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	<title>Franciacorta Archivio &#8226; Food and Wine Italia</title>
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	<title>Franciacorta Archivio &#8226; Food and Wine Italia</title>
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		<title>Da Ca’ del Bosco l’arte si prende la vigna. Ecco chi ha vinto il Premio Scultura 2026</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Martina Di Lena]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 13:00:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Vino]]></category>
		<category><![CDATA[Ca’ del Bosco]]></category>
		<category><![CDATA[Franciacorta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>C’è chi in cantina mette le barrique e chi, insieme al vino, decide di far invecchiare sculture monumentali. Ca&#8217; del Bosco, colosso del Franciacorta, ha appena svelato il nome della vincitrice della seconda edizione del suo Premio Scultura: è Binta Diaw, artista italo-senegalese classe 1995. La sua opera, Fundamenta, entrerà a far parte della collezione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-path-to-node="4">C’è chi in cantina mette le barrique e chi, insieme al vino, decide di far invecchiare sculture monumentali. <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="109">Ca&#8217; del Bosco</b>, colosso del <strong>Franciacorta</strong>, ha appena svelato il nome della vincitrice della seconda edizione del suo <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="260">Premio Scultura</b>: è <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="279">Binta Diaw</b>, artista italo-senegalese classe 1995. La sua opera, <i data-path-to-node="5" data-index-in-node="14">Fundamenta</i>, entrerà a far parte della collezione permanente della tenuta di <strong>Erbusco</strong>, aggiungendosi a mostri sacri come Arnaldo Pomodoro e Igor Mitoraj.</p>
<h2 data-path-to-node="6">Un podio tutto al femminile</h2>
<figure id="attachment_214491" aria-describedby="caption-attachment-214491" style="width: 763px" class="wp-caption alignnone"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-214491 size-full" src="https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2026/05/Maurizio-Zanella-presidente-di-Ca-del-Bosco-e-Binta-Diaw-artista-italo-senegalese-che-ha-vinto-il-Premio-Scultura-2026-1.png" alt="" width="763" height="627" /><figcaption id="caption-attachment-214491" class="wp-caption-text">Maurizio Zanella, presidente di Ca&#8217; del Bosco, e Binta Diaw, artista italo-senegalese che ha vinto il Premio Scultura 2026</figcaption></figure>
<p data-path-to-node="7">Il concorso, nato nel 2023 per sostenere i talenti italiani under 40, conferma un trend interessante: per la seconda volta consecutiva il podio è interamente femminile. Dietro la Diaw si sono piazzate <b data-path-to-node="7" data-index-in-node="201">Apollinaria Broche</b> e <b data-path-to-node="7" data-index-in-node="222">Monia Ben Hamouda</b>.</p>
<p data-path-to-node="8">Ma perché una delle cantine più prestigiose d&#8217;Italia investe così tanto nell&#8217;arte? La risposta sta nella visione del presidente <b data-path-to-node="8" data-index-in-node="124">Maurizio Zanella</b>. Se negli anni Ottanta commissionare il celebre <i data-path-to-node="8" data-index-in-node="185">Cancello Solare</i> a Pomodoro sembrava un azzardo da esteta, oggi quella scelta è diventata il manifesto di un marchio che tratta il vino come un atto creativo.</p>
<p data-path-to-node="8">«Ca’ del Bosco significa innanzitutto <strong>ascoltare la natura</strong> – afferma Zanella – e dare alle sue variabili forme la possibilità di esprimersi attraverso l’aiuto dell’uomo che si fa custode di un territorio straordinario coltivandolo, ma non consumandolo. Binta Diaw ha saputo interpretare i valori della nostra cantina, fornendo una visione molto moderna e inedita delle radici».</p>
<p data-path-to-node="10">Una filosofia aziendale che si sposa bene con il lavoro di Binta Diaw, la cui ricerca esplora l’identità e le memorie marginalizzate. Non è un’operazione di facciata: l&#8217;opera vincitrice riceve non solo un premio in denaro, ma anche il budget necessario per essere realizzata e installata fisicamente nel parco della cantina.</p>
<h3 data-path-to-node="11">Il rinascimento in Franciacorta</h3>
<p data-path-to-node="12">Il premio, gestito in collaborazione con <b data-path-to-node="12" data-index-in-node="41">Venetian Heritage</b> (organizzazione internazionale no-profit guidata da Toto Bergamo Rossi che sostiene e promuove l&#8217;eredità dell&#8217;arte veneziana in Italia), punta a istituzionalizzare un <strong>mecenatismo</strong> che in Ca&#8217; del Bosco è di casa fin dalle origini. Entrando in azienda, tra i vigneti e le pupitre, ci si imbatte in giganti di bronzo e marmo: dal <i data-path-to-node="12" data-index-in-node="281">Codice Genetico</i> di Rabarama agli animali blu di Cracking Art.</p>
<p data-path-to-node="13"><b data-path-to-node="13" data-index-in-node="0">Il verdetto?</b> Mentre il mondo del vino si interroga spesso su come ringiovanire la propria immagine, Ca&#8217; del Bosco mette a confronto i giovani artisti con la monumentalità degli spazi aperti, dimostrando che l&#8217;eccellenza nel calice ha bisogno di un ecosistema culturale che le giri intorno.</p>
<p data-path-to-node="14">Prossima tappa: l&#8217;installazione di <i data-path-to-node="14" data-index-in-node="35">Fundamenta</i> nel parco. Un motivo in più per una gita in Franciacorta che non si fermi solo alla degustazione tecnica, ma che provi a guardare cosa succede quando il vino incontra l&#8217;immaginazione.</p>
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		<title>Berlucchi e l&#8217;Erbamat, 13 anni di ricerca e una domanda ancora aperta</title>
		<link>https://www.foodandwineitalia.com/berlucchi-e-lerbamat-13-anni-di-ricerca-e-una-domanda-ancora-aperta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giambattista Marchetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 14:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Vino]]></category>
		<category><![CDATA[berlucchi]]></category>
		<category><![CDATA[Franciacorta]]></category>
		<category><![CDATA[Vinitaly]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ci sono voluti tredici anni, un vigneto reimpiantato da zero, una cuvée perpétuelle costruita strato su strato e 75 mesi di affinamento sui lieviti per arrivare a 3.500 bottiglie. Eppure, per Berlucchi Franciacorta – che ha presentato al Vinitaly 2026 il suo primo Erbamat in purezza –, si tratta del risultato di un percorso di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono voluti tredici anni, un vigneto reimpiantato da zero, una cuvée perpétuelle costruita strato su strato e 75 mesi di affinamento sui lieviti per arrivare a 3.500 bottiglie. Eppure, per <a href="https://www.foodandwineitalia.com/berlucchi-franciacorta/"><strong>Berlucchi Franciacorta</strong></a> – che ha presentato al <strong>Vinitaly 2026</strong> il suo primo Erbamat in purezza –, si tratta del risultato di un percorso di ricerca scientifica e una scommessa ancora in corso, per costruire la prospettiva delle sue cuvée.</p>
<p>Quello che <a href="https://www.berlucchi.it/?utm_source=google&amp;utm_medium=cpc&amp;utm_campaign=IT-SE-B-Berlucchi_Sud%20e%20Regioni%20Low%20Performer-BRANDPROTECTION&amp;utm_id=19921374138&amp;gad_source=1&amp;gad_campaignid=22554229678&amp;gclid=CjwKCAjwzLHPBhBTEiwABaLsSm1-8_HyGE3pSV7TilC3TlED9a7q5auWCkGxtV5ea1LsU3G9qFYyVhoCNBUQAvD_BwE">l&#8217;azienda di Borgonato</a> ha messo sul tavolo non è però un nuovo prodotto di gamma, ma piuttosto la “documentazione” condivisa di una sperimentazione che potrebbe riscrivere, almeno in parte, il futuro viticolo della Franciacorta.</p>
<h2>Acidità e resistenza</h2>
<p><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-213991" src="https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2026/04/1-2.png" alt="Erbamat Berlucchi" width="763" height="627" /></p>
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<p>L&#8217;<strong>Erbamat</strong> è un vitigno antico, a lungo marginalizzato e poi riscoperto nell&#8217;ottica del cambiamento climatico. Tardivo nella maturazione – tanto che in vigna si fanno due passaggi di raccolta, uno ad agosto e uno a settembre, perché le uve non maturano insieme –, è naturalmente ricco di <strong>acidità</strong> e resistente alle alte temperature. Caratteristiche che diventano strategiche, con le estati sempre più calde, per preservare la freschezza nei vini base destinati alle lunghe rifermentazioni in bottiglia. Il disciplinare Franciacorta lo ammette come <strong>vitigno complementare</strong> fino al 10%, ma le sue potenzialità restano in gran parte da esplorare.</p>
<p>Berlucchi si è mossa in anticipo. Il progetto prende avvio nel 2011 con i primi sovrainnesti realizzati in collaborazione con il <strong>Consorzio Franciacorta</strong>, usando gemme recuperate da vigneti locali. Nel 2015 nasce <strong>Campo Madre</strong>, il vigneto sperimentale per la selezione clonale; nel 2016 viene reimpiantato completamente il vigneto Castello, cuore storico dell&#8217;azienda a Borgonato, scegliendo la selezione massale sulle piante più produttive. Tra il 2020 e il 2021 arriva il vigneto Eroi a Passirano, con il materiale clonale selezionato nella prima fase.</p>
<p>Oggi Berlucchi conduce circa <strong>3 ettari</strong> a Erbamat su 11 complessivi coltivati nella denominazione, una quota che rende l’azienda il principale produttore al mondo di questo vitigno.</p>
<h2>Esperimenti e cuvée perpétuelle</h2>
<p><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-213992" src="https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2026/04/2-4.png" alt="Erbamat Berlucchi" width="763" height="627" /></p>
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<p>Dal <strong>2012</strong> partono le microvinificazioni sperimentali. Le prime tre vendemmie producono vini base che da soli, come racconta chi ha seguito il progetto dall&#8217;interno, «non avevano senso di esistere»: troppo aspri, «con una vena citrina all&#8217;ennesima potenza» difficile da gestire. Vengono tenuti fermi, trasformati nel 2014 in una cuvée perpétuelle – un fondo di <strong>vini riserva</strong> in quota crescente, composta inizialmente da annate 2012-2014, che si arricchisce di anno in anno. È la chiave di volta: aggiungendo la perpétuelle alla base vendemmiale 2017, quella vena acidissima si addomestica, la complessità aumenta, il vino comincia ad avere una sua logica.</p>
<p>Il <strong>2017</strong> è l&#8217;anno della gelata in Franciacorta, con una produzione dimezzata per la gran parte delle varietà. L&#8217;Erbamat, tardivo e ancora a riposo, non subisce danni. Raccolta regolare, ciclo completato. Tiraggio ad aprile 2018 con un assemblaggio che unisce l&#8217;85% di base vendemmiale 2017 e il 15% di<strong> cuvée perpétuelle</strong> costruita dalle annate 2012-2016; affinamento di 75 mesi sui lieviti; sboccatura il 4 luglio 2024. Ecco le <strong>3.500 bottiglie.</strong></p>
<p>Non un test su 200 pezzi, ma una vinificazione su scala reale per capire se i processi fossero replicabili. «Perché è vero che fai il test su 200 bottiglie – chiosa <strong>Romina Castelletti,</strong> direttrice marketing di Berlucchi – ma poi, quando devi estenderlo, ti chiedi cosa fare».</p>
<h2>Una sperimentazione che guarda al futuro</h2>
<p>La domanda che rimane aperta, dopo tredici anni, è quella più scomoda: <strong>cosa si fa ora?</strong> Il prodotto esiste, ha convinto chi lo ha assaggiato, ma non ha ancora una collocazione definitiva. Non è un Franciacorta Docg, ma uno spumante prodotto fuori dal disciplinare. Potrebbe entrare come componente di blend, potrebbe diventare una linea autonoma, potrebbe restare un<strong> progetto di ricerca c</strong>he alimenta il lavoro degli enologi senza mai uscire in etichetta come protagonista.</p>
<p>«Non abbiamo ancora definito la direzione da prendere» è la risposta franca di Castelletti. La direzione tecnica sta lavorando su una <strong>cuvée</strong> a tre componenti – un terzo base vendemmiale, un terzo perpétuelle, un terzo assemblaggio dell&#8217;anno precedente non ancora spumantizzato – per continuare a esplorare il potenziale evolutivo del vitigno.</p>
<p>«Il nostro impegno sull&#8217;Erbamat – ha dichiarato <strong>Arturo Ziliani,</strong> ad e direttore tecnico – non è solo una sperimentazione enologica, ma un contributo concreto alla crescita collettiva della denominazione. Siamo convinti che investire in questa varietà significhi investire nel futuro del Franciacorta».</p>
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		<title>Berlucchi Franciacorta</title>
		<link>https://www.foodandwineitalia.com/berlucchi-franciacorta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Oct 2025 12:35:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cantine 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Berlucchi Franciacorta]]></category>
		<category><![CDATA[Franciacorta]]></category>
		<category><![CDATA[Metodo Classico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Com’è ben risaputo, la storia di Berlucchi – nome indissolubilmente legato alla Franciacorta e al Metodo Classico che qui nasce – è cominciata nel 1961 tra le mura di Palazzo Lana, dimora seicentesca nella frazione di Borgonato, che ne è ancora oggi quartier generale. Qui l’enologo Franco Ziliani e il conte Guido Berlucchi idearono un [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1">Com’è ben risaputo, la storia di Berlucchi – nome indissolubilmente legato alla Franciacorta e al Metodo Classico che qui nasce – è cominciata nel 1961 tra le mura di Palazzo Lana, dimora seicentesca nella frazione di Borgonato, che ne è ancora oggi quartier generale. Qui l’enologo Franco Ziliani e il conte Guido Berlucchi idearono un vino con le bollicine di ispirazione transalpina, dando inizio alla gloriosa storia della denominazione, oltre che dell’azienda che porta ancora il nome del secondo ma è oggi guidata dai figli del primo – Cristina, Arturo e Paolo – perseguendo qualità e innovazione, tanto in vigna quanto in cantina. Forse è meno noto che il percorso incentrato sulla sostenibilità aziendale ad ampio raggio, dall’ambito ambientale a quello sociale ed economico, affonda le proprie radici già negli anni Novanta, innestandosi su (e contribuendo a guidare) una visione imprenditoriale dagli orizzonti ampi. Pietra miliare in tal senso è stata la pubblicazione, nel 2022, del primo Report di Sostenibilità relativo all’anno 2019. L’edizione relativa al 2023, racconta di un’azienda in crescita non solo nei numeri (+16,9% di valore economico rispetto al 2022, con una ricaduta importante sul territorio lombardo) ma anche nel campo della salvaguardia ambientale e responsabilità sociale, scientifica ed economica, in risposta alle sfide sempre più urgenti poste dal cambiamento climatico: «La nostra strategia di crescita si fonda su valori come l’etica, la biodiversità, la ricerca continua dell’eccellenza, le persone, il territorio e l’innovazione: concetti essenziali e interconnessi», commenta Arturo Ziliani, Amministratore Delegato ed enologo di Berlucchi Franciacorta. Un impegno che si esprime ad esempio nella creazione di un ambiente di lavoro inclusivo, basato su pari opportunità e formazione qualificata; nel supporto al progetto di verifica dell’impatto dei Presìdi Slow Food in termini economici, sociali e ambientali; nel progetto di Corporate Social Responsibility Academia Berlucchi, che connette il mondo del vino alla cultura; e nelle tante iniziative relative a controllo e riduzione dell’impatto ambientale: dal nuovo impianto fotovoltaico alla riduzione dei rifiuti, fino al Protocollo Berlucchi di viticoltura sostenibile, alla base di pratiche agricole a supporto della biodiversità.</p>
<h2>Da portare a casa</h2>
<p class="p1"><strong>Berlucchi ’61 Nature Blanc De Blancs</strong></p>
<p class="p1">Un Franciacorta millesimato che esalta la purezza delle uve 100% Chardonnay, anche grazie al dosaggio zero e all’invecchiamento di cinque anni in bottiglia. Fresco e sapido, con note floreali e un perlage finissimo, è molto versatile e ideale a tutto pasto.</p>
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		<title>Bellavista</title>
		<link>https://www.foodandwineitalia.com/bellavista-4/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Oct 2025 12:34:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cantine 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Bellavista]]></category>
		<category><![CDATA[Franciacorta]]></category>
		<category><![CDATA[lombardia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella visione che ha guidato Vittorio Moretti prima, e oggi la figlia Francesca – enologa e presidente del gruppo Terra Moretti Vini – nel produrre vini di qualità in Franciacorta (e poi in diverse altre zone e regioni, dalla Toscana alla Sardegna) creando uno dei nomi iconici del Metodo Classico italiano, sostenibilità e innovazione hanno [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1">Nella visione che ha guidato Vittorio Moretti prima, e oggi la figlia Francesca – enologa e presidente del gruppo Terra Moretti Vini – nel produrre vini di qualità in Franciacorta (e poi in diverse altre zone e regioni, dalla Toscana alla Sardegna) creando uno dei nomi iconici del Metodo Classico italiano, sostenibilità e innovazione hanno sempre giocato un ruolo fondamentale. Anzi, oggi le tre voci ESG – Environment, Social e Governance – rappresentano i pilastri del lavoro aziendale, che si basa tanto sul rispetto del territorio e dell’ambiente in senso ampio, quanto su ricerca e formazione continua applicata al lavoro tra vigna e cantina. Un approccio sartoriale, attento ai minimi dettagli e ben rappresentato dall’eleganza della cifra stilistica dei vini, che trova applicazione concreta in una &#8220;architettura vitivinicola&#8221; che mette al centro la longevità e l’autonomia delle piante. In questo percorso, orientato a valorizzare il complesso mosaico di suoli e microclimi che formano il vigneto franciacortino e ad affrontare le sfide di un clima sempre più variabile attraverso pratiche agronomiche e sperimentazioni su sistemi di allevamento, la sostenibilità trova il supporto tanto delle conoscenze antiche (gestione del sottovigna con pacciamatura con paglia o utilizzo di letame) quanto dell’innovazione tecnologica: ad esempio attraverso Enogis, che con mappe di vigore e sistemi di osservazione satellitare permette il monitoraggio costante dello stato delle vigne. Ma alla creazione di un autentico e unico &#8220;sense of place&#8221; concorre anche l’elemento umano. La formazione, ad esempio, è al centro della gestione lavorativa e sociale di una squadra multiculturale, mentre la governance ispira azioni di lungo periodo con il coinvolgimento di professionisti – agronomi, enologi e potatori – di diversa provenienza in team interdisciplinari capaci di immaginare nuovi scenari. Esemplare, in questo senso, anche l’arrivo di Richard Geoffroy, ex Chef de Cave di Dom Pérignon voluto da Francesca Moretti al suo fianco per creare nuove espressioni delle bollicine Bellavista.</p>
<h2>Da portare a casa</h2>
<p class="p1"><strong>Alma Assemblage 2</strong></p>
<p class="p1">Secondo capitolo della trilogia realizzata con Geoffroy, la cuvée nasce dall’assemblaggio di vinificazioni separate di Chardonnay (86%), Pinot Nero (13%) e Pinot Bianco (1%) da 75 vigneti più vini di riserva, per un sorso vibrante che tiene insieme armonicamente la complessità della natura.</p>
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		<title>La vendemmia 2025 comincia ad agosto: al via i lavori in vigneto</title>
		<link>https://www.foodandwineitalia.com/la-vendemmia-2025-comincia-ad-agosto-al-via-i-lavori-in-vigneto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Martina Di Lena]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Aug 2025 13:03:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Vino]]></category>
		<category><![CDATA[Franciacorta]]></category>
		<category><![CDATA[sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[vendemmia]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La vendemmia 2025 prende il via in gran parte d’Italia con segnali incoraggianti, nonostante le sfide poste da un clima sempre più variabile. Dalle isole del Sud ai vigneti del Nord, si registra un generale ritorno alla normalità nei tempi di raccolta, una condizione favorita da un inverno piovoso e una primavera mite che hanno [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.foodandwineitalia.com/la-vendemmia-2025-comincia-ad-agosto-al-via-i-lavori-in-vigneto/">La vendemmia 2025 comincia ad agosto: al via i lavori in vigneto</a> proviene da <a href="https://www.foodandwineitalia.com">Food and Wine Italia</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="309" data-end="1090">La <strong>vendemmia 2025</strong> prende il via in gran parte d’Italia con segnali incoraggianti, nonostante le sfide poste da <strong>un clima sempre più variabile</strong>. Dalle isole del Sud ai vigneti del Nord, si registra un generale<strong> ritorno alla normalità nei tempi di raccolta</strong>, una condizione favorita da un inverno piovoso e una primavera mite che hanno sostenuto lo <strong>sviluppo vegetativo</strong> e la <strong>sanità delle uve</strong>. Le prime forbici sono già all’opera in Sicilia, Pantelleria, Puglia e Franciacorta, mentre in molte altre zone si scaldano i motori in vista delle prossime settimane. L’<strong>Accademia Italiana della Vite e del Vino</strong>, attraverso i suoi esperti, conferma un quadro complessivamente positivo, ma invita alla <strong>prudenza</strong>: sarà agosto, con il suo andamento climatico, a definire la qualità finale dell’annata.</p>
<h2 data-start="5240" data-end="5343">Il punto dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino: da Nord a Sud, un’Italia a più velocità</h2>
<p data-start="5345" data-end="5648">L’<strong data-start="5347" data-end="5391">Accademia Italiana della Vite e del Vino</strong>, attraverso una rete di esperti e docenti, ha stilato un bilancio aggiornato della <strong>campagna viticola 2025</strong>. A livello nazionale si evidenziano condizioni climatiche generalmente favorevoli, con produzioni in crescita al Sud e segnali di calo al Centro-Nord.</p>
<p data-start="5650" data-end="6026">Nel <strong data-start="5654" data-end="5668">Nord-Ovest</strong>, il Piemonte fa i conti con una primavera molto piovosa e una pressione peronosporica contenuta grazie a interventi mirati. Si prevede un calo produttivo del 10-15%. In <strong data-start="5838" data-end="5862">Fruli-Venezia Giulia</strong>, la vendemmia è attesa in anticipo di 10 giorni, mentre in <strong data-start="5922" data-end="5945">Trentino-Alto Adige</strong> il quadro sanitario è positivo, con una stima di incremento produttivo del 2-3%.</p>
<p data-start="6028" data-end="6322">Il <strong data-start="6031" data-end="6048">Centro Italia</strong> mostra un quadro misto: in <strong data-start="6076" data-end="6087">Toscana</strong> e <strong data-start="6090" data-end="6100">Umbria</strong>, le rese sono leggermente inferiori alla media, anche a causa di ondate di calore a fine giugno. In <strong data-start="6201" data-end="6219">Emilia-Romagna</strong> e <strong data-start="6222" data-end="6232">Marche</strong>, invece, si attendono buoni risultati per alcune varietà, tra cui Trebbiano e Verdicchio.</p>
<p data-start="6324" data-end="6690">Al <strong data-start="6327" data-end="6334">Sud</strong>, la situazione è più favorevole. In <strong data-start="6371" data-end="6381">Puglia</strong>, <strong data-start="6383" data-end="6397">Basilicata</strong> e <strong data-start="6400" data-end="6412">Calabria</strong>, lo stato sanitario dei vigneti è eccellente, con un aumento produttivo medio stimato attorno al +20%. Anche in <strong data-start="6525" data-end="6537">Sardegna</strong>, grazie a una primavera piovosa e a una buona gestione fitosanitaria, si stima un incremento produttivo del 5%, soprattutto nell’Ogliastra e nel Sulcis.</p>
<h2 data-start="1097" data-end="1178">Sicilia: l’isola del vino guarda al futuro con ottimismo e consapevolezza</h2>
<p data-start="1180" data-end="1703">La vendemmia più lunga d’Italia, quella siciliana, parte con aspettative alte. Il clima favorevole – un inverno piovoso e una primavera equilibrata – ha contribuito a una maturazione regolare delle uve e a un ottimo stato fitosanitario. «Ritorna il rito della vendemmia e con esso la dimostrazione della resilienza siciliana – afferma <strong>Mariangela Cambria</strong>, presidente di Assovini Sicilia –. I nostri produttori si confermano capaci di affrontare le sfide del cambiamento climatico con intelligenza e attenzione alla qualità».</p>
<p data-start="1705" data-end="2094">Nella <strong data-start="1711" data-end="1734">Sicilia Occidentale</strong>, le piogge di maggio e le temperature miti hanno consentito uno sviluppo ottimale delle viti. <strong>Filippo Buttafuoco</strong>, <strong>agronomo di Cantine Settesoli</strong>, parla di un’annata in linea con le aspettative: «Le viti sono sane, grazie anche alla gestione meticolosa da parte dei viticoltori. La produzione si attesta sui livelli medi, senza eccessi, ma con qualità elevata».</p>
<p data-start="2096" data-end="2487">Più a sud, nella <strong data-start="2113" data-end="2138">Sicilia Sud-Orientale</strong>, si registra un deciso miglioramento rispetto al 2024, annata segnata da siccità e vendemmia anticipata. <strong>L’enologo Marco Parisi</strong> di <strong>Feudi del Pisciotto</strong> stima un +20% nella produzione, con il Frappato ancora una volta protagonista: «È una varietà che ha dimostrato grande capacità di adattamento e sarà sempre più centrale nella viticoltura isolana».</p>
<p data-start="2489" data-end="2907">Sulle <strong data-start="2495" data-end="2510">Isole Eolie</strong>, la raccolta anticipata risponde sia alle condizioni climatiche – maturazione precoce dovuta a un inverno mite – sia a una nuova domanda di mercato orientata verso vini freschi e minerali. Nonostante un calo stimato del 15% per via della ridotta dimensione degli acini, <strong>Pietro Colosi</strong> (enologo dell&#8217;omonima azienda a Salina) evidenzia una qualità eccellente: «Il nodo resta commerciale: il prodotto è ottimo, ma la domanda è rallentata».</p>
<p data-start="2909" data-end="3234">A <strong data-start="2911" data-end="2926">Pantelleria</strong>, la raccolta dello Zibibbo inizierà nei prossimi giorni. <strong>Antonio Rallo</strong> di <strong>Donnafugata</strong> annuncia l’avvio nelle contrade più precoci, con uve destinate all’appassimento per il Ben Ryé. «La qualità è promettente – dichiara – e la quantità in leggera ripresa rispetto al 2024, anche se sotto la media aziendale».</p>
<p data-start="3236" data-end="3611">Infine, sull’<strong data-start="3249" data-end="3257">Etna</strong>, la vendemmia si farà attendere fino a settembre. <strong>Maria Carella</strong>,<strong> enologa di Tenute Nicosia</strong>, descrive vigneti in perfetto stato sanitario, grazie a una riserva idrica sufficiente nei suoli vulcanici e a un clima regolare: «Prevediamo una crescita del 10% nella produzione e un’ottima qualità, se il meteo continuerà a sostenere il processo di maturazione».</p>
<h2 data-start="3618" data-end="3689">Franciacorta: un’annata generosa tra sanità e finezza aromatica</h2>
<figure id="attachment_206701" aria-describedby="caption-attachment-206701" style="width: 763px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-206701" src="https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2025/08/Franciacorta-vendemmia-2025-anticipata-ad-agosto.jpg" alt="Vendemmia in Franciacorta" width="763" height="627" /><figcaption id="caption-attachment-206701" class="wp-caption-text">Franciacorta, vendemmia 2025 anticipata ad agosto</figcaption></figure>
<p data-start="3691" data-end="4282">Anche in <strong data-start="3700" data-end="3716">Franciacorta</strong> le forbici sono già all’opera nei vigneti più precoci. L’annata si presenta particolarmente favorevole: condizioni climatiche equilibrate, piogge abbondanti ma ben gestite e un andamento fenologico regolare hanno portato a grappoli sani e maturi. «La natura ci ha restituito equilibrio e abbondanza – afferma <strong>Emanuele Rabotti</strong>, <strong>presidente del Consorzio Franciacorta</strong> –. Affrontiamo questa vendemmia con fiducia, nonostante le incertezze internazionali». La crescita dell’export (+7%) conferma il dinamismo della denominazione, oggi più che mai sinonimo di eccellenza.</p>
<h2 data-start="4289" data-end="4351">Veneto: vino e solidarietà tra le colline del Prosecco</h2>
<p data-start="4353" data-end="4926">Nelle colline del <strong data-start="4371" data-end="4399">Conegliano Valdobbiadene</strong>, la vendemmia è anche sinonimo di solidarietà. Domenica 7 settembre torna per la 14ª edizione la <strong data-start="4499" data-end="4521">Vendemmia Solidale</strong> organizzata dalla cantina <strong>Le Manzane</strong> a San Pietro di Feletto. Quest’anno, il ricavato sarà destinato alla costruzione di una scuola in Ghana, attraverso il progetto &#8220;In My Father’s House&#8221; fondato da Padre Peppino Rabbiosi. «Ogni filare del nostro nuovo Vigneto Solidale sarà intitolato a un’edizione passata dell’evento – racconta il titolare <strong>Ernesto Balbinot</strong> –. Un simbolo di crescita condivisa e impegno continuo».</p>
<p data-start="4928" data-end="5233">La giornata sarà arricchita da musica dal vivo, tour in cantina, spettacoli, finger food e la speciale <strong data-start="5031" data-end="5073">Spritz Challenge – To Be Happy Edition</strong>, con l’obiettivo di unire convivialità e altruismo. «La vendemmia è un’occasione per ritrovarsi, ma anche per costruire qualcosa che resta», conclude Balbinot.</p>
<h2 data-start="6754" data-end="7300">La vendemmia 2025 si annuncia complessa ma promettente</h2>
<p data-start="6754" data-end="7300">Le sfide legate al clima e al mercato restano, ma da Nord a Sud l’Italia del vino dimostra ancora una volta capacità di adattamento, coesione e innovazione. Qualità, sostenibilità e attenzione alla comunità – come dimostrano le iniziative solidali e le buone pratiche agronomiche – sono i pilastri di un settore che continua a essere motore culturale ed economico del Paese. Ora resta da vedere cosa ci riserveranno le prossime settimane, ma le premesse ci sono tutte per una grande annata.</p>
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		<title>Franciacorta e arte, appuntamento in Romagna</title>
		<link>https://www.foodandwineitalia.com/eventi-arte-vino-milano-marittima-ravenna-2025/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Jun 2025 10:17:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Vino]]></category>
		<category><![CDATA[Festival Franciacorta]]></category>
		<category><![CDATA[Franciacorta]]></category>
		<category><![CDATA[MarePineta Resort]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Romagna diventa teatro di due eventi che uniscono arte e vino in questo weekend, offrendo un&#8217;esperienza culturale e gustativa molto interessante. Il MarePineta Resort di Milano Marittima ospita la mostra Formas Eternas dello scultore Pablo Atchugarry, mentre il Museo Mar di Ravenna accoglie il Festival Franciacorta il 9 giugno. Queste iniziative segnano la 99esima stagione del [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-sourcepos="16:1-16:449">La <strong>Romagna</strong> diventa teatro di due eventi che uniscono <strong>arte e vino</strong> in questo weekend, offrendo un&#8217;esperienza culturale e gustativa molto interessante. Il <strong>MarePineta Resort </strong>di <strong>Milano Marittima</strong> ospita la mostra <em>Formas Eternas</em> dello scultore <strong>Pablo Atchugarry</strong>, mentre il <strong>Museo Mar di Ravenna</strong> accoglie il <strong>Festival Franciacorta</strong> il <strong>9 giugno</strong>. Queste iniziative segnano la <strong>99esima stagione del MarePineta</strong>, proponendo un connubio tra espressione artistica e eccellenza enologica italiana.</p>
<h2 data-sourcepos="20:1-20:52">Le Sculture di Atchugarry a Milano Marittima</h2>
<p data-sourcepos="22:1-22:814">Il MarePineta Resort di Milano Marittima espone le <strong>sculture monumentali</strong> di Pablo Atchugarry, artista uruguaiano noto in tutto il mondo. Realizzate in bronzo e acciaio, queste opere fondono <strong>eleganza</strong> formale e <strong>potenza</strong> espressiva, inserendosi sia nel giardino sia negli spazi interni della struttura. La mostra, sviluppata in collaborazione con la <strong>Galleria d’Arte Contini</strong>, è accessibile sia agli ospiti dell&#8217;hotel sia al pubblico esterno, configurandosi come un&#8217;esperienza immersiva. L&#8217;inaugurazione ufficiale, con la presenza dell&#8217;artista, è prevista per il<strong> 7 giugno</strong>. Contestualmente all&#8217;apertura della mostra, il MarePineta organizzerà una <strong>serata dedicata al Franciacorta</strong>, anticipazione del festival che si svolgerà a Ravenna nei giorni seguenti. Questa occasione permetterà di degustare vini selezionati in un ambiente che combina <strong>arte, natura e ospitalità.</strong></p>
<h2 data-sourcepos="26:1-26:56">Il Festival Franciacorta al Museo MAR di Ravenna</h2>
<p data-sourcepos="28:1-28:272">Il <strong>9 giugno</strong>, il Festival Franciacorta si sposta al Museo Mar di Ravenna. La manifestazione vedrà la partecipazione di <strong>38 cantine</strong>, che presenteranno le loro etichette attraverso un banco d&#8217;assaggio allestito nel chiostro, accessibile al pubblico dalle ore 18 alle 21.</p>
<figure id="attachment_204546" aria-describedby="caption-attachment-204546" style="width: 763px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-204546" src="https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2025/06/franciacorta-ravenna-eventi.png" alt="franciacorta-ravenna-eventi" width="763" height="627" /><figcaption id="caption-attachment-204546" class="wp-caption-text">Di Lorenzo Gaudenzi &#8211; Opera propria, CC BY-SA 4.0</figcaption></figure>
<p data-sourcepos="30:1-30:581">Il programma della giornata include anche <strong>masterclass</strong> condotte da esperti del settore, pensate per approfondire la <strong>conoscenza</strong> del Franciacorta. Nello specifico, una sessione intitolata &#8220;Franciacorta: questione di vitigno&#8221; si terrà alle ore 17, riservata a stampa e operatori. Successivamente, alle ore 19, il pubblico potrà partecipare alla masterclass &#8220;Franciacorta: questione di annata&#8221;. Questi appuntamenti offrono una possibilità per <a href="https://www.foodandwineitalia.com/arte-e-vino-un-linguaggio-comune/" target="_blank" rel="noopener">celebrare il vino e l&#8217;arte</a>, beneficiando dell&#8217;atmosfera del MarePineta Resort e del contesto storico di Ravenna.</p>
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		<title>Franciacorta, Rabotti nuovo presidente: «La qualità conquisterà i giovani»</title>
		<link>https://www.foodandwineitalia.com/franciacorta-rabotti-nuovo-presidente-la-qualita-conquistera-i-giovani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 May 2025 09:14:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Emanuele Rabotti]]></category>
		<category><![CDATA[Franciacorta]]></category>
		<category><![CDATA[Metodo Classico]]></category>
		<category><![CDATA[Silvano Brescianini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Emanuele Rabotti, alla guida dell’azienda Monte Rossa, è il nuovo presidente del Consorzio di tutela del Franciacorta. Succede a Silvano Brescianini e sarà chiamato – 35 anni dopo il padre, primo presidente del Consorzio nel 1990 – a spostare più in alto l’asticella per un vino e un territorio che ha saputo affermarsi in pochi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Emanuele Rabotti, alla guida dell’azienda Monte Rossa, è il nuovo presidente del <a href="https://www.foodandwineitalia.com/franciacorta-35-anni-di-bollicine-biodiversita-e-voglia-di-futuro/" target="_blank" rel="noopener">Consorzio di tutela del Franciacorta</a></strong>. Succede a <strong>Silvano Brescianini</strong> e sarà chiamato – 35 anni dopo il padre, primo presidente del Consorzio nel 1990 – a spostare più in alto l’asticella per un vino e un territorio che ha saputo affermarsi in pochi decenni come icona tra gli spumanti italiani ed europei.</p>
<p>«Ringrazio di cuore i colleghi per la fiducia che mi hanno accordato – ha commentato a caldo Rabotti – sono onorato per questa elezione che è un atto di profonda stima da parte loro. <strong>È con grande orgoglio che idealmente accolgo questo passaggio di testimone da mio padre, che nel 1990 è stato tra i fondatori del Consorzio Franciacorta</strong>». E guardando indietro, solo per un momento, il neo-presidente ricorda un motto: &#8220;Io sono, se noi siamo&#8221;, che fu l’incipit scelto dal padre per definire il sistema-Franciacorta.</p>
<p>Ecco che <strong>&#8220;condivisione&#8221;</strong> sarà la parola d’ordine di questi anni. «Parlerò al plurale – aggiunge Rabotti – perché <strong>insieme lavoreremo per continuare a promuovere e sostenere la Franciacorta come fatto in questi 35 anni.</strong> Perché la comunione di intenti è quello che ha spinto la crescita e l’affermazione di questo progetto visionario in pochi decenni».</p>
<h2>Il valore del Franciacorta per la ristorazione</h2>
<p><strong>Nonostante il mondo del vino stia affrontando una fase complessa e fragile, Rabotti guarda avanti con fiducia.</strong> Soprattutto perché Franciacorta ormai sembra avere il valore di quello che gli anglosassoni definiscono <strong>statement</strong>. «Se è vero che la ristorazione ha avuto un ruolo importante per l’affermazione del nostro vino – precisa – ormai si sta verificando il contrario: nel mercato delle bollicine di alta qualità abbiamo conquistato una posizione importante, offrendo la possibilità di bere in maniera eccellente scegliendo etichette che sono ancora abbordabili. <strong>Il Franciacorta si fa scegliere proprio per la sua eleganza, che non ha niente da spartire con lo Champagne, conquistando il mercato con la qualità</strong>».</p>
<p>Ecco che <strong>una carta vini oggi non può prescindere da un numero minimo di etichette di Franciacorta.</strong> Un vino che vuol dire Italia e vuol dire spumante di eccellenza. «Questo territorio – aggiunge Rabotti – ha dimostrato il suo valore in sessant’anni di crescita. E le previsioni sono ulteriormente positive, perché è pure cambiato l’approccio al consumo. Se vent’anni fa avessi invitato a cena il mio avvocato, per far bella figura avrei servito un Camembert, ma oggi sicuramente preferirei un bel taleggio o un buon gorgonzola o uno dei meravigliosi formaggi italiani. Allora mi sembra del tutto evidente la valenza dei prodotti di territorio. E poi ci sono alcuni grandi vini, quasi mitologici, che finiscono per diventare etichette da tappezzeria: tutti ne parlano, ma nessuno realmente li beve. E invece <strong>il Franciacorta ha dato la possibilità a tutti di bere un grande Metodo Classico a pasto, con una fruibilità che non esiste altrove</strong>».</p>
<h2>Internazionalizzazione al fianco dell’enoturismo</h2>
<p>Se dovesse scegliere tre parole che sintetizzano il valore della Franciacorta, Rabotti dichiara: <strong>«Territorio. Metodo. Vino»</strong>. e lanciando lo sguardo da qui a 10 anni, vede una Franciacorta «certamente ancora più conosciuta di quanto è oggi, ma se oggi siamo forti in Italia mi viene chiesto dell’Europa e fra 10 anni mi verrà chiesto dell’Australia o magari del mercato su Marte. Posso dire che oggi siamo presenti nel mondo con 20 milioni di bottiglie e magari fra dieci anni saranno 30 milioni, ma rispetto ai numeri globali rimaniamo una goccia. Però vogliamo essere quella goccia che tutti vanno a cercare».</p>
<p>Una ricerca che avviene prima di tutto in loco. «Oggi sta crescendo il numero dei curiosi e degli appassionati di vino che sceglie di venire a scoprire una zona meravigliosa – aggiunge – un’isola verde in una delle regioni più industrializzate d’Europa. E poi abbiamo il lago d’Iseo, che splendido. Insomma, <strong>non devi spiegare niente perché a mezz’ora da Milano c’è un luogo straordinario che dobbiamo continuare a valorizzare</strong>».</p>
<p><strong>Parlando invece di giovani, Rabotti non crede che siano ormai disinteressati al vino.</strong> «Non credo si siano allontanati dal vino, anche se sicuramente bevono meno, ma cercano la qualità. Al di là dell’aperitivo con un Gin Tonic, io credo che piano piano si avvicineranno alla cultura del vino e allora io non sono per nulla preoccupato, perché so che si muovono in maniera consapevole concentrando l’attenzione sulla qualità, preferendo bere una bottiglia in meno, ma buona. E lì il Franciacorta è avvantaggiato.</p>
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		<title>Cambiare Menti: Berlucchi porta a Brescia il pensiero contemporaneo tra cultura, sostenibilità e musica</title>
		<link>https://www.foodandwineitalia.com/cambiare-menti-berlucchi-porta-a-brescia-il-pensiero-contemporaneo-tra-cultura-sostenibilita-e-musica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 May 2025 14:55:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Academia Berlucchi]]></category>
		<category><![CDATA[berlucchi]]></category>
		<category><![CDATA[brescia]]></category>
		<category><![CDATA[Cristina Ziliani]]></category>
		<category><![CDATA[Franciacorta]]></category>
		<category><![CDATA[Metodo Classico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sabato 10 maggio, a Brescia, cultura, territorio e responsabilità sociale s&#8217;incontrano nel cuore della città, grazie a un evento che promette di lasciare il segno. Il Teatro Grande ospita Cambiare Menti, la nuova edizione di Academia Berlucchi, il progetto culturale promosso dalla Famiglia Ziliani, storica realtà del Metodo Classico italiano in Franciacorta. Per la prima [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="" data-start="669" data-end="1042">Sabato 10 maggio, a <strong>Brescia</strong>, cultura, territorio e responsabilità sociale s&#8217;incontrano nel cuore della città, grazie a un evento che promette di lasciare il segno. Il <strong>Teatro Grande</strong> ospita <em data-start="859" data-end="875">Cambiare Menti</em>, la nuova edizione di <strong data-start="898" data-end="920">Academia Berlucchi</strong>, il progetto culturale promosso dalla <strong data-start="959" data-end="979">Famiglia Ziliani</strong>, storica realtà del Metodo Classico italiano in Franciacorta.</p>
<p class="" data-start="1044" data-end="1236">Per la prima volta dalla sua nascita, l’iniziativa sarà <strong data-start="1100" data-end="1147">aperta al pubblico e completamente gratuita</strong>, con un doppio appuntamento: due panel tematici nel pomeriggio e un concerto in serata.</p>
<figure id="attachment_203662" aria-describedby="caption-attachment-203662" style="width: 763px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-203662" src="https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2025/05/Il-Teatro-Grande-a-Brescia.jpg" alt="" width="763" height="627" /><figcaption id="caption-attachment-203662" class="wp-caption-text">Il Teatro Grande a Brescia</figcaption></figure>
<h2 class="" data-start="1238" data-end="1304">Narrazione e ambiente: due dialoghi per riflettere sul presente</h2>
<p class="" data-start="1306" data-end="1743">A partire dalle ore 16, il palcoscenico vedrà protagonisti alcuni dei più autorevoli nomi della scena culturale italiana. Il primo talk, <em data-start="1442" data-end="1510">Le storie che (ci) cambiano. Narrazione tra il libro e il digitale</em>, sarà un confronto sulla trasformazione del racconto nell’era dell’informazione fluida. Interverranno la giornalista e scrittrice <strong data-start="1641" data-end="1659">Daria Bignardi</strong> e il direttore de Il Post <strong data-start="1686" data-end="1705">Francesco Costa</strong>, moderati da <strong data-start="1719" data-end="1742">Nicola H. Cosentino</strong>.</p>
<p class="" data-start="1745" data-end="2005">A seguire, <em data-start="1756" data-end="1816">In ascolto. Riscrivere il rapporto tra l’uomo e il pianeta</em>, esplorerà il tema della sostenibilità attraverso le parole dell’esploratore <strong data-start="1894" data-end="1910">Alex Bellini</strong> e del cantautore e scrittore <strong data-start="1940" data-end="1956">Vasco Brondi</strong>, con la guida della filosofa <strong data-start="1986" data-end="2004">Ilaria Gaspari</strong>.</p>
<p class="" data-start="2007" data-end="2149">A condurre l’intero evento sarà l’attore e attivista <strong data-start="2060" data-end="2083">Alan Cappelli Goetz</strong>, volto ormai familiare per Academia fin dalla sua prima edizione.</p>
<h2 class="" data-start="2151" data-end="2188">Un concerto per chiudere in musica</h2>
<p class="" data-start="2190" data-end="2502">Dopo una breve pausa, la serata riprenderà alle ore 21 con <em data-start="2248" data-end="2269">Semplicemente Frida</em>, un concerto esclusivo che vedrà sul palco la talentuosa <strong data-start="2327" data-end="2344">Frida Bollani</strong>, accompagnata dal compositore britannico <strong data-start="2386" data-end="2405">Mark Glentworth</strong>. Un momento dedicato all’ascolto e alla bellezza, pensato per concludere la giornata in armonia.</p>
<h2 class="" data-start="2504" data-end="2557">Un progetto nato tra le colline della Franciacorta</h2>
<p class="" data-start="2559" data-end="2808">Nata nel 2019 a Palazzo Lana, nel borgo di Borgonato, <strong data-start="2613" data-end="2635">Academia Berlucchi</strong> è un’iniziativa che riflette l’identità profonda della Guido Berlucchi: uno spazio di confronto dove cultura, innovazione e sostenibilità si intrecciano al mondo del vino.</p>
<p class="" data-start="2810" data-end="3284">Nelle precedenti edizioni sono stati affrontati temi cruciali come i territori sostenibili, il dialogo tra generazioni e la creatività come forma di rigenerazione sociale. Tra i partecipanti: Mario Tozzi, Vittorio Sgarbi, Antonia Klugmann, Tony Chambers. L’anno scorso, in occasione di Bergamo Brescia Capitale della Cultura, è stato lanciato il progetto <em data-start="3165" data-end="3179">Vite Operose</em>, culminato con la realizzazione di tre opere d’arte esposte oggi tra Brescia, Bergamo e la Franciacorta.</p>
<p class="" data-start="3286" data-end="3668"><strong data-start="3286" data-end="3306">Cristina Ziliani</strong>, vicepresidente dell’azienda e responsabile delle relazioni istituzionali, sottolinea l’importanza di questa nuova apertura al pubblico: <em data-start="3444" data-end="3668">“Vogliamo dedicare tempo e attenzione al territorio e alle persone che ne fanno parte. Il Teatro Grande è il luogo ideale per costruire un ponte tra la Franciacorta e la città, tra il mondo del vino e quello del pensiero.”</em></p>
<h2 class="" data-start="3670" data-end="3721">Berlucchi, pioniera del Metodo Classico italiano</h2>
<p class="" data-start="3723" data-end="3950">Fondata nel 1955 da <strong data-start="3743" data-end="3762">Guido Berlucchi</strong> e <strong data-start="3765" data-end="3783">Franco Ziliani</strong>, la cantina ha dato origine a quello che oggi è riconosciuto come il più autorevole <strong data-start="3868" data-end="3896">Metodo Classico italiano</strong>, con la prima bottiglia di Franciacorta datata 1961. Oggi Berlucchi (<a href="https://www.foodandwineitalia.com/guido-berlucchi-2/" target="_blank" rel="noopener">tra le nostre 50 Cantine Top</a>) è guidata dai fratelli <strong data-start="3990" data-end="4026">Arturo, Cristina e Paolo Ziliani</strong> e conta oltre 450 ettari di vigneti, di cui 143 a conduzione biologica certificata. Un lavoro che coniuga rispetto per l’ambiente e continua ricerca enologica. Nel 2024 l’azienda ha ricevuto il prestigioso riconoscimento di <strong data-start="4251" data-end="4293">Marchio Storico di Interesse Nazionale</strong>, a conferma del suo ruolo centrale nel panorama vitivinicolo italiano.</p>
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		<title>Franciacorta: 35 anni di bollicine, biodiversità e voglia di futuro</title>
		<link>https://www.foodandwineitalia.com/franciacorta-35-anni-di-bollicine-biodiversita-e-voglia-di-futuro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 May 2025 08:51:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vino]]></category>
		<category><![CDATA[Attilio Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[Franciacorta]]></category>
		<category><![CDATA[Silvano Brescianini]]></category>
		<category><![CDATA[sparkling]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>C’è chi brinda e chi costruisce. Il Consorzio Franciacorta, che quest’anno celebra trentacinque anni, sceglie la seconda via: incontri, dati, volti e visioni per raccontare non solo un vino, ma un intero ecosistema vitivinicolo che punta (ancora) a farsi conoscere nel mondo. Perché se Franciacorta è sinonimo di qualità e territorio, la sfida oggi è [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">C’è chi brinda e chi costruisce. Il <strong>Consorzio Franciacorta</strong>, che quest’anno celebra <strong>trentacinque anni</strong>, sceglie la seconda via: incontri, dati, volti e visioni per raccontare non solo un vino, ma un intero ecosistema vitivinicolo che punta (ancora) a farsi conoscere nel mondo. Perché <strong>se Franciacorta è sinonimo di qualità e territorio, la sfida oggi è la sua narrazione</strong>. Sempre più legata al lifestyle, la effe merlata è diventata un simbolo che cerca spazio sulle tavole più sofisticate del pianeta e sta consolidando il suo posizionamento in settori differenti, dal fashion al food, dal lusso all’hôtellerie.</span></p>
<h4>Dal disciplinare al Dna: la rivoluzione silenziosa di un territorio</h4>
<p><span style="font-weight: 400;">Era il 1967 quando nasceva il disciplinare. Carta, penna e regole che – dicono – hanno salvato tutto. Nel 1990, i 29 pionieri del Consorzio hanno formalizzato un’idea che oggi conta oltre 120 cantine. Ma la storia, si sa, senza consapevolezza è un semplice esercizio di stile. Lo sa bene <strong>Silvano Brescianini</strong>, presidente del Consorzio, che guarda avanti: <strong>«Il nostro vero competitor? Non è lo Champagne. Sono i non consumatori di vino»</strong>. </span><span style="font-weight: 400;">La parola chiave è &#8220;vocazione&#8221;, ma non solo geologica. <strong>Attilio Scienza</strong> lo ripete da anni: non si tratta solo di suolo e pendenze, ma di persone, relazioni, ambiente. La vite, da sola, non basta.</span></p>
<h4>Biodiversità, intelligenza artificiale e suoli mappati</h4>
<p><span style="font-weight: 400;">Oggi Franciacorta è anche innovazione e ricerca. Con il progetto <strong>BioPass</strong>, il calcolo delle emissioni con Ita.Ca, la zonazione iniziata nel 1992, e persino l’uso dell’IA per rilevare le specie vegetali, <strong>il Consorzio vuole quantificare la biodiversità</strong>. Non per fare greenwashing, ma per dare strumenti concreti ai viticoltori. Un progetto con il Ministero porterà nel 2027 a sistemi digitali per misurare l’impatto ambientale.</span></p>
<h4>I numeri del vino? In crescita, ma il vero boom è sparkling</h4>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel 2023, 19,1 milioni di bottiglie spedite (+130% in 15 anni), con un 12% destinato all’estero. Il mercato italiano resta il cuore pulsante, ma Stati Uniti, Svizzera, Giappone e Germania hanno fame di bollicine. E i trend globali confermano: nel 2010 solo 8 bottiglie su 100 erano sparkling, oggi sono 15. Il rosso, intanto, perde terreno.</span></p>
<h4>Il consumatore cambia pelle: meno quantità, più qualità</h4>
<p><span style="font-weight: 400;">Secondo i dati Nomisma, il 95% degli italiani conosce il Franciacorta e il 61% lo ha bevuto almeno una volta. Ma c’è di più: cresce l’interesse per i vitigni autoctoni, per il bio, per i vini “green”. I giovani (sì, proprio quelli che si dice “non bevono più vino”) apprezzano gli sparkling più degli over 60. Il mondo cambia, il consumo pure. I giovani vanno coinvolti, formati e ascoltati. Il laboratorio di microvinificazione e i 22 progetti di ricerca attivi tra l’Università di Milano, Verona e Brescia, raccontano un territorio che vuole essere protagonista anche domani. E quando si chiede cosa rappresenta il Franciacorta, le risposte sono tre: <strong>qualità</strong>, <strong>eleganza</strong>, <strong>territorio</strong>. </span></p>
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		<title>A Ca’ del Bosco nasce l’Olio della Corte</title>
		<link>https://www.foodandwineitalia.com/a-ca-del-bosco-nasce-lolio-della-corte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luciana Squadrilli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Feb 2025 15:45:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Prodotti]]></category>
		<category><![CDATA[Ca’ del Bosco]]></category>
		<category><![CDATA[Franciacorta]]></category>
		<category><![CDATA[olio extravergine d'oliva]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per tutti, oggi Franciacorta è sinonimo di Metodo Classico italiano di alta qualità. E se è così, oltre all’attività del Consorzio nato nel 1990 e che oggi conta oltre 100 soci, lo si deve soprattutto ad alcuni pionieri che per primi scommisero su questo territorio fino ad allora lontano dalle grandi rotte del vino. Fra [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Per tutti, oggi <strong>Franciacorta</strong> è sinonimo di Metodo Classico italiano di alta qualità. E se è così, oltre all’attività del Consorzio nato nel 1990 e che oggi conta oltre 100 soci, lo si deve soprattutto ad alcuni pionieri che per primi scommisero su questo territorio fino ad allora lontano dalle grandi rotte del vino. Fra questi, un posto di riguardo va sicuramente a <strong>Maurizio Zanella</strong> che, supportato anche dalla madre Annamaria Clementi, fin dal 1972 ha lavorato per far diventare la sua “casa nel bosco” su una collina di Erbusco &#8211; da cui nasce il nome <strong>Ca&#8217; del Bosco</strong> &#8211; una delle aziende di riferimento della produzione spumantistica italiana; e poi anche dell’accoglienza, come abbiamo raccontato nel nostro ultimo <a href="https://www.foodandwineitalia.com/ca-del-bosco-2/">Speciale Vino dedicato all’enoturismo</a>.</p>
<p>Grande appassionato d’arte, oltre che di vino, dallo scorso anno Zanella ha dato il via a una nuova impresa che punta a mettere in luce un’altra preziosa risorsa del territorio, finora non troppo valorizzata: <strong>l’olivo e l’olio che se ne ricava,</strong> una coltura diffusa in queste zone fin dall’Ottocento e favorita dal clima mite grazie alla presenza di numerosi bacini idrici, come il Lago Maggiore e quelli di Como e di Iseo, detto anche Sebino.</p>
<p>Con la raccolta 2024, infatti, è nato l’<a href="https://www.cadelbosco.com/it/olio-della-corte/"><strong>Olio della Corte</strong></a>: il primo extravergine prodotto dalla lavorazione dei frutti degli uliveti di proprietà, disseminati tra vari appezzamenti e tenute da cui arrivano anche le uve, nei comuni di Erbusco, Corte Franca, Cellatica, Cazzago San Martino e Iseo. Così, oltre ai 259,98 ettari di vigneti, il parco agricolo di Ca’ del Bosco comprende oggi anche <strong>1.208 olivi</strong> che crescono ad altitudini comprese tra i 200 e i 550 metri s.l.m.: si tratta in maggioranza di alberi di <strong>Leccino</strong>, affiancati da piante di varietà <strong>Frantoio, Casaliva e Pendolino,</strong> tutti con un’età media superiore ai 25 anni (ma sono in programma anche nuovi impianti che amplieranno la superficie e la produzione). Un’abitudine che c’era già in azienda, ma riguardava una produzione minima e “hobbistica” – destinata soprattutto all’autoconsumo e ai regali ai dipendenti – frutto di alberi sparsi e piuttosto difficili da gestire perché situati sulle parti più scoscese delle colline, piantati lì dalle generazioni precedenti per consolidare il terreno ed evitare gli smottamenti delle vigne terrazzate.</p>
<p>«Acquistando, o prendendo in gestione per almeno 25 anni come facciamo sempre per le nostre uve, gli olivi continuavano ad aumentare», racconta <strong>Maurizio Zanella</strong>. «La molla per passare a una produzione di olio più attenta, e alla creazione di una nostra etichetta, è scattata quando abbiamo acquistato un vigneto importante di circa 6-7 ettari in cui c’erano <strong>quasi due ettari di olivi</strong>, tra l’altro per una volta in piano. Inizialmente avevamo pensato di sostituirli con altra vigna ma poi ci siamo detti che sarebbe stato un peccato espiantare delle piante così belle, e anche comode!». Così è nato un nuovo approccio all’olio extravergine, con la parte agronomica seguita da un consulente e la lavorazione in frantoio affidata a un collaboratore interno, già al lavoro in cantina, che ha seguito la sua passione per l’olio e si è specializzato in questo campo.</p>
<p>Coltivate in regime biologico, raccolte manualmente con grande cura e lavorate entro poche ore dalla raccolta nel moderno frantoio di proprietà installato appositamente, le olive danno vita a un extravergine della <strong>Dop Laghi Lombardi, e in particolare della sottozona Sebino</strong> che abbraccia le province di Brescia e Bergamo, tra i pochi della denominazione a essere anche biologici grazie a una filiera certificata dal campo alla molitura. E se la produzione è per ora limitata, con una prima uscita di circa 2.400 bottiglie da 50 ml, è destinata ad aumentare di pari passo all’ampliamento previsto della superficie vitata.</p>
<p>Si tratta di <strong>un olio dal profilo particolarmente elegante,</strong> delicato tanto al naso quanto al palato ma con un suo preciso carattere in cui accanto alle fresche tonalità si esprimono belle note floreali e di frutta bianca come la mela Golden. Sorretto da una ben modulata piccantezza che lo rende vivace, è ideale per arricchire carpacci di carne o di pesce, insalate di misticanze con erbe aromatiche, verdure primaverili o anche dessert a base di frutta. Anche <strong>il packaging è particolarmente curato,</strong> seguendo la propensione alla bellezza che caratterizza Ca’ del Bosco: una bottiglia scura dalle forme morbide, lineare e senza fronzoli ma impreziosita da una foglia d’olivo dorata in rilievo, perfetta per far bella figura su tavole importanti o sugli scaffali delle principali enoteche e gastronomie d’Italia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.foodandwineitalia.com/a-ca-del-bosco-nasce-lolio-della-corte/">A Ca’ del Bosco nasce l’Olio della Corte</a> proviene da <a href="https://www.foodandwineitalia.com">Food and Wine Italia</a>.</p>
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