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	<title>identità golose Archivio &#8226; Food and Wine Italia</title>
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	<title>identità golose Archivio &#8226; Food and Wine Italia</title>
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		<title>Bollicine del Mondo 2026: la quinta edizione della guida è online</title>
		<link>https://www.foodandwineitalia.com/bollicine-del-mondo-2026-la-quinta-edizione-della-guida-e-online/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Martina Di Lena]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Jun 2026 16:47:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Vino]]></category>
		<category><![CDATA[Bollicine del Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Cinzia Benzi]]></category>
		<category><![CDATA[Congresso Identità Golose 2026]]></category>
		<category><![CDATA[identità golose]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lancio lo sguardo all&#8217;orologio: sono esattamente le 17:20 quando dal palcoscenico di Identità Milano 2026 viene annunciato il clic ufficiale. «Da questo momento la guida bollicine del mondo è online, la trovate sul nostro sito in maniera gratuita e disponibile, insieme all&#8217;applicazione con la geolocalizzazione di tutte le cantine», dichiarano Paolo Marchi e Claudio Ceroni [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-path-to-node="3">Lancio lo sguardo all&#8217;orologio: sono esattamente le <b data-path-to-node="3" data-index-in-node="61">17:20</b> quando dal palcoscenico di <b data-path-to-node="3" data-index-in-node="94">Identità Milano 2026</b> viene annunciato il clic ufficiale. «Da questo momento la <strong>guida bollicine del mondo</strong> è online, la trovate sul nostro sito in maniera gratuita e disponibile, insieme all&#8217;applicazione con la geolocalizzazione di tutte le cantine», dichiarano <strong>Paolo Marchi</strong> e <strong>Claudio Ceroni</strong> ideatori del <strong>Congresso di Identità Golose</strong>. Ero lì, in platea, a respirare l&#8217;energia di un settore in assoluto fermento.</p>
<p data-path-to-node="4">La <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="3">quinta edizione </b>del progetto editoriale firmato da <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="79">Paolo Marchi e Cinzia Benzi</b> taglia nel 2026 un traguardo storico: <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="199">1.000 cantine recensite e oltre 1.200 etichette in 50 Paesi</b>. Un atlante dell&#8217;eccellenza spumantistica che vede l&#8217;Italia fare la parte del leone con il 42% delle schede, affiancata da una Francia monumentale e da mete emergenti e insospettabili come l&#8217;Istria, il Montenegro e la Corea del Sud. La grande novità dell&#8217;anno? Il <strong>Brasile</strong>, con la DO Altos de Pinto Bandeira, la prima denominazione del Nuovo Mondo dedicata solo al metodo classico.</p>
<p data-path-to-node="5">Ma a rendere speciale il pomeriggio milanese sono state le storie umane, i passaggi generazionali e le intuizioni premiate sul palco. Ecco la cronaca delle premiazioni e tutti i protagonisti che hanno infiammato la sala.</p>
<h3 data-path-to-node="6">L’omaggio a Richard Geoffroy</h3>
<p data-path-to-node="7">Il primo riconoscimento, intitolato <b data-path-to-node="7" data-index-in-node="36">&#8220;L&#8217;Omaggio&#8221;</b>, è andato a un gigante assoluto dell&#8217;enologia mondiale: <b data-path-to-node="7" data-index-in-node="104">Richard Geoffroy</b>. Cinzia Benzi ha voluto giocare con la platea leggendo la motivazione prima di svelare il nome: «Uno chef de cave che ha rivoluzionato l’approccio con la bollicina lavorando nel mondo del sottile dell’impalpabile, promuovendo innovazioni nel segno del passato e applicando concetti sinestetici nel mondo dell’assaggio divulgativo».</p>
<h3 data-path-to-node="8">Innovazione e futuro</h3>
<p data-path-to-node="9">Il legame tra spumantizzazione e genialità ha guidato i due premi sponsorizzati da Acqua Panna e S.Pellegrino. Il premio <b data-path-to-node="9" data-index-in-node="121">Innovazione</b> è stato assegnato a <b data-path-to-node="9" data-index-in-node="153">Michel Loriot</b> di <strong>Champagne</strong><b data-path-to-node="9" data-index-in-node="153"> Apollonis</b>, un produttore che definisce le sue cuvée con la musica classica in sottofondo diffusa 24 ore su 24 in cantina. Sul palco è stato spiegato che, sebbene la musica non intervenga chimicamente nell&#8217;autolisi dei lieviti, accompagna in modo simbolico la maturazione: una tradizione di famiglia, dato che il nonno di Michel già nel 1971 suonava il sassofono tra i filari. «Per noi la vera innovazione non è una rottura, bensì un&#8217;evoluzione», hanno commentato i vertici di San Pellegrino.</p>
<p data-path-to-node="10">Il premio <b data-path-to-node="10" data-index-in-node="10">Verso il Futuro</b> è andato invece a <b data-path-to-node="10" data-index-in-node="44">Zhewei Yu (Jubitech)</b>, ingegnere laureato a Parigi con un master a Cambridge, che ha saputo applicare la robotica e i droni alla viticoltura di precisione per migliorare efficienza e sicurezza, tutelando il territorio. Nel suo intervento in inglese, Yu ha raccontato come la tecnologia possa dialogare perfettamente con la sensibilità umana della viticoltura.</p>
<h3 data-path-to-node="11">Il vitigno da scoprire (Premio Consorzio Parmigiano Reggiano)</h3>
<p data-path-to-node="12">Uno dei momenti più caldi della serata ha visto protagonista <b data-path-to-node="12" data-index-in-node="61">Cesare Avenia della cantina Il Verro</b>, che ha ritirato il premio per il vino <b data-path-to-node="12" data-index-in-node="137">Lautoni</b>, in provincia di Caserta, da uva <b data-path-to-node="12" data-index-in-node="157">Coda di pecora</b>. Un vitigno antico della Campania risalente a fine Ottocento, letteralmente salvato dall&#8217;oblio. «Veniva scambiato per il Coda di Volpe, che era molto più famoso. Quando ho scoperto che lo imbottigliavano chiamandolo &#8216;coda di pecora&#8217; è stato più forte di me, ho iniziato la trafila burocratica per farlo riconoscere nel registro nazionale. Si chiama così perché i contadini, guardando il grappolo, ci vedevano la coda di una pecora. Una cosa spettacolare che non poteva rimanere dimenticata». A consegnare il premio il presidente del Consorzio Parmigiano Reggiano Dop, Nicola Bertinelli, che ha sottolineato come l&#8217;abbinamento tra una grande bollicina e una corretta stagionatura di Parmigiano sia un&#8217;esperienza emozionale straordinaria.</p>
<h3 data-path-to-node="13">Giovani di belle speranze, buona la prima! (Premio I.WAI Food)</h3>
<p data-path-to-node="14">Spazio all&#8217;audacia ad alta quota con il premio assegnato a <b data-path-to-node="14" data-index-in-node="59">ERT1050 di Brentonico</b>. Un progetto verticale, nato a 1050 metri di altitudine sull&#8217;altopiano trentino. «Non abbiamo la storia dello Champagne, ma cerchiamo di compensare la latitudine con l&#8217;altitudine, la passione e il coraggio», hanno dichiarato i giovani produttori sul palco. Il premio è stato consegnato dai partner di I.WAI Food, specialisti nell&#8217;importazione di ostriche di eccellenza, che hanno colto l&#8217;occasione per presentare &#8220;I Gioielli di Lucrezia&#8221;, la loro prima ostrica italiana allevata nelle Valli di Comacchio.</p>
<h3 data-path-to-node="15">Questioni di Famiglia</h3>
<p data-path-to-node="16">Due i riconoscimenti dedicati alle storie familiari che custodiscono la cultura del vino. Il primo è andato alla <b data-path-to-node="16" data-index-in-node="113">Cantina Fina</b> di Marsala (Sicilia). <strong>Federica Fina</strong>, visibilmente emozionata dopo un viaggio complicato dalla Sicilia, ha raccontato la genesi dell&#8217;azienda condotta da papà Bruno e dai figli: «Siamo stati il primo blend di nostro padre. Ognuno in cantina ha trovato il suo ruolo naturale». La produttrice ha anche accennato a un nuovo splendido progetto di valorizzazione legato alla Riserva Naturale dello Stagnone. Il secondo premio della categoria è volato in Trentino, assegnato alle <b data-path-to-node="16" data-index-in-node="610">Cantine Pisoni</b>, realtà storica da cinque generazioni che ha saputo lanciare uno spin-off interamente dedicato all&#8217;eleganza del Trento Doc. Sul palco, a ritirare il premio, i rappresentanti della quarta e quinta generazione della famiglia.</p>
<h3 data-path-to-node="17">L’Esperto (Premio ALMA)</h3>
<p data-path-to-node="18">Il premio all&#8217;eccellenza tecnica è andato a <b data-path-to-node="18" data-index-in-node="44">Gabriele Gorelli</b>, primo Master of Wine italiano. Cinzia Benzi si è detta profondamente emozionata nel premiarlo, ricordando gli inizi della loro collaborazione nel 2021. Giacomo Bullo, communication manager di ALMA (la Scuola Internazionale di Cucina Italiana) ha consegnato il premio ricordando che Gorelli, nominato anche Maestro d&#8217;Arte e Mestiere nel 2024, tiene annualmente una seguitissima e preziosa lezione per gli studenti della scuola.</p>
<h3 data-path-to-node="19">I Comunicatori 2026</h3>
<p data-path-to-node="2">Il gran finale della presentazione è stato tutto dedicato a loro: i <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="68">Comunicatori 2026</b>. Figure chiave per la guida, capaci di scardinare i tecnicismi per trasmettere pura emozione. Sul punto, Cinzia Benzi ci ha tenuto a fare una precisione dal palco, quasi a voler blindare il valore dei riconoscimenti: «Tutti i premi sono stati decisi all&#8217;unanimità. Non sono scelte della curatrice, ma proposte democratiche validate da tutto il team».</p>
<p data-path-to-node="3">La prima a salire sul palco è stata <b data-path-to-node="3" data-index-in-node="36">Chiara Giannotti</b> (premio La Pinsa di Marco), anima del canale digitale Vino.tv. Per lei si è trattato di un ritorno alle origini particolarmente emozionante: «Ho cominciato su questo palco da ragazzina, ma ero in tutt&#8217;altro ruolo, facevo la produttrice. Raccontare il vino per me è stato un gesto del cuore nato per condividere il bello di questo mondo, all&#8217;inizio con poche strategie e poi, dal lockdown, con tantissimo studio».</p>
<p data-path-to-node="4">Subito dopo è stato il turno di <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="32">Emanuele Trono</b> (premio Consorzio Asti Spumante), fondatore di Enoblog e dell&#8217;agenzia Eno Digital, che ha regalato alla platea un aneddoto divertente: «Io sono entrato in questo settore proprio a causa di un errore che feci raccontando le bollicine sui social; da lì ho capito che dovevo mettermi a studiare sul serio. Oggi sono diventato anche produttore di vini fermi, ma quest&#8217;anno chiuderò un cerchio visitando le ultime cantine spumantistiche che mi mancano».</p>
<p data-path-to-node="5">Non è mancata una finestra internazionale con il videomessaggio di <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="67">Stevie Kim</b>, vulcanica ideatrice di Italian Wine Podcast. Con la sua solita, trascinante ironia, Stevie ha voluto ringraziare Identità Golose con una riflessione tesa a scuotere l&#8217;ambiente: «Chi comunica spesso lavora dietro le quinte. A volte lo facciamo in modi non convenzionali, e io mi ritrovo spesso nel mezzo: da un lato i boomer scandalizzati, dall&#8217;altro chi cerca solo i numeri. Ma è proprio lì che nascono le cose belle. Il vino è cultura, relazione e anche un po&#8217; di sana audacia creativa».</p>
<p data-path-to-node="6">Il racconto contemporaneo e rigoroso del mercato del vino ha portato sul palco anche <b data-path-to-node="6" data-index-in-node="85">Matteo Borrè</b>, che ha voluto dedicare e condividere il riconoscimento con l&#8217;amica Francesca Montaro, la persona che più di tutte lo ha avvicinato al mondo delle grandi bollicine.</p>
<p data-path-to-node="7">Infine, la quota di sincera commozione è arrivata con <b data-path-to-node="7" data-index-in-node="54">Vania Valentini</b>, Master Sommelier ALMA e oggi considerata una delle voci più autorevoli dello Champagne in Italia. Ripercorrendo i passi di una strada iniziata nel 2011, Vania ha ricordato alla platea la solitudine e la fatica che si nascondono dietro questo lavoro: «Sentire tutto quello che ho fatto mi fa commuovere. Per fare questo mestiere ci vuole un fisico bestiale: servono sacrifici veri, passati a studiare davanti al computer nei weekend. Ringrazio chi ha creduto in me, ma anche chi non mi ha amato, perché mi ha costretto a fare sempre meglio».</p>
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		<title>Identità Milano 2026: la mappa del gusto tra gli stand del Congresso</title>
		<link>https://www.foodandwineitalia.com/identita-milano-2026-la-mappa-del-gusto-tra-gli-stand-del-congresso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Jun 2026 16:21:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Congresso Identità Golose 2026]]></category>
		<category><![CDATA[identità golose]]></category>
		<category><![CDATA[Identità Milano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Congresso di Identità Golose, in scena all’Allianz MiCo da oggi al 9 giugno, non si esaurisce sul palcoscenico delle grandi sale magistrali. Per capire davvero dove sta andando la cucina d’autore e come i grandi interpreti affrontano il tema di quest&#8217;anno, &#8220;Identità Future: la libertà di pensare&#8221; (ne abbiamo parlato qui), bisogna perdersi tra [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Il <strong>Congresso di Identità Golose</strong>, in scena all’Allianz MiCo <strong>da oggi al 9 giugno</strong>, non si esaurisce sul palcoscenico delle grandi sale magistrali. Per capire davvero dove sta andando la cucina d’autore e come i grandi interpreti affrontano il tema di quest&#8217;anno, <strong>&#8220;Identità Future: la libertà di pensare&#8221; </strong>(ne abbiamo parlato <a href="https://www.foodandwineitalia.com/identita-milano-2026-la-liberta-di-pensare-incontra-la-nuova-generazione/" target="_blank" rel="noopener">qui</a>), bisogna perdersi tra i corridoi dell&#8217;area espositiva. È proprio qui, tra i padiglioni, che i produttori dialogano quotidianamente con i cuochi per spingere la materia prima oltre i propri confini abituali, trasformandola da semplice ingrediente a linguaggio culturale. La mappa espositiva si presenta fittissima e spazia dai main partner storici fino alle realtà di nicchia e all&#8217;alta ospitalità che si concentra nel padiglione tematico (dove ci siamo anche noi), offrendo un palinsesto ricco di show cooking e anteprime.</span></p>
<h2>Il salotto dei Main Partner tra grandi visioni e rivoluzioni tecniche</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">La storia di </span><b>Berlucchi Franciacorta</b><span style="font-weight: 400;">, guidata oggi da Cristina, Arturo e Paolo Ziliani, incarna perfettamente lo spirito del congresso fin dall&#8217;esordio nel 2005. Nata dall&#8217;intuizione rivoluzionaria di Guido Berlucchi e Franco Ziliani nel 1961, la cantina rinnova il legame con l&#8217;alta cucina inaugurando lo spazio </span><b>&#8220;Identità di Territorio&#8221;</b><span style="font-weight: 400;">. Lunedì 8 giugno in Sala Emerald 1, questo concept vedrà salire sul palco sei importanti chef italiani per raccontare il proprio legame con la terra attraverso un piatto. Tra i protagonisti si alterneranno Virginia Cattaneo e Riccardo Forapani del Ristorante Cavallino, Mattia Pecis di Cracco Portofino, Paolo Griffa, Moreno Cedroni, Caterina Ceraudo e Andrea Aprea con la sommelier Jessica Rocchi. Berlucchi accompagnerà le lezioni con la Riserva Palazzo Lana Extrême e con il debutto dell&#8217;Erbamat 100%, un antico vitigno autoctono studiato per rispondere al cambiamento climatico. Allo stand istituzionale, inoltre, le migliori referenze della cantina sposeranno ogni giorno i piatti firmati dai talenti europei dell&#8217;associazione JRE, rappresentata da Luca Marchini, Dario Guidi e Deborah Corsi.</span></p>
<p data-path-to-node="12">I tre brand premium <b data-path-to-node="12" data-index-in-node="167">S.Pellegrino</b>, <b data-path-to-node="12" data-index-in-node="181">Acqua Panna</b> e <b data-path-to-node="12" data-index-in-node="195">Bibite Sanpellegrino</b> rinnovano la propria presenza al Congresso con la campagna “Dinner Dialogues”: un progetto di comunicazione che vede protagoniste le iconiche bottiglie S.Pellegrino dotate di etichette speciali, pensate appositamente per accendere conversazioni autentiche a tavola. Il ricco palinsesto dello spazio ospita una serie di guest experience a quattro mani in cui grandi chef e maestri pizzaioli propongono creazioni esclusive abbinate alle Bibite Sanpellegrino. Aprono le danze Pier Antonio Rocchetti (LoRo, una stella Michelin) con Cristiano Taurisano (Luppolo e Farina); seguono Pierluigi Gallo (Achilli al Parlamento, una stella Michelin) con Roberta Esposito (La Contrada), e Ciro Sicignano (Lorelei, una stella Michelin) con David Boncompagni (Slice). Lunedì 8 giugno il programma prosegue con Davide Di Fabio (Dalla Gioconda, una stella Michelin) accanto a Massimo Giovannini (Apogeo); nel pomeriggio spazio a Davide Marzullo e Andrea Noto (Trattoria Contemporanea, una stella Michelin) con Francesco Capece (Confine), seguiti da Pino Cuttaia (La Madia, due stelle Michelin) insieme a Maurizio e Andrea Saulle (I Saulle). Chiudono il palinsesto Ivan Maniago (Impronta d’Acqua, una stella Michelin) con Gennaro Battiloro (Pizzeria Battil’oro), ed Eugenio Boer (Ristorante [bu:r]) con Corrado Scaglione (Osteria Lipen).</p>
<p data-path-to-node="14">La presenza del gruppo si estende inoltre al programma ufficiale del Congresso con l&#8217;appuntamento <b data-path-to-node="14" data-index-in-node="98">Identità di Lievitati </b>(martedì 9 giugno in Sala Emerald 2, in collaborazione con Acqua Panna &#8211; S.Pellegrino), una sezione focalizzata su uno dei comparti più dinamici dell&#8217;arte bianca contemporanea che vedrà gli interventi di Ciccio Vitiello, Massimiliano Prete, Manuel Maiorano e Roberto Davanzo.</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Poco distante, il </span><b>Consorzio del Parmigiano Reggiano</b><span style="font-weight: 400;"> torna a Milano per consolidare il rapporto con il fine dining ed esplorare nuovi linguaggi globali. Nella piazza principale dell&#8217;esposizione lo stand mostra l&#8217;infinita versatilità della Dop, che domenica 7 giugno diventa protagonista di Identità di Formaggio con un quartetto d&#8217;eccezione composto da Stefano Secchi, Isa Mazzocchi, Luca Pezzetta e Fabrizio Fiorani. La grande novità del 2026 è l&#8217;introduzione delle masterclass guidate dagli esperti dell&#8217;Associazione Assaggiatori Reggiani, intitolate “Dire è buono&#8217; non basta!”, pensate per svelare ai professionisti i segreti della degustazione perfetta.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">A completare la prima linea dei grandi mulini, </span><b>Molino Dallagiovanna</b><span style="font-weight: 400;"> porta a Identità Milano la sua secolare tradizione artigianale iniziata nel 1832. Unico in Italia a effettuare ancora il lavaggio del grano con acqua, il molino piacentino traduce la libertà di pensare nella creazione di strumenti che stimolino la creatività. In fiera viene presentata </span><b>Blackery</b><span style="font-weight: 400;">, una miscela di cacao pregiati sviluppata in sinergia con il gruppo svizzero Barry Callebaut, leader globale nella filiera sostenibile del cacao. Da questa collaborazione nasce anche <strong>Mordiqua Black</strong>, una base croccante per pizza e focaccia dal colore nero intenso e dalle note aromatiche di cacao, pensata per applicazioni trasversali sia dolci che salate.</span></p>
<h3><span style="font-weight: 400;">Sfarinati d&#8217;avanguardia e la grande scuola della pasta secca</span></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">La farina si fa portatrice di un messaggio ambizioso anche nello spazio di </span><b>Molino Casillo</b><span style="font-weight: 400;">. L&#8217;azienda pugliese mette al centro dello stand l&#8217;evoluzione della materia prima con Altograno, uno sfarinato altamente nutriente ottenuto tramite il metodo brevettato di Lavorazione Circolare, che recupera il germe e l&#8217;aleurone aumentando le proteine e le fibre a discapito dei carboidrati. Il legame tra Casillo e l&#8217;arte bianca contemporanea si esprime anche fuori dai padiglioni espositivi, celebrando il ciclo di serate &#8220;Visioni d&#8217;Autore&#8221; inaugurato all&#8217;Hub di via Romagnosi con la pizzeria milanese Confine di Francesco Capece e Mario Ventura, un progetto che tratta l&#8217;universo degli impasti con la stessa profondità intellettuale di un ristorante gastronomico.</span></p>
<p>Il legame con l&#8217;universo della pizza e dell&#8217;arte bianca si completa con <strong>Sorì</strong>, realtà casearia ultracentenaria del Parco Regionale di Roccamonfina. Presso lo stand, dieci professionisti si alternano in showcooking e degustazioni per esaltare prodotti simbolo come la Mozzarella di Bufala Campana Dop &#8220;Bella&#8221;, la burrata fatta a mano e il fior di latte in julienne. La vera novità dell&#8217;edizione è il debutto del format <strong>&#8220;Identità di Bufala&#8221;</strong> nella giornata di martedì 9 giugno: quattro masterclass d’eccezione affidate a Gennaro Esposito, Franco Pepe, Ciro Salvo e Stefano Guizzetti, pensate per approfondire la versatilità contemporanea di questa straordinaria materia prima.</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sul fronte della pasta secca, </span><b>Pastificio Felicetti </b><span style="font-weight: 400;">porta a Milano la purezza delle Dolomiti e la sua linea biologica </span><b>Monograno</b><span style="font-weight: 400;">. Unico pastificio europeo situato sopra i mille metri di altitudine, Felicetti ospita nella sua cucina a vista le performance live di Jacopo Ticchi, Luca Fantin e del duo vegetale composto da Sara Nicolosi e Cinzia De Lauri. Nel pomeriggio lo stand si trasforma nel </span><b>Mountain Bar,</b><span style="font-weight: 400;"> un ambiente dove la mixology d&#8217;alta quota viene affidata alle mani dello chef stellato Alessandro Gilmozzi con il suo Gilbach Gin e al talento di Samuele Antoniolli, mentre parallelamente si sviluppano le masterclass verticali di </span><b>Identità di Pasta </b><span style="font-weight: 400;">in Sala Emerald 1.</span></p>
<h3><span style="font-weight: 400;">Contaminazioni storiche e il ritorno ai sapori della tradizione</span></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Allo stand H5, </span><b>Acetaia Giusti</b><span style="font-weight: 400;"> sviluppa il progetto &#8220;Giro d’Italia del Balsamico&#8221;, dimostrando come l&#8217;antico aceto modenese possa dialogare con le diverse identità gastronomiche regionali. Gli showcooking vedono alternarsi Daniele Rota delle Antiche Sere di Torino, Nabil Hassen di Baccano a Roma e Matteo Gabrielli del ristorante Acanto di Milano, mentre i pomeriggi sono dedicati alla mixology contemporanea. Restando in Emilia, il </span><b>Consorzio Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia Dop</b><span style="font-weight: 400;"> offre l&#8217;assaggio dell&#8217;oro nero nei suoi tre storici livelli di invecchiamento, dall&#8217;Aragosta all&#8217;Oro Extravecchio, con le interpretazioni culinarie dello chef Matteo Sormani e del maestro gelatiere Stefano Guizzetti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il viaggio nei territori storici prosegue con l&#8217;</span><b>Antica Corte Pallavicina </b><span style="font-weight: 400;">dei fratelli Spigaroli, che porta a Milano i salumi della tradizione della Bassa Parmense eredi di quei saperi che oltre un secolo fa deliziarono Giuseppe Verdi. Poco lontano, il </span><b>Caseificio Gennari</b><span style="font-weight: 400;"> racconta i suoi settant&#8217;anni di storia familiare attraverso degustazioni verticali che mettono a confronto il Parmigiano Reggiano prodotto da diverse razze bovine, come la Frisona, la Bruna e la Rossa, mantenendo una sorprendente morbidezza anche nelle lunghissime stagionature fino a 120 mesi. I profumi della norcineria d&#8217;eccellenza trovano spazio anche con il </span><b>Consorzio Prosciutto di Carpegna Dop</b><span style="font-weight: 400;">, una gemma marchigiana dall&#8217;aroma dolce e vellutato che si presenta in purezza o in abbinamenti insoliti con la mixology, mentre la </span><b>Fratelli Galloni </b><span style="font-weight: 400;">rivendica la propria totale indipendenza produttiva difendendo il valore del Prosciutto di Parma artigianale e senza scorciatoie come un vero e proprio atto di libertà e memoria.</span></p>
<h3><span style="font-weight: 400;">Nuovi trend di consumo, tracciabilità e artigianato per la tavola</span></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">L&#8217;area espositiva fotografa anche il cambiamento dei costumi, come dimostra </span><b>Lea Winery </b><span style="font-weight: 400;">con la linea Franc Lizêr. Questo progetto della famiglia Spadotto interpreta il movimento globale del low e no-alcohol attraverso una gamma di bevande libere e leggere, di cui Eleonora Spadotto discute sul palco del congresso. Le nuove abitudini dell&#8217;hôtellerie e dei rooftop urbani ispirano anche il brand</span><b> Di Marco Pinsa Romana</b><span style="font-weight: 400;">, che partecipa con lo spazio Terrazza Corrado per mostrare la metamorfosi della pinsa da cibo quotidiano a esperienza gastronomica d&#8217;alto livello. Al contempo, </span><b>Cillario</b><span style="font-weight: 400;"> e </span><b>Marazzi Spirits Company </b><span style="font-weight: 400;">mette in mostra l&#8217;alchimia dei suoi gin sartoriali creati in esclusiva per le più grandi icone dell&#8217;ospitalità di lusso italiana.</span></p>
<h3><span style="font-weight: 400;">Racconti di filiera e l&#8217;avanguardia degli ingredienti</span></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">L&#8217;hub associativo degli </span><b>Ambasciatori del Gusto </b><span style="font-weight: 400;">si trasforma in un centro di discussione sulla cucina contemporanea attraverso le voci di professionisti come Antonino Attardi, Andrea Galati, Domenico Boccuzzi e Aya Yamamoto, offrendo ai visitatori assaggi etichettati ad hoc e fermentati naturali analcolici. Un debutto assoluto è anche quello di </span><b>Fedro</b><span style="font-weight: 400;">, che porta in fiera tre giornate dedicate a storie di filiera corta insieme al Caseificio Aurora, Re Norcino, Luigi Esposito e ai masi vegetali di Nesler ed Erbe Regina, il tutto supportato dall&#8217;applicazione Casa Fedro per la tracciabilità totale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il pane e l&#8217;olio trovano la loro massima espressione grazie a due realtà storiche. </span><b>C&amp;T Foodservice</b><span style="font-weight: 400;"> introduce il </span><b>Pan de </b><strong>Crista</strong><span style="font-weight: 400;"><strong>l</strong>, l&#8217;originale pane croccante che sta conquistando il settore della ristorazione veloce di qualità, mentre il </span><b>Frantoio di Sant’Agata d’Oneglia</b><span style="font-weight: 400;"> celebra i suoi due secoli di attività sostenendo l&#8217;area Bar Experience e raccontando la versatilità dell&#8217;oliva Taggiasca ligure nei territori della miscelazione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Infine, la rassegna espositiva si completa con icone e ingredienti preziosi: </span><b>Bialetti</b><span style="font-weight: 400;"> porta all&#8217;Allianz MiCo la sua storica Moka Express come simbolo del rito sociale del caffè in continua evoluzione, </span><b>Koppert Cress </b><span style="font-weight: 400;">espone la sua gamma di micro-ortaggi d&#8217;avanguardia per l&#8217;alta cucina e </span><b>Cru Caviar</b><span style="font-weight: 400;"> testimonia come la costante spinta alla ricerca e l&#8217;innovazione della propria squadra possano generare nuove e audaci contaminazioni culinarie nel mercato del lusso ecosostenibile, tra </span><span style="font-weight: 400;">uova di salmone, storione e altre specialità.</span></p>
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		<title>Identità Milano 2026: la “libertà di pensare” incontra la nuova generazione</title>
		<link>https://www.foodandwineitalia.com/identita-milano-2026-la-liberta-di-pensare-incontra-la-nuova-generazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2026 10:00:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Congresso Identità Golose 2026]]></category>
		<category><![CDATA[identità golose]]></category>
		<category><![CDATA[Identità Milano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il capoluogo lombardo si prepara ad accogliere la 21esima edizione di Identità Milano, il congresso internazionale che, dal 7 al 9 giugno, trasformerà l&#8217;Allianz MiCo in un vero e proprio osservatorio sul futuro della gastronomia globale. Sotto il tema guida &#8220;Identità future: La Libertà di Pensare&#8221;, l&#8217;evento di Paolo Marchi e Claudio Ceroni non si [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p id="p-rc_bb476afc0a0a5756-27" data-path-to-node="5"><span data-path-to-node="5,0"><strong>Il capoluogo lombardo</strong> si prepara ad accogliere la 21esima edizione di <b data-path-to-node="5,0" data-index-in-node="51">Identità Milano</b>, il congresso internazionale che, <strong>dal 7 al 9 giugno</strong>, trasformerà l&#8217;Allianz MiCo in un vero e proprio osservatorio sul futuro della gastronomia globale. </span><span data-path-to-node="5,2"><span class="citation-39">Sotto il tema guida </span><strong><span class="citation-39">&#8220;Identità future: La Libertà di Pensare&#8221;</span></strong><span class="citation-39">, l&#8217;evento di Paolo Marchi e Claudio Ceroni non si limita a fotografare il presente, ma sceglie di spalancare le porte alle nuove leve del settore.</span></span></p>
<h2 data-path-to-node="6">Identità Young: il futuro è in aula</h2>
<p id="p-rc_bb476afc0a0a5756-28" data-path-to-node="7"><span data-path-to-node="7,1"><span class="citation-38">Il cuore pulsante di questa edizione è il progetto </span><b data-path-to-node="7,1" data-index-in-node="51"><span class="citation-38">Identità Young</span></b><span class="citation-38">, una scommessa sull&#8217;<strong>inclusività</strong> che mira a colmare la distanza tra i grandi maestri e i talenti <strong>under 35</strong>. Grazie a tariffe agevolate e percorsi dedicati, l&#8217;evento si propone come un ponte generazionale</span></span><span data-path-to-node="7,3">.</span></p>
<p id="p-rc_bb476afc0a0a5756-29" data-path-to-node="8"><span data-path-to-node="8,0">Interessante in questo senso è il panel <b data-path-to-node="8,0" data-index-in-node="41">&#8220;Fuori Menu: la cucina oltre la scuola&#8221;</b>, in programma <strong>martedì 9 giugno</strong> presso lo <strong>Spazio Arena</strong>. </span><span data-path-to-node="8,2"><span class="citation-37">Si tratta di una giornata intensiva – un vero &#8220;hub&#8221; di competenze – dove si alterneranno riflessioni su multidisciplinari</span></span><span data-path-to-node="8,4">. Si spazia, appunto,<span class="citation-164"> dalla <strong>neuroscienza</strong> applicata alla ristorazione, spiegata da Vincenzo Russo, al tema della <strong>longevità</strong> trattato da esperti come Anna Zhang, Davide Guidara e Matteo Berti di Alma, chiudendo poi con il <strong>passaggio generazionale nelle imprese agroalimentari</strong>, discusso da Claudio Stefani di Acetaia Giusti e Cristina Cavalchini Guidobono</span>.</span></p>
<h3 data-path-to-node="2">Il piatto simbolo: un inno alla condivisione e all&#8217;altro</h3>
<figure id="attachment_214860" aria-describedby="caption-attachment-214860" style="width: 763px" class="wp-caption alignnone"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-214860" src="https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2026/05/Piatto-simbolo-Identita-Golose-2026.png" alt="" width="763" height="627" /><figcaption id="caption-attachment-214860" class="wp-caption-text">Relazioni – Gioco al cioccolato di Massimiliano Alajmo è il piatto simbolo di questa edizione</figcaption></figure>
<p data-path-to-node="3">A tradurre in alta pasticceria il messaggio profondo di questa edizione sarà <b data-path-to-node="3" data-index-in-node="77">&#8220;Relazioni – Gioco al cioccolato&#8221;</b> di <b data-path-to-node="3" data-index-in-node="114">Massimiliano Alajmo</b>, chef del ristorante <strong>Le Calandre</strong> di Rubano, in provincia di Padova. Scelto come piatto simbolo di Identità Milano 2026, questo dessert rappresenta l&#8217;ultimo capitolo di una ricerca sensoriale e antropologica che Alajmo porta avanti da 24 anni. Si tratta di un puzzle di 14 assaggi che si sviluppa come un vero e proprio percorso relazionale: inizia con la &#8220;Sberla&#8221;, un ceffone gustativo che risveglia il palato, prosegue con &#8220;Intro.verso&#8221;, un medaglione che simboleggia l&#8217;ultimo sguardo su se stessi, per poi aprirsi alla condivisione pura. Per gustare i successivi 12 assaggi, infatti, i commensali useranno posate legate tra loro da fili di lana. Un garbuglio creativo che impedisce le iniziative isolate e costringe alla reciprocità, offrendo un potente messaggio di apertura e dialogo in un mondo che tende sempre più al conflitto e alla chiusura.</p>
<h3 data-path-to-node="9">Il nostro impegno: Food&amp;Wine Italia e Travel + Leisure Italia in cattedra</h3>
<p data-path-to-node="10">Come testate – media partner –, anche quest&#8217;anno siamo orgogliosi di essere protagonisti attivi di questo dibattito. Il nostro apporto si concretizzerà <strong>lunedì 8 giugno</strong> presso lo <strong>Spazio Arena</strong>, dove modereremo due tavole rotonde fondamentali per comprendere l&#8217;evoluzione dell&#8217;<strong>ospitalità contemporanea</strong>: <span data-path-to-node="4,6"><span class="citation-170">Alle ore 16 si terrà l&#8217;incontro <strong>&#8220;La ristorazione come volano del business alberghiero&#8221;</strong>, un confronto strategico sulla capacità del fine dining di guidare e ispirare il modello di accoglienza</span></span><span data-path-to-node="4,8">. </span><span data-path-to-node="4,10"><span class="citation-169">Al tavolo siederanno figure di spicco come <strong>Davide Bertilaccio</strong>, ceo di Villa d&#8217;Este, lo chef <strong>Gennaro Esposito</strong> de La Torre del Saracino, <strong>Marco Amato</strong>, f&amp;b Manager dell&#8217;Hotel Hassler di Roma, e <strong>Riccardo Vannetti</strong>, cmo del Gruppo Egnazia Ospitalità Italiana</span></span><span data-path-to-node="4,12">. </span><span data-path-to-node="4,14"><span class="citation-168">A seguire, alle ore 16:45, il focus si sposterà sul <strong>&#8220;Wine Tourism&#8221;</strong>, con un&#8217;analisi sulle nuove traiettorie del turismo enologico che vedrà dialogare <strong>Alessandra Boscaini</strong>, commercial director di Masi vini,<strong> Roberta Ceretto</strong>, presidente e communication director di Ceretto Aziende Vitivinicole, <strong>Federica Fina</strong>, marketing &amp; communication manager di Cantine Fina e presidente del Movimento Turismo del Vino Sicilia, e <strong>Roberto Protezione</strong>, gm di Castelfalfi</span></span><span data-path-to-node="4,16">.</span></p>
<h3 data-path-to-node="12">Le novità e le presenze più attese di questa edizione</h3>
<p id="p-rc_9187e0a1786a45f6-77" data-path-to-node="5"><span data-path-to-node="5,0">Il programma dell&#8217;edizione 2026 si rivela eccezionalmente ricco, offrendo prospettive che spaziano dall&#8217;etica alla scienza. <span class="citation-261"><strong>Domenica 7 giugno</strong>, alle ore 16.15, il Main Stage ospiterà la presentazione della quinta edizione di </span><strong><span class="citation-261">Bollicine del Mondo</span></strong><span class="citation-261">, il prestigioso progetto firmato Identità Golose dedicato alla migliore produzione spumantistica internazionale</span>. </span><span data-path-to-node="5,6"><span class="citation-166">Molto atteso è anche il dibattito sulle tendenze del mercato <strong>&#8220;Low-alcohol e NO Alcohol&#8221;</strong>, che vedrà confrontarsi esperti del settore come Eleonora Spadotto di Lea Winery, Federico Veronesi di Signorvino, Marzia Varvaglione del Comité Européen des Entreprises Vins e Stefano Ricagno del Consorzio Asti</span></span><span data-path-to-node="5,8">.</span></p>
<p data-path-to-node="5">Tra le presenze straniere più attese spiccano lunedì 8 giugno il maestro <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="213">Alain Ducasse</b> (brand president Teritoria) affiancato da <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="269">Karim Soleilhavoup</b>, e il talento francese <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="311">Alexandre Gauthier</b> (La Grenouillière). Sempre lunedì, il pubblico potrà assistere alla lezione di <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="409">Antonio Bachour</b> (World Best Pastry Chef), oltre al confronto tra <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="474">Franco Pepe</b> e lo spagnolo <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="500">Josean Alija</b> (Nerua Guggenheim). Martedì 9 giugno, il Main Stage accoglierà il talento malese <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="594">Darren Teoh</b> (Dewakan), il peruviano <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="630">Mitsuharu Tsumura</b> (Maido), lo psicologo sperimentale di Oxford <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="693">Charles Spence</b> e <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="710">Santiago Lastra</b> (KOL, Londra), portatori di visioni globali che spaziano dalla scienza cognitiva alla cucina d&#8217;avanguardia.</p>
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		<title>TheFork Awards 2025: chi sono i nuovi protagonisti scelti da top chef e utenti online</title>
		<link>https://www.foodandwineitalia.com/thefork-awards-2025-chi-sono-i-nuovi-protagonisti-scelti-da-top-chef-e-utenti-online/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Oct 2025 23:48:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chef]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Adelaide! Bottega Bar]]></category>
		<category><![CDATA[identità golose]]></category>
		<category><![CDATA[TheFork Awards]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È un piccolo locale torinese ad aver conquistato il cuore e il voto dei food lover. Adelaide! Bottega Bar è infatti il ristorante dell’anno secondo i TheFork Awards 2025, l’evento organizzato da TheFork in collaborazione con Identità Golose, giunto alla settima edizione. Torino diventa così protagonista della nuova ristorazione italiana grazie allo chef Giuseppe Tarantino [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>È un piccolo locale torinese ad aver conquistato il cuore e il voto dei food lover. <strong><span class="text-token-text-primary font-semibold">Adelaide! Bottega Bar</span> </strong>è infatti il ristorante dell’anno secondo i <strong><span class="text-token-text-primary font-semibold">TheFork Awards 2025</span></strong>, l’evento organizzato da <strong><span class="text-token-text-primary font-semibold">TheFork</span> </strong>in collaborazione con <strong><span class="text-token-text-primary font-semibold">Identità Golose</span></strong>, giunto <strong>alla settima edizione</strong>. <strong>Torino</strong> diventa così protagonista della nuova ristorazione italiana grazie allo chef <strong>Giuseppe Tarantino</strong> – nominato dallo chef Ugo Alciati – che ha conquistato il <strong data-start="881" data-end="906">People’s Choice Award</strong> nazionale e quello per il <strong>Nord Italia</strong> grazie alle <strong>preferenze online degli utenti</strong>, fulcro della manifestazione che ogni anno individua le aperture più interessanti del panorama gastronomico, <strong data-start="672" data-end="725">selezionate in precedenza da grandi chef italiani</strong>.</p>
<p>A completare la mappa dei vincitori <strong><span class="text-token-text-primary font-semibold">Cecchini in Città</span></strong> a <strong>Firenze</strong> – nominato dallo chef Riccardo Monco – per il <strong>Centro Italia</strong> e <strong><span class="text-token-text-primary font-semibold">Mezzena</span></strong> a <strong>Palermo</strong> – nominato dallo chef Tony Lo Coco – per il <strong>Sud</strong> e le <strong>Isole</strong>: tre realtà molto diverse, accomunate dalla capacità di fondere identità locale e linguaggio contemporaneo.</p>
<h2>Premi speciali e nuove voci della ristorazione</h2>
<p data-start="1459" data-end="2888"><strong>Novità</strong> di quest’anno è il debutto del <strong data-start="1497" data-end="1538"><span class="text-token-text-primary font-semibold">Mastercard Impact Award</span></strong>, assegnato a ristoranti capaci di generare un impatto positivo su comunità locali, turismo autentico e formazione di giovani talenti. A riceverlo è stata <strong><span class="text-token-text-primary font-semibold">Tribarakkio</span></strong> di <strong>Catanzaro</strong>, guidata dalla chef Mariarita Bruno, per un progetto radicato nel territorio e aperto all’innovazione sociale.</p>
<p data-start="1459" data-end="2888">Accanto ai premi principali, anche diversi riconoscimenti speciali da partner e giurie: il <strong data-start="1946" data-end="1962">Premio Sfida</strong> a <strong><span class="text-token-text-primary font-semibold">Sandì</span></strong> a <strong>Milano</strong> – nominato da Davide Marzullo, Davide Oldani, Chiara Pavan e Francesco Brutto –, il <strong data-start="2096" data-end="2118">Premio Innovazione</strong> ad <strong><span class="text-token-text-primary font-semibold">Ambar</span></strong> a <strong>Firenze</strong> – nominato da Claudio Mengoni – e il <strong data-start="2207" data-end="2225">Premio Ricerca</strong> a <span class="text-token-text-primary font-semibold"><strong>La Gamella</strong> di<strong> Collegio alla Querce, <b>Auberge Collection</b></strong></span>, sempre nel <strong>capoluogo fiorentino</strong> – nominato da Vito Mollica. Il <strong data-start="2317" data-end="2343">Creators’ Choice Award</strong>, assegnato dalla community di <span class="text-token-text-primary font-semibold">RealBites</span>, è andato a <strong><span class="text-token-text-primary font-semibold">Ippolito</span></strong> a <strong>Fiumicino</strong> – nominato da Anthony Genovese, Pier Daniele Seu, Domenico Stile e Daniele Usai –, mentre la giuria dei media gastronomici italiani, tra cui il nostro direttore Federico De Cesare Viola, ha premiato <strong><span class="text-token-text-primary font-semibold">Abba</span></strong> a <strong>Milano</strong> con il <strong data-start="2733" data-end="2755">Media Choice Award</strong> – nominato da Andrea Aprea, Remo e Mario Capitaneo, Davide De Prà, Matteo Metullio, Paolo Griffa, Antonio Guida e Michele Lazzarini.</p>
<p data-start="2890" data-end="3518">Quest’anno i TheFork Awards hanno coinvolto 80 chef e 56 ristoranti segnalati in tutta Italia, raccontando una ristorazione in fermento, dove progetti indipendenti e visioni personali stanno ridisegnando la scena gastronomica. L’iniziativa è patrocinata dal Ministero del Turismo, dalla Regione Lombardia e dal Comune di Milano, con il supporto di associazioni come Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto, APCI, Le Soste e JRE – Jeunes Restaurateurs.</p>
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		<title>Nascono il Bitter e il Vermut di Bonaventura Maschio: tradizione veneta e spirito d’aperitivo</title>
		<link>https://www.foodandwineitalia.com/bonaventura-maschio-bitter-vermut-novita-aperitivo-italiano-2025/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 May 2025 15:14:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cocktails e Distillati]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Maschio]]></category>
		<category><![CDATA[Aperitivo Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[assenzio]]></category>
		<category><![CDATA[Bitter Maschio]]></category>
		<category><![CDATA[Bonaventura Maschio]]></category>
		<category><![CDATA[distilleria]]></category>
		<category><![CDATA[genziana]]></category>
		<category><![CDATA[Glera]]></category>
		<category><![CDATA[identità golose]]></category>
		<category><![CDATA[premi gastronomici]]></category>
		<category><![CDATA[tradizione veneziana]]></category>
		<category><![CDATA[Vermut Bonaventura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un bitter e un vermut: questi i nuovi prodotti presentati da Bonaventura Maschio. Si tratta di Bitter Maschio e Vermut Bonaventura, due etichette pensate per interpretare il rito dell’aperitivo attraverso il recupero di materie prime, botaniche ed elementi storici legati al territorio e alla cultura del bere miscelato. Un progetto tra memoria e territorio: le caratteristiche [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="890" data-end="1276">Un bitter e un vermut: questi i nuovi prodotti presentati da <strong>Bonaventura Maschio</strong>. Si tratta di <strong data-start="1043" data-end="1061">Bitter Maschio</strong> e <strong data-start="1064" data-end="1086">Vermut Bonaventura</strong>, due etichette pensate per interpretare il rito dell’aperitivo attraverso il <strong>recupero</strong> di materie prime, botaniche ed elementi storici legati al territorio e alla cultura del bere miscelato.</p>
<h2 data-start="3149" data-end="3188">Un progetto tra memoria e territorio: le caratteristiche di vermut e bitter</h2>
<p data-start="3190" data-end="3636">«Ripercorrere le radici della nostra distilleria e raccontarne le sfumature storiche attraverso questi due prodotti è per noi un dovere e un grande onore», ha commentato <strong data-start="3357" data-end="3375">Andrea Maschio</strong>, amministratore delegato della storica distilleria di <strong>Gaiarine</strong>, in provincia di Treviso, Bonaventura Maschio. «Da cinque generazioni viviamo la natura familiare e artigianale della nostra azienda. Solo così possiamo dar vita a prodotti che raccontano la storia della distilleria, mantenendo uno sguardo evolutivo».</p>
<p data-start="3638" data-end="3891">Le due referenze andranno a integrare la gamma già presente sul mercato, confermando l’orientamento di Bonaventura Maschio verso una produzione che valorizza i prodotti identitari del territorio veneto e le tradizioni legate alla cultura dell’aperitivo. Scopriamo insieme i segreti dei due prodotti.</p>
<h3 data-start="1737" data-end="1784">Vermut Bonaventura: tributo alla Serenissima</h3>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-204145" src="https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2025/05/bonaventura-maschio-vermut-.png" alt="bonaventura-maschio-vermut-" width="763" height="627" /></p>
<p data-start="1786" data-end="2161">Il nuovo <strong>Vermut Bonaventura</strong> che prende ispirazione dalle antiche botteghe di Venezia, quando sin dal tardo Medioevo vini pregiati e spezie rare venivano miscelati per creare bevande aromatiche destinate ai mercati europei. Per questa referenza è stato scelto il vitigno <strong data-start="2058" data-end="2067">Glera</strong>, varietà caratteristica della zona, appassita per ottenere note fruttate e alcoliche.</p>
<p>La <strong>base</strong> è arricchita da una selezione di erbe e spezie: assenzio, macis, coriandolo, maggiorana, camomilla, arancio dolce e sambuco, con un finale marcatamente amaricante grazie alla presenza di salvia sclarea e china calisaya. Il risultato è un vermut che si colloca nel solco della tradizione veneziana, reinterpretato con uno sguardo attuale.</span></p>
<h3 data-start="2510" data-end="2560">Bitter Maschio: un richiamo agli anni Cinquanta</h3>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-204146" src="https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2025/05/bonaventura-maschio-bitter.png" alt="bonaventura-maschio-bitter" width="763" height="627" /></p>
<p data-start="2562" data-end="2858">La seconda novità è il <strong data-start="2585" data-end="2603">Bitter Maschio</strong>, una ricetta che riprende suggestioni estetiche e gustative degli anni Cinquanta. Il prodotto si distingue per il <strong data-start="2718" data-end="2744">colore rosso brillante</strong>, profumi freschi e una decisa vena amaricante data dalla genziana, bilanciata da un tocco finale di vaniglia in baccello.</p>
<p data-start="2860" data-end="3147">Nato con l’intento di riscoprire le radici della distilleria veneta, questo bitter si inserisce nella tradizione dei classici aperitivi italiani, senza trascurare una cura estetica e sensoriale che richiama le grafiche e le atmosfere del dopoguerra, epoca di sperimentazione e ottimismo.</p>
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		<title>Identità di Formaggio, sfumature di Parmigiano Reggiano</title>
		<link>https://www.foodandwineitalia.com/identita-di-formaggio-sfumature-di-parmigiano-reggiano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luciana Squadrilli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Feb 2025 09:09:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[identità golose]]></category>
		<category><![CDATA[Identità Milano 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Parmigiano Reggiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se il tempo è uno degli ingredienti fondamentali per i caci stagionati, e in particolare per il Parmigiano Reggiano Dop, proviamo a contare in mesi anche quanto ha “maturato” il sodalizio tra il congresso milanese e il consorzio del re dei formaggi italiani: ben 60 mesi, cinque anni in cui insieme hanno portato sul palco [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Se il tempo è uno degli ingredienti fondamentali per i caci stagionati, e in particolare per il <strong>Parmigiano Reggiano Dop</strong>, proviamo a contare in mesi anche quanto ha “maturato” il sodalizio tra il congresso milanese e il consorzio del re dei formaggi italiani: ben 60 mesi, cinque anni in cui insieme hanno portato sul palco della sala dedicata gli chef maggiormente capaci di esaltare al meglio questo grande prodotto amatissimo in tutto il mondo, e la sua grande <strong>versatilità data dalla moltitudine di combinazioni tra razze vaccine, territori specifici, altimetrie e stagionature.</strong> È questa la vera forza del Parmigiano Reggiano, come ha ricordato a cavallo degli interventi del pomeriggio il Maestro Assaggiatore <strong>Simone Ficarelli</strong> raccontando anche del progetto formativo dell’Accademia, pensata per aiutare gli addetti ai lavori e i professionisti a capire cosa c’è dietro a ogni forma.</p>
<p>Un’eccellenza che, però, non è ancora presente quanto dovrebbe e potrebbe sulle tavole dei ristoranti italiani: nel 2024, racconta <strong>il presidente del Consorzio Parmigiano Reggiano Nicola Bertinelli</strong> aprendo la giornata, su 84.500 tonnellate di Parmigiano Reggiano commercializzate nel nostro Paese solo il 7% è passato attraverso il canale dell&#8217;Horeca. Il suo suggerimento per esaltarlo al meglio, al di là della creatività e della tecnica applicata alle diverse stagionature? <strong>Servirne una scaglia “tal quale” accanto ai piatti</strong>, per far capire e raccontare da dove nasce il gusto così unico che sa donare alle ricette.</p>
<h5>Stagionature e ricette</h5>
<p>Come quelle che si sono susseguite durante la giornata di <strong>Identità di Formaggio,</strong> anticipate in qualche caso anche da una bella cena all’Hub di Identità Golose Milano: dagli <em>Gnocchi di patate con ripieno fatto con il loro formaggio di latte vaccino, ricotta, erba cipollina e un po&#8217; di Parmigiano</em> (quest’ultimo sotto forma di spuma di Parmigiano Reggiano accompagnata dalla saba) di <strong>Riccardo Gaspari</strong>, chef “casaro” del <strong>SanBrite</strong> di Cortina d&#8217;Ampezzo, al “biscotto” a metà tra il dolce e il salato di <strong>Paolo Griffa </strong>del <strong>Caffè Nazionale </strong>di Aosta, accompagnato da una crema a base di Parmigiano Reggiano 30 mesi zafferano e pere marinate, accompagnato dal profumo della tintura madre con erbe di montagna (nella foto di apertura). O alla <em>Pasta, burro affumicato, Parmigiano, cedro e polline </em>proposta da <strong>Andrea Antonini,</strong> chef del ristorante <strong>Imàgo dell&#8217;Hotel Hassler</strong> col pallino del formaggio – andando a trovarlo non fatevi scappare il carrello che arriva a fine cena, con tante proposte inusuali – che per i suoi ditalini cotti nel brodo di pollo sceglie la potenza di un <strong>Parmigiano Reggiano con 120 mesi di stagionatura</strong>, ovvero 10 anni.</p>
<p>E ancora: il godurioso <strong>soufflé di Parmigiano Reggiano</strong> – creato nel suo nuovo <strong>Abba</strong> a Milano su esplicita richiesta di Paolo Marchi – di <strong>Fabio Abbattista,</strong> che cambia le coordinate della “classica” preparazione francese come quella che si serviva da Le Gavroche di Londra, dove ha lavorato con Michel Roux, per esaltare il sapore del formaggio. Tre soli ingredienti:<strong> una fonduta di panna e Parmigiano Reggiano 36 mesi</strong>, che fa tanto da base quanto da “farcitura” fondente, e albumi montati che, grazie a tecnica, ingegno e meticolosa manualità (quella che serve, ad esempio, per il doppio rivestimento degli stampini con olio, burro e Parmigiano al fine di ottenere sviluppo e consistenza), danno vita a <strong>una visione contemporanea e leggera del soufflé.</strong> E a completare il bouquet aromatico e gustativo accompagnando le note del formaggio usa una semola di mais ottofile affumicato con burro nocciola, un pepe del Madagascar dalle note balsamiche e la profumata cannella cassia dello Sri Lanka.</p>
<p>È invece un omaggio al territorio – o come dice lui, all’”habitat” – del Parmigiano Reggiano quello proposto da <strong>Massimiliano Mascia</strong> del <strong>San Domenico</strong> di Imola: ancora degli gnocchi – ma serviti in forma decisamente contemporanea – cotti in un brodo di croste di Parmigiano Reggiano 24 mesi e prosciutto crudo, mantecati nella crema di Parmigiano e accompagnati da una julienne di prosciutto crudo abbrustolito in padella, chips di formaggio e gocce di aceto balsamico. Non per nulla, lo chef ha ricevuto anche il <strong>premio del congresso per la Valorizzazione del Formaggio,</strong> assegnato in collaborazione con il consorzio, con la seguente motivazione: “In questo tempio della grande cucina italiana, il formaggio non è solo semplice fine pasto per quanti ne fanno richiesta; la sua centralità è ribadita soprattutto attraverso la forza che assume in numerose preparazioni, esprimendo texture e sfumature sempre differenti, deliziosamente memorabili&#8221;.</p>
<h5>La sorpresa di Ausa e l&#8217;umami del Parmigiano Reggiano</h5>
<p>Ma nel pomeriggio arriva anche la sorpresa – per chi non è stato ancora a trovarli nel loro ristorante <strong>Ausa</strong> a Isernia, ma scommettiamo che saranno in molti a mettere il Molise nei propri itinerari grazie a loro – della cucina vegetale e intelligente di <strong>Anisia Cafiero e Pasquale De Biase,</strong> giovane coppia di vita e lavoro che dopo le esperienze da Niko Romito e a Oslo da giugno scorso sta costruendo una bella proposta gastronomica incentrata sulle materie prime dell’orto, ma anche su concetti altrettanto green come il “Zero Sprechi” e il recupero.</p>
<p>Così nel loro piatto elevano un ortaggio spesso poco considerato come <strong>il finocchio</strong> utilizzandone ogni parte ed esaltandone la componente balsamica: da verde e foglie esterne ricavano una glassa che, spennellata sulle fette di finocchio cotte prima al vapore e poi alla brace, replica la funzione del grasso della carne che sciogliendosi cade sui carboni creando dei vapori aromatici che vengono catturati dall’ortaggio per un risultato succulento. Lo servono su <strong>una base cremosa di Parmigiano Reggiano che dà la nota umami al piatto</strong> e ne completa la ricchezza assieme alla polvere di fibra di finocchio (recuperata dall’estrazione) e liquirizia, e dalle foglie di <strong>rucola compressa</strong>, vale a dire messa sotto vuoto senza alcuna aggiunta fino ad acquisire una consistenza “carnosa” e un amaro spinto ma elegantissimo: nessuna nostalgia per la tagliata rucola e Parmigiano.</p>
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		<title>Enoturismo, comunicazione e cultura: l&#8217;esperienzialità del vino</title>
		<link>https://www.foodandwineitalia.com/enoturismo-comunicazione-e-cultura-lesperienzialita-del-vino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Feb 2025 10:05:06 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Cristina Ziliani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>C’è un’Italia che si scopre attraverso il calice, un viaggio fatto di sapori, territori e storie. L’enoturismo non è più solo una moda, ma un fenomeno in costante crescita, capace di influenzare le rotte nazionali e di raccontare la cultura del vino italiano in modo autentico. Dopo la presentazione della quarta edizione della guida Bollicine [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-pm-slice="1 1 []">C’è un’Italia che si scopre attraverso il calice, un viaggio fatto di sapori, territori e storie. <strong>L’enoturismo non è più solo una moda, ma un fenomeno in costante crescita</strong>, capace di influenzare le rotte nazionali e di raccontare la cultura del vino italiano in modo autentico. Dopo la presentazione della quarta edizione della guida <a href="https://www.foodandwineitalia.com/identita-golose-presenta-la-quarta-edizione-di-bollicine-del-mondo/" target="_blank" rel="noopener"><em>Bollicine del Mondo</em></a>, il Congresso di <strong>Identità Golose</strong> ha dedicato un talk al turismo enoico, mettendo in luce il suo impatto e il suo futuro. L&#8217;incontro è stato moderato dal direttore di <em>Food&amp;Wine Italia</em>, <strong>Federico De Cesare Viola</strong>, confermando come l’enoturismo (fil rouge anche del nostro ultimo <em><a href="https://www.foodandwineitalia.com/50-cantine-top/cantine-top-2024/" target="_blank" rel="noopener">Speciale Vino</a></em>) non si limita più a un semplice sorso tra le botti, ma si articola tra degustazioni guidate, percorsi sensoriali, soggiorni in strutture ricettive e attività sul territorio. Il comparto evolve rapidamente, trainato da un pubblico sempre più giovane ed esigente, alla ricerca di esperienze su misura. Sul palco, <strong>cinque protagonisti del mondo enologico</strong> si sono confrontati su questo tema, ciascuno con una visione originale di un turismo del vino che ha superato la dimensione di nicchia, evolvendo in una narrazione più dinamica e meno autoreferenziale.</p>
<h5>Il boom dell’enoturismo in Italia</h5>
<p>A mettere sul tavolo i numeri di questa crescita esponenziale è stata <strong>Roberta Garibaldi</strong>, docente di tourism management and marketing, che ha restituito la fotografia di un settore in piena espansione: sono <strong>13 milioni gli enoturisti,</strong> con il 71% che partecipa a degustazioni in cantina. Non si tratta più di una tappa fugace, ma di un viaggio che si prolunga mediamente per quattro giorni o più, con effetti positivi sul turismo rurale, fuori dalle rotte più turistiche, che in Italia conta circa 45 milioni di pernottamenti — il doppio rispetto a Spagna e Francia. Investire nell’enoturismo, ha sottolineato Garibaldi, significa rafforzare l’identità territoriale e promuovere una cultura dell’ospitalità sempre più autentica. Gli esempi da seguire? <strong>Bordeaux e Borgogna</strong>, modelli di successo che potrebbero ispirare le nostre realtà.</p>
<h5>Verso una nuova comunicazione del vino: oltre i personalismi</h5>
<p>Il fascino dell’Italia sul mercato mondiale del vino è indiscutibile, ma c’è ancora molto da fare in termini di comunicazione. Lo ha sottolineato <strong>Stevie Kim</strong>, managing partner di <strong>Vinitaly International</strong>, che ha analizzato il modo in cui il lifestyle italiano e il legame storico degli emigrati negli Stati Uniti (Kim è nata in Corea ed è cresciuta a New York) con il vino continuano a esercitare una forte attrazione. Tuttavia, ha avvertito che la narrazione social del vino italiano è spesso ripetitiva e poco distintiva. <strong>Serve un cambio di passo: meno personalismi, più autenticità.</strong> Citando la polemica scatenata due anni fa quando Oscar Farinetti consigliò di servire il Barolo freddo, Kim ha evidenziato la necessità di rompere certi schemi e rendere il vino più accessibile, senza lo snobismo che rischia di allontanare i giovani consumatori.</p>
<h5>La Franciacorta e l’importanza di aprire le cantine al pubblico</h5>
<p>Il turismo del vino funziona quando diventa accoglienza, un principio ben chiaro in Franciacorta. <strong>Cristina Ziliani</strong>, vice president &amp; corporate relations di <strong>Berlucchi Franciacorta</strong>, ha raccontato come l’apertura delle cantine al pubblico nei weekend — avventura che loro hanno intrapreso ormai dieci anni fa — abbia segnato un punto di svolta per questa regione vitivinicola. Oggi Berlucchi accoglie 21mila visitatori l’anno, di cui 13mila veri enoturisti (non operatori di settore), dimostrando come il comparto stia coinvolgendo sempre più giovani appassionati. Tra i progetti più recenti,<strong> Berlucchi Academia</strong>, nata nel 2019 come spazio di confronto e formazione, che continua ad ampliare i suoi orizzonti. Il prossimo appuntamento? Una grande festa a Brescia il prossimo 10 maggio.</p>
<h5>Planeta: l’ospitalità come strategia di marketing in Sicilia</h5>
<p>In Sicilia, l’enoturismo è sinonimo di ospitalità e narrazione. <strong>Francesca Planeta</strong>, presidente di <strong>Planeta Estate</strong>, ha raccontato come la sua azienda abbia puntato su questo approccio fin dal 1995, aprendo le cantine e coinvolgendo direttamente la famiglia per offrire un’esperienza sincera. Oggi, con 32mila visitatori l’anno, il wine tour è diventato la sezione più visitata del sito Planeta, a dimostrazione di quanto l’enoturismo sia una potente leva di marketing. L’ospitalità si è evoluta, integrando soggiorni e ristorazione per valorizzare al massimo il territorio.</p>
<h5>In Piemonte, Mura Mura e Relais Le Marne puntano sul turismo esperienziale</h5>
<p data-start="107" data-end="714">Langhe e Monferrato non sono solo il cuore della viticoltura piemontese, ma anche un laboratorio di enoturismo esperienziale. Al confine tra queste due terre,<strong> Guido Martinetti</strong>, imprenditore nel settore food &amp; hospitality, insieme al socio <strong>Federico Grom</strong>, ha dato vita al<strong> Relais Le Marne</strong> a <strong>Mura Mura</strong>, in provincia di Asti. Un progetto nato inizialmente per promuovere il turismo del gelato con Grom, che si è poi evoluto in un’esperienza immersiva tra agricoltura, ospitalità e cultura. La vera svolta è arrivata con il vino, grazie alla riscoperta e alla valorizzazione di vitigni autoctoni come Timorasso e Grignolino. L’idea si è poi ampliata con un sistema di dimore, ognuna ispirata a un’arte italiana: le prime sono state dedicate alla poesia, ma presto seguiranno quelle a tema danza e musica (immaginate di aprire la porta e ascoltare <em>Le Quattro Stagioni</em> di Vivaldi). Così, non stupisce che il 75% degli ospiti sia curioso di visitare anche la cantina: in un angolo di campagna come questo, è bastato aver saputo trasformare le esperienze in qualcosa di indimenticabile. Perché alla fine, è proprio la &#8220;memorabilità&#8221; il migliore strumento di marketing. A completare il quadro, l’anima gastronomica del progetto: <strong>Radici</strong>, il ristorante del Relais, che proprio in questi giorni ha accolto un nuovo chef. Si chiama <strong>Mykyta Bida</strong>, trentenne di origini ucraine con un passato nella brigata del tristellato Piazza Duomo.</p>
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		<title>Identità Golose presenta la quarta edizione di Bollicine del mondo</title>
		<link>https://www.foodandwineitalia.com/identita-golose-presenta-la-quarta-edizione-di-bollicine-del-mondo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Feb 2025 17:56:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Vino]]></category>
		<category><![CDATA[Champagne]]></category>
		<category><![CDATA[Cinzia Benzi]]></category>
		<category><![CDATA[Franciacorta]]></category>
		<category><![CDATA[Guida alle Bollicine del Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[identità golose]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Marchi]]></category>
		<category><![CDATA[Trentodoc]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le bollicine sono da sempre simbolo di festa, ma oggi il loro consumo è in forte crescita, sia che si tratti di Champagne, Franciacorta, Trento Doc o Prosecco. La quarta edizione della Guida alle Bollicine del Mondo, presentata al 20esimo Congresso di Identità Golose, nasce infatti per offrire una mappatura dettagliata della produzione spumantistica internazionale, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="98" data-end="530">Le bollicine sono da sempre simbolo di festa, ma oggi il loro consumo è in forte crescita, sia che si tratti di Champagne, Franciacorta, Trento Doc o Prosecco. La <strong data-start="261" data-end="317">quarta edizione della Guida alle Bollicine del Mondo</strong>, presentata al <strong data-start="333" data-end="369">20esimo Congresso di Identità Golose</strong>, nasce infatti per offrire una mappatura dettagliata della produzione spumantistica internazionale, raccontando storie di vitigni, tradizioni e territori da scoprire.</p>
<p data-start="532" data-end="952">Il progetto è firmato da <strong data-start="557" data-end="573">Paolo Marchi</strong>, fondatore di Identità Golose, e <strong data-start="607" data-end="623">Cinzia Benzi</strong>, degustatrice e scrittrice, con il supporto di <strong data-start="671" data-end="689">Claudio Ceroni</strong>, presidente di Magenta Bureau. «Arrivati a questa quarta edizione siamo felici di continuare a mappare un mondo effervescente con serietà e massima trasparenza &#8211; racconta Cinzia Benzi &#8211; Nulla è anonimo, ogni scheda è firmata e ciascun collaboratore ha raccontato con passione e dedizione quella bottiglia che vi consigliamo di assaggiare, almeno una volta nella vita».</p>
<p data-start="954" data-end="1449">Durante la presentazione sono stati assegnati diversi premi, tra cui <strong data-start="1023" data-end="1062">l’Omaggio a Jean-Baptiste Lécaillon</strong> (<em data-start="1064" data-end="1087">Maison Louis Roederer</em>), <strong data-start="1090" data-end="1130">l’Innovazione a Dominique Demarville</strong> (<em data-start="1132" data-end="1141">Lallier</em>), <strong data-start="1144" data-end="1185">la Naturalità all’Azienda L’Archetipo</strong>, <strong data-start="1187" data-end="1286">il Vitigno da scoprire all’Uva Rara di Barbaglia e al Gros Manseng di Château La Croix des Pins</strong>. Inoltre, riconoscimenti speciali per giovani produttori, esperti e comunicatori hanno confermato l’ampiezza e la diversità del panorama spumantistico mondiale. La nuova edizione include <strong data-start="1477" data-end="1528">900 cantine (+160 rispetto al 2024) in 47 Paesi</strong>, con l’Italia che rappresenta il 52% della selezione e il resto suddiviso tra Europa e altre nazioni emergenti, dalla Cina alla Bolivia. Il lavoro di mappatura è stato curato da <strong data-start="1707" data-end="1736">17 esperti internazionali</strong>, che hanno garantito una narrazione chiara e accessibile anche ai non addetti ai lavori. A rendere l’esperienza ancora più coinvolgente, una <strong data-start="1881" data-end="1919">App gratuita in italiano e inglese</strong> dedicata a wine-lovers e viaggiatori curiosi, per esplorare il mondo delle bollicine con un approccio innovativo e interattivo.</p>
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		<title>Cosa assaggiare tra gli stand di Identità Golose 2025</title>
		<link>https://www.foodandwineitalia.com/cosa-assaggiare-tra-gli-stand-di-identita-golose-2025/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Feb 2025 12:14:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Ca’ del Bosco]]></category>
		<category><![CDATA[calvisius]]></category>
		<category><![CDATA[Contadi Castaldi]]></category>
		<category><![CDATA[identità golose]]></category>
		<category><![CDATA[Levoni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La 20esima edizione del Congresso Identità Golose, in programma dal 22 al 24 febbraio 2025 presso l’Allianz MiCo di Milano, non si limita a dare voce ai grandi nomi della cucina internazionale, ma offre anche una straordinaria esperienza gastronomica grazie alla presenza di partner d’eccellenza. Durante i tre giorni dell’evento, i visitatori avranno la possibilità [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.foodandwineitalia.com/cosa-assaggiare-tra-gli-stand-di-identita-golose-2025/">Cosa assaggiare tra gli stand di Identità Golose 2025</a> proviene da <a href="https://www.foodandwineitalia.com">Food and Wine Italia</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="117" data-end="658">La 20esima edizione del <strong>Congresso Identità Golose</strong>, in programma <strong>dal 22 al 24 febbraio 2025</strong> presso l’Allianz MiCo di Milano, non si limita a dare voce ai grandi nomi della cucina internazionale, ma offre anche una straordinaria esperienza gastronomica grazie alla presenza di partner d’eccellenza. Durante i tre giorni dell’evento, i visitatori avranno la possibilità di degustare prelibatezze uniche, dalle bollicine più prestigiose ai salumi artigianali, passando per il caviale e il meglio della tradizione conserviera italiana.</p>
<h5 data-start="660" data-end="715">Le bollicine stanno bene con tutto</h5>
<p data-start="717" data-end="1104">A unirsi ai brindisi di questo speciale anniversario del Congresso c&#8217;è anche <strong>Ca&#8217; del Bosco</strong>, tra le aziende di punta nella produzione di Franciacorta, che unisce le forze con <strong>Calvisius Caviar</strong>, per una collaborazione deluxe durante la quale il pubblico potrà degustare caviale, salmone e acciughe. Un’occasione per vivere la <strong data-start="1238" data-end="1269">Calvisius Caviar Experience</strong>, dall’assaggio in purezza alle creazioni stellate dello chef <strong>Stefano Cerveni</strong> del ristorante Due Colombe al Borgo Antico (BS), ambasciatore Calvisius dal 2019. Tra i piatti proposti: <em>“Lardo” di calamaro con soffice di patate fritte e caviale affumicato, Bottoni di pasta fresca con burro, grana padano, lime e acciughe del Cantabrico</em>, <em>Rosa di salmone Red Sockeye</em> con burro acido al Franciacorta, lemongrass e bocconcini di pane croccante.</p>
<p data-start="717" data-end="1104">Anche <strong data-start="463" data-end="483">Contadi Castaldi</strong> torna a Identità Golose con una serie di incontri speciali che esaltano il connubio tra le sue bollicine e la grande cucina. Presso lo stand della cantina franciacortina, il pubblico potrà assistere a show cooking d’autore: <strong data-start="702" data-end="720">Davide Modesti</strong> (Il Quintale) proporrà un <em>Toast gourmet</em> in chiave pop, mentre <strong data-start="787" data-end="806">Alberto Quadrio</strong> (L’Albereta Relais&amp;Chateaux) abbinerà ai Franciacorta della cantina piatti come <em>Ravioli del plin con Bagòss e nocciole tostate, Mondeghili con maionese allo zafferano e Alici ripiene con gel di limone</em>. Inoltre, sarà possibile degustare un’ampia selezione delle etichette, dal Brut al Satèn, fino al Blanc, per un viaggio sensoriale alla scoperta delle diverse sfumature del Franciacorta.</p>
<p data-start="717" data-end="1104"><strong data-start="35" data-end="48">Berlucchi</strong> esalta l’incontro tra chef e sommelier con un percorso di abbinamenti pensati per il pranzo e l’aperitivo. <strong data-start="156" data-end="178" data-is-only-node="">Sabato 22 febbraio</strong>, <strong data-start="180" data-end="196">Andrea Aprea</strong> propone il suo <em>Riso Carnaroli “Selezione Dama”, Cacio e Pepi, Fichi, Gamberi Rosa</em>, accompagnato dalla degustazione della sommelier <strong data-start="332" data-end="350">Jessica Rocchi</strong> (Ristorante Andrea Aprea), mentre dalle <strong data-start="393" data-end="402">17:30 </strong>gli assaggi sono a cura di <strong data-start="430" data-end="450">Tommaso Arrigoni</strong> (Innocenti Evasioni). <strong data-start="475" data-end="490">Domenica 23</strong>, dalle <strong data-start="498" data-end="518">12:30 alle 14:30</strong>, il sommelier e speaker radiofonico <strong data-start="555" data-end="572">Andrea Amadei</strong> guida la degustazione con il piatto di <strong data-start="612" data-end="632">Antonia Klugmann</strong> (L’Argine a Vencò), <em>Riso spezzato, acqua di mandorle ed erbe di campo</em>; dalle <strong data-start="716" data-end="725">17:30</strong> protagonista è <strong data-start="741" data-end="766">Alessandro Bellingeri</strong> (Osteria Acquarol). <strong data-start="789" data-end="802">Lunedì 24</strong>, alle <strong data-start="809" data-end="818">13:00</strong>, <strong data-start="820" data-end="836">Carlo Cracco</strong> presenta il suo <em>Morbido alla salvia, cremoso di zucca e trota marinata</em>, con gli abbinamenti curati dai sommelier <strong data-start="954" data-end="972">Gianluca Sanso</strong> e <strong data-start="975" data-end="998">Christian Proserpio</strong> (Ristorante Cracco in Galleria).</p>
<h5 data-start="717" data-end="1104">Profumo di buono e di stagionato</h5>
<p data-start="1809" data-end="2141">A celebrare la convivialità a tavola pensa <strong>Levoni</strong> che unisce le forze con tre grandi pizzaioli: <strong>Roberta Esposito, Filippo Bonamici e Diego Vitagliano</strong>. Ogni giorno, i visitatori potranno scoprire nuove interpretazioni dei salumi Levoni abbinati all&#8217;arte bianca. <b>Sabato 2</b><strong data-start="2144" data-end="2159">2</strong> la pizzaiola campana (abbiamo raccontato <a href="https://www.foodandwineitalia.com/roberta-esposito-pizzaiola-per-caso/">qui la sua avventura romana</a>) propone un tortano napoletano con coppa L’Artemano e una pizza con prosciutto cotto affumicato L’Artemano, giardiniera di Morgan e provolone. <strong>Domenica</strong> <strong data-start="2324" data-end="2339">23 gli chef di Bonny Pizza </strong>(stessa proprietà del Giglio e Gigliola a Lucca) presentano una pizza con Prosciutto di Parma Dop 24 mesi e mascarpone e una con lombetto e insalatina spontanea. <strong>Lunedì</strong> <strong data-start="2492" data-end="2507">24</strong> colui che è considerato il &#8220;Maradona&#8221; del mondo pizza sforna la sua <em>Blue Truffle</em>, con fiordilatte, prosciutto cotto con tartufo e blue di bufala, e la <em>Colpo di Testa</em>, con papaccelle scottate, coppa di testa scottata, stracciatella di bufala, senape, pepe cuvé, basilico e olio extravergine d&#8217;oliva.</p>
<p data-start="4408" data-end="4763">Direttamente dalla Bassa Parmense, la famiglia <strong>Spigaroli</strong>, famosa per i suoi salumi artigianali, porta a Identità Golose il Culatello di Zibello Dop, prodotto nella storica cantina di <strong data-start="4615" data-end="4643">Antica Corte Pallavicina</strong>. Un viaggio sensoriale che racconta la passione per la tradizione norcina italiana che include anche assaggi di altri prodotti della casa: dal Fioccoro Spigaroli alla Spalla Cruda, fino al Salame Spigarolino.</p>
<p data-start="44" data-end="240">Dalla Valpolicella, <strong data-start="83" data-end="92">Coati </strong>porta il suo premiato <strong data-start="147" data-end="176">Prosciutto Cotto Oro Rosa</strong>, interpretato in modo originale ogni giorno da alcuni artigiani della lievitazione. <strong>Sabato 22</strong> <strong data-start="262" data-end="278">Renato Bosco</strong> propone un’<strong data-start="290" data-end="368">aria di pane con Oro Rosa, crema di piselli, robiola e germogli di piselli</strong>. <strong>Domenica 23</strong> <strong data-start="383" data-end="402">Lorenzo Prestia</strong> firma un <strong data-start="412" data-end="438">padellino al riso nero</strong> e un <strong data-start="444" data-end="462">sushi di pizza</strong> in versione aperitivo. Lunedì 24 <strong data-start="497" data-end="516">Ivan Signoretti</strong> presenta la sua rinomata <strong data-start="542" data-end="561">pizza Heliconia</strong>. Alle degustazioni in &#8220;purezza&#8221; pensa <strong data-start="582" data-end="618">Maestro di Lama Vincenzo Galasso</strong> che affetta al momento, mentre domenica e lunedì sera i bartender di <strong data-start="725" data-end="745">Nonsolococktails</strong> propongono esclusivi <strong data-start="767" data-end="787">cocktail pairing</strong>.</p>
<h5 data-start="2767" data-end="3162">Parola d&#8217;ordine: versatilità di gusto</h5>
<p data-start="2767" data-end="3162">Tra gli interessanti incontri gastronomici che celebrano l’evoluzione dei grandi prodotti italiani, si segnala la presenza di <strong>Acetaia Leonardi 1871 </strong>che propone il suo <strong data-start="4321" data-end="4337">Balsamic Gin</strong>, uno spirito non alcolico che unisce il balsamico a sette botaniche. <strong>Acetaia Giusti</strong>, la più antica casa produttrice di Aceto Balsamico, collabora invece con <strong data-start="3028" data-end="3042">Riso Buono </strong>per creare piatti inediti. Il <strong data-start="3165" data-end="3180">22 febbraio </strong>il team di <strong data-start="3190" data-end="3208">Identità Young</strong> propone una ricetta omaggio al passato. Il <strong data-start="3272" data-end="3287">23 febbraio </strong>lo chef <strong data-start="3297" data-end="3324">Fernando Tommaso Forino</strong> (Osteria Arborina) prepara <em>The Green Risotto</em> con Carnaroli Gran Riserva, capperi, burro senza lattosio, Parmigiano Reggiano, scalogno confit, Balsamico Giusti 5 Medaglie d’Oro, microgreens e bagnetto verde. Il <strong data-start="3541" data-end="3556">24 febbraio </strong>lo chef <strong data-start="3566" data-end="3583">Luca Ludovici</strong> (ConTatto) propone un risotto con cime calate, cavolfiore e Agrodolce Bianco Giusti, completato da cavolfiore crudo in osmosi con Agrodolce al Melograno Giusti. A proposito di riso, <strong>Riso Vignola 1880</strong> partecipa con la sua Bar Experience (l&#8217;abbiamo anticipata <a href="https://www.foodandwineitalia.com/riso-vignola-1880-riso-bar-experience-unemozione-unica/" target="_blank" rel="noopener">qui</a>), dove i visitatori potranno esplorare la versatilità del riso attraverso uno Special Menù creato dagli chef <strong>Ariel Hagen e Giulio Izzo</strong>. L&#8217;iniziativa, che celebra la gamma &#8220;Origini – Capolavori di Natura&#8221;, include anche attività di show cooking.</p>
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<p data-start="0" data-end="473" data-is-last-node="" data-is-only-node="">È una &#8220;Ode al Pomodoro&#8221; quella che <strong>Casa Marrazzo</strong> porterà a Identità Golose condividendo le varietà di pomodori tipiche dell&#8217;Agro Nocerino Sarnese e la tradizione conserviera del territorio. Durante il Congresso, presso lo stand dell&#8217;azienda campana gli avventori potranno assaporare prelibatezze come il <strong data-start="5408" data-end="5432">Pomodoro San Marzano</strong> <strong>Dop</strong>, il <strong data-start="5441" data-end="5465">Pomodorino Corbarino</strong>, il <strong data-start="5470" data-end="5482">Piennolo</strong> e il <strong data-start="5488" data-end="5521">Pomodorino giallo di Ercolano</strong>, insieme a specialità come i <strong data-start="5551" data-end="5570">pomodori secchi</strong>, i <strong data-start="5574" data-end="5596">peperoni grigliati</strong> e i <strong data-start="5601" data-end="5627">legumi certificati bio</strong>.</p>
<p data-start="0" data-end="473" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Nel palinsesto dedicato all&#8217;arte bianca partecipa anche<strong> Sorì</strong>, storica realtà casearia che, presso lo stand dell’azienda, ospiterà un dream team di pizzaioli mettendo alla prova la versatilità dei suoi formaggi e latticini, dal <strong>Fior di Latte</strong> a lenta maturazione alla <strong>Mozzarella di Bufala Campana Dop “Bella”</strong>, sviluppata con Ciro Salvo per esaltare la pizza senza compromessi sulla qualità. Tra i protagonisti: <strong>Franco Pepe</strong> (Pepe in Grani), <strong>Giovanni Senese</strong> (Pizzeria Senese), <strong>Ciro Salvo</strong> (50 Kalò) e molti altri, che daranno vita a una serie di appuntamenti imperdibili tra degustazioni e show cooking.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.foodandwineitalia.com/cosa-assaggiare-tra-gli-stand-di-identita-golose-2025/">Cosa assaggiare tra gli stand di Identità Golose 2025</a> proviene da <a href="https://www.foodandwineitalia.com">Food and Wine Italia</a>.</p>
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		<title>Guida Identità Golose 2025: le novità per ristoranti, pizzerie e cocktail bar</title>
		<link>https://www.foodandwineitalia.com/guida-identita-golose-2025-le-novita-per-ristoranti-pizzerie-e-cocktail-bar/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jan 2025 12:21:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Altatto]]></category>
		<category><![CDATA[Ausa Ristorante]]></category>
		<category><![CDATA[enrico bartolini]]></category>
		<category><![CDATA[Fabrizio Fiorani]]></category>
		<category><![CDATA[Guida alle Pizzerie e Cocktail Bar d'Autore]]></category>
		<category><![CDATA[Guida Ristoranti 2025]]></category>
		<category><![CDATA[identità golose]]></category>
		<category><![CDATA[Raffaele Bonetta]]></category>
		<category><![CDATA[Roberta Esposito]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In un giorno c&#8217;è stata una doppietta con una vera e propria &#8220;pioggia&#8221; di riconoscimenti. Lunedì 27 gennaio Identità Golose ha svelato presso l&#8217;Excelsior Hotel Gallia a Milano ben due guide: la 18esima su Ristoranti d&#8217;Italia, Europa e Mondo e la seconda dedicata a Pizzerie e Cocktail Bar d&#8217;Autore. Curata da Paolo Marchi e Gabriele Zanatta, l&#8217;edizione [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In un giorno c&#8217;è stata una doppietta con una vera e propria &#8220;pioggia&#8221; di riconoscimenti. Lunedì 27 gennaio <strong>Identità Golose</strong> ha svelato presso l&#8217;<strong>Excelsior Hotel Gallia</strong> a <strong>Milano</strong> ben <strong>due</strong> <strong>guide</strong>: la <strong>18esima </strong>su<strong> Ristoranti d&#8217;Italia, Europa e Mondo</strong> e la <strong>seconda</strong> dedicata a<strong> Pizzerie e Cocktail Bar d&#8217;Autore</strong>. Curata da <strong>Paolo Marchi</strong> e <strong>Gabriele Zanatta</strong>, l&#8217;edizione &#8220;maggiorenne&#8221; che s&#8217;interessa al mondo della ristorazione nazionale e internazionale si è sicuramente distinta per l’ampiezza e la qualità dei contenuti, con ben <strong>1.151 indirizzi</strong> recensiti. È l’Italia a guidare l&#8217;elenco con <strong>908 ristoranti </strong>presenti: in testa alle regioni, spicca la <strong>Lombardia</strong> con <strong>186 locali</strong>, seguita da Veneto (85), Piemonte (80), Lazio (75) e Toscana (72).</p>
<p><strong>Tra le novità del 2025</strong>, c&#8217;è una sezione dedicata ai <strong>“Tables on the Beach”</strong>, realtà sempre più interessanti per gli appassionati di cucina e target intercettato già due anni fa da CucinaMare (ne abbiamo parlato <a href="https://www.foodandwineitalia.com/mangiare-bene-sulla-spiaggia-basta-scaricare-lapp-di-cucinamare/" target="_blank" rel="noopener">qui</a>), app che ha acceso i riflettori sulla ristorazione balneare. Così, anche Identità Golose aggiunge questa categoria in guida e, al momento, ci sono già 89 locali affacciati sul mare che offrono esperienze gastronomiche di qualità <em>pieds dans l&#8217;eau</em>, come quella (premiata) proposta da <strong>Langosteria Paraggi</strong> a Santa Margherita Ligure.<em><br />
</em></p>
<p>Chiamati uno a uno sul palco, ecco chi sono i protagonisti della <strong>Guida Ristoranti 2025</strong>. La coppia di chef <strong>Cinzia De Lauri </strong>e<strong> Sara Nicolosi </strong>di <strong>Altatto</strong> a Milano ha ritirato il premio declinato al femminile di <strong>Miglior Chef </strong>(Acqua Panna-S.Pellegrino) mentre <strong>Il Miglior Chef</strong> (Berto’s) è<strong> Marco Ambrosino</strong> di <strong>Sustanza</strong> a Napoli e <strong>Halvar Ellingsen</strong> di <strong>Kvitnes Gård</strong> in <strong>Norvegia</strong> è il <strong>Miglior Chef Internazionale</strong>.<strong> Il premio Miglior Sous Chef </strong>(Divine Creazioni) è stato, invece, vinto da <strong>Mauro Siega</strong> che lavora presso<strong> Atelier Moessmer Norbert Niederkofler</strong> a Brunico; se <strong>La Miglior Sommelier</strong> (Berlucchi Franciacorta) è <strong>Chiara Graziani</strong> di<strong> Geranium</strong> a Copenhagen, <strong>Il Miglior Sommelier </strong>(Guala Closures) è <strong>Gianluca Sanso</strong> di <strong>Ristorante Cracco</strong> a Milano.</p>
<p>Restando in tema sala, <strong>Matteo Lattanzi </strong>di <strong>Gourmetstube 1897</strong>, Hotel Quellenhof a San Martino in Passiria, è <strong>Il Miglior Maître</strong> (Kettmeir). Come <strong>Servizio e Accoglienza </strong>(The Fork) è stato scelto quello che va in scena da <strong>Enrico Bartolini</strong> al <strong>Mudec</strong> di Milano. Bisogna scendere in Molise per scoprire la  <strong>Sorpresa dell’Anno </strong>(Distilleria Bonaventura Maschio) con cui è stato riconosciuto il talento del team di <strong>Ausa Ristorante</strong> a Isernia; il <strong>Miglior Pasticcere</strong> (Molino Dallagiovanna) è <strong>Fabrizio Fiorani </strong>(<a href="https://www.foodandwineitalia.com/foodwine-italia-awards-2020-i-premi-che-guardano-al-futuro/" target="_blank" rel="noopener">noi eravamo d&#8217;accordissimo già nel 2020</a>), in particolare per il suo lavoro presso Il San Corrado di Noto. Tra le altre categoria premiate c&#8217;è la <strong>Giovane Famiglia</strong> (Olitalia) come <strong>Sirk</strong> di <strong>Trattoria Al Cacciatore de La Subida</strong> a Cormons, poi <strong>Contaminazioni</strong> che va a <strong>Charles Joshua Pierce</strong> di <strong>Ristorante LORTO del Nordelaia</strong> a Cremolino, e<strong> Sperimentazioni Cucina</strong> (Latteria Sorrentina) con cui si punta su <strong>Nicola Bonora</strong>, chef di Motelombroso a Milano. Il <em>Fusillone Monograno Felicetti, crema di mandorle e ricci di mare, seppie alla brace e prezzemolo </em>di <strong>Gianluca Renzi</strong> de Le Cattedrali Relais ad Asti non ha fatto avere dubbi a chi dovesse andare il premio <strong>Identità di Pasta</strong> (Pastificio Felicetti), mentre si mangia in Calabria il miglior riso, come quello con <em>piselli e finocchietto</em> di <strong>Caterina Ceraudo</strong> in carta da Ristorante Dattilo a Strongoli che ha vinto <strong>Identità di Riso </strong><em>(Risobuono).</em></p>
<p>Nel pomeriggio, riflettori accesi sulla seconda edizione della<strong> Guida alle Pizzerie e Cocktail Bar d’Autore</strong>. E sono saliti anche i numeri delle insegne censite: <strong>540 pizzerie</strong> (vs le 405 del 2024) e <strong>350 cocktail bar</strong> (253 nel 2024). Ancora una volta, è la Lombardia a dominare l&#8217;elenco per numero di locali segnalati (146), seguita dal Lazio, dalla Campania e dal Veneto. Anche in questo caso, la condivisione dei nomi premiati è stata la parte più attesa dell&#8217;evento. Per le <strong>pizzerie</strong>, la <strong>Rivelazione dell’Anno </strong>(Acqua Panna-S.Pellegrino) risponde al nome di <strong>Raffaele Bonetta</strong> per <strong>Raf Bonetta</strong> a Pozzuoli. La <strong>Novità dell’Anno</strong> (Latteria Sorrentina) porta il nome di una donna, <strong>Roberta Esposito</strong> per <strong>Marita</strong> a <strong>Roma</strong> (è stata protagonista della nostra ultima rubrica <a href="https://www.foodandwineitalia.com/roberta-esposito-pizzaiola-per-caso/" target="_blank" rel="noopener"><em>Pizza Corner</em></a>). I <strong>Maestri della Pizza </strong>sono <strong>Renato Bosco</strong> a San Martino Buon Albergo, <strong>Gabriele Bonci </strong>con Pizzarium a Roma e <strong>Francesco Martucci</strong> de I Masanielli a Caserta. La più buona <strong>Pizza fritta</strong> (Frienn Olitalia) è quella di <strong>Cristiano Taurisano</strong> da <strong>Luppolo &amp; Farina</strong> in provincia di Brindisi. Va <strong>Oltre la Pizza </strong>(Frienn Olitalia) <strong>Pierangelo Chifari</strong> di Archestrato di Gela a Palermo. Il premio <strong>Creatività</strong> (Berto’s) conferma l&#8217;ottimo lavoro dei fratelli <strong>Matteo e Salvatore Aloe</strong>. A esaltare al meglio il connubio Pizza e Mediterraneo sono <strong>Ivano Veccia</strong> de <strong>Lisola</strong> a Ischia e <strong>Salvatore Lionello</strong> con <strong>Da Lioniello</strong>, in provincia di Caserta e a Milano. A <strong>Roberto Talerico</strong> di <strong>La Vecchia Legnano</strong> a Legnano il premio <strong>Eccellenza a Tavola</strong>, e restando a Milano <strong>Paolo De Simone</strong> di <strong>Modus</strong> ottiene il riconoscimento <strong>Biodiversità d&#8217;Italia</strong> mentre l&#8217;ormai consolidato duo di <strong>Dry</strong> formato da <strong>Lorenzo Sirabella ed Edris Al Malat</strong> trionfa con <strong>Pizza e Cocktail</strong>.</p>
<p>Lato <strong>mixology</strong>, per la categoria <strong>Grandi Bartender </strong>(Molino Casillo) il nome che ha prevalso è stato quello di <strong>Alex Frezza </strong>de L’Antiquario a Napoli. Come <strong>Rivelazione dell’Anno </strong>(Bibite Sanpellegrino) vince<strong> Vincenzo Pagliara</strong> per il format all-day-long di <strong>Ritorno</strong> ad Acerra, mentre sotto il segno della <strong>Creatività </strong>si torna a parlare di Roma con <strong>REM Trastevere</strong>. Si chiama <strong>L’Arte del Ricevere </strong>(Bonaventura Maschio) il titolo che premia il lavoro di <strong>Raffaele Orlando e Mattia Patruno</strong> al Lobby Bar del <strong>Rosewood, Castiglion del Bosco</strong> a Montalcino. Come <strong>Drinklist Originale</strong> (Valko) spicca quella di <strong>Valerio Izzo</strong> da <strong>Shub </strong>a Sorrento. L&#8217;<strong>Apertura</strong> <strong>dell&#8217;Anno</strong> è una scommessa su quello che faranno Lorenzo Querci (già proprietario di Moebius) e Giovanni Allario da <strong>Lubna Milano</strong>. Il premio <strong>Biodiversità d&#8217;Italia</strong> (Molino Casillo) va a <strong>Mattia Cilia</strong> per Cantieri Sultano a Ragusa, mentre la <strong>Miglior Selezione di Spirits</strong> ce l&#8217;ha <strong>Disco</strong> a Reggio Emilia ed è a cura di Riccardo Soncini.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.foodandwineitalia.com/guida-identita-golose-2025-le-novita-per-ristoranti-pizzerie-e-cocktail-bar/">Guida Identità Golose 2025: le novità per ristoranti, pizzerie e cocktail bar</a> proviene da <a href="https://www.foodandwineitalia.com">Food and Wine Italia</a>.</p>
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