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	<title>Consorzio del Chianti Classico Archivio &#8226; Food and Wine Italia</title>
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		<title>San Felice</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Oct 2023 11:52:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[50 Cantine Top]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel borgo di origine etrusca di <strong>San Felice</strong> sorge l’omonima azienda che ha fatto la storia del vigneto Italia, in primis con la nascita nel 1968 del <strong>Vigorello</strong>, il primo Supertuscan del Chianti Classico – un sangiovese in purezza che ha subito diverse evoluzioni nel tempo fino a diventare un blend di pugnitello, merlot, cabernet sauvignon e petit verdot. Primati a parte, la tenuta fondata nel 1700 dalla nobile famiglia dei Grisaldi Del Taja e che ha contribuito alla creazione del <strong>Consorzio del Chianti Classico</strong> (1924), è un esempio di realtà vitivinicola d’avanguardia, che si declina nelle denominazioni più prestigiose della Toscana: il Chianti Classico rimane il fulcro delle attività con i suoi 150 ettari di vigna, a cui seguono le proprietà di Campogiovanni a Montalcino e di Bell’Aja a Bolgheri. Nei vigneti situati tra i 300 e 450 metri s.l.m. e caratterizzati da suoli prevalentemente argillosi-calcarei, il sangiovese rappresenta il 70 % della coltivazione, affiancato dalle varietà di pugnitello – vitigno autoctono riscoperto attraverso gli studi nel Vitiarium –, merlot, cabernet sauvignon, colorino, petit verdot, chardonnay, sauvignon blanc, trebbiano e malvasia del Chianti, tutti allevati a Guyot e cordone speronato.<br />
Il metodo di vinificazione – dal 1984 sotto l’attenta supervisione dell’enologo <strong>Leonardo Bellaccini</strong> – si contraddistingue per la <strong>scelta delle uve chicco per chicco in base al colore tramite un selezionatore ottico</strong>. Successivamente le parti più nobili vengono utilizzate per la produzione di vini di pregio come il Vigorello Toscana Igt e il Poggio Rosso Chianti Classico Gran Selezione Docg (per i quali è prevista la maturazione in tini troncoconici in legno), mentre quelle meno vocate vengono destinate ai vini più giovani come il San Felice Chianti Classico Docg. La tenuta oltre a essere una fiorente destinazione enoturistica è anche un’icona dell’ospitalità di lusso grazie al Borgo San Felice Resort, l’unico Relais &amp; Châteaux nel Chianti Classico, impreziosito dalla cucina stellata del <strong>Poggio Rosso</strong> capitanata dall’executive chef <strong>Juan Quintero</strong>.</p>
<h5>Chianti Classico Gran Selezione Docg Poggio Rosso</h5>
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<p>L’etichetta si scopre al mondo nel 1978 e riprende il nome dall’omonimo vigneto simbolo dell’eccellenza del terroir di San Felice. Un cru di Sangiovese che matura in tonneaux di rovere francese per 20 mesi: ne esce un rosso elegante e longevo, con tannini morbidi e dai sentori di prugna e frutti rossi.</p>
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