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	<title>Ministero delle Imprese e del Made in Italy Archivio &#8226; Food and Wine Italia</title>
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	<title>Ministero delle Imprese e del Made in Italy Archivio &#8226; Food and Wine Italia</title>
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		<title>A Roma c&#8217;è una mostra sui marchi che hanno fatto la storia del Made in Italy</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Feb 2024 16:23:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Quando pensiamo al Made in Italy cosa ci viene in mente? A leggere sulla Treccani dal 1980 questa espressione viene utilizzata &#8220;per indicare la specializzazione internazionale del sistema produttivo italiano nei settori manifatturieri cosiddetti tradizionali: abbigliamento (e beni per la persona), arredamento (e articoli per la casa), automotive (inclusa la meccanica) e agroalimentare&#8221;. È  partendo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.foodandwineitalia.com/a-roma-ce-una-mostra-sui-marchi-che-hanno-fatto-la-storia-del-made-in-italy/">A Roma c&#8217;è una mostra sui marchi che hanno fatto la storia del Made in Italy</a> proviene da <a href="https://www.foodandwineitalia.com">Food and Wine Italia</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Quando pensiamo al Made in Italy cosa ci viene in mente? A leggere sulla Treccani dal 1980 questa espressione viene utilizzata &#8220;per indicare la specializzazione internazionale del sistema produttivo italiano nei settori manifatturieri cosiddetti tradizionali: abbigliamento (e beni per la persona), arredamento (e articoli per la casa), automotive (inclusa la meccanica) e agroalimentare&#8221;. È  partendo da questo concetto che il <strong>Ministero delle Imprese e del Made in Italy </strong>ha allestito la mostra romana <strong>Identitalia, The Iconic Italian Brands </strong>a <strong>Palazzo Piacentini</strong>. Aperta al pubblico <strong>dal 13 febbraio e accessibile fino al 6 aprile</strong> (la visita è solo su prenotazione dal venerdì alla domenica), questa esposizione celebra i 140 anni <strong>dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">La kermesse curata da <strong>Carlo Martino</strong> e <strong>Francesco Zurlo</strong>, docenti di design rispettivamente alla Sapienza e al Politecnico di Milano, <strong>include 113 aziende e brand di diversi i settori</strong> – dall’Alfaromeo e Ferrari a Mediaset e Moleskine, da Dolce &amp; Gabbani a Ducati alla Gazzetta dello Sport alla Fiat–, riconoscibili attraverso disegni originali, pezzi rappresentativi, fotografie, documenti storici, manifesti pubblicitari e proiezioni di spot e video.</p>
<p style="font-weight: 400;">«Questa mostra, dal titolo volutamente evocativo, ha il grande pregio di celebrare i marchi di impresa che accompagnano, e hanno accompagnato, la crescita del nostro Paese – ha sottolineato <strong>Adolfo Urso</strong>, il presidente del Ministero –. Siamo profondamente orgogliosi della capacità creativa del nostro tessuto produttivo perché il successo dei nostri imprenditori e la passione, che mettono nel loro lavoro, sono il fiore all’occhiello del Sistema Italia e il biglietto da visita del nostro Made in Italy nel mondo».</p>
<p style="font-weight: 400;">In questo contesto trova ovviamente spazio il <strong>contributo dell’industria alimentare al Made in Italy, </strong>con numerosi nomi in esposizione che hanno scritto la storia della tavola italiana. Ci sono ad esempio <strong>Aia</strong> e <strong>Negroni </strong>(uniche due realtà che rappresentano il mondo della carne e dei salumi), che hanno sempre saputo intercettare i trend dei diversi momenti storici. Tra questi un esempio è il caso di <strong>Wudy </strong>– scelto come marchio rappresentativo dal Ministero –, il primo wurstel di pollo nato nel 1985 o il <strong>Negronetto, </strong>il primo salamino brandizzato tascabile in Italia.<strong> </strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Presente all’appello è anche <strong>Algida</strong>, marchio nato nell’immediato dopoguerra con il cremino e reso famoso dal suo iconico cornetto o dagli spot pubblicitari andati in onda durante la trasmissione Rai &#8220;Il Carosello&#8221;. «Siamo entusiasti di prendere parte a questa iniziativa voluta dal Ministero – ha commentato <strong>Quirino Cipollone</strong>, Ice Cream General Manager Italia e Sud Europa –. Algida è uno dei principali &#8220;love brand&#8221; degli Italiani, che da oltre 70 anni accompagna la storia e le evoluzioni del nostro Paese, affiancando le generazioni nei momenti di gioia e di condivisione».</p>
<p style="font-weight: 400;">In rappresentanza del mondo del caffè c’è <strong>Bialetti</strong>, che creò la prima Moka Express nel lontano 1933, entrata poi di diritto nell’immaginario collettivo del rito mattutino tutto italiano, mentre la storia di <strong>San Carlo</strong> è poco più giovane. Risale infatti al 1936 la prima busta delle patatine snack &#8220;1936 Antica Ricetta&#8221; che hanno fatto da apripista alla fortuna dell’azienda, a cui poi sono seguite nuove etichette come la &#8220;Rustica&#8221;, spopolata grazie alla partnership con lo chef <strong>Carlo Cracco</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Tra le bevande selezionate per Identitalia ci sono <strong>Aperol</strong>, <strong>Disaronno</strong>, <strong>Amarena Fabbri </strong>e <strong>Tassoni</strong>: proprio quest&#8217;ultimo soft drink grazie alla bontà della sua cedrata è stato protagonista del suo spot negli anni 70 insieme alla cantante Mina che l&#8217;ha resa celebre con il suo jungle; &#8220;Quante cose al mondo puoi fare, costruire, inventare, ma trova un minuto per me. Per voi e per gli amici, Tassoni&#8221;.<br />
«Siamo onorati della scelta di Tassoni come simbolo per valorizzare il patrimonio industriale, progettuale e materiale del nostro Paese a dimostrazione di come le creazioni più iconiche del Made in Italy rappresentino un valore non solo economico, ma anche culturale», ha dichiarato <strong>Matteo Lunelli, </strong>amministratore delegato Gruppo Lunelli e presidente Tassoni.</p>
<p style="font-weight: 400;">Durante la conferenza stampa di inaugurazione dell’evento è intervenuto anche <strong>Massimo Caputi</strong>, presidente dell’<strong>Associazione Marchi Storici d’Italia</strong>. «Siamo onorati di essere stati coinvolti dal Ministero quale partner di questa bellissima esposizione che, partendo dalla valorizzazione del patrimonio economico, industriale e culturale rappresentato dai Marchi Storici, si concretizza oggi in un vero e proprio manifesto celebrativo di una parte del saper fare italiano. I Marchi Storici hanno promosso nel corso dei decenni una cultura d’impresa unica e identitaria che li ha resi l’Albero Madre del Made in Italy».</p>
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