Food&Wine Italia Awards 2020, i premi che guardano al futuro

La prima edizione dell'iniziativa ha celebrato il talento, la creatività, l’innovazione e la responsabilità sociale nell’enogastronomia italiana

Food&Wine Italia Awards 2020

Una sala piena e attenta nel pieno della Fashion Week milanese, risate e attimi di emozione, scoperte e rivelazioni – ad esempio quella sull’origine di Food&Wine come inserto di Playboy per una geniale intuizione di Hugh Hefner, svelata sul palco da Melanie Hansche, Deputy Editor di Food&Wine U.S. – e tante storie ancora da raccontare, brindisi e assaggi.

Questo è il collage di immagini che ci portiamo dietro dalla prima edizione dei Food&Wine Italia Awards andata in scena ieri, mercoledì 19 febbraio, presso la Sala Joule di Cariplo Factory a Milano, il primo polo sull’innovazione digitale per il lavoro dei giovani creato dalla Fondazione Cariplo.

Un momento di festa ma anche – come abbiamo già raccontato – un’occasione di incontro e confronto per fare il punto su quanto di più interessante sta accadendo nel mondo enogastronomico italiano, con l’ambizione di portare l’attenzione del pubblico e degli addetti ai lavori su aspetti non abbastanza celebrati nel nostro settore. Durante la serata – che nasce dalla volontà di allargare e approfondire la “conversazione gastronomica” e di lanciare idee e stimoli su cui continuare a ragionare nel corso dell’anno (a cominciare dalla prossima edizione di Identità Golose, in programma a Milano dal 7 al 9 marzo, con un calendario di flash talk quotidiani organizzati nello spazio Food&Wine Italia all’interno del congresso) – sono stati infatti premiati talento, creatività, innovazione, responsabilità sociale, sostenibilità e design.

Sul palco sono saliti tutti i finalisti delle sei categorie di premi: giovani talenti under 35 che oggi rappresentano il presente e il futuro dell’enogastronomia e della ristorazione italiana e che sono stati selezionati dalla redazione del magazine e da un board composto dai più autorevoli giornalisti, critici, blogger ed esperti di comunicazione e design. I vincitori sono stati proclamati alla presenza anche di Tom Rowland, Vice President International di Meredith Corporation.

Momento centrale della serata, che ha portato molta emozione in sala, è stato quando sono saliti sul palco i ragazzi di Tortellante – laboratorio terapeutico dove giovani e adulti nello spettro autistico imparano a produrre pasta fresca e si allenano all’autonomia – protagonisti della cover story del nuovo numero di Food&Wine Italia in edicola. Accompagnati da Erika Coppelli, presidente dell’Associazione, e Lara Gilmore, membro del Comitato Direttivo, i Tortellanti hanno voluto omaggiare Melanie Hansche con una confezione dei loro strepitosi tortellini.

Questi i nomi dei vincitori e finalisti nelle rispettive categorie under 35:

Best Chef – in collaborazione con Monograno Felicetti:
Davide Caranchini (Materia, Cernobbio, CO)
Francesco Capuzzo Dolcetta (Marzapane, Roma)
Caterina Ceraudo (Dattilo, Strongoli, KR)

Best Pastry Chef:
Fabrizio Fiorani (Duomo, Ragusa)
Manuel Costardi (Ristorante Christian e Manuel, Vercelli)
Gloria De Negri (XDolce Locanda, Verona)

Best Pizza chef:
Pier Daniele Seu (Seu Pizza Illuminati, Roma)
Ciro Oliva (Concettina ai Tre Santi, Napoli)
Luca Pezzetta (Osteria di Birra del Borgo, Roma)

Best Maître – in collaborazione con Intrecci:
Alfredo Buonanno (Kresios, Telese Terme, BN)
Lukas Gerges (St. Hubertus, San Cassiano, BZ)
Alessia Taffarel (Contraste, Milano)

Best Sommelier – in collaborazione con Damilano:
Gianni Sinesi (Reale, Castel di Sangro, AQ)
Manuele Menghini (Lido 84, Gardone Riviera, BS)
Alberto Piras (Il Luogo di Aimo e Nadia, Milano)

Best Bartender – in collaborazione con Bonaventura Maschio:
Nico Salvatori (Oltre, Bologna)
Solomiya Grytsyshyn (Chorus Cafè, Roma)
Leonardo Todisco (Rita&Cocktails, Milano).

Oltre alla celebrazione dei talenti individuali, sono stati assegnati anche dei riconoscimenti speciali alla progettualità consapevole e coscienziosa, con premi all’innovazione, alla responsabilità sociale, al packaging e all’interior design – questi ultimi due in collaborazione con la Scuola Politecnica di Design di Milano – nel mondo del cibo, del vino e della ristorazione:

  • a Tasca d’Almerita, per la Responsabilità sociale nel vino con il progetto SOStain: il primo programma di sostenibilità per la vitivinicoltura italiana, sviluppato in Sicilia e riconosciuto dal Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare e patrocinato dal Ministero delle Politiche Agricole, che fornisce alle aziende associate delle linee guida in grado di indirizzare le scelte aziendali verso una maggiore sostenibilità nell’uso delle risorse e indicatori precisi finalizzati alla misurazione oggettiva delle performance di sostenibilità
  • a Funky Tomato, per la Responsabilità sociale nel cibo: un modello e una rete che costruisce intorno alla filiera agricola, e in particolare a quella del pomodoro nell’Italia meridionale, una comunità consapevole che partecipa ai rapporti che si determinano, contribuisce al loro riequilibrio e se ne fa garante, combattendo fenomeni come il caporalato e lo sfruttamento
  • a Guala Closures e Vigneti Massa, per l’Innovazione nel vino con il progetto NěSTGATE connected closure: per aver applicato con coraggio – primo esempio in Europa – una tecnologia innovativa a un elemento antico come la viticoltura, che garantisce la piena tracciabilità di filiera valorizzando la terra dei colli tortonesi in cui nascono i grandi vini di Vigneti Massa
  • a Seeds&Chips, per l’Innovazione nel cibo: per aver creato una piattaforma globale che promuove le best practices e che fa dialogare istituzioni, realtà locali e individui intorno al tema dell’innovazione applicato all’agroalimentare
  • a IYO Aalto e Maurizio Lai Architects per l’Interior design: un progetto in cui la collaborazione autentica e il dialogo approfondito tra il ristoratore e il designer interpreta nel modo migliore, unendo estetica e messaggio, l’essenza della proposta e riflette in pieno il fermento che caratterizza la ristorazione milanese in questo momento
  • a nju:comunicazione per il Packaging: bella realtà corale con sede a Eboli, riesce con un lavoro “maieutico” a valorizzare gli elementi culturali e tradizionali delle migliori produzioni gastronomiche e attività ristorative interpretandoli in segni grafici di grande modernità

Food&Wine Italia ha voluto inoltre assegnare, in collaborazione con PromoTurismoFVG, il premio “storie di territorio – sostenibilità” a Stefano Basello, chef del ristorante «Il Fogolar» Là di Moret (Udine), che ha recuperato la corteccia degli alberi dei boschi, devastati nel 2018 dalla furia della tempesta Vaia, trasformandola in farina e dando vita al “pane del bosco”.

I Food&Wine Italia Awards 2020 sono stati organizzati grazie al contributo di: Bonaventura Maschio, Damilano, Intrecci – Alta Formazione di Sala, Monograno Felicetti e PromoTurismoFVG.

E con la collaborazione di:

Cariplo Factory, food ideas e Scuola Politecnica di Design.

Al termine della premiazione, c’è stato spazio per i brindisi con le bollicine di Bellavista e i vini di Famiglia Cotarella accompagnati dall’acqua Sparea e dagli assaggi a cura di FUD Bottega Sicula, tra cui i deliziosi cannoli farciti al momento che hanno portato un po’ di Sicilia nel cuore di Tortona.

foto di Modestino Tozzi

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