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	<title>eventi Archivio &#8226; Food and Wine Italia</title>
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		<title>Tre occasioni per conoscere meglio la Campania del cibo e del vino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Aug 2026 10:00:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Se Napoli è ormai una protagonista indiscussa del turismo internazionale – anche enogastronomico –, l’intera regione del Sud Italia è ricca di località da visitare e sapori da sperimentare. E le ultime settimane estive possono essere il momento ideale per farlo, anche grazie a diversi festival e manifestazioni che invitano a scoprire e assaggiare. Irpinia [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Se <strong>Napoli</strong> è ormai una protagonista indiscussa del turismo internazionale – anche enogastronomico –, l’intera regione del Sud Italia è ricca di località da visitare e sapori da sperimentare. E le ultime settimane estive possono essere il momento ideale per farlo, anche grazie a diversi <strong>festival</strong> e manifestazioni che invitano a scoprire e assaggiare.</p>
<h3>Irpinia Mood, “Intolleranti” al centro – 27-30 agosto, Avellino</h3>
<figure id="attachment_217258" aria-describedby="caption-attachment-217258" style="width: 763px" class="wp-caption alignleft"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-217258" src="https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2026/08/1-5.png" alt="Villa Amendola" width="763" height="627" /><figcaption id="caption-attachment-217258" class="wp-caption-text">Villa Amendola, ad Avellino</figcaption></figure>
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<p>Sarà <strong>Villa Amendola</strong>, dimora settecentesca che ospita anche il Museo Civico, a fare da cornice alla decima edizione di<a href="http://www.irpiniamood.it"> <strong>Irpinia Mood-Food Festival</strong> </a>– appuntamento fondato nel 2015 da Alessandro Graziano e organizzato da Visit Irpinia con il patrocinio del Comune di Avellino – che quest’anno è dedicata agli “Intolleranti”.</p>
<p>Dal 27 al 30 agosto, infatti, ad <strong>Avellino</strong> si avvicenderanno 90 chef da tutta Italia che, insieme a produttori, ricercatori, imprese e professionisti del settore, tra cooking show, degustazioni e talk affronteranno il tema delle <strong>trasformazioni del sistema alimentare</strong>, tra allergie e intolleranze, sostenibilità, inclusione e identità dei territori. Insomma, tutte quelle esigenze – nate da problemi di salute, scelte alimentari e nuove consapevolezze – che rendono inevitabile, e importante, l’evoluzione del settore gastronomico.</p>
<p>Direttore gastronomico dell’edizione 2026 è ancora una volta <strong>Mirko Balzano</strong>, chef irpino dotato di talento e visione. Il programma da lui messo a punto, e gli ospiti individuate, puntano infatti a valorizzare il patrimonio enogastronomico irpino anche grazie al coinvolgimento di Coldiretti Avellino e dell&#8217;associazione Biodistretto d&#8217;Irpinia, che ogni sera presenterà una ricetta diversa a cura di quattro ristoranti del territorio associati.</p>
<p>Per quattro giornate, il mondo irpino dialogherà con alcuni dei nomi e delle esperienze più interessanti della cucina contemporanea italiana: ci saranno ad esempio Carmen Vecchione, <strong>Franco Franciosi,</strong> Roberto Allocca, Lello Tornatore, <strong>Luigi Salomone,</strong> Armando Aristarco, Giusy Olivieri, Antonino Maresca e Ronald Bukri, assieme a molti altri cuochi, osti e pasticceri, tra cui anche gli “stellati” <strong>Lele Usai</strong>, Salvatore Avallone, Salvatore Ciccarelli, <strong>Salvatore Bianco</strong>, Michele De Blasio e Francesco Fezza. Particolarmente nutrita la rappresentanza del tacco d’Italia, grazie alla consolidata partnership con l’associazione Buona Puglia, che cura la selezione degli chef regionali presenti al festival.</p>
<h3>Campania.Wine, il racconto della regione nel bicchiere – 6-7 settembre, Napoli</h3>
<figure id="attachment_217259" aria-describedby="caption-attachment-217259" style="width: 763px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="size-full wp-image-217259" src="https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2026/08/3-5.png" alt="Galleria Umberto I" width="763" height="627" /><figcaption id="caption-attachment-217259" class="wp-caption-text">La Galleria Umberto I di Napoli ospita Campania.Wine</figcaption></figure>
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<p>Sarà la città partenopea, e in particolare l’affascinante Galleria Umberto I, a ospitare la terza edizione di <a href="https://www.campania.wine"><strong>Campania.Wine</strong></a>, la due giorni dedicata al <strong>vino</strong> e alle produzioni regionali – che abbracciano l’intero territorio, dalle pendici del Vesuvio ai Campi Flegrei, da Caserta al Sannio e all’Irpinia, dalla <strong>Costiera Amalfitana</strong> alla Penisola Sorrentina, proseguendo con il Cilento e le isole del Golfo –, ormai entrata nel novero dei dei principali appuntamenti dedicati alla promozione del patrimonio vitivinicolo campano.</p>
<p>Oltre <strong>120 cantine</strong><strong> presenti</strong>, assieme ai principali Consorzi di Tutela regionali – Sannio Consorzio Tutela Vini, Consorzio Tutela Vini del Vesuvio, Consorzio Tutela Vini d’Irpinia, Vitica-Consorzio Tutela Vini Caserta e Vita Salernum Vites-Consorzio Tutela Vini Salernitani – in un grande percorso di degustazione pensato per buyer nazionali e internazionali, operatori del settore, giornalisti e appassionati.</p>
<p>Oltre ad assaggi e incontri con i produttori, il programma prevede le <strong>masterclass</strong> organizzate in collaborazione con AIS Campania, ospitate presso il MUSAP-Museo Artistico Politecnico di Napoli e suddivise tra quelle per stampa e addetti ai lavori e quelle aperte ai winelovers. Il lunedì mattina è in programma il <strong>Campania Wine Forum</strong>, dedicato al tema “Enoturismo 4.0 in Campania: Territorio, Ospitalità e Innovazione”, mentre a chiudere la manifestazione sarà l’assegnazione dei riconoscimenti alle migliori carte dei vini con referenze campane nell’ambito dell’iniziativa <em>La Campania che ama la Campania 2026.</em></p>
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<h3>Alta Campania Wine Fest, vini e paesaggi da scoprire – 11-13 settembre, Castel Campagnano (Caserta)</h3>
<p>Finora rimasta un po’ ai margini del fermento del vino campano, l’Alta Campania va alla riscossa anche grazie a questo appuntamento in programma nella villa comunale di <strong>Castel Campagnano</strong> dall’11 al 13 settembre, che per la sua seconda edizione sceglie il claim “Vieni per il vino, torni per il territorio”. Obiettivo dell’<strong><a href="https://www.altacampaniawinefest.it">Alta Campania Wine Fest</a> </strong>è infatti raccontare un patrimonio enologico, culturale e paesaggistico ancora poco conosciuto – quello della provincia casertana e in particolare della sua zona più settentrionale – mettendo in rete cantine, produttori, ristoratori e comunità locali per far conoscere a sempre più visitatori le attrattive della zona, a cominciare da quelle enogastronomiche e culturali.</p>
<p>E se il vino sarà protagonista, con le produzioni di oltre trenta cantine di alcune delle aree vitivinicole più vocate della provincia di Caserta – dai rilievi del Massimo e di Roccamonfina fino al Matese e ai <strong>Monti Trebulani-Tifatini</strong>, fino alle zone collinari della Doc Casavecchia di Pontelatone –, insieme a dj set e drink non mancheranno anche le proposte culinarie.</p>
<p>Per la nuova edizione del Festival, infatti, è prevista un&#8217;area food che supera i confini provinciali per proporre una visione contemporanea della cucina campana, dove oltre a salumi e formaggi locali della “Gastronomia dell&#8217;Associazione&#8221; si potranno assaggiare gli squisiti hamburger di <a href="https://www.foodandwineitalia.com/miglior-panino-dautore-da-gigione-gourmand-pomigliano-darco/"><strong>Da Gigione Gourmand</strong></a>, le pizze e i lievitati “on the road” di <a href="https://www.foodandwineitalia.com/vanvitiello-la-pizza-di-ciccio-vitiello-prende-la-strada/"><strong>Vanvitiello</strong></a> di Ciccio Vitiello, la mozzarella de La Baronia, i panini della Salumeria Malinconico e le deliziose capresi di <a href="https://www.foodandwineitalia.com/annuccia-la-caprese-tra-tradizione-di-famiglia-e-approccio-contemporaneo/"><strong>Annuccia</strong></a>.</p>
<p>A promuovere il festival è l’omonima <strong>Associazione Alta Campania</strong>, composta da imprenditori under 40 del settore vitivinicolo: Luca e Alessandro Catrame di Laboris Catrame, Roberto Canestrini di Canestrini Wine, Davide Ievoli di Tenuta Ievoli, Giovanni Marra di Marra Winery, Giovanni Rossetti, operatore del settore, Francesco Farina di Tenuta Pezzapane, Paola Riccio di Alepa e Andrea Palmieri di Palmieri Domus Vinaria. Il programma prevede anche masterclass dedicate ai vini autoctoni dei Monti Trebulani – <strong>Pallagrello Bianco</strong>, Pallagrello Nero e Casavecchia –, all&#8217;oliva Caiazzana (presidio Slow Food) e all’olio extravergine che se ne ricava, e alla mozzarella di bufala.</p>
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		<title>Cilento Tastes: produttori, turismo e cultura al centro della nuova edizione</title>
		<link>https://www.foodandwineitalia.com/cilento-tastes-2026-capaccio-paestum-evento-gastronomia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Apr 2026 08:00:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Torna uno degli eventi più apprezzati dagli appassionati di enogastronomia campana: Cilento Tastes dall’1 al 3 maggio al Next di Capaccio Paestum per la quarta edizione. L’evento, promosso dall’associazione Cilentox100 ETS, mantiene il focus sulla valorizzazione del territorio e rafforza il legame tra gastronomia e turismo. La manifestazione conferma la centralità degli artigiani del gusto e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="462" data-end="757">Torna uno degli eventi più apprezzati dagli appassionati di enogastronomia campana: <strong>Cilento Tastes</strong> dall’<strong>1 al 3 maggio</strong> al <strong>Next</strong> di <strong><span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Capaccio Paestum</span></span></strong> per la quarta edizione. L’evento, promosso dall’associazione <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Cilentox100 ETS</span></span>, mantiene il focus sulla valorizzazione del territorio e rafforza il legame tra gastronomia e turismo.</p>
<p data-start="759" data-end="1128">La manifestazione conferma la <strong>centralità</strong> degli artigiani del gusto e delle produzioni locali, inserendole in un contesto importante che coinvolge operatori turistici, istituzioni e pubblico. L’obiettivo è creare un <strong>punto di incontro</strong> tra filiera e consumatori, con un’attenzione crescente ai modelli di consumo legati alla dieta mediterranea.</p>
<h2 data-start="759" data-end="1128">Cosa aspettarsi dal Cilento Tastes 2026</h2>
<p data-start="1130" data-end="1489">Sono previsti fino a cento espositori, con possibilità di <strong>degustazione</strong> e <strong>acquisto</strong> dei prodotti. La formula resta invariata: l’ingresso è convertito in crediti utilizzabili all’interno dell’evento. Accanto alla parte espositiva, il programma include <strong>masterclass</strong> dedicate a vino, olio e tradizioni gastronomiche, oltre ad attività per famiglie e momenti serali.</p>
<p data-start="1491" data-end="1736">Tra le novità, Spazio Cultura Cilento introduce una sezione dedicata alle amministrazioni locali, pensata per presentare l’offerta turistica e culturale dei singoli territori. L’intento è rafforzare una <strong>promozione</strong> coordinata dell’area cilentana.</p>
<p data-start="1491" data-end="1736"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-213594" src="https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2026/04/cilento-tastes-2026-evento-gastronomia.png" alt="cilento-tastes-2026-evento-gastronomia" width="763" height="627" /></p>
<p data-start="1738" data-end="2077">Viene affiancata da Arena Cilento, realizzata con Chef House Academy, dove cuochi e produttori propongono dimostrazioni e interventi legati ai mestieri della cucina tradizionale. Resta confermata anche l’area vino, sviluppata in collaborazione con il <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Consorzio Vini Salerno</span></span>, con degustazioni dedicate alle produzioni locali.</p>
<p data-start="2079" data-end="2523">La direttrice <strong>Linda Auricchio</strong> si dice fiduciosa perché «Cilento Tastes 2026 si consolida come un evento esperienziale e turistico, capace di attrarre visitatori e <strong>valorizzare il territorio cilentano</strong> attraverso il cibo e la cultura. L’evento nasce con una missione precisa: difendere i piccoli artigiani del gusto, valorizzarne il ruolo eroico e sostenere una produzione legata al territorio, in contrapposizione alle logiche della produzione massiva globale». Anche l&#8217;area in cui sarà svolto il Cilento Tastes è indicativa: si tratta del <span style="font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, 'Helvetica Neue', Arial, 'Noto Sans', sans-serif, 'Apple Color Emoji', 'Segoe UI Emoji', 'Segoe UI Symbol', 'Noto Color Emoji';">complesso immobiliare dell&#8217;ex tabacchificio riqualificato che sorge a poche centinaia di metro dall&#8217;area archeologica nel Borgo Cafasso e dagli scavi.</span></p>
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		<title>Italy Beer Week, oltre 150 eventi per la settimana della birra artigianale</title>
		<link>https://www.foodandwineitalia.com/italy-beer-week-2026-eventi-birra-artigianale-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Mar 2026 11:00:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
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		<category><![CDATA[Italy Beer Week 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 16 al 22 marzo torna in tutta Italia la Italy Beer Week, manifestazione diffusa dedicata alla cultura della birra artigianale. L’iniziativa, giunta alla sedicesima edizione, coinvolge birrifici, pub, beer shop, ristoranti e associazioni con un calendario di oltre 150 appuntamenti distribuiti su tutto il territorio nazionale. La settimana è organizzata dal web magazine Cronache [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="565" data-end="917">Dal 16 al 22 marzo torna in tutta Italia la <strong><span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Italy Beer Week</span></span></strong>, manifestazione diffusa dedicata alla cultura della <strong>birra artigianale</strong>. L’iniziativa, giunta alla sedicesima edizione, coinvolge birrifici, pub, beer shop, ristoranti e associazioni con un calendario di oltre 150 appuntamenti distribuiti su tutto il territorio nazionale.</p>
<p data-start="919" data-end="1191">La settimana è organizzata dal web magazine <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Cronache di Birra</span></span>, testata specializzata nel settore brassicolo italiano. L’obiettivo dell’evento è promuovere la conoscenza della birra artigianale e favorire l’incontro tra produttori, operatori e pubblico.</p>
<p data-start="1193" data-end="1509">Nel corso degli anni la manifestazione ha progressivamente ampliato la propria rete di partecipazione. Dalla prima edizione del <strong>2011</strong> a oggi sono state registrate migliaia di adesioni e diverse migliaia di eventi tra degustazioni, incontri con i produttori e iniziative di divulgazione dedicate alla cultura birraria.</p>
<h2 data-section-id="zvy3w7" data-start="1511" data-end="1577">I trent’anni della birra artigianale italiana</h2>
<p data-start="1579" data-end="1924">L’edizione del 2026 assume un significato particolare perché coincide con il trentesimo anniversario della <strong>nascita del movimento della birra artigianale italiana</strong>. Un traguardo che gli organizzatori hanno scelto di celebrare proprio attraverso la Italy Beer Week, riunendo in un unico calendario iniziative promosse da realtà diverse del settore.</p>
<p data-start="1926" data-end="2339">Secondo gli ideatori dell’evento, la manifestazione nasce con l’intento di raccontare un comparto che negli ultimi decenni ha conosciuto una crescita significativa sia in termini di numero di birrifici sia di attenzione da parte dei consumatori. La settimana rappresenta quindi un’occasione per osservare da vicino l’<strong>evoluzione</strong> del panorama brassicolo nazionale e per avvicinare nuovi appassionati a questo mondo.</p>
<p data-start="1926" data-end="2339"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-212720" src="https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2026/03/italy-beer-week-2026-eventi-birra-artigianale-italia.png" alt="italy-beer-week-2026-eventi-birra-artigianale-italia" width="763" height="627" /></p>
<p data-start="2341" data-end="2703">Tra gli appuntamenti previsti figurano <strong>degustazioni</strong> guidate, presentazioni di nuove birre, incontri con i birrai e momenti di confronto dedicati agli aspetti tecnici e culturali della produzione brassicola..</p>
<h3 data-section-id="sfidxq" data-start="3536" data-end="3573">Una rete di eventi in tutta Italia</h3>
<p data-start="3575" data-end="3883">Nel corso della Italy Beer Week, le iniziative saranno organizzate in numerose città italiane grazie alla partecipazione spontanea di operatori del settore. Il formato della manifestazione è infatti quello di un <strong>evento diffuso</strong>, in cui ogni realtà aderente può proporre attività legate alla birra artigianale.</p>
<p data-start="3885" data-end="4172">Le proposte spaziano dalle degustazioni alle cotte pubbliche, dagli incontri con i produttori alle cene di abbinamento tra birra e cucina. In molti casi sono previsti anche seminari e appuntamenti online, tra cui dirette e degustazioni trasmesse sui canali digitali di Cronache di Birra.</p>
<p data-start="4560" data-end="4895" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Con oltre centocinquanta appuntamenti annunciati la Italy Beer Week 2026 si presenta come uno dei momenti annuali più significativi per osservare l’evoluzione del settore e per raccontare la varietà della produzione artigianale italiana.</p>
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		<title>A Spoleto torna EaT: il festival che unisce cibo e teatro</title>
		<link>https://www.foodandwineitalia.com/eat-spoleto-2025-festival-enogastronomia-teatro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Dec 2025 11:00:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
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		<category><![CDATA[eat]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 4 al 7 dicembre Spoleto torna a ospitare EaT – Enogastronomia a Teatro. La manifestazione propone quattro giorni di spettacoli, degustazioni e progetti scenici che trasformano il cibo in linguaggio culturale e performativo, con un programma che introduce nuove produzioni, anteprime nazionali e attività pensate anche per il pubblico più giovane. Alla scoperta di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="1103" data-end="1462">Dal<strong> 4 al 7 dicembre</strong> Spoleto torna a ospitare <strong>EaT – Enogastronomia a Teatro</strong>. La manifestazione propone quattro giorni di spettacoli, degustazioni e progetti scenici che trasformano il cibo in linguaggio culturale e performativo, con un programma che introduce nuove produzioni, anteprime nazionali e attività pensate anche per il pubblico più giovane.</p>
<h2 data-start="1103" data-end="1462">Alla scoperta di un festival unico nel suo genere</h2>
<p data-start="1464" data-end="2091">La città riapre il sipario sulla quarta edizione di EaT, rassegna dedicata al rapporto tra gastronomia e arti sceniche. La manifestazione si sviluppa nei luoghi simbolici della vita culturale cittadina, dal<strong> Teatro Caio Melisso</strong> al <strong>Teatrino delle Sei</strong>, e utilizza il teatro come spazio di degustazione, dialogo e narrazione.</p>
<p data-start="2093" data-end="2714">L’edizione 2025 si apre il 4 dicembre con l’anteprima nazionale di “<em>Mama I’m Coming Home</em>”, produzione della compagnia Sesti/Contini che affronta il rapporto tra madri e figli attraverso una storia personale inserita nel contesto dell’Italia degli anni Sessanta. Lo spettacolo include <strong>l’assaggio di piatti</strong> ispirati alla cucina contadina umbra e utilizza la dimensione domestica come punto di contatto fra racconto scenico e memoria gastronomica. La contrapposizione generazionale, i modelli familiari e il cambiamento sociale diventano elementi narrativi attraverso cui riflettere su identità, linguaggi e ruoli culturali.</p>
<p data-start="2093" data-end="2714"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-209975" src="https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2025/12/eat-spoleto-festival-enogastronomia-teatro.png" alt="eat-spoleto-festival-enogastronomia-teatro" width="763" height="627" /></p>
<p data-start="2716" data-end="3299">Tra le novità del festival figura anche “A Tavola!”, prima produzione firmata EaT, in scena il 7 dicembre. L’opera propone un percorso che mette al centro il gesto del <strong>preparare la tavola</strong> e il valore simbolico del convivio. Il rito del mangiare insieme viene raccontato attraverso riferimenti storici e culturali che spaziano dalle tavole romane alle abitudini contemporanee, mettendo in evidenza come utensili, gesti e abitudini definiscano il rapporto comunitario con il cibo. La <em>mise en place</em> diventa un elemento drammaturgico che interpreta l’accoglienza come forma di relazione.</p>
<p data-start="3301" data-end="3788">Il programma introduce inoltre uno <strong>spettacolo dedicato ai bambini</strong>: “Shakespeare a colazione”, ispirato al format “Shakespeare for Breakfast” del Fringe Festival di Edimburgo. La formula unisce teatro e colazione e mette in scena personaggi elisabettiani in una dimensione leggera e divulgativa. I più piccoli assistono a una rappresentazione che intreccia sonetti, dialoghi e comicità mentre viene servita una vera colazione, riproponendo un modello internazionale di teatro partecipato.</p>
<p data-start="3790" data-end="4307">La seconda giornata, il 5 dicembre, ospita “Emozioni da bere”, uno spettacolo che esplora l’associazione fra stati emotivi e creazione dei <strong>cocktail</strong> attraverso un percorso narrativo e performativo. Il 6 dicembre si apre con un momento di <strong>confronto istituzionale</strong> con la tavola rotonda dedicata al ruolo dei Consorzi di tutela nell’era dell’intelligenza artificiale, organizzata dal Gal Valle Umbra e Sibillini. I temi affrontati riguardano l’origine dei prodotti, le garanzie di qualità e la necessità di mantenere un presidio sulle denominazioni europee in un contesto digitale in continua evoluzione.</p>
<p data-start="4714" data-end="5193">Nella stessa giornata prende forma una serie di appuntamenti che combinano <strong>narrazione e gastronomia</strong>. “Cibo angelico”, interpretato da <strong>Mariella Fabbris</strong>, utilizza racconti e suggestioni letterarie per riflettere sul rapporto fra memoria, natura e cucina. “La última vez”, firmato da <strong>Gabriella Salvaterra</strong>, propone una cena performativa incentrata sul tema delle ultime volte come rito emotivo e narrativo, proseguendo il percorso di ricerca sviluppato con il Teatro de los Sentidos.</p>
<p data-start="4714" data-end="5193"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-209974" src="https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2025/12/eat-spoleto-2025-festival.png" alt="eat-spoleto-2025-festival" width="763" height="627" /></p>
<p data-start="5195" data-end="5746">Il pomeriggio ospita una degustazione dedicata al <strong>Trebbiano</strong>, a cura dei giornalisti <strong>Antonio Boco</strong> e <strong>Giuseppe Carrus</strong>, che affrontano la trasformazione di questo vitigno da varietà marginale a protagonista di vini originali e contemporanei. La giornata si chiude con il ritorno dei Food Ensemble, che presentano “Il concerto che puoi mangiare”, performance multisensoriale realizzata in collaborazione con lo chef <a href="https://www.foodandwineitalia.com/fuoco-sacro-limperfezione-che-accende-lalta-cucina/" target="_blank" rel="noopener">Tommaso Tonioni</a>. La preparazione del piatto diventa suono, gesto e ritmo, generando una traccia musicale che verrà pubblicata dopo l’evento.</p>
<p data-start="5748" data-end="6289">L’ultima giornata, il 7 dicembre, propone una <em>matinée</em> con il film “<em>Il gusto delle cose</em>”, proiezione che esplora la cucina come linguaggio affettivo, e una replica dello spettacolo “Shakespeare a colazione”. Nel pomeriggio va in scena “Mangiare tutto”, produzione che analizza con leggerezza la relazione tra italiani e cucina, fra tradizioni familiari, passioni e abitudini radicate. La manifestazione si chiude con l’ultima replica di “A Tavola!”, che conclude un percorso dedicato al rapporto fra convivialità, cultura e racconto teatrale.</p>
<p data-start="6291" data-end="6621">Con <strong>EaT</strong>, Spoleto ripropone un modello in cui il teatro torna a essere spazio di incontro e condivisione, recuperando una <strong>tradizione settecentesca</strong> in cui la sala teatrale era anche luogo sociale e conviviale. La manifestazione riafferma la centralità della cultura gastronomica come strumento narrativo, performativo e comunitario.</p>
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		<title>Bianco Pregiato 2025: il tartufo bianco di Città di Castello unisce le cucine d’Europa</title>
		<link>https://www.foodandwineitalia.com/bianco-pregiato-2025-tartufo-bianco-citta-di-castello/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Oct 2025 13:00:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[bianco pregiato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Città di Castello torna Bianco Pregiato, la mostra mercato dedicata al tartufo bianco pregiato. Dal 31 ottobre al 2 novembre, chef da Spagna, Germania e Francia porteranno le loro tradizioni culinarie in dialogo con l’eccellenza umbra. Il programma: tre cucine, un unico profumo Il tartufo di Città di Castello torna al centro della scena [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="727" data-end="971">A <strong>Città di Castello</strong> torna <strong>Bianco Pregiato</strong>, la mostra mercato dedicata al <strong>tartufo bianco pregiato</strong>. Dal 31 ottobre al 2 novembre, chef da Spagna, Germania e Francia porteranno le loro tradizioni culinarie in dialogo con l’eccellenza umbra.</p>
<h2 data-start="2202" data-end="2252"><strong data-start="2206" data-end="2252">Il programma: tre cucine, un unico profumo</strong></h2>
<p data-start="1396" data-end="1791">Il tartufo di Città di Castello torna al centro della scena gastronomica con una manifestazione che amplia il proprio respiro oltre i confini regionali. Bianco Pregiato 2025 si presenta come un luogo d’incontro tra culture culinarie, dove la materia prima umbra diventa linguaggio comune per<strong> tre grandi tradizioni europee</strong>: quella spagnola, quella tedesca e quella francese.</p>
<p data-start="1793" data-end="2195">L’obiettivo della rassegna è duplice: da un lato promuovere il tartufo bianco come ambasciatore dell’enogastronomia regionale, dall’altro rafforzare la posizione dell’<strong>Umbria</strong> all’interno del panorama gastronomico internazionale.</p>
<p data-start="1793" data-end="2195"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-208707" src="https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2025/10/tartufo-bianco-pregiato-2025.png" alt="tartufo-bianco-pregiato-2025" width="763" height="627" /></p>
<p data-start="2254" data-end="2503">Il cuore della mostra sarà rappresentato da tre show cooking dedicati alle tradizioni gastronomiche delle nazioni presenti, interpretate da chef umbri e italiani che si confronteranno con il tartufo bianco come elemento trasversale.</p>
<p data-start="2505" data-end="2751">Venerdì 31 ottobre aprirà lo chef <strong data-start="2539" data-end="2560">Daniele Auricchio </strong>con un piatto che unisce la cucina iberica alla materia prima tifernate: una paella con tartufo bianco pregiato di Città di Castello. Poi sarà la volta di <strong data-start="2789" data-end="2804">Elia Lunghi</strong>, chef dell’<strong>Evo Bistrot</strong> di Centumbrie ad Agello, che proporrà una personale interpretazione della Foresta Nera, omaggio alla tradizione dolciaria tedesca arricchita dal profumo del tartufo bianco. Infine concluderà il ciclo <strong data-start="3046" data-end="3064">Nicola Cascini</strong>, executive chef della <strong>Locanda del Cardinale</strong> di Assisi, che porterà in tavola una Soup d’Onion in chiave contemporanea, tributo alla cucina francese reinterpretato con i sapori del territorio umbro.</p>
<p data-start="3336" data-end="3743">Oltre agli showcooking, Bianco Pregiato proporrà la <strong>Passeggiata Gourmet in Europa</strong>, un itinerario enogastronomico diffuso che porterà nel centro storico di Città di Castello tre piatti simbolo del progetto, realizzati dagli studenti degli istituti alberghieri. Le ricette, donate dagli chef, diventeranno patrimonio condiviso della città, trasformando l’evento in un percorso accessibile e partecipato.</p>
<p data-start="3745" data-end="4055">Accanto alla cucina, spazio anche alla mixology: <strong data-start="3808" data-end="3828">Alessio Balestra</strong>, del Collins’ Bar firmerà tre cocktail ispirati alle culture di Spagna, Germania e Francia, in un itinerario sensoriale che abbina profumi, sapori e suggestioni europee.</p>
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		<title>Venice Cocktail Week: la mixology d’autore torna in Laguna</title>
		<link>https://www.foodandwineitalia.com/venice-cocktail-week-2025-festival-mixology-venezia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Oct 2025 14:00:33 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia]]></category>
		<category><![CDATA[Venice Cocktail Week]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cinque giorni per raccontare la mixology nel contesto unico della Laguna. Dal 22 al 26 ottobre torna Venice Cocktail Week. Ideata e diretta da Paola Mencarelli, la rassegna si conferma tra gli appuntamenti più attesi del panorama nazionale. L’edizione 2025 si concentrerà su un programma più compatto, articolato in cinque giornate che coinvolgeranno 28 cocktail [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="1349" data-end="1801">Cinque giorni per raccontare la mixology nel contesto unico della Laguna. Dal <strong>22 al 26 ottobre</strong> torna <strong>Venice Cocktail Week</strong>. Ideata e diretta da <strong data-start="1625" data-end="1645">Paola Mencarelli</strong>, la rassegna si conferma tra gli appuntamenti più attesi del panorama nazionale.</p>
<p data-start="1803" data-end="2177">L’edizione 2025 si concentrerà su un programma più compatto, articolato in cinque giornate che coinvolgeranno 28 cocktail bar selezionati, tra hotel, lounge e indirizzi indipendenti. L’obiettivo resta quello di promuovere una mixology consapevole, sostenibile e connessa al territorio, offrendo un percorso che unisce formazione, intrattenimento e confronto professionale.</p>
<h3 data-start="3429" data-end="3489"><strong data-start="3433" data-end="3489">Cinque giorni, ventotto bar e una città da esplorare</strong></h3>
<p data-start="2234" data-end="2635">«Venice Cocktail Week continua a valorizzare le eccellenze della Laguna», afferma Paola Mencarelli. «È nata per diffondere la cultura del bere di qualità e creare relazioni tra i professionisti del settore. È anche un modo per far conoscere la città attraverso esperienze autentiche, legate al gesto del bere come forma di consapevolezza e condivisione».</p>
<p data-start="2234" data-end="2635"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-208712" src="https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2025/10/venice-cocktail-week-2025-mixology-venezia.png" alt="venice-cocktail-week-2025-mixology-venezia" width="763" height="627" /></p>
<p data-start="2637" data-end="3048">Dalla sua prima edizione, la manifestazione ha trovato nel tessuto veneziano un partner ideale. «Fin dalla nascita della rassegna abbiamo condiviso la visione di un evento capace di unire mondi diversi,» sottolinea <strong data-start="2854" data-end="2876">Licinio Garavaglia</strong>, direttore di Aman Venice. «Accogliere bartender e ospiti significa aprire un dialogo tra professionalità e culture, esplorando il bere come linguaggio contemporaneo».</p>
<p data-start="3050" data-end="3422">Anche l’amministrazione comunale riconferma il proprio sostegno. «La Venice Cocktail Week è ormai un appuntamento consolidato, in linea con gli obiettivi della città,» commenta <strong data-start="3229" data-end="3249">Simone Venturini</strong>, assessore al Turismo. «Contribuisce a valorizzare la mixology d’eccellenza, coinvolgendo operatori, luoghi e pubblico internazionale in modo rispettoso e costruttivo».</p>
<p data-start="3491" data-end="3825">L’edizione di quest&#8217;anno segue la struttura delle precedenti, adattandola alle nuove esigenze del pubblico e dei professionisti. Le giornate saranno scandite da oltre cento appuntamenti diffusi tra i 28 locali aderenti, ognuno dei quali presenterà una <strong data-start="3734" data-end="3761">Cocktail List esclusiva</strong> creata per l’occasione dai rispettivi <strong data-start="3800" data-end="3822">bartender resident</strong>.</p>
<p data-start="3827" data-end="4213">Accanto alle degustazioni, il calendario prevede masterclass, incontri tematici, presentazioni di libri, brunch e serate con ospiti italiani e internazionali. Non mancheranno i <strong data-start="4004" data-end="4022">Pop-Up Bar</strong>, introdotti quest’anno come novità, pensati per valorizzare la scena nazionale del bartending e rafforzare il legame tra Venezia e le altre città protagoniste delle Italian Cocktail Weeks.</p>
<p data-start="4215" data-end="4412">Gli eventi si distribuiranno nell’arco della giornata, dalle esperienze culturali ai momenti serali, per un racconto trasversale che abbraccia la dimensione sociale e creativa del bere miscelato.</p>
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		<title>Slow Beans 2025 porta a Capannori il dibattito sui legumi e sulla biodiversità</title>
		<link>https://www.foodandwineitalia.com/slow-beans-2025-capannori-legumi-biodiversita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Oct 2025 10:00:14 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Capannori]]></category>
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		<category><![CDATA[Toscana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Capannori si prepara a diventare la capitale dei legumi e delle comunità contadine con Slow Beans 2025 – Meeting della Comunità Leguminosa, in programma dal 10 ottobre al 16 novembre. L’iniziativa, promossa da Slow Food Lucca, Compitese e Orti Lucchesi con il sostegno del Comune di Capannori, di Vetrina Toscana e della Piana del Cibo, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Capannori si prepara a diventare la <strong>capitale dei legumi</strong> e delle comunità contadine con Slow Beans 2025 – Meeting della Comunità Leguminosa, in programma dal<strong> 10 ottobre al 16 novembre</strong>. L’iniziativa, promossa da Slow Food Lucca, Compitese e Orti Lucchesi con il sostegno del Comune di Capannori, di Vetrina Toscana e della Piana del Cibo, riunirà produttori, cuochi, famiglie e scuole in un mese di attività dedicate alla biodiversità, alla sostenibilità e al valore sociale dell’agricoltura.</p>
<h2>Cos&#8217;è Slow Beans</h2>
<p>Il progetto, come spiegato da <strong>Marco Del Pistoia</strong>, portavoce di Slow Food per la Rete Slow Beans, nasce per riportare al centro dell’alimentazione quotidiana un <strong>ingrediente essenziale</strong> ma spesso marginalizzato: «I legumi non sono solo alimenti dal grande valore nutrizionale: sono custodi di biodiversità, promotori di suoli sani e simboli della nostra memoria agricola. Quando sosteniamo un Presidio leguminoso, non salviamo solo un fagiolo o una lenticchia, ma una cultura rurale e un modello di futuro diverso».</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-208460" src="https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2025/10/slow-beans-capannori-legumi-biodiversita.png" alt="slow-beans-capannori-legumi-biodiversita" width="763" height="627" /></p>
<p>Le iniziative sono iniziate già a settembre con i progetti educativi nelle <strong>scuole</strong> e con i laboratori <em>Coltiviamo il gusto</em>, pensati per avvicinare i più giovani al consumo consapevole dei legumi. Da ottobre si entra nel vivo con incontri, degustazioni e momenti di confronto. Il 10 ottobre inaugura il calendario <em>La Luna e lo Sfuso</em>, serata all’Agriturismo Alle Camelie di Pieve di Compito dedicata al vino sfuso di qualità e ai prodotti del territorio. Il 16 ottobre, nella Giornata Mondiale dell’Alimentazione, il Centro Cottura Qualità &amp; Servizi ospita l’incontro “Dentro la dieta: i legumi nella crescita dei nostri figli”, seguito da una cena sostenibile a tema antispreco.</p>
<p>Dal <strong>11 al 26 ottobre</strong> l’iniziativa <em>Il Piatto Slow Beans</em> coinvolgerà sette osterie lucchesi segnalate nella guida <em>Osterie d’Italia</em>, che proporranno piatti dedicati ai legumi locali. Seguiranno incontri online, podcast e momenti di confronto sulla filiera e sulle produzioni locali.</p>
<p>Il cuore dell’evento sarà il week-end del <strong>15 e 16 novembre</strong>, quando il Mercato di Marlia diventerà il centro del <em>Meeting della Comunità Leguminosa</em>. In programma una mostra mercato con le comunità Slow Beans italiane e internazionali, aree tematiche dedicate al vino, all’olio e alla birra agricola, laboratori per bambini e incontri con produttori. Il festival culminerà con le <em>Fagioliadi</em>, sfida gastronomica con giuria popolare dedicata ai legumi italiani, e con il concorso “La Luna e lo Sfuso” a cura di Fabio Pracchia.</p>
<p>L’assessora alla Piana del Cibo, <strong>Silvia Sarti</strong>, ha evidenziato l’importanza dell’iniziativa per il territorio: «Slow Beans è un’occasione di incontro e riflessione sul cibo e sulla biodiversità. Le iniziative che coinvolgono scuole, famiglie e ristoratori raccontano un legame forte tra tradizione gastronomica e futuro sostenibile, valorizzando i legumi come alimento chiave per un’agricoltura rispettosa e per una cucina identitaria».</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.foodandwineitalia.com/slow-beans-2025-capannori-legumi-biodiversita/">Slow Beans 2025 porta a Capannori il dibattito sui legumi e sulla biodiversità</a> proviene da <a href="https://www.foodandwineitalia.com">Food and Wine Italia</a>.</p>
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		<title>Conserva 2025: a Spoleto il festival che unisce gusto e memoria</title>
		<link>https://www.foodandwineitalia.com/spoleto-conserva-2025-barattolo-patrimonio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Oct 2025 08:00:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[conserve]]></category>
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		<category><![CDATA[spoleto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dall’11 al 13 ottobre Spoleto ospita la seconda edizione di Conserva, una manifestazione che unisce gastronomia, arte e cultura con l’obiettivo di riflettere sul valore della conservazione. L’edizione di quest’anno amplia il proprio raggio d’azione: accanto alla conservazione alimentare entra in scena la tutela del patrimonio artistico e ambientale, con mostre, laboratori, degustazioni, visite guidate [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dall’11 al 13 ottobre <strong>Spoleto</strong> ospita la seconda edizione di <strong>Conserva</strong>, una manifestazione che unisce gastronomia, arte e cultura con l’obiettivo di riflettere sul valore della conservazione. L’edizione di quest’anno amplia il proprio raggio d’azione: accanto alla conservazione alimentare entra in scena la tutela del patrimonio artistico e ambientale, con mostre, laboratori, degustazioni, visite guidate e talk diffusi nel centro storico della città umbra.</p>
<h2>Il tema 2025: dal barattolo al patrimonio</h2>
<p>Il titolo scelto per quest&#8217;anno, <em>Dal barattolo al patrimonio</em>, sottolinea il legame tra pratiche tradizionali di conservazione del cibo e la salvaguardia di opere d’arte, memorie collettive e paesaggi. Alla collaborazione con Coo.Be.C., Tecnireco e Maggioli Cultura si devono aperture straordinarie e percorsi che conducono all’interno di laboratori di restauro e siti normalmente chiusi al pubblico.</p>
<p>Fulcro del programma è la mostra <em>conservArte</em>, curata da <strong>Adelinda Allegretti</strong>, che ospita opere di <strong>Andy Warhol</strong>, tra cui <strong>la serie completa delle Campbell’s Soup</strong>, insieme a lavori di <strong>Botero</strong>, <strong>Kusama</strong>, <strong>Banksy</strong> e altri artisti. L’esposizione mette in relazione cibo, arte contemporanea e immaginario collettivo. L’ingresso è <strong>gratuito</strong> e l’allestimento coinvolge diversi spazi cittadini.</p>
<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-208329" src="https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2025/10/spoleto-conserva-2025-barattolo-patrimonio.png" alt="spoleto-conserva-2025-barattolo-patrimonio" width="763" height="627" /></h3>
<p>Durante i tre giorni di festival, il Chiostro di San Nicolò, le domus romane, i musei e le piazze del centro storico diventano sedi di incontri e laboratori. Sono previsti appuntamenti dedicati alle <strong>fermentazioni</strong>, alla <strong>panificazione</strong> naturale, alla trasformazione del latte e alla produzione artigianale di insaporitori. Accanto ai workshop gastronomici si svolgono esperienze sensoriali, laboratori per bambini e visite guidate alla Casa Romana e alla Spezieria barocca di Palazzo Collicola.</p>
<p>Il calendario comprende anche talk divulgativi con esperti di sicurezza alimentare e un pic-nic urbano costruito con prodotti artigianali selezionati dagli espositori.</p>
<p>La chiusura, lunedì 13 ottobre, è affidata al convegno <em>ConservaAzione</em> nel complesso di San Nicolò. Storici dell’alimentazione, agronomi, esperti di fermentazioni e chef discutono del rapporto tra cibo, tempo, memoria e sostenibilità, con l’obiettivo di delineare il ruolo della conservazione come strumento culturale e sociale.</p>
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		<item>
		<title>Caseifici Aperti: il Parmigiano Reggiano si racconta nei luoghi d’origine</title>
		<link>https://www.foodandwineitalia.com/caseifici-aperti-ottobre-2025-parmigiano-reggiano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Oct 2025 11:00:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA["Caseifici Aperti"]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Parmigiano Reggiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 4 e 5 ottobre si svolge una nuova edizione di Caseifici Aperti, l’iniziativa promossa dal Consorzio del Parmigiano Reggiano. Saranno 45 i caseifici visitabili nelle cinque province di produzione, con un programma che include visite guidate, degustazioni e attività per famiglie. Dopo il successo della scorsa primavera, che ha segnato un incremento del 50% [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.foodandwineitalia.com/caseifici-aperti-ottobre-2025-parmigiano-reggiano/">Caseifici Aperti: il Parmigiano Reggiano si racconta nei luoghi d’origine</a> proviene da <a href="https://www.foodandwineitalia.com">Food and Wine Italia</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 4 e 5 ottobre si svolge una nuova edizione di <em>Caseifici Aperti</em>, l’iniziativa promossa dal <strong>Consorzio del Parmigiano Reggiano</strong>. Saranno 45 i caseifici visitabili nelle cinque province di produzione, con un programma che include visite guidate, degustazioni e attività per famiglie. Dopo il successo della scorsa primavera, che ha segnato un incremento del 50% dei visitatori rispetto al 2024, l’evento torna a raccontare una Dop simbolo dell’Italia nel mondo.</p>
<h3>Un fine settimana per scoprire il Parmigiano Reggiano</h3>
<p>Il primo weekend di ottobre segna il ritorno di <em>Caseifici Aperti</em>, due giorni in cui sarà possibile entrare nei luoghi di produzione del Parmigiano Reggiano. L’iniziativa, che si tiene due volte all’anno, permette a residenti e turisti di assistere dal vivo alle fasi di lavorazione, dall’arrivo del latte alla rottura della cagliata, fino al taglio della forma. Oltre alle visite guidate, sono previste degustazioni, pranzi, laboratori per bambini e momenti dedicati all’apertura della forma, uno degli appuntamenti più attesi.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-208339" src="https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2025/10/caseifici-aperti-ottobre-parmigiano-reggiano.png" alt="caseifici-aperti-ottobre-parmigiano-reggiano" width="763" height="627" /></p>
<p>Saranno 45 i caseifici aderenti nelle cinque province del comprensorio: 18 a Parma, 12 a Reggio Emilia, 9 a Modena, 5 a Mantova (nella zona a destra del Po, come stabilito dal disciplinare) e 1 a Bologna (alla sinistra del Reno). Ogni realtà propone attività differenti, prenotabili attraverso il <a href="https://www.parmigianoreggiano.com/it/caseifici-caseifici-aperti" target="_blank" rel="noopener">sito ufficiale dell’iniziativa</a>. «Aprire le porte dei caseifici significa mostrare il lavoro quotidiano dei casari e la storia che accompagna ogni forma,» ha spiegato <strong>Nicola Bertinelli</strong>, presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano. «È il modo più diretto per far <strong>conoscere</strong> l’artigianalità del prodotto e trasformare i visitatori in ambasciatori della Dop, generando un legame che va oltre l’acquisto e si riflette anche sul turismo locale».</p>
<p>Visitare i caseifici significa entrare nelle cosiddette “Cattedrali del formaggio”, i magazzini di stagionatura dove<strong> migliaia di forme</strong> riposano per mesi. La produzione del Parmigiano Reggiano segue da <strong>secoli</strong> lo stesso metodo, basato su tre ingredienti – latte, sale e caglio – senza additivi né conservanti. Un patrimonio di conoscenze tramandato di generazione in generazione che oggi rappresenta uno dei simboli più riconosciuti del made in Italy agroalimentare.</p>
<p>La manifestazione ha conosciuto negli ultimi anni una <strong>partecipazione sempre più ampia</strong>. L’edizione primaverile di quest&#8217;ano ha registrato un incremento del 50% rispetto allo stesso periodo del 2024. Nel complesso, nel 2024 i caseifici visitabili avevano accolto oltre <strong>180.000 persone</strong>, con un aumento del 5,9% rispetto al 2023. Le presenze <strong>straniere</strong> hanno avuto un ruolo rilevante, rappresentando circa la metà dei visitatori, soprattutto da Stati Uniti, Germania, Francia e Regno Unito.</p>
<p>L&#8217;evento è anche un’occasione per conoscere il territorio che circonda le aree di produzione. L’iniziativa si inserisce all’interno di un contesto di<strong> turismo enogastronomico</strong> in crescita, stimato in oltre 40 miliardi di euro di valore secondo il rapporto AITE e Visit Emilia. Dalla Food Valley parmense alla Motor Valley modenese, fino ai palazzi dei Gonzaga a Mantova e ai portici di Bologna, l’esperienza nei caseifici diventa un punto di partenza per scoprire altre eccellenze culturali e paesaggistiche.</p>
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		<title>Nobile Dolcezza: a Milano l’alta pasticceria italiana diventa installazione</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Sep 2025 10:00:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il 5 ottobre Milano ospiterà Nobile Dolcezza, un’iniziativa ideata dall’Accademia Maestri Pasticceri Italiani (Ampi) che trasformerà il loggiato di Palazzo Giureconsulti, in Piazza dei Mercanti, in una scenografica esposizione di alta pasticceria. Protagonista dell’evento sarà una tavola-installazione di venti metri ideata dal direttore creativo Vincenzo Dascanio, sulla quale troveranno spazio cento dolci rappresentativi delle tradizioni [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="691" data-end="1158">Il 5 ottobre Milano ospiterà <strong data-start="720" data-end="739">Nobile Dolcezza</strong>, un’iniziativa ideata dall’Accademia Maestri Pasticceri Italiani (Ampi) che trasformerà il loggiato di Palazzo Giureconsulti, in Piazza dei Mercanti, in una scenografica esposizione di alta pasticceria. Protagonista dell’evento sarà una tavola-installazione di venti metri ideata dal direttore creativo Vincenzo Dascanio, sulla quale troveranno spazio cento dolci rappresentativi delle tradizioni regionali italiane.</p>
<h2 data-start="1160" data-end="1203">L’allestimento e i numeri dell’evento</h2>
<p data-start="1204" data-end="1755">L’installazione è concepita come una tavola imperiale che celebra la varietà della pasticceria da Nord a Sud, con <strong>venti posti simbolici</strong> dedicati ad altrettante regioni. Ogni creazione sarà arricchita da dettagli decorativi che richiamano l’alta gioielleria, in un dialogo tra gastronomia, design e moda. I numeri raccontano la dimensione del progetto: venti torte monumentali alte <strong>oltre un metro</strong>, trecento chilogrammi di pasta di mandorle, diecimila gemme ornamentali, venticinque chilogrammi di alzate in argento e più di cinquecento ore di lavoro.</p>
<p data-start="1204" data-end="1755"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-208240" src="https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2025/09/nobile-dolcezza-milano-ampi-pasticceria.png" alt="nobile-dolcezza-milano-ampi-pasticceria" width="763" height="627" /></p>
<p data-start="1804" data-end="2269">Oltre sessanta membri Ampi, guidati dal presidente <strong>Salvatore De Riso</strong>, prenderanno parte all’iniziativa, affiancati da Ampi Juniores e Ampi Giovani. «Comunicare la pasticceria italiana di alta qualità richiede un linguaggio capace di dialogare con il presente senza perdere di vista l’essenza del prodotto – ha dichiarato De Riso –. I nostri dolci sono gioielli di gusto e di estetica, e in Vincenzo Dascanio abbiamo trovato l’interprete ideale di questa visione».</p>
<p data-start="2309" data-end="2700">Accanto all’installazione principale, la città sarà coinvolta in un’azione diffusa: tra le 11 e le 17, venticinque biciclette e due cargo bike brandizzate Ampi, condotte dai maestri pasticceri, distribuiranno <strong>gratuitamente</strong> piccole capresi ispirate alla tradizione campana. La Campania, regione ospite di questa edizione, sarà così celebrata attraverso uno dei suoi dolci più riconoscibili.</p>
<h3 data-start="2702" data-end="2735">Il summit della pasticceria</h3>
<p data-start="2736" data-end="3117">La giornata sarà seguita, il 6 ottobre, dal “Summit della pasticceria – Le sfide di oggi”, in programma sempre a Milano. In occasione del XXIX Simposio pubblico AMPI, dodici tavoli di confronto riuniranno professionisti della filiera, aziende, giornalisti e stakeholder per discutere le principali questioni che interessano il settore e delineare possibili strategie di sviluppo.</p>
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