<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>vigneti Archivio &#8226; Food and Wine Italia</title>
	<atom:link href="https://www.foodandwineitalia.com/tag/vigneti/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.foodandwineitalia.com/tag/vigneti/</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Thu, 26 Mar 2026 16:57:27 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.1.3</generator>

<image>
	<url>https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2019/04/cropped-favicon_foodandwine-32x32.png</url>
	<title>vigneti Archivio &#8226; Food and Wine Italia</title>
	<link>https://www.foodandwineitalia.com/tag/vigneti/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Vigneti Aperti, torna l’enoturismo diffuso tra sport, natura e cultura del vino</title>
		<link>https://www.foodandwineitalia.com/vigneti-aperti-2026-enoturismo-movimento-turismo-del-vino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Leonardo Ciccarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Mar 2026 09:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Vino]]></category>
		<category><![CDATA[enoturismo]]></category>
		<category><![CDATA[vigneti]]></category>
		<category><![CDATA[vigneti aperti]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.foodandwineitalia.com/?p=212348</guid>

					<description><![CDATA[<p>Da marzo a ottobre il calendario dell’enoturismo italiano si amplia con Vigneti Aperti, iniziativa promossa dal Movimento Turismo del Vino che coinvolge cantine associate da Nord a Sud. L’obiettivo è accompagnarvi lungo l’intero ciclo vegetativo della vite, trasformando la visita in azienda in un’esperienza distribuita nel tempo, legata alle stagioni e ai ritmi agricoli. Cos&#8217;è [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.foodandwineitalia.com/vigneti-aperti-2026-enoturismo-movimento-turismo-del-vino/">Vigneti Aperti, torna l’enoturismo diffuso tra sport, natura e cultura del vino</a> proviene da <a href="https://www.foodandwineitalia.com">Food and Wine Italia</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="flex flex-col text-sm pb-25">
<article class="text-token-text-primary w-full focus:outline-none [--shadow-height:45px] has-data-writing-block:pointer-events-none has-data-writing-block:-mt-(--shadow-height) has-data-writing-block:pt-(--shadow-height) [&amp;:has([data-writing-block])&gt;*]:pointer-events-auto scroll-mt-[calc(var(--header-height)+min(200px,max(70px,20svh)))]" dir="auto" tabindex="-1" data-turn-id="request-69787c0f-6c48-8327-bfae-a092e2ca83ef-9" data-testid="conversation-turn-92" data-scroll-anchor="true" data-turn="assistant">
<div class="text-base my-auto mx-auto pb-10 [--thread-content-margin:--spacing(4)] @w-sm/main:[--thread-content-margin:--spacing(6)] @w-lg/main:[--thread-content-margin:--spacing(16)] px-(--thread-content-margin)">
<div class="[--thread-content-max-width:40rem] @w-lg/main:[--thread-content-max-width:48rem] mx-auto max-w-(--thread-content-max-width) flex-1 group/turn-messages focus-visible:outline-hidden relative flex w-full min-w-0 flex-col agent-turn" tabindex="-1">
<div class="flex max-w-full flex-col grow">
<div class="min-h-8 text-message relative flex w-full flex-col items-end gap-2 text-start break-words whitespace-normal [.text-message+&amp;]:mt-1" dir="auto" data-message-author-role="assistant" data-message-id="d9333a19-c45c-4fdd-9661-56c4a5a38fbb" data-message-model-slug="gpt-5-2">
<div class="flex w-full flex-col gap-1 empty:hidden first:pt-[1px]">
<div class="markdown prose dark:prose-invert w-full wrap-break-word dark markdown-new-styling">
<p data-start="537" data-end="937">Da marzo a ottobre il calendario dell’<strong>enoturismo</strong> italiano si amplia con <strong>Vigneti Aperti</strong>, iniziativa promossa dal <strong><span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Movimento Turismo del Vino</span></span></strong> che coinvolge cantine associate da Nord a Sud. L’obiettivo è accompagnarvi lungo l’intero ciclo vegetativo della vite, trasformando la visita in azienda in un’esperienza distribuita nel tempo, legata alle stagioni e ai ritmi agricoli.</p>
<h2 data-start="537" data-end="937">Cos&#8217;è Vigneti Aperti</h2>
<p data-start="939" data-end="1358">Il format si inserisce in un contesto in cui l’enoturismo non è più solo <strong>degustazione</strong>, ma racconto territoriale e partecipazione. Seguendo le fasi della potatura, della fioritura, dell’invaiatura e della vendemmia, potete osservare da vicino il lavoro in vigna e comprendere come nasca un vino prima ancora dell’ingresso in cantina. La dimensione agricola torna così centrale nella narrazione dell’impresa vitivinicola.</p>
<p data-start="939" data-end="1358"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-212349" src="https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2026/02/vigneti-aperti-2026-enoturismo-movimento-turismo-del-vino.png" alt="vigneti-aperti-2026-enoturismo-movimento-turismo-del-vino" width="763" height="627" /></p>
<p data-start="1360" data-end="1737">Le <strong>attività</strong> proposte spaziano dalle passeggiate tra i filari alle escursioni in bicicletta o a cavallo, fino a iniziative rivolte alle famiglie e ai più giovani, con <strong>laboratori</strong> e momenti didattici all’aria aperta. L’impostazione punta a integrare movimento, permanenza in ambiente rurale e conoscenza del prodotto, mantenendo come riferimento il consumo moderato e consapevole.</p>
<p data-start="1739" data-end="2347">L’enoturismo italiano presenta differenze territoriali marcate. Nel Mezzogiorno l’esperienza si associa più frequentemente all’<strong>intrattenimento</strong> e alla <strong>valorizzazione</strong> delle produzioni tipiche; nel Centro Italia il <strong>paesaggio</strong> diventa elemento portante; nel Nord emerge una maggiore <strong>flessibilità organizzativa</strong> delle aziende. Vigneti Aperti si colloca in questa eterogeneità, offrendo un contenitore comune che lascia spazio alle specificità locali.</p>
<p data-start="2349" data-end="2893">Un aspetto rilevante riguarda il coinvolgimento delle <strong>nuove generazioni</strong>. La domanda proveniente dalla cosiddetta Gen Z, secondo diversi osservatori del turismo esperienziale, si orienta verso attività partecipative e sostenibili, in cui l’apprendimento avviene attraverso il contatto diretto con i luoghi e con i produttori. In questo quadro, l’apertura prolungata delle vigne da primavera ad autunno consente di costruire un racconto continuativo, che supera l’evento occasionale e favorisce una relazione più stabile tra azienda e visitatore.</p>
<p data-start="2895" data-end="3291">L’attenzione alla sostenibilità è parte integrante del progetto. Le aziende coinvolte evidenziano pratiche agronomiche orientate alla<strong> tutela del suolo</strong> e del paesaggio, inserendo la visita in un contesto di <strong>responsabilità ambientale</strong>. Per chi partecipa, l’esperienza diventa occasione per comprendere come le scelte in vigna incidano sulla qualità finale del vino e sull’equilibrio dell’ecosistema.</p>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</article>
</div>
<div class="pointer-events-none h-px w-px absolute bottom-0" aria-hidden="true" data-edge="true"></div>
<p>L'articolo <a href="https://www.foodandwineitalia.com/vigneti-aperti-2026-enoturismo-movimento-turismo-del-vino/">Vigneti Aperti, torna l’enoturismo diffuso tra sport, natura e cultura del vino</a> proviene da <a href="https://www.foodandwineitalia.com">Food and Wine Italia</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Crisi del vino, anche la Francia estirpa i vigneti</title>
		<link>https://www.foodandwineitalia.com/francia-piano-130-milioni-estirpazione-vigneti-2025/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Leonardo Ciccarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Nov 2025 11:00:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Vino]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[vigneti]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.foodandwineitalia.com/?p=209914</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il governo francese ha annunciato un pacchetto da 130 milioni di euro per finanziare l’estirpazione definitiva di vigneti, accompagnato da sgravi contributivi e prestiti agevolati per provare a stabilizzare un settore vitivinicolo fortemente sotto pressione. Le misure mirano a riequilibrare l’offerta rispetto alla domanda e a sostenere le aziende agricole più fragili. Come funziona il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.foodandwineitalia.com/francia-piano-130-milioni-estirpazione-vigneti-2025/">Crisi del vino, anche la Francia estirpa i vigneti</a> proviene da <a href="https://www.foodandwineitalia.com">Food and Wine Italia</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="921" data-end="1295">Il governo francese ha annunciato un pacchetto da <strong>130 milioni di euro</strong> per finanziare l’<strong>estirpazione</strong> definitiva di <strong>vigneti</strong>, accompagnato da <strong>sgravi</strong> contributivi e <strong>prestiti</strong> agevolati per provare a stabilizzare un settore vitivinicolo fortemente sotto pressione. Le misure mirano a riequilibrare l’offerta rispetto alla domanda e a sostenere le aziende agricole più fragili.</p>
<h2 data-start="921" data-end="1295">Come funziona il processo di estirpazione dei vigneti in Francia</h2>
<p data-start="1297" data-end="1728">Durante il salone professionale SITEVI a Montpellier, la <strong>Annie Genevard</strong>, ministro dell’Agricoltura francese, ha presentato il <a href="https://agriculture.gouv.fr/filiere-viticole-letat-annonce-un-plan-national-de-sortie-de-crise?utm_source=chatgpt.com" target="_blank" rel="noopener">piano statale per uscire dalla crisi</a> della filiera vitivinicola. La decisione è motivata da una congiuntura sfavorevole caratterizzata da perduranti cali di consumo, ripetuti danni dovuti ai cambiamenti climatici e tensioni geopolitiche che pesano sulle esportazioni.</p>
<p data-start="1297" data-end="1728"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-209916" src="https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2025/11/francia-piano-130-milioni-estirpazione-vigneti.png" alt="francia-piano-130-milioni-estirpazione-vigneti" width="763" height="627" /></p>
<p data-start="1730" data-end="2229">Il meccanismo principale prevede un <strong>contributo diretto</strong> per agricoltori e cooperative che accettano di rimuovere definitivamente i vigneti: la dotazione di 130 milioni di euro dovrebbe coprire un’estirpazione su scala significativa, stimata per <strong>decine di migliaia di ettari</strong>. Secondo il governo, si tratta di un passo <strong>necessario</strong> per ripristinare la redditività delle aziende nelle aree più vulnerabili e riequilibrare la produzione rispetto a una domanda in calo.</p>
<p data-start="2231" data-end="2658">Accanto a questo intervento, il piano prevede l’estensione al 2026 dei <strong>prestiti strutturali garantiti fino al 70%</strong> e una revisione dei criteri di accesso, con apertura anche alle cooperative. Sono inoltre confermati sgravi sulle contribuzioni sociali, con un primo stanziamento di 5 milioni di euro già erogato nelle ultime settimane e un’ulteriore dotazione prevista per l’anno successivo.</p>
<p data-start="2660" data-end="3052">Un ulteriore fronte di intervento riguarda la gestione degli stock <strong>invenduti</strong>: il governo ha richiesto all’Unione Europea di attivare la riserva crisi comunitaria per finanziare la “<strong>distillazione di crisi”</strong>, ossia la trasformazione dell’eccedenza in prodotti non commercializzabili come vino, con l’obiettivo di alleggerire l’offerta e preservare i prezzi.</p>
<p data-start="3054" data-end="3592">Il quadro descritto dal ministero definisce una <strong>crisi</strong> strutturale, legata non solo a fattori contingenti, ma a cambiamenti profondi nei consumi, nelle condizioni climatiche e nella competitività internazionale. Genevard ha sottolineato che lo stanziamento e le misure previste non rappresentano una soluzione temporanea, ma un tentativo di fornire alla viticoltura francese «un futuro sostenibile», adattando le politiche alle realtà locali e puntando su un’azione coordinata anche a livello europeo.</p>
<p data-start="3594" data-end="4010">Per l’industria vinicola italiana e internazionale l’evoluzione francese rappresenta un <strong>monito</strong>: la combinazione di calo dei consumi, cambiamenti climatici e instabilità dei mercati può alterare profondamente strutture produttive consolidate. Le prossime stagioni saranno decisive per capire se altri Paesi adotteranno misure analoghe o cercheranno strade alternative per garantire la sostenibilità della viticoltura.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.foodandwineitalia.com/francia-piano-130-milioni-estirpazione-vigneti-2025/">Crisi del vino, anche la Francia estirpa i vigneti</a> proviene da <a href="https://www.foodandwineitalia.com">Food and Wine Italia</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Perché l&#8217;ascesa del vino gallese non è una buona notizia</title>
		<link>https://www.foodandwineitalia.com/vino-galles-cambiamento-climatico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Leonardo Ciccarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Sep 2025 12:30:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Vino]]></category>
		<category><![CDATA[galles]]></category>
		<category><![CDATA[vigneti]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.foodandwineitalia.com/?p=207718</guid>

					<description><![CDATA[<p>Negli ultimi vent’anni il Galles ha visto moltiplicarsi i vigneti, passando da poche aziende a 59 realtà registrate, secondo i dati diffusi dalla Food Standards Agency Wales. Come riportato dalla BBC, la coltivazione della vite si è estesa anche nel Nord del Paese, dove fino a pochi anni fa il clima sembrava troppo rigido. Le [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.foodandwineitalia.com/vino-galles-cambiamento-climatico/">Perché l&#8217;ascesa del vino gallese non è una buona notizia</a> proviene da <a href="https://www.foodandwineitalia.com">Food and Wine Italia</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="739" data-end="1264">Negli ultimi vent’anni il Galles ha visto moltiplicarsi i vigneti, passando da poche aziende a <strong data-start="834" data-end="858">59 realtà registrate</strong>, secondo i dati diffusi dalla <a href="https://www.food.gov.uk/business-guidance/industry-guidance/wine" target="_blank" rel="noopener"><strong data-start="889" data-end="920">Food Standards Agency Wales</strong></a>. Come riportato dalla <strong data-start="943" data-end="950">BBC</strong>, la coltivazione della vite si è estesa anche nel Nord del Paese, dove fino a pochi anni fa il clima sembrava troppo rigido. Le estati più calde e asciutte hanno reso alcune zone adatte alla viticoltura, favorendo una produzione che unisce microclimi locali, varietà resistenti e crescente attenzione turistica.</p>
<h2 data-start="1266" data-end="1304">Dai pionieri ai nuovi produttori</h2>
<p data-start="1305" data-end="1791">Tra i primi a credere nella viticoltura gallese vi sono <strong data-start="1361" data-end="1387">Robb e Nicola Merchant</strong>, che nel 2009 hanno piantato 4.000 viti ad Abergavenny, nel Monmouthshire. Oggi gestiscono <strong data-start="1479" data-end="1496">13.500 piante</strong>, riforniscono ristoranti stellati Michelin in tutto il Regno Unito e hanno ottenuto riconoscimenti internazionali. A nord, nella Vale of Clwyd, <strong data-start="1641" data-end="1663">Gwen e Rhys Davies</strong> hanno piantato le prime viti nel 2018 e, dopo un’estate secca e favorevole, prevedono un raccolto superiore alle aspettative.</p>
<p data-start="1793" data-end="2112">Il vino prodotto in Galles si distingue per caratteristiche legate al clima relativamente fresco: i bianchi e gli spumanti sono descritti dai produttori come fruttati e con un profilo aromatico variegato, mentre alcune aziende, come White Castle, hanno puntato anche sul vino rosso, sorprendendo visitatori e turisti.</p>
<h3 data-start="2114" data-end="2170"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-207728" src="https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2025/09/vigneti-galles-vino.jpg" alt="vigneti-galles-vino" width="1200" height="675" srcset="https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2025/09/vigneti-galles-vino.jpg 1200w, https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2025/09/vigneti-galles-vino-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></h3>
<p data-start="2171" data-end="2494">Molte cantine gallesi integrano la produzione con attività di <strong data-start="2233" data-end="2261">accoglienza enoturistica</strong>, tra tour e degustazioni che rappresentano una quota importante delle vendite. La sorpresa dei visitatori, spesso ignari della presenza di vigneti in Galles, alimenta l’interesse per un comparto ancora di nicchia ma in espansione.</p>
<p data-start="2537" data-end="2971">Se da un lato l’aumento delle temperature ha favorito l’impianto di nuove vigne, dall’altro l’<strong data-start="2631" data-end="2660">imprevedibilità del meteo</strong> resta il principale rischio per i produttori. Il 2024 è stato definito da molti viticoltori un anno &#8220;disastroso&#8221; a causa delle piogge abbondanti, con raccolti drasticamente ridotti. L’estate 2025, invece, si è rivelata positiva per gran parte del territorio, ma la variabilità rimane un elemento strutturale.</p>
<p data-start="2973" data-end="3276">La studiosa <strong data-start="2985" data-end="3000">Kate Gannon</strong>, che ha analizzato l’impatto del clima sulla viticoltura britannica, ha sottolineato come il Galles sia diventato &#8220;più adatto&#8221; alla coltivazione della vite, ma ha anche avvertito che il settore dovrà sviluppare resilienza per affrontare eventi estremi sempre più frequenti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.foodandwineitalia.com/vino-galles-cambiamento-climatico/">Perché l&#8217;ascesa del vino gallese non è una buona notizia</a> proviene da <a href="https://www.foodandwineitalia.com">Food and Wine Italia</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Perché si piantano le rose all’ingresso dei vigneti? Non è una scelta decorativa</title>
		<link>https://www.foodandwineitalia.com/rose-vigneti-funzione-agronomica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Leonardo Ciccarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Aug 2025 09:03:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[enoturismo]]></category>
		<category><![CDATA[vigneti]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
		<category><![CDATA[viticoltura]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.foodandwineitalia.com/?p=206050</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nei vigneti è frequente osservare rose collocate in testa ai filari. La loro presenza non è soltanto decorativa: si tratta di un metodo agronomico tradizionale che permette di individuare con anticipo la comparsa di malattie nella vite. Sebbene la moderna tecnologia renda oggi disponibili sistemi più avanzati, questa pratica continua a essere adottata in molte [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.foodandwineitalia.com/rose-vigneti-funzione-agronomica/">Perché si piantano le rose all’ingresso dei vigneti? Non è una scelta decorativa</a> proviene da <a href="https://www.foodandwineitalia.com">Food and Wine Italia</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="463" data-end="945">Nei vigneti è frequente osservare <strong>rose</strong> collocate in testa ai filari. La loro presenza non è soltanto <strong>decorativa</strong>: si tratta di un metodo agronomico tradizionale che permette di individuare con anticipo la comparsa di <strong>malattie nella vite</strong>. Sebbene la moderna tecnologia renda oggi disponibili <strong>sistemi più avanzati</strong>, questa pratica continua a essere adottata in molte aziende, soprattutto tra i produttori di piccole dimensioni.</p>
<h2 data-start="952" data-end="1031">Perché nei vigneti si piantano le rose: funzioni agronomiche e significato</h2>
<p data-start="1033" data-end="1340">Durante una visita in vigna può capitare di notare, all’ingresso o in testa ai filari, la presenza di cespugli di rose. Il loro ruolo va ben oltre il semplice aspetto ornamentale. In ambito vitivinicolo, le rose svolgono una funzione di &#8220;<strong>pianta spia</strong>&#8220;, un indicatore precoce dello stato di salute della vite.</p>
<p data-start="1033" data-end="1340"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-206051" src="https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2025/07/rose-vigneti-perche-enoturismo.png" alt="rose-vigneti-perche-enoturismo" width="763" height="627" /></p>
<p data-start="1342" data-end="1834">Questa pratica affonda le radici in epoche precedenti all’<strong>agricoltura di precisione</strong>, quando i viticoltori disponevano solo dell’osservazione diretta per rilevare segni di stress o malattia. Le rose, appartenenti come la vite alla famiglia delle rosacee, condividono una simile <strong>suscettibilità</strong> a patogeni come l’oidio (detto anche mal bianco) e la peronospora. A differenza della vite, però, le rose mostrano i primi sintomi in tempi più rapidi, permettendo così di intervenire tempestivamente.</p>
<p data-start="1836" data-end="2197">Grazie a questa caratteristica, le rose fungono da <strong>sentinelle biologiche</strong>: nel momento in cui iniziano a manifestare alterazioni visibili, come macchie fogliari o muffe, è possibile adottare <strong>misure preventive</strong> nei confronti delle viti ancora asintomatiche. L’intervento precoce consente di ridurre l’impiego di fitofarmaci e di preservare la qualità del raccolto.</p>
<h2 data-start="2199" data-end="2236">Origine e diffusione della pratica</h2>
<p data-start="2238" data-end="2728">L’uso delle rose nei vigneti è documentato da tempo, soprattutto in <strong>Francia</strong>, dove venivano impiegate anche per segnalare ai cavalli da traino, un tempo utilizzati nella coltivazione, la fine dei filari. Sebbene oggi l’aratro sia stato sostituito da mezzi meccanici e da strumentazioni avanzate per il monitoraggio delle colture, la <strong>tradizione delle rose</strong> è rimasta viva, soprattutto nelle aziende agricole a conduzione familiare o nelle cantine che adottano pratiche agronomiche sostenibili.</p>
<p data-start="2238" data-end="2728"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-206052" src="https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2025/07/rose-vigneti-perche.png" alt="rose-vigneti-perche" width="763" height="627" /></p>
<p data-start="2730" data-end="3046">Accanto alla loro funzione agronomica, le rose contribuiscono all’<strong>estetica del paesaggio rurale</strong>. In epoca di crescente interesse per l’<strong>enoturismo</strong>, la componente visiva ha acquisito un nuovo valore: la presenza dei fiori accentua il fascino dei vigneti e rafforza la percezione di autenticità dell’esperienza offerta.</p>
<p data-start="3477" data-end="3791">In questo senso, la presenza delle rose assume anche una valenza simbolica. Indica attenzione al dettaglio, rispetto per la biodiversità, desiderio di mantenere un legame con le pratiche agricole del passato. La loro funzione non è soltanto strumentale ma identitaria, riflesso di un sapere condiviso e tramandato.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.foodandwineitalia.com/rose-vigneti-funzione-agronomica/">Perché si piantano le rose all’ingresso dei vigneti? Non è una scelta decorativa</a> proviene da <a href="https://www.foodandwineitalia.com">Food and Wine Italia</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Tra passato e futuro, un vigneto sul rooftop dell’aeroporto di Firenze</title>
		<link>https://www.foodandwineitalia.com/tra-passato-e-futuro-un-vigneto-sul-rooftop-dellaeroporto-di-firenze/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Mar 2024 10:08:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Vino]]></category>
		<category><![CDATA[aeroporto Amerigo Vespucci]]></category>
		<category><![CDATA[Firenze]]></category>
		<category><![CDATA[Román Viñoly]]></category>
		<category><![CDATA[vigneti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.foodandwineitalia.com/?p=192422</guid>

					<description><![CDATA[<p>«Firenze è un luogo dove le cose diventano &#8220;landmarks&#8221; permanenti, perché hanno un senso fondamentale di logica interna e di qualità. Con il nostro progetto miriamo a elevare l’aeroporto a nuovo punto di riferimento capace di celebrare la cultura della regione e di offrire un’esperienza di viaggio migliore e memorabile». Basterebbe questa breve considerazione di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.foodandwineitalia.com/tra-passato-e-futuro-un-vigneto-sul-rooftop-dellaeroporto-di-firenze/">Tra passato e futuro, un vigneto sul rooftop dell’aeroporto di Firenze</a> proviene da <a href="https://www.foodandwineitalia.com">Food and Wine Italia</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">«Firenze è un luogo dove le cose diventano &#8220;landmarks&#8221; permanenti, perché hanno un senso fondamentale di logica interna e di qualità. Con il nostro progetto miriamo a elevare l’aeroporto a nuovo punto di riferimento capace di celebrare la cultura della regione e di offrire un’esperienza di viaggio migliore e memorabile». Basterebbe questa breve considerazione di <strong>Román Viñoly</strong>, direttore del prestigioso studio newyorchese <strong>Rafael Viñoly Architects</strong>, per restituire il senso del grande progetto di trasformazione dell’<strong>aeroporto Amerigo Vespucci di Firenze –</strong> in rampa di lancio per arrivare a compimento nel 2035 – i cui rendering sono stati rivelati poche settimane fa.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Il progetto andrà a ridisegnare il terminal internazionale e l’elemento di unicità è rappresentato da un vigneto di quasi 8 ettari</strong> che sarà piantato sulla copertura dell’edificio. Una scelta che porterà vantaggi per il rating di sostenibilità LEED Platinum, ma allo stesso tempo simboleggia la tradizione e lo spirito di innovazione dell&#8217;Italia, oltre a fondere il futuro sostenibile e il patrimonio culturale del passato di Firenze. <strong>Il vigneto verrà affidato a un’importante realtà vitivinicola toscana</strong> e il vino sarà fermentato e poi affinato in spazi-cantina sotto il rooftop del terminal.</p>
<h5 style="font-weight: 400;">Nuovo terminal, nuova filosofia</h5>
<p style="font-weight: 400;">Il nuovo volto del terminal nello scalo di Firenze sarà il primo benvenuto per un turismo internazionale che potrà scegliere il capoluogo toscano come destinazione speciale. Con una superficie che, a progetto concluso, andrà a coprire 50mila metri quadrati, il terminal vedrà transitare ogni anno oltre 5,9 milioni di passeggeri da tutto il mondo.<br />
<strong>Una delle evoluzioni più significative portate dal progetto sarà infatti il riorientamento della pista esistente a 90 gradi</strong>, allungandola e distanziandola dalle vicine colline che limitano la capacità di operare per molti aerei di nuova generazione. Verrà inoltre realizzata una &#8220;piazza&#8221; al centro del nuovo terminal, sulla quale guarderanno Arrivi e Partenze che spingerà fortemente la circolazione dei viaggiatori negli spazi destinati al retail e ai servizi. <strong>L’aeroporto verrà inoltre collegato alla città con un nuovo sistema di metropolitana leggera</strong>, nel segno della sostenibilità, e alle altre destinazioni attrattive della regione tramite scambi multi-modali.</p>
<h5 style="font-weight: 400;">Il primo stralcio del progetto verrà completato entro il 2026, mentre l’intero disegno vedrà un compimento nel 2035</h5>
<p style="font-weight: 400;">Qual è dunque l’idea sottesa al nuovo progetto e perché è stato scelto lo scalo di Firenze per applicare questa prospettiva visionaria? «Rafael Viñoly Architects è un partner di lunga data dell&#8217;operatore aeroportuale – chiarisce Román Viñoly – quindi siamo stati entusiasti di occuparci della riprogettazione dell&#8217;Amerigo Vespucci. <strong>L’integrazione del vigneto è stata ispirata dal significato culturale e dall’ethos di Firenze</strong>, il cuore della regione vinicola italiana. Volevamo riflettere l&#8217;essenza della città e generare un&#8217;esperienza unica per i viaggiatori, creando un nuovo punto di riferimento nel paesaggio». È troppo presto per ragionare sui vitigni e sulla produzione vinicola, ma già sembra chiaro che l’aeroporto sceglierà di associare il progetto a un brand importante del vino toscano.</p>
<h5 style="font-weight: 400;">Soluzioni progettuali complesse</h5>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Naturalmente immaginare lo sviluppo del progetto non comporta la sua semplice realizzazione.</strong> «La sfida principale nell’incorporare un vigneto in cima a un terminal – spiega Viñoly – ruotava attorno alla gestione del peso del suolo e dei sistemi di irrigazione necessari per la crescita delle piante, pur mantenendo un’atmosfera ariosa e gli spazi ampi che ci si aspetta nelle moderne strutture aeroportuali. Per superare questo challenge, il nostro progetto ha incorporato strutture lineari in calcestruzzo prefabbricato per contenere il terreno e i sistemi di irrigazione. Esiste inoltre una rete di colonne di diramazione utilizzate per supportare queste strutture, fornendo flessibilità nel layout dei componenti interni del terminal».</p>
<p style="font-weight: 400;">La copertura potrebbe rappresentare anche un limite per l&#8217;illuminazione naturale all’interno del terminal, ma si interviene in maniera mirata: «Nello spazio vetrato tra i filari del vigneto – spiega il progettista – sono integrati pannelli fotovoltaici traslucidi, come l’adozione di ampi sistemi di facciate continue che massimizzeranno il flusso della luce naturale in tutto lo spazio». Non è tutto, perché al contempo era necessario <strong>capire come proteggere le viti dalle emissioni degli aeromobili</strong>. «Per risolvere questo problema – chiosa il direttore dello studio – sul tetto del terminal verranno piantate <strong>viti non fruttifere</strong>, <strong>mentre le varietà fruttifere saranno posizionate su una banchina a 400 metri di distanza dagli aerei e dai depositi di carburante</strong>, protetta dai venti dominanti e dalla geometria delle strutture. Ci siamo confrontati con enologi e agronomi per garantire la sicurezza e la vitalità del vigneto all&#8217;interno dell&#8217;ambiente aeroportuale».</p>
<h5 style="font-weight: 400;">Aeroporto green fuori e dentro</h5>
<p style="font-weight: 400;">Se risulta evidente che il verde non mancherà all’esterno dell’aerostazione, <strong>il green touch è anche nel progetto strutturale</strong>. «Riconoscendo il significativo impatto ambientale degli aeroporti – specifica Viñoly – l’abbiamo disegnato pensando alla sostenibilità. Il nuovo terminal è progettato per ridurre l’impronta di carbonio, massimizzando l’utilizzo dell’energia autoprodotta e riducendo al tempo stesso il consumo energetico per l’operatività. Si mira a ottenere una valutazione di sostenibilità LEED Platinum e sarà conforme alle norme europee e italiane secondo le quali le nuove costruzioni devono soddisfare gli standard Net-Zero Energy Building».</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Ecco che verranno utilizzati pannelli solari standard e pannelli fotovoltaici traslucidi</strong>, il raffrescamento evaporativo deriva dalle piantumazioni e dall&#8217;ombreggiamento del vigneto che eliminano quasi completamente il riscaldamento solare attraverso le superfici opache del tetto, un sistema HVAC passa dal raffreddamento ibrido al raffreddamento meccanico e a seconda della stagione, è previsto un recupero dell’acqua piovana per il vigneto e un sistema di depurazione delle acque per l’edificio. Infine i sistemi di illuminazione saranno led con lo sfruttamento della luce diurna per ridurre al minimo l&#8217;uso di luci artificiali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.foodandwineitalia.com/tra-passato-e-futuro-un-vigneto-sul-rooftop-dellaeroporto-di-firenze/">Tra passato e futuro, un vigneto sul rooftop dell’aeroporto di Firenze</a> proviene da <a href="https://www.foodandwineitalia.com">Food and Wine Italia</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
