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	<title>Ristorante Quadri Archivio &#8226; Food and Wine Italia</title>
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		<title>Alajmo, un affare di famiglia che fa viaggiare il gusto italiano</title>
		<link>https://www.foodandwineitalia.com/alajmo-un-affare-di-famiglia-che-fa-viaggiare-il-gusto-italiano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Martina Di Lena]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Nov 2025 11:00:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un piatto mezzo decorato e mezzo bianco. Da qui parte un viaggio che attraversa oceani, portando con sé cinque secoli di cultura veneziana e una precisa idea di eleganza.Si chiama 510 la collezione nata dall’incontro tra Gran Caffè Quadri e Manifattura Geminiano Cozzi Venezia 1765, omaggio a due icone della città lagunare che nel 2025 [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="656" data-end="1369">Un piatto mezzo decorato e mezzo bianco. Da qui parte un viaggio che attraversa oceani, portando con sé cinque secoli di cultura veneziana e una precisa idea di eleganza.<br class="yoast-text-mark" data-start="826" data-end="829" />Si chiama <em data-start="839" data-end="844">510</em> la collezione nata dall’incontro tra <strong data-start="882" data-end="903">Gran Caffè Quadri</strong> e <strong data-start="906" data-end="950">Manifattura Geminiano Cozzi Venezia 1765</strong>, omaggio a due icone della città lagunare che nel 2025 hanno festeggiato, rispettivamente, <strong data-start="1035" data-end="1053">250 e 260 anni </strong>(ne abbiamo già parlato <a href="https://www.foodandwineitalia.com/il-gran-caffe-quadri-compie-250-anni/" target="_blank" rel="noopener">qui</a>). Disegnata a Venezia e realizzata in fine porcellana Bone China, la linea è già a bordo delle navi di <strong data-start="460" data-end="479">Crystal Cruises</strong>, dove la <strong>famiglia Alajmo</strong> firma la proposta gastronomica come consulente. Questa è l&#8217;ultima sfida per il gruppo, che dalla scorsa estate ha portato il proprio stile anche in mare, aggiungendo questo capitolo alla costellazione di 14 insegne tra Italia, Francia e Marocco.</p>
<figure id="attachment_209262" aria-describedby="caption-attachment-209262" style="width: 763px" class="wp-caption alignnone"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-209262 size-full" src="https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2025/10/Mise-en-place-al-Ristorante-Quadri-con-le-ceramiche-di-Geminiano-Cozzi-ph.-Jessica-Zufferl.jpg" alt="" width="763" height="627" /><figcaption id="caption-attachment-209262" class="wp-caption-text">Mise en place al Ristorante Quadri con le ceramiche di Geminiano Cozzi ph. Riccardo Andreatta</figcaption></figure>
<p data-start="1371" data-end="1793">Quello degli Alajmo è uno dei cognomi più solidi della <strong>ristorazione italiana</strong>. Lo è anche solo per il fatto che <strong data-start="1482" data-end="1505">Massimiliano Alajmo</strong>, chef e patron del tristellato <strong data-start="1537" data-end="1552">Le Calandre</strong> a Sarmeola di Rubano, in provincia di Padova – il più giovane al mondo nel 2002 a conquistare le tre stelle Michelin, a soli 28 anni – guida con il fratello <strong data-start="1701" data-end="1713">Raffaele</strong> e la sorella <strong data-start="1727" data-end="1736">Laura</strong> un gruppo che è insieme impresa, laboratorio e famiglia.</p>
<h2 data-start="1795" data-end="1843">Un&#8217;espansione misurata</h2>
<p data-start="1845" data-end="2272">Tutto comincia <strong>alle porte di Padova</strong>, lungo la trafficata via della Provvidenza, dove <strong data-start="1906" data-end="1924">Erminio Alajmo</strong> e <strong data-start="1927" data-end="1944">Rita Chimetto</strong> aprono nel 1981 una locanda con ristoro, ottenendo la prima stella Michelin di famiglia quando mamma Rita era ai fornelli. Oggi Erminio resta l’uomo della <strong>tartare</strong>, preparata al momento e servita personalmente da lui ai tavoli del <strong data-start="2047" data-end="2061">Calandrino</strong>, il bistrot accanto al ristorante che &#8220;vale il viaggio&#8221; e dirimpettaio della loro bottega con gastronomia <strong>La Dispensa</strong>. Il passaggio di testimone ai figli risale, invece, ai primi anni Novanta, insieme all’apertura de <strong data-start="2204" data-end="2221">La Montecchia </strong>(ristorante oggi chiuso).</p>
<figure id="attachment_209263" aria-describedby="caption-attachment-209263" style="width: 763px" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" class="size-full wp-image-209263" src="https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2025/10/I-fratelli-Alajmo-Massimiliano-e-Raffaele-ph.-Jessica-Zufferli.jpg" alt="" width="763" height="627" /><figcaption id="caption-attachment-209263" class="wp-caption-text">I fratelli Alajmo, Massimiliano e Raffaele ph. Jessica Zufferli</figcaption></figure>
<p data-start="2274" data-end="2828">Da allora la crescita è stata costante. Nel 2011 l’approdo a Venezia, con la sfida di piazza San Marco e la triade d&#8217;insegne sotto le Procuratie – <strong data-start="2411" data-end="2432">Ristorante Quadri</strong> (1 stella Michelin), <strong data-start="2454" data-end="2474">Bistrot Quadrino</strong> e <strong data-start="2477" data-end="2498">Gran Caffè Quadri</strong> – riportata a nuova vita grazie al dialogo con l&#8217;architetto e designer francese <strong data-start="2546" data-end="2565">Philippe Starck</strong> e agli artigiani veneziani. Poi l’espansione nella campagna trevigiana con <strong data-start="2641" data-end="2657">Le Cementine</strong>, il laboratorio-ristorante immerso nel verde, e <strong data-start="2710" data-end="2718">AMOR</strong>, stazione del gusto all&#8217;interno del campus di <strong data-start="2778" data-end="2788">H-FARM</strong>, sempre in collaborazione con Starck.</p>
<p data-start="2830" data-end="3259">Oltre i confini italiani, c&#8217;è il raffinato <strong data-start="2856" data-end="2871">Caffè Stern</strong> a Parigi, bistrot all&#8217;italiana che celebra la tradizione del caffè grazie alle produzioni dell&#8217;amico <strong data-start="2965" data-end="2981">Gianni Frasi</strong>, torrefattore veronese scomparso nel 2018, il cui nome continua a vivere nel segno di Giamaica Caffè. Più recente è la presenza sulle Dolomiti, con <strong data-start="3056" data-end="3074">Alajmo Cortina</strong> nei rinnovati spazi dello storico El Toulà, e in Marocco, con <strong data-start="3139" data-end="3149">Sesamo</strong> a Marrakech e <strong data-start="3164" data-end="3178">Coccinella</strong> a Tamuda Bay, all’interno del <strong data-start="3209" data-end="3226">Royal Mansour</strong>, il riad della famiglia reale.</p>
<p data-start="3261" data-end="3858">La <strong>novità</strong> imprenditoriale del 2025, questa volta, è in mare aperto. Sulle navi di lusso <strong data-start="3342" data-end="3362">Crystal Serenity</strong> e <strong data-start="3365" data-end="3385">Crystal Symphony</strong> è approdata <strong data-start="3398" data-end="3418">Osteria d’Ovidio</strong>, il nuovo ristorante firmato Alajmo, dove si può scegliere tra tre menu distinti: <em data-start="3501" data-end="3509">Italia</em>, dedicato alla tradizione regionale con grandi classici, tra cui vitello tonnato e parmigiana di melanzane; <em data-start="3615" data-end="3628">Le Calandre</em>, con signature come il cappuccino di seppie al nero; e <em data-start="3725" data-end="3736">A Venezia</em>, che reinterpreta la cucina lagunare in chiave contemporanea, con i ravioli di burrata ai frutti di mare, ad esempio.</p>
<h2 data-start="3860" data-end="3924">Il laboratorio di pasticceria: due novità per il Natale 2025</h2>
<p data-start="3926" data-end="4456">Dietro le quinte, le &#8220;migliori attrici non protagoniste&#8221; degli Alajmo Brothers restano mamma<strong data-start="3991" data-end="4005"> Rita</strong> e la sorella <strong data-start="4008" data-end="4024">Laura</strong>, custodi dell’anima dolce del gruppo. Cuoca e grande appassionata di lievitati, la signora Rita è considerata la regina della <strong data-start="197" data-end="211">pazientina</strong>, la torta simbolo di Padova. Realizzata con una base di pasta bresciana, crema allo zabaione e pan di Spagna imbevuto al Grand Marnier, completata da una copertura di cioccolato e una sottile sfoglia di gianduia. La sua personale interpretazione della ricetta è stata codificata e ufficialmente riconosciuta dall’<strong data-start="539" data-end="574">Accademia Italiana della Cucina</strong>. È lei, insieme alla figlia Laura e allo storico pastry chef <strong data-start="4266" data-end="4290">Alessandro Pesavento</strong> (in Alajmo dal 2006), a guidare il <strong data-start="4326" data-end="4352">Laboratorio Mamma Rita</strong> di Rubano, dove nasce tutta la pasticceria servita nei locali, oltre al pane e ai grandi lievitati delle feste.</p>
<p data-start="4458" data-end="4904">Proprio in questi giorni, nel centro si lavora a pieno ritmo in vista del Natale: 180-270 produzioni quotidiane, un forno, un’impastatrice e una regola più o meno ferrea: niente burro, solo <strong data-start="4622" data-end="4652">olio extravergine di oliva</strong>. Questa è la firma dei lievitati Alajmo, tra cui spiccano <em data-start="4704" data-end="4716">Arlecchino</em> (il preferito di Max), <em data-start="4740" data-end="4754">Mediterraneo</em> con limoni, capperi, olive e peperoncino canditi home-made (la scelta di Raf) e <em data-start="4825" data-end="4842">Moro di Venezia</em>, al gusto marasche e gocce di cioccolato (il punto debole di Laura).</p>
<figure id="attachment_209260" aria-describedby="caption-attachment-209260" style="width: 763px" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" class="size-full wp-image-209260" src="https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2025/10/Ducale-gianduia-e-cioccolato-fondente-abbinato-a-un-sac-a-poche-di-tartufo-bianco-e-crema-al-cioccolato.jpg" alt="" width="763" height="627" /><figcaption id="caption-attachment-209260" class="wp-caption-text">Ducale gianduia e cioccolato fondente, abbinato a un sac-à-poche di tartufo bianco e crema al cioccolato</figcaption></figure>
<p data-start="4906" data-end="5486">Per il <strong>Natale 2025</strong> arrivano due <strong>novità</strong>, in questo caso burrose. <em data-start="4946" data-end="4954">Ducale</em>, confezionato in una super latta da collezione che riproduce le pareti del Ristorante Quadri che sono state disegnate da Starck, con i volti dei fratelli Alajmo e i tessuti Luigi Bevilacqua in giallo e nero, colori dell&#8217;iconico risotto zafferano e polvere di liquirizia. All’interno, un impasto con salsa di cacao, gianduia e una <strong>sac à poche di crema al tartufo e nocciola</strong>, da intenditori. L’altro è <em data-start="5284" data-end="5294">Olimpico</em>, dedicato a Cortina e agli imminenti Giochi Invernali: <strong data-start="5363" data-end="5389">Melannurca Campana Igp</strong>, arancia candita, noci e cannella. All&#8217;assaggio fa subito venire voglia di caminetto e vin brulé. Gli ordini sono già aperti sul sito e solo il <em data-start="824" data-end="835">Pan d’Oro</em> arriverà l’8 dicembre. Il motivo? Dura 30 giorni e non tre mesi come gli altri prodotti artigianali che hanno cominciato a essere sfornati.</p>
<h2 data-start="4906" data-end="5486">Le Calandre, dove tutto torna ed evolve</h2>
<p data-start="525" data-end="864">Ali ampie e triangolari, coda corta e squadrata, volo leggero ed elegante. La calandra è un uccello migratore, celebre per la sua abitudine di tornare sempre al proprio nido. Non poteva esserci nome più adatto per il ristorante dove tutto è iniziato – e che ancora oggi resta il cuore pulsante della famiglia Alajmo: <strong data-start="846" data-end="861">Le Calandre</strong>.</p>
<p data-start="866" data-end="1516">Dal tronco di un unico frassino di Normandia sono nati tutti i tavoli “nudi” delle due sale, illuminati dalle lampade <em data-start="984" data-end="989">Ovo</em> di <strong data-start="993" data-end="1010">Davide Groppi</strong>. Disegnate da Max e Raf, le sospensioni concentrano il fascio di luce sull’incavo del legno dove, prima che il servizio vada in scena, viene adagiato un gomitolo di lana che anticipa il bigliettino che i commensali si scambiano al tavolo. Su di esso si legge: &#8220;La cucina è paragonabile a un ago che, attraversando ripetutamente piccoli fori, tende un filo così sottile e resistente da renderci tutti inconsapevolmente legati&#8221;. Firmato, <strong data-start="1490" data-end="1513">Massimiliano Alajmo</strong>.</p>
<figure id="attachment_209258" aria-describedby="caption-attachment-209258" style="width: 763px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-209258" src="https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2025/10/La-sala-del-ristorante-Le-Calandre-ph.-Lido-Vannucchi.jpg" alt="" width="763" height="627" /><figcaption id="caption-attachment-209258" class="wp-caption-text">La sala del ristorante Le Calandre ph. Lido Vannucchi</figcaption></figure>
<p data-start="1518" data-end="2113">Quella matassa, simbolo di legame e continuità, lascia poi spazio alla pagnotta di pane, avvolta in un fazzoletto di tessuto.<br data-start="1643" data-end="1646" />Seguono <strong>tre percorsi degustazione</strong> – <em data-start="1682" data-end="1692">Classico</em>, <em data-start="1694" data-end="1699">Raf</em> e <em data-start="1702" data-end="1707">Max</em> – ciascuno di <strong>otto portate</strong> (dolce incluso), dove per alcune preparazioni compare la voce “oppure”, segnalando un’alternativa. Succede, ad esempio, con il Cappuccino di seppie al nero, che nel menu <em data-start="1909" data-end="1919">Classico</em> può essere sostituito con <strong>Murrina</strong>, vivace evoluzione del celebre &#8220;cappuccino&#8221; degli Alajmo: un piatto dedicato all&#8217;arte della murrina veneziana, arricchito da riccio, alga spirulina, barbabietola e spinacio.</p>
<p data-start="2115" data-end="2387">Il percorso prosegue con <strong>Napul’è per Alfonso Mattozzi</strong>, omaggio a uno dei luoghi del cuore dello chef: lo storico ristorante e pizzeria <strong data-start="2252" data-end="2274">L’Europeo Mattozzi</strong> di Napoli. In tavola arriva una pizza, naturalmente, nel gusto di una montanara rivisitata, ma non fritta.</p>
<p data-start="2389" data-end="2783">L’interazione con il commensale continua con <a href="https://www.foodandwineitalia.com/il-suono-nuovo-di-alajmo/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Suono N’uovo</strong></a>, tra le idee più recenti (primavera 2024) e già un nuovo classico di questo indirizzo. Dopo aver indossato dei tappi per le orecchie, si ascolta la propria masticazione mentre si gustano tagliatelle impastate con l’uovo intero, guscio compreso – ma privato della membrana interna. Il piatto si chiude con un brodo tiepido di gallina.</p>
<figure id="attachment_209259" aria-describedby="caption-attachment-209259" style="width: 763px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-209259" src="https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2025/10/Risotto-Passi-doro-ph.-Riccardo-Andreatta.jpg" alt="" width="763" height="627" /><figcaption id="caption-attachment-209259" class="wp-caption-text">Risotto Passi d&#8217;oro ph. Riccardo Andreatta</figcaption></figure>
<p data-start="2785" data-end="3349">Prima del servizio successivo, al tavolo arriva un calice cosparso di <em data-start="2855" data-end="2871">Luce brillante</em>, una delle essenze edibili della linea di profumi Alajmo. L’annuso è propedeutico al <strong>Risotto Passi d’Oro</strong>, metamorfosi dell’evergreen zafferano e polvere di liquirizia.<br data-start="3043" data-end="3046" />Scansionando il Qr-Code sulla cartolina numerata, si accede a un video di circa 10 minuti in cui Massimiliano Alajmo spiega il legame con la scultura bronzea <em data-start="3185" data-end="3198">Passi d’Oro</em> di <strong data-start="3202" data-end="3219">Roberto Barni</strong>, posta davanti alle Gallerie degli Uffizi di Firenze nel 2013 per commemorare il ventesimo anniversario dell’attentato mafioso che colpì la città del Giglio.</p>
<p data-start="3351" data-end="3549">Quasi primordiale è invece il gesto che accompagna la <strong>Battuta di manzo al tartufo bianco</strong>: si mangia con le mani, alternando l’uso del cucchiaino per scavare il midollo nell’osso di Fassona arso.</p>
<p data-start="3551" data-end="3992">Il menu <em>Classico </em>si può chiudere con la <strong>Mozzarella di mandorle</strong>, un vero <em data-start="3594" data-end="3608">trompe-l’œil</em> che gioca sulla componente scrocchiante della candida sfera, condita come se fosse veramente il formaggio fresco a pasta filante. Arriva con un cartellino che ne certifica ingredienti – mandorle, miele, albume d’uovo, zucchero e acqua – e luogo di &#8220;produzione&#8221;: il <strong data-start="3799" data-end="3820">caseificio Alajmo</strong>, in via Liguria 1, lo stesso indirizzo dove si trova l’ingresso de <strong>Le Calandre.</strong><br data-start="1152" data-end="1155" />Tra me e me ho sorriso, pensando al richiamo diretto a quella &#8220;casa molto carina&#8221; cantata da Sergio Endrigo, &#8220;in via dei matti numero zero&#8221;: una metafora perfetta di libertà creativa, dove tutto può essere esplorato, proprio come accade nella cucina degli Alajmo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.foodandwineitalia.com/alajmo-un-affare-di-famiglia-che-fa-viaggiare-il-gusto-italiano/">Alajmo, un affare di famiglia che fa viaggiare il gusto italiano</a> proviene da <a href="https://www.foodandwineitalia.com">Food and Wine Italia</a>.</p>
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