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	<title>Manuel Tempesta Archivio &#8226; Food and Wine Italia</title>
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		<title>Best Maître e Sommelier Under 35: Manuel Tempesta, Seta by Antonio Guida</title>
		<link>https://www.foodandwineitalia.com/best-maitre-e-sommelier-under-35-manuel-tempesta-seta-by-antonio-guida/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Dec 2023 13:51:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[F&W Awards 2023]]></category>
		<category><![CDATA[Manuel Tempesta]]></category>
		<category><![CDATA[Seta by Antonio Guida]]></category>
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<p>Dagli esordi come commis a ricoprire il ruolo di Director of Fine Dining al <strong>Seta by Antonio Guida</strong> la strada è lunga e tortuosa: ci vogliono dedizione, spirito d’iniziativa e tanto sacrificio. Tre caratteristiche che hanno segnato il cammino di <strong>Manuel Tempesta</strong>, oggi considerato uno dei talenti più cristallini del mondo della sala grazie alla sua profonda conoscenza del panorama vitivinicolo e all’eleganza e allo stile che ne caratterizzano il servizio. La sua dote? la capacità di entrare in empatia con i clienti.</p>
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<h5>Nel tuo palmarès ci sono importanti esperienze internazionali. Hai riscontrato differenze nel mondo sala tra Italia ed estero?</h5>
<p>Ho lavorato tanti anni a Londra dove non c’è una cultura decennale dell’alta ristorazione come da noi, il ristorante è percepito come un’attività di business e di conseguenza viene meno l’aspetto “romantico” e l’idea di familiarità che contraddistingue fortemente le insegne italiane.</p>
<h5>La difficoltà nel reperire personale nel settore della ristorazione è un tema decisamente attuale e di cui si parla molto. Qual è un consiglio che daresti a un giovane che vuole approcciarsi a questo lavoro?</h5>
<p>Di metterci grinta, perché mai come adesso ci sono tante opportunità per chi vuole fare questa carriera e raggiungere traguardi importanti: la mancanza di personale può essere colta come un’opportunità per le nuove leve. Inoltre, il mio consiglio è di lavorare in luoghi dove ci siano dei veri e propri mentori capaci di trasmettere una visione fatta di passione e dedizione, prima ancora dei tecnicismi.</p>
<h5>Come si costruisce la cantina di un ristorante due stelle Michelin come il Seta by Antonio Guida?</h5>
<p>Qui abbiamo il plus di lavorare con un team di sommelier composto da quattro persone, tra cui Andrea Loi, che conosco dai tempi di Londra, è l’Head Sommelier. Per la cantina teniamo conto di diversi parametri, a cominciare dall’idea di cucina del Seta e dal suo pubblico di riferimento, ma l’aspetto più importante che ci guida nella scelta è la condivisione di una filosofia con i produttori, con i quali creiamo una partnership che testimoni anche l’aspetto umano e la storia del viticoltore legata al proprio territorio.</p>
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<h5>Come commenti la vittoria del premio come Best Maître e Sommelier?</h5>
<p>È un enorme piacere considerando la concorrenza che c’è in Italia. Questo riconoscimento individuale è il risultato di un lavoro di squadra che al Seta si contraddistingue per la continuità, la serietà e la qualità con la quale approcciamo il servizio ogni giorno.</p>
<p><strong>Guido Berlucchi<br />
</strong><a href="https://www.berlucchi.it" target="_blank" rel="noopener"><em>berlucchi.it</em></a><strong><br />
</strong></p>
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<p>Il nome di Guido Berlucchi è legato indissolubilmente al territorio della Franciacorta, culla del Metodo Classico italiano di cui l’azienda fu pioniera, e all’omonima denominazione che ha scalato le vette nazionali e internazionali del mondo enologico. Tutto nasce nel 1961 tra le mura seicentesche di Palazzo Lana – ancora oggi sede aziendale – dove l’enologo Franco Ziliani e il conte Guido Berlucchi idearono un vino con le bollicine d’ispirazione transalpina. Un marchio d’eccellenza ereditato dai figli di Ziliani – Cristina, Arturo e Paolo – che oggi guidano la cantina perseguendo qualità e innovazione, nei vigneti e in cantina. Una ben definita visione imprenditoriale ha spinto nel 2023 a sconfinare in Oltrepò Pavese acquistando la tenuta di Vigne Olcru, che si integra alla perfezione con la filosofia della famiglia Ziliani.</p>
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		<title>Miglior Carrello dei Formaggi: Seta by Antonio Guida, Milano</title>
		<link>https://www.foodandwineitalia.com/miglior-carrello-dei-formaggi-seta-by-antonio-guida-milano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Dec 2023 12:58:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[F&W Awards 2023]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Guida]]></category>
		<category><![CDATA[Manuel Tempesta]]></category>
		<category><![CDATA[Seta by Antonio Guida]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È una delle novità dei Food&#38;Wine Italia Awards 2023: il carrello dei formaggi è un’istituzione gastronomica di cui, più passa il tempo, più se ne apprezza il valore. Lo sa bene Antonio Guida, chef executive del Seta, il ristorante due stelle Michelin dell’Hotel Mandarin Oriental di Milano che nei suoi menu valorizza la selezione casearia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.foodandwineitalia.com/miglior-carrello-dei-formaggi-seta-by-antonio-guida-milano/">Miglior Carrello dei Formaggi: Seta by Antonio Guida, Milano</a> proviene da <a href="https://www.foodandwineitalia.com">Food and Wine Italia</a>.</p>
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<p>È una delle novità dei Food&amp;Wine Italia Awards 2023: il carrello dei formaggi è un’istituzione gastronomica di cui, più passa il tempo, più se ne apprezza il valore. Lo sa bene Antonio Guida, chef executive del Seta, il ristorante due stelle Michelin dell’Hotel Mandarin Oriental di Milano che nei suoi menu valorizza la selezione casearia proponendola come pre-dessert da far gustare agli ospiti prima del dolce. A parlarcene è <strong>Manuel Tempesta</strong>, il nostro (già) premiato nella categoria Best Maître e Sommelier.</p>
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<h5>Il carrello dei formaggi ha il valore aggiunto di poter raccontare la storia di territori e artigiani. Come scegliete le forme ideali che meglio si adattano alla vostra filosofia?</h5>
<p>Innanzitutto teniamo conto della stagionalità dei formaggi, spesso non considerata: a seconda del periodo proponiamo infatti profili e stagionature differenti. Per far ciò, prima ancora di comporre il carrello acquistiamo dei prodotti funzionali al momento dell’anno.</p>
<h5>Il vostro carrello di quanti formaggi è composto?</h5>
<p>Sul carrello da servizio ce ne sono 20, ma in totale ne giriamo circa 40. Solitamente abbiamo cinque o sei caprini italiani e francesi, sia freschi sia affinati nella cenere. Poi troviamo i formaggi vaccini, declinati durante l’anno a seconda dell’intensità, come per esempio un taleggio stagionato cento giorni o uno stracco di vacca. A seguire quelli a pasta dura: qui insieme a Italia e Francia abbiniamo un paio di referenze svizzere dalle caratteristiche pregevoli. Infine non mancano gli erborinati, dove scegliamo forme che non siano da “meditazione”, perché non vogliamo saturare eccessivamente il palato prima del dolce.</p>
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<div class="column">
<h5>Tra i vostri clienti, in quanti lo scelgono come assaggio finale rispetto al dessert?</h5>
<p>Abbiamo una grande pasticceria di impronta classica, per cui il carrello dei formaggi lo serviamo come pre-dessert. Una buona percentuale di clienti assaggia volentieri qualche proposta prima di provare le delizie del pastry chef Marco Pinna.</p>
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<div class="column">
<h5>Tre esempi ideali di abbinamento vino-formaggio?</h5>
<p>Con i caprini un buon Sauvignon Blanc funziona sempre, sia perché entrambi condividono il luogo d’origine, la Valle della Loira, sia perché l’acidità del vitigno pulisce la grassezza del formaggio di capra. Con gli erborinati la certezza è il Porto, mentre un calice di Borgogna rosso o di Brunello è il compagno ideale per le tipologie a pasta dura, dalla complessità e persistenza notevole.</p>
<p><strong>Formaggi dalla Svizzera<br />
</strong><a href="https://www.formaggisvizzeri.it" target="_blank" rel="noopener"><em>formaggisvizzeri.it</em></a></p>
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<div class="column">
<p>Il formaggio è da sempre un prodotto che racconta storie di artigiani, territori e pratiche secolari. Valori che si legano in maniera indissolubile al concetto di “Swissness” (insieme di caratteristiche virtuose associate alla confederazione elvetica) di cui Formaggi dalla Svizzera è promotore con le denominazioni di Emmentaler Dop, Le Gruyère Dop, Appenzeller, Tête de Moine Dop, Raclette Suisse e Sbrinz Dop. Sei tipologie di formaggi prodotti ancora oggi secondo tradizione con ricette antiche, spesso segrete: l’Appenzeller per esempio si distingue per il gusto dolce e aromatico dato dall’uso della salamoia a base di erbe. Mentre la Raclette Suisse è saporita e fondente e per generazioni è stata il simbolo dell’alimentazione di pastori e casari, nonché l’ingrediente chiave di una specialità della cucina svizzera, l’omonima raclette.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.foodandwineitalia.com/miglior-carrello-dei-formaggi-seta-by-antonio-guida-milano/">Miglior Carrello dei Formaggi: Seta by Antonio Guida, Milano</a> proviene da <a href="https://www.foodandwineitalia.com">Food and Wine Italia</a>.</p>
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