<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Ordine Obertengo dei Cavalieri del Raviolo e del Gavi Archivio &#8226; Food and Wine Italia</title>
	<atom:link href="https://www.foodandwineitalia.com/tag/ordine-obertengo-dei-cavalieri-del-raviolo-e-del-gavi/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.foodandwineitalia.com/tag/ordine-obertengo-dei-cavalieri-del-raviolo-e-del-gavi/</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Thu, 25 Jan 2024 15:10:36 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.8.5</generator>

<image>
	<url>https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2019/04/cropped-favicon_foodandwine-32x32.png</url>
	<title>Ordine Obertengo dei Cavalieri del Raviolo e del Gavi Archivio &#8226; Food and Wine Italia</title>
	<link>https://www.foodandwineitalia.com/tag/ordine-obertengo-dei-cavalieri-del-raviolo-e-del-gavi/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>I 50 anni del Gavi Doc nel segno della sua versatilità</title>
		<link>https://www.foodandwineitalia.com/i-50-anni-del-gavi-doc-nel-segno-della-sua-versatilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jan 2024 13:16:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Vino]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzio Tutela del Gavi]]></category>
		<category><![CDATA[Gavi]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Montobbio]]></category>
		<category><![CDATA[Ordine Obertengo dei Cavalieri del Raviolo e del Gavi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.foodandwineitalia.com/?p=190705</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il Gavi, storico vino bianco piemontese prodotto nella provincia di Alessandria, festeggia nel 2024 i 50 anni dal riconoscimento della sua Doc. Era l&#8217;anno 1974 quando il Cortese di Gavi veniva annoverato tra le denominazioni di origine controllata, istituite con l’obiettivo di valorizzare i prodotti di qualità rappresentativi di una specifica area territoriale. «È un [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.foodandwineitalia.com/i-50-anni-del-gavi-doc-nel-segno-della-sua-versatilita/">I 50 anni del Gavi Doc nel segno della sua versatilità</a> proviene da <a href="https://www.foodandwineitalia.com">Food and Wine Italia</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;"><strong>Il Gavi, storico vino bianco piemontese prodotto nella provincia di Alessandria,</strong> festeggia nel 2024 i <strong>50 anni dal riconoscimento della sua Doc</strong>. Era l&#8217;anno 1974 quando il Cortese di Gavi veniva annoverato tra le denominazioni di origine controllata, istituite con l’obiettivo di valorizzare i prodotti di qualità rappresentativi di una specifica area territoriale.</p>
<p style="font-weight: 400;">«È un anniversario importante, un traguardo storico: premia il lungo percorso, l’impegno e la dedizione dei produttori che, insieme, hanno costruito la reputazione di un vino oggi presente in oltre 100 Paesi nel mondo», commenta <strong>Maurizio Montobbio</strong>, presidente del <strong>Consorzio Tutela del Gavi</strong>, organo che dal 1993 vigila sulla denominazione che ha ottenuto nel 1998 la Docg.</p>
<p style="font-weight: 400;">Gli <strong>oltre 1600 ettari di cortese</strong> compresi negli undici comuni della provincia di Alessandria – Bosio, Carrosio, Capriata d’Orba, Francavilla Bisio, Gavi, Novi Ligure, Parodi Ligure, Pasturana, San Cristoforo, Serravalle Scrivia, Tassarolo – <strong>costituiscono l’enclave quasi totale della produzione nazionale dell&#8217;uva bianca,</strong> vitigno che in questo territorio – l&#8217;angolo più orientale a sud del Piemonte e al confine con la Liguria, favorito da un’eccezionale posizione geografica – ha trovato la sua massima espressione: il Gavi, cortese in purezza.<br />
Ciò che risalta all’occhio, analizzando i numeri forniti dallo stesso Consorzio, è che il Gavi Doc in Italia è da considerare, purtroppo, un vino relativamente raro visto che più dell’85% della produzione è destinato all’export, specialmente in Gran Bretagna, dove è diretta quasi la metà dell’esportazione, a cui seguono gli Stati Uniti e la Germania.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Questo successo internazionale</strong> è stato raggiunto grazie alla sempre crescente dedizione dei singoli produttori che gestiscono oltre 1.600 ettari di vigneti piantati essenzialmente tra il comune di Novi Ligure e quello di Bosio, in provincia di Alessandria, coltivati spesso attraverso una filosofia agricola <strong>non invasiva</strong>, rispettosa di una biodiversità unica che è la principale ricchezza, insostituibile, del patrimonio vinicolo del Gavi. Un <strong>patrimonio vocato all’eccellenza </strong>governato in gran parte da piccoli e medi coltivatori e impiega oltre 500 famiglie locali. È una viticoltura di tipo tradizionale che, attraverso i differenti tipi di <strong>suoli </strong>e <strong>microclimi</strong>, esprime l’immensa versatilità del vitigno cortese.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ciò che caratterizza il Gavi Doc, e che lo rende un esempio nel panorama enologico mondiale, è la sua estrema versatilità, una caratteristica che rende questo vino bianco un vero e proprio jolly capace di accompagnare tutto il pasto e di spiccare per la freschezza e la profondità dei sapori in qualsiasi occasione, dai momenti conviviali a quelli da meditazione. Il disciplinare, infatti, riconosce <strong>quattro diverse tipologie di Gavi</strong> –&nbsp;<em>Tranquillo</em>, <em>Frizzante</em>, <em>Spumante e Riserva – </em>per altrettante sfumature&nbsp;di un vino dall’identità netta e precisa, la cui naturale poliedricità eccelle nell’espressione della differenza.</p>
<h5>Tranquillo</h5>
<p style="font-weight: 400;">È la tipologia di Gavi che rappresenta circa il 99% della produzione. Secco e fermo, dal colore giallo paglierino più o meno intenso, spesso offre un bouquet aromatico che spazia da note floreali, come la ginestra e il fiore d&#8217;arancio, a sentori fruttati di mela verde e di pesca bianca.&nbsp; Viene solitamente bevuto giovane, ma sempre più produttori ne sottolineano la capacità di resistere al tempo, adottando tecniche agronomiche e di cantina capaci di sottolineare la sua naturale vocazione alla longevità.</p>
<h5>Frizzante</h5>
<p style="font-weight: 400;">Presenta una spuma fine ed evanescente. È una tipologia di Gavi tradizionale, fresca e di pronta beva, che tuttavia pochi produttori vinificano a favore di quella ferma.</p>
<h5>Riserva</h5>
<h5><span style="font-weight: 400; font-size: 16px;">È dedicata ai Gavi da invecchiamento, che escono sul mercato </span><strong style="font-size: 16px;">dopo minimo un anno di affinamento</strong><span style="font-weight: 400; font-size: 16px;">, di cui almeno 6 mesi in bottiglia. La Riserva prevede rese più basse in vigna e tecniche di vinificazione che ne esaltano la longevità. Si presenta di colore dorato, grande ampiezza di naso e bocca, nobilitata da aromi terziari di mela cotogna e zenzero e da un’inconfondibile struttura e avvolgenza sul finale.</span></h5>
<h5>Riserva Spumante Metodo Classico</h5>
<p style="font-weight: 400;">La versione spumante è ottenuta principalmente attraverso il Metodo Classico. Presenta una bolla fine e persistente, con profumi floreali delicati e grande complessità e struttura al gusto. Da disciplinare, la permanenza sui lieviti minima è di 6 mesi.</p>
<h4>Come abbinare il Gavi</h4>
<p style="font-weight: 400;">L’abbinamento enogastronomico per eccellenza del Gavi è con i piatti tipici delle sue colline: una <strong>cucina di confine</strong>, di ispirazione ligure, semplice e gustosa. Dalle farinate e focacce alla pasta fresca come il <em>Raviolo De.Co. gaviese</em>, tradizionalmente preparato con carni bovine e suine, uova, formaggio, borragine e scarola: la storia è legata alla famiglia Raviolo, che a Gavi risiedeva, autrice della ricetta oggi gelosamente tutelata dall’<strong>Ordine Obertengo dei Cavalieri del Raviolo e del Gavi </strong>che, da oltre 45 anni, si occupa con impegno della sua promozione. L’anima cosmopolita e versatile del Gavi permette a questo grande bianco piemontese il perfetto abbinamento anche con piatti di altre culture, soprattutto asiatici, tanto che ultimamente molti sommelier in Giappone, ma anche a Hong Kong e nelle Filippine stanno inserendo questo bianco nelle cantine di diversi fine dining.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.foodandwineitalia.com/i-50-anni-del-gavi-doc-nel-segno-della-sua-versatilita/">I 50 anni del Gavi Doc nel segno della sua versatilità</a> proviene da <a href="https://www.foodandwineitalia.com">Food and Wine Italia</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
