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	<title>Oro Restaurant Archivio &#8226; Food and Wine Italia</title>
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		<title>Vania Ghedini, la cheffe che mescola identità, spezie e memoria nell’alta cucina veneziana</title>
		<link>https://www.foodandwineitalia.com/vania-ghedini-la-cheffe-che-mescola-identita-spezie-e-memoria-nellalta-cucina-veneziana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Martina Di Lena]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Jul 2025 09:35:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chef]]></category>
		<category><![CDATA[A Belmond Hotel]]></category>
		<category><![CDATA[Cipriani]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Bottura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>C’è una parola che torna spesso nel racconto della cuoca Vania Ghedini: mescolare. Che si tratti di spezie marocchine, di tecniche italiane o di esperienze di vita, la sua cucina è frutto di un equilibrio costante tra contaminazione e radici, tra memoria e sperimentazione, tra rigore e accoglienza. Formatasi ad ALMA (dove ha anche insegnato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="458" data-end="760">C’è una parola che torna spesso nel racconto della cuoca <strong>Vania Ghedini</strong>: <strong data-start="527" data-end="542">mescolare</strong>. Che si tratti di spezie marocchine, di tecniche italiane o di esperienze di vita, la sua cucina è frutto di un equilibrio costante tra contaminazione e radici, tra memoria e sperimentazione, tra rigore e accoglienza.</p>
<p data-start="579" data-end="1071">Formatasi ad <strong>ALMA</strong> (dove ha anche insegnato a distanza di anni), con esperienze in alcune delle cucine più influenti d’Italia – da <strong>Marchesi</strong> ad <strong>Alajmo</strong> – oggi guida la proposta gastronomica di <strong>Oro Restaurant</strong>, una stella Michelin all&#8217;interno dell&#8217;iconico <strong>Cipriani, A Belmond Hotel</strong>, sull&#8217;isola veneziana della <strong>Giudecca</strong>. Un luogo simbolo dell’<strong>hôtellerie</strong> italiana, in cui ogni gesto deve confrontarsi con una storia imponente, dove innovare richiede misura e la tradizione resta quasi intoccabile.</p>
<p data-start="1078" data-end="1406">Lo dimostra anche il <strong>Bellini</strong>, nato proprio qui e ancora oggi preparato secondo la ricetta originale, con pesche fresche di stagione: un esempio emblematico di come anche un semplice cocktail possa diventare patrimonio e rituale. Per oltre quarant’anni a miscelarlo è stato <strong>Walter Bolzanella</strong>, storico bar manager ora in pensione.</p>
<figure id="attachment_206417" aria-describedby="caption-attachment-206417" style="width: 763px" class="wp-caption alignnone"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-206417" src="https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2025/07/La-sala-di-Oro-Restaurant-Credits-BelmondLetizia-Cigliutti.jpg" alt="" width="763" height="627" /><figcaption id="caption-attachment-206417" class="wp-caption-text">La sala di Oro Restaurant Credits Belmond Letizia Cigliutti</figcaption></figure>
<h2 data-start="762" data-end="1097">Alta cucina tra identità personale e rispetto della tradizione</h2>
<p data-start="762" data-end="1097">«Questo è il tempio del <strong>carpaccio</strong>. È un piatto che non si tocca. Quello che posso fare io è offrire la mia versione, che gli dia valore, ma senza metterlo in discussione», commenta Ghedini. Così nasce uno dei suoi piatti simbolo<strong data-start="1319" data-end="1363"> ispirato a un’opera di Carpaccio</strong>, che omaggia sia il pittore veneziano sia la ricetta. Il taglio non cambia, ma si gioca sulla composizione estetica: maionese alle foglie di fico, fondo di carne, un velo decorato come fosse tela che riproduce il ritratto dell&#8217;artista quattrocentesco. «Ho lavorato sul pensiero, non solo sul prodotto», racconta. La sua è quindi una cucina visiva, che parla di cultura e identità, prima ancora che di tecnica.</p>
<p data-start="762" data-end="1097">Una visione che ha preso forma anche durante la <strong>cena a quattro mani</strong> con <strong>Antonio Guida</strong>, chef di Seta al Mandarin Oriental a Milano, ospitata lo scorso 24 luglio al ristorante Oro, in collaborazione con <strong>Bellavista</strong>. Una serata costruita come un dialogo tra due cucine apparentemente distanti, che ha permesso a Ghedini di approfondire il suo linguaggio attraverso l’incontro, senza mai perdere di vista l’equilibrio tra rigore e intuizione. «Non si è trattato solo di mettere insieme dei piatti, ma di trovare un ritmo comune, una narrazione condivisa», racconta.</p>
<p data-start="1686" data-end="1791">Questa attenzione alla <strong data-start="1709" data-end="1723">narrazione</strong> e all’<strong data-start="1730" data-end="1739">etica</strong> è qualcosa che Bottura le ha trasmesso con energia: «Mi ha detto: racconta te stessa, il tuo Marocco – ha curato l&#8217;apertura del ristorante <strong>Sesamo</strong> all&#8217;interno del Royal Mansour Marrakech, <em>ndr</em> –, la tua storia. Portala qui». E lei lo fa, ogni giorno, attraverso una cucina <strong data-start="1923" data-end="1944">libera ma precisa</strong>, che non cerca mai la sorpresa fine a se stessa. Le <strong>spezie</strong> sono la sua grammatica personale: curry – che ritorna anche al mattino, tra le proposte di uova <em>à la carte</em> – cumino, zafferano, acqua di fiori d’arancio. L’esempio perfetto è una spalla d’agnello ispirata al <strong data-start="2250" data-end="2282">forno sotterraneo marocchino</strong>: cottura lenta, crosta croccante, aromi intensi. Il risultato è una proposta <strong data-start="2361" data-end="2397">intensa, generosa, contemporanea</strong>.</p>
<figure id="attachment_206415" aria-describedby="caption-attachment-206415" style="width: 763px" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" class="size-full wp-image-206415" src="https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2025/07/Il-Tiramisu-di-Oro-Restaurant-Credits-BelmondLetizia-Cigliutti.png" alt="" width="763" height="627" /><figcaption id="caption-attachment-206415" class="wp-caption-text">Il Tiramisù di Oro Restaurant Credits Belmond Letizia Cigliutti</figcaption></figure>
<p data-start="1686" data-end="1791">Persino uno dei <strong>dolci </strong>di Oro, nato per caso, racconta questo approccio. «Dovevo fare un <strong>tiramisù</strong>, ma il ristorante era ancora chiuso e mi sono appoggiata alla cucina del <strong>Cip&#8217;s</strong> (il club con una classica proposta della Laguna, <em>ndr</em>) mancavano alcune attrezzature. Ho dovuto inventare un’alternativa. Ed è venuto meglio di quello che avevo in mente» Ne è nata una versione croccante, destrutturata, fatta di contrasti e nuove consistenze.</p>
<h2 data-start="1686" data-end="1791">Dal Delta del Po al carcere di Venezia: un racconto di sostenibilità reale</h2>
<p data-start="2711" data-end="2808">Il rispetto per la <strong>materia prima</strong> è un’altra costante, ereditata da <strong>Massimiliano Alajmo</strong>. «Lui mi ha insegnato a lavorare la materia, ad ascoltarla. Ha una creatività sconfinata e una filosofia profonda. Ti trasmette emozione anche solo con la sua presenza». In questo mosaico di ingredienti e storie, trova spazio anche l’<strong data-start="2348" data-end="2376">ostrica del Delta del Po</strong> – un prodotto che Ghedini ama utilizzare per la sua espressività e coerenza territoriale. «È un’ostrica elegante, rosa, dolce e carnosa, che racconta la nostra acqua dolce e salmastra. Viene servita fritta con una salsa di uova, il guanciale, il pepe e una salsa al nero». La sua presenza in carta è essenziale, quasi rituale, e sottolinea quanto la sostenibilità passi anche dalla valorizzazione di prodotti locali.</p>
<p data-start="2983" data-end="3228">Ma <strong>sostenibilità</strong> e <strong>ricerca</strong> non restano solo in cucina: prendono corpo anche in un progetto sociale concreto. Grazie a una collaborazione con la <strong>Casa Reclusione Femminile Venezia &#8220;Giudecca&#8221;</strong>, la brigata riceve verdure da un orto coltivato da donne detenute. «Non è solo un orto. È un progetto che restituisce dignità. Le ragazze coltivano, raccolgono, rivendono. Hanno un obiettivo comune, un contatto con il mondo esterno. E noi beneficiamo di un prodotto fresco e significativo».</p>
<p data-start="3458" data-end="3547">A tutto questo si aggiunge una visione chiara sul<strong> ruolo delle donne</strong> nella ristorazione: «La cucina italiana è fatta da donne, da madri. Oggi finalmente ci stiamo ritagliando il nostro spazio anche nei ristoranti. La parola <strong>&#8220;cheffe&#8221;</strong> (usata anche nella comunicazione dei menu, <em>ndr</em>) deve essere anche un sostegno, un’apertura verso una nuova generazione femminile». Con intelligenza, misura e profonda consapevolezza del proprio percorso, Ghedini ha costruito una cucina che accoglie, avvolge e racconta. Senza mai dimenticare le proprie <strong>origini</strong>: un paesino <strong>in provincia di Ferrara</strong>, dove il nonno gestiva una panetteria che lei frequentava sin da bambina, mettendo le mani in pasta dopo una tappa alla vicina edicola, da cui usciva con nuove riviste di cucina da studiare e collezionare.</p>
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		<title>Nuovi sodalizi in Laguna</title>
		<link>https://www.foodandwineitalia.com/nuovi-sodalizi-in-laguna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Mar 2024 13:51:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Belmond Hotel]]></category>
		<category><![CDATA[Christian Boyens]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È un felice ritorno a Venezia quello di Vania Ghedini, nuova head chef di Oro Restaurant, l’insegna stellata sull’isola della Giudecca. Dopo l&#8217;uscita di scena di Riccardo Canella. l’ingresso della professionista trentenne sancirà anche l’inizio della prossima stagione di Oro e dell’Hotel Cipriani (prevista per il prossimo 4 aprile). A rafforzare l’entusiasmo di questo inedito [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">È un felice ritorno a </span><b>Venezia </b><span style="font-weight: 400;">quello di </span><b>Vania Ghedini</b><span style="font-weight: 400;">, nuova head chef di </span><b>Oro Restaurant</b><span style="font-weight: 400;">, l’insegna stellata sull’</span><b>isola della Giudecca</b><span style="font-weight: 400;">. Dopo l&#8217;uscita di scena di Riccardo Canella. l’ingresso della professionista trentenne sancirà anche l’inizio della prossima stagione di Oro e dell’<strong>Hotel Cipriani</strong> (prevista per il prossimo 4 aprile). A rafforzare l’entusiasmo di questo inedito corso è anche la notizia della presenza di <a href="https://www.foodandwineitalia.com/massimo-bottura-rinascimento-contemporaneo-a-modena/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Massimo Bottura</strong></a> in qualità di <strong>direttore creativo</strong>.</span></p>
<div><span style="font-weight: 400;">«</span>L’Hotel Cipriani è il perfetto set cinematografico e, fin dall’apertura 66 anni fa,<b> </b>è simbolo intramontabile del lusso e dell’eleganza italiani <span style="font-weight: 400;">– commenta <strong>Bottura</strong> –</span>. È un viaggio in costante evoluzione, che nel corso degli anni ha unito la classe dell’arte del servizio con un’eccezionale proposta enogastronomica. Il ristorante Oro, con una vista suggestiva sulla laguna, è l’incarnazione di questo viaggio e io e Vania siamo entusiasti di essere parte di quest’ultimo capitolo<span style="font-weight: 400;">».</span></div>
<p><span style="font-weight: 400;">Annunciata dall’<strong>Hotel Cipriani, A Belmond Hotel, Venice</strong>, la nuova posizione della cuoca di origine emiliana fa tornare alla mente i tempi in cui lavorava tra calli e canali veneziani. Scuola Alajmo, Ghedini ha iniziato il suo percorso nella famiglia tristellata veneta nel 2016, muovendosi tra Le Calandre e Il Calandrino, prima di trasferirsi nella Serenissima qualche mese dopo e seguire l’apertura di Amo in qualità di executive chef. Trascorsi alcuni anni a Marrakech per Sesamo </span><span style="font-weight: 400;">all&#8217;interno del Royal Mansour, la chef è rientrata in Italia approdando proprio &#8220;nell’oasi veneziana dove si creano leggende&#8221; – basta sapere che dalla visione di Giuseppe Cipriani, fondatore dell’hotel, nasce anche l&#8217;iconico Harry&#8217;s Bar dove fu inventato il mitico Bellini?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">«La mia cucina si porrà in continuità con le pratiche culinarie dei grandi maestri che mi hanno trasmesso il valore di quest’arte e l’importanza della cultura e della conoscenza </span><span style="font-weight: 400;">– </span><span style="font-weight: 400;">commenta <strong>Vania Ghedini </strong></span><span style="font-weight: 400;">–</span><span style="font-weight: 400;">. Cominceremo da queste fondamenta, dai luoghi in cui ho vissuto negli ultimi anni, da Venezia e dal patrimonio della sua laguna e creeremo piatti autentici e distintivi. Questi sono i valori su cui costruiremo la preziosa esperienza di ORO… Ora!». In attesa di scoprire quale sarà il menu, adesso c&#8217;è un nuovo buon motivo (come se già non bastassero) per programmare un weekend nel capoluogo veneto, facendo tappa nel ristorante diretto dal <em>deus ex machina</em> di Osteria Francescana: </span>«La visione creativa di Bottura assieme alla passione della Ghedini per la cucina farà sì che Oro si affermi come meta gastronomica a Venezia e nel mondo. Ringrazio entrambi per aver accettato questa sfida e auguro loro il meglio», dichiara <strong>Christian Boyens, vice presidente &amp; capo della divisione dell&#8217;Europa meridionale di Belmond</strong>.</p>
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