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	<title>Marco Gallotta Archivio &#8226; Food and Wine Italia</title>
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		<title>Ninù, sentirsi a casa tra libri e cucina</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luciana Squadrilli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Oct 2023 10:29:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nuove aperture]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Gallotta]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Come a casa”. È un’espressione ricorrente per descrivere e promuovere quei locali che puntano sull’atmosfera informale e calorosa, oltre che su una proposta gastronomica confortevole, curata ma non troppo elaborata o creativa a tutti i costi. Eppure questa “promessa” non è poi così facile da mantenere. Ci riesce bene invece Ninù, il nuovo locale romano [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Come a casa”. È un’espressione ricorrente per descrivere e promuovere quei locali che puntano sull’atmosfera informale e calorosa, oltre che su una proposta gastronomica confortevole, curata ma non troppo elaborata o creativa a tutti i costi. Eppure questa “promessa” non è poi così facile da mantenere. Ci riesce bene invece <strong><em>Ninù</em></strong>, <strong>il nuovo locale romano creato dall’imprenditrice e interior designer Alessandra Marino, già artefice dello storico <em>Gusto</em>, in quella che è stata effettivamente a lungo la sua abitazione nella centralissima via della Frezza</strong>. Qui ci si sente davvero a casa, o meglio ospiti di amici o conoscenti dotati di gran gusto e grandi risorse che aprono i propri spazi alla convivialità (ma senza avere l’impressione di essere inopportuni o invadenti, anche perché il conto non è eccessivo ma comunque commisurato alla situazione e alla proposta). Lo sottolinea anche il nome, che rimanda allo zio più caro di Alessandra con cui da piccola si apostrofavano a vicenda con buffi soprannomi, Ninù e Ninì.</p>
<p>I tavoli esterni del locale che fanno bistrot parigino aggiungono vivacità alla <strong>via ormai entrata nel novero delle “food street” della Capitale</strong>: qui affaccia la boutique <em>Bulgari Dolci</em>, locale annesso al nuovo hotel di lusso del brand ma con ingresso indipendente, dove acquistare i cioccolatini Bulgari e le proposte della Pasticceria – Niko Romito, con le reinterpretazioni di dolci tradizionali come il cannolo siciliano o la torta, e pure <em>Frezza-Cucina de Coccio</em>, il ristorante di cucina romana di Claudio Amendola. Ma è varcando l’ingresso e inoltrandosi negli ambienti interni, superando il cocktail bar con affaccio su strada e la zona caffetteria (aperta per la prima colazione a partire dalle 8), che si percepisce l’unicità del luogo, in cui gli interventi architettonici, curati dalla stessa Marino, hanno dato ancor più personalità <strong>stratificando elementi di vita vissuta, passioni, collezioni d’arte e di libri.</strong></p>
<p>Così ad esempio <strong>la cucina originaria della casa</strong>, dotata di una grande isola centrale di marmo e separata dal resto del locale da grandi vetrate, è diventata una sorta di contenitore per ospitare piccoli eventi privati, anche con un cuoco dedicato; un ambiente di passaggio ospita <strong>il tavolo sociale di design,</strong> tra specchi e arte contemporanea, per poi accedere alla <strong>sala library,</strong> dove tavoli e sedute sono ancora circondati dagli scaffali della libreria che ospita circa 9mila volumi, tra titoli di storia dell’arte, fotografia, arte contemporanea e design, pronti a lasciarsi sfogliare. E quella che era la camera da letto di uno dei figli di Alessandra, da cui si accede anche ai servizi, ospita ancora altri tavoli fino a contare <strong>100 coperti tra interno ed esterno</strong>. Il tutto arricchito da opere d’arte, artigianato e oggetti collezionati nel corso degli anni tra mercati e botteghe, installazioni luminose e la luce naturale che filtra attraverso i lucernari dal piano superiore.</p>
<p>Il locale-casa, infatti, si sviluppa in verticale e salendo le scale ha ancora qualche sorpresa da svelare:<strong> tre camere da letto, ciascuna con un suo stile e linea cromatica che rimanda ad epoche diverse.</strong> Romantica e vagamente <em>wesandersoniana</em>, nei toni del rosso e rosa con mobili francesi di inizio Novecento, poltrone di Paola Navone per Baxter, lampade di design e una finestra affacciata sui tetti di Roma, la prima; piccola ma luminosa e dai vivaci toni di giallo, con tanto di Spiderman (realizzato da Giorgio Lupattelli nel 2003 su mdf) alle pareti e mobili e lampade deliziosamente retrò, la seconda; ampia, nei toni del grigio e dal minimalismo contemporaneo in contrasto con i dettagli – il divano di Albini&amp;Helg, la scrivania d’epoca, la grande opera di Matteo Basilè che ritrae “La Karl”, storica drag queen del Pigneto (al secolo Andrea Berardicurti) scomparsa nel 2018 – <strong>la suite con zona letto e studiolo</strong>. Qui si può scegliere di soggiornare, approfittando anche della prima colazione e dei servizi del ristorante: l’ideale se alla privacy e al silenzio assoluto si preferisce il calore di un ambiente vissuto.</p>
<p><strong>Naturalmente, la proposta gastronomica non è secondaria</strong>, anche se rischia di apparire subordinata al fascino degli ambienti, né lasciata al caso. Per metterla a punto Alessandra Marino ha chiamato <strong>Marco Gallotta</strong> – già ben noto a Roma dai tempi di Primo al Pigneto, e ora impegnato in diversi progetti da consulente – come executive chef, mentre la cucina è presidiata in pianta stabile da <strong>Simone Ianiro</strong>: <strong>parola d’ordine mediterraneità e immediatezza</strong>, e piatti incentrati prevalentemente sulla proposta ittica, ma senza rinunciare a qualche interessante rimando alla terra, alla romanità e alle altre cucine del mondo.</p>
<p>Così tra gli antipasti si spazia dai crudi ( come plateaux di crostacei e di ostriche, la tartare di pescato del giorno alla puttanesca o il<strong> ceviche di ricciola</strong>) e i cotti (tra cui spiccano il gustoso <strong>cannellone di baccalà mantecato dorato e fritto</strong> e l’insalata di mare); i primi vanno dal comfort della <strong>Minestra di mare e legumi con tubetti di farro Felicetti</strong> alla baldanza spiazzante delle Fettuccine con doppia panna, ristretto di vitella e caviale; e tra i secondi si può scegliere, ad esempio, tra proposte come la Tataki di tonno con insalata di arance e finocchi fermentati, “Faccia da pesce fritto” (filetto di pescato di paranza in finta tempura) o il pescato del giorno in crosta di sale e fieno. Ma c’è anche la sezione <em>I pesci fuor d’acqua,</em> con piatti della tradizione come le fettuccine al ragù di manzo battuto a coltello, gli <strong>spaghetti pomodori, basilico e Parmigiano 36 mesi</strong> e i saltimbocca alla romana di vitella. E ancora, il menu <em>Dalle undici alle diciotto, </em>per chi ha poco tempo o una fame fuori orario da soddisfare con proposte come il Toast di pesce spada o l’Insalata di salmone, di tonno o di crostacei. Mentre per l’aperitivo, ostriche, crostini o frittura si possono accompagnare con calici o drink: <strong>da provare il Ninù, fresco e piacevole <em>signature cocktail</em> della casa</strong> a base Aperol, succo di limone, salvia, ananas e Thè French Blu di Mariage Frères.</p>
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