.</li>
<li class="p1"><strong>Tenute Lunelli Teuto Costa Toscana</strong> è un Igt a base di Sangiovese, Merlot e Cabernet Sauvignon. Affina 18 mesi in legno, sviluppando note di frutta scura, balsamiche e speziate, con tannino fine ed equilibrato.</li>
<li class="p1">Da uve Sangiovese selezionate nelle vigne della tenuta nasce <strong>Tenute Lunelli Solenida</strong>: un rosso intenso e vibrante, vinificato anche in anfora, che racconta la mineralità dei suoli fossili e il carattere autentico della Costa Toscana.</li>
</ol>
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		<item>
		<title>Tra blind tasting e mixology d’autore, Madrid incorona il Parmigiano Reggiano Dop</title>
		<link>https://www.foodandwineitalia.com/parmigiano-reggiano-casello-d-oro-awards-madrid/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Feb 2026 13:18:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Advertorial]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Parmigiano Reggiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo le tappe di Parigi e Londra, il percorso internazionale del Parmigiano Reggiano Dop prosegue a Madrid, con la nuova edizione dei Casello d’Oro Awards. La cornice scelta è quella del Real Casino, edificio storico nel centro della capitale spagnola. L’evento premia i 13 caseifici vincitori dei Palii 2025, selezionati attraverso degustazioni alla cieca condotte da [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="539" data-end="949">Dopo le tappe di <strong>Parigi</strong> e <strong>Londra</strong>, il percorso internazionale del <strong>Parmigiano Reggiano Dop</strong> prosegue a <strong>Madrid</strong>, con la nuova edizione dei <strong>Casello d’Oro Awards</strong>. La cornice scelta è quella del Real Casino, edificio storico nel centro della capitale spagnola.</p>
<p data-start="951" data-end="1298">L’evento <strong>premia i 13 caseifici vincitori dei Palii 2025</strong>, selezionati attraverso degustazioni alla cieca condotte da una giuria internazionale. Il format, ormai consolidato, punta a spostare l’attenzione dal semplice prodotto al racconto della filiera, mettendo al centro la qualità certificata della Dop e il lavoro quotidiano dei produttori.</p>
<h2 data-start="951" data-end="1298">Alla scoperta del Parmigiano Reggiano Dop</h2>
<p data-start="1300" data-end="1712">Il Parmigiano Reggiano Dop è presentato in <strong>diverse stagionature</strong>, dai 24 ai 40 mesi, con assaggi guidati che permettono di confrontare profili sensoriali, consistenze e aromi. La degustazione tecnica è affiancata da una proposta di abbinamenti pensata per un pubblico internazionale, con l’obiettivo di mostrare la versatilità del formaggio anche fuori dai contesti tradizionali della cucina italiana.</p>
<p data-start="1300" data-end="1712"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-202732" src="https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2025/04/Parmigiano-Reggiano.jpg" alt="Parmigiano Reggiano Food Valley" width="763" height="627" /></p>
<p data-start="1714" data-end="2218">Uno degli elementi distintivi dell&#8217;evento è il dialogo con il mondo della mixology. Per l’occasione, <a href="https://www.foodandwineitalia.com/parmigiano-reggiano-e-whisky-incontro-perfetto/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Giorgio Bargiani</strong></a>, assistant director of mixology del <strong>The Connaught</strong> di Londra, firma un cocktail dedicato all’evento, <strong>Combinación Italiana</strong>, costruita su una base di sherry spagnoli e ingredienti di ispirazione italiana. L’abbinamento tra Parmigiano Reggiano e cocktail rappresenta un esperimento mirato a intercettare linguaggi contemporanei del consumo, soprattutto in ambito urbano.</p>
<p data-start="2220" data-end="2664">Nel racconto proposto dai Casello d’Oro Awards, il Parmigiano Reggiano Dop non viene presentato solo come prodotto gastronomico, ma come elemento culturale esportabile, capace di adattarsi a contesti diversi <strong>senza perdere identità</strong>. La scelta di Madrid conferma una strategia di comunicazione orientata ai grandi centri europei, dove il formaggio italiano viene inserito in circuiti legati all’alta ristorazione, all’hôtellerie e al consumo premium.</p>
<p data-start="2666" data-end="3144">La manifestazione si inserisce in un più ampio percorso di promozione internazionale della Dop, che negli ultimi anni ha investito sempre di più su <strong>eventi esperienziali</strong>, degustazioni guidate e format ibridi tra gastronomia, lifestyle e formazione. In questo senso, i Casello d’Oro Awards funzionano come strumento di <strong>posizionamento</strong>, rivolto non solo agli addetti ai lavori ma anche a un pubblico che associa il Parmigiano Reggiano Dop a valori di qualità, origine e riconoscibilità. Un approccio che punta a rafforzare la presenza del Parmigiano Reggiano Dop nei mercati esteri, mantenendo al centro la filiera e il sistema di certificazione come elementi distintivi.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Costa Arènte: 10 anni, tra identità e futuro nella &#8220;Valle degli Dei&#8221;</title>
		<link>https://www.foodandwineitalia.com/costa-arente-10-anni-tra-identita-e-futuro-nella-valle-degli-dei/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jan 2026 10:00:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Advertorial]]></category>
		<category><![CDATA[Drinks]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Vino]]></category>
		<category><![CDATA[Costa Arènte]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.foodandwineitalia.com/?p=211391</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dieci anni sono un traguardo e, al tempo stesso, un nuovo inizio. Per Costa Arènte – la tenuta affacciata come un balcone naturale sulla Valpantena, a 250 metri di altitudine nel comune di Grezzana – il 2025 segna una ricorrenza che invita a guardare al futuro con lucidità, consolidando un percorso iniziato nel 2015 con [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.foodandwineitalia.com/costa-arente-10-anni-tra-identita-e-futuro-nella-valle-degli-dei/">Costa Arènte: 10 anni, tra identità e futuro nella &#8220;Valle degli Dei&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.foodandwineitalia.com">Food and Wine Italia</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-path-to-node="3">Dieci anni sono un traguardo e, al tempo stesso, un nuovo inizio. Per <b data-path-to-node="3" data-index-in-node="70">Costa Arènte</b> – la tenuta affacciata come un balcone naturale sulla Valpantena, a 250 metri di altitudine nel comune di Grezzana – il 2025 segna una ricorrenza che invita a guardare al futuro con lucidità, consolidando un percorso iniziato nel 2015 con l’ingresso nel progetto <b data-path-to-node="3" data-index-in-node="346">Le Tenute del Leone Alato</b>.</p>
<p data-path-to-node="4">Costa Arènte è il volto veronese del gruppo che unisce realtà agricole diverse, un laboratorio enologico immerso in 42 ettari di proprietà, di cui 18,6 vitati, dove la vite convive con ulivi e boschi. Qui l’Amarone è interpretato in chiave più verticale e contemporanea, grazie alle caratteristiche della sottozona Valpantena, rivendicata in etichetta: suoli di marne calcaree ricchi di fossili, altitudini che arrivano a 600 metri, escursioni termiche e una naturale freschezza.</p>
<p data-path-to-node="5">La relazione tra paesaggio e architettura è uno degli elementi identitari della tenuta: la cantina è parzialmente nascosta sotto la struttura dell’ospitalità, mentre il fruttaio è mimetizzato da muretti in pietra e da una cortina di cedri, pur ospitando un sistema tecnologico capace di gestire in modo naturale l’appassimento.</p>
<p data-path-to-node="6">Viticoltura integrata, pergola veronese tradizionale, raccolta manuale, sfalcio alternato per proteggere la fauna e certificazioni <b data-path-to-node="6" data-index-in-node="131">RRR (Riduci, Risparmia, Rispetta)</b> e <b data-path-to-node="6" data-index-in-node="167">SQNPI</b>: non un manifesto, ma un metodo che permette di mantenere biodiversità e salute del suolo in un’area dove è ancora possibile incontrare caprioli e lepri tra i filari.</p>
<p data-path-to-node="7">A raccontare le diverse espressioni della valle sono Valpolicella Superiore, Ripasso, Amarone, Amarone Riserva e Recioto, affiancati da un Lugana Doc e da uno spumante rosé da uve Molinara vinificato in purezza, esempio di come la tenuta sia anche luogo di sperimentazione su vitigni autoctoni.</p>
<p data-path-to-node="8">Questo decennale non è solo celebrazione, ma un punto di maturità: Costa Arènte conferma la propria vocazione a produrre vini identitari, pensati per durare nel tempo, capaci di parlare al pubblico internazionale senza rinunciare alla loro anima collinare.</p>
<p data-path-to-node="9">Un invito, dunque, a scoprire la cosiddetta “Valle degli Dei” non solo come luogo di produzione, ma come paesaggio culturale in cui il vino diventa parte di un racconto più ampio: storico, agricolo, umano.</p>
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