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	<title>zucca Archivio &#8226; Food and Wine Italia</title>
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	<title>zucca Archivio &#8226; Food and Wine Italia</title>
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	<item>
		<title>Zucca ripiena agli spinaci  di Daniel Boulud</title>
		<link>https://www.foodandwineitalia.com/zucca-ripiena-agli-spinaci-di-daniel-boulud/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Jan 2026 16:00:12 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Ricette]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una rivisitazione del gratin di zucca e spinaci di Daniel Boulud del 2002, queste zucche ripiene sono cremose e ricche, perfette come contorno o piatto principale durante le feste e le fredde sere invernali. La ricetta di Daniel Boulud Preriscaldate il forno a 220°C. Tagliate una fettina sottile dal retro di ciascuna metà della zucca [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-path-to-node="2">Una rivisitazione del gratin di zucca e spinaci di Daniel Boulud del 2002, queste zucche ripiene sono cremose e ricche, perfette come contorno o piatto principale durante le feste e le fredde sere invernali.</p>
<h2 data-path-to-node="2">La ricetta di Daniel Boulud</h2>
<ul>
<li>
<p data-path-to-node="9,0,0"><b data-path-to-node="9,0,0" data-index-in-node="0">Preriscaldate il forno a 220°C.</b> Tagliate una fettina sottile dal retro di ciascuna metà della zucca per farla stare ferma. Disponete le metà di zucca, con la cavità rivolta verso l’alto, su una teglia rivestita di carta alluminio. Versate un giro d’olio, salate e pepate a piacere. Cuocete nel forno preriscaldato fino a quando le zucche sono tenere, circa 40 minuti. Togliete dal forno e aumentate la temperatura a 245°C.</p>
</li>
<li>
<p data-path-to-node="9,1,0"><b data-path-to-node="9,1,0" data-index-in-node="0">Nel frattempo</b>, fate appassire gli spinaci in una pentola capiente, aggiungendoli poco alla volta e mescolando spesso. Trasferiteli in un colino a maglia fine e lasciate scolare e raffreddare per circa 20 minuti. Pulite la pentola. Strizzate gli spinaci per rimuovere più acqua possibile. Tritateli grossolanamente e mettete da parte.</p>
</li>
<li>
<p data-path-to-node="9,2,0"><b data-path-to-node="9,2,0" data-index-in-node="0">Svuotate parte della polpa</b> (circa 60 g) da ciascuna metà di zucca, lasciando uno spessore di circa 1 cm su tutti i lati. Tritate finemente la polpa che avete tolto. Versate la polpa di zucca e la panna nella pentola e portate a ebollizione a fuoco medio, mescolando spesso. Abbassate il fuoco e lasciate sobbollire, mescolando spesso, fino a quando la panna si addensa abbastanza da velare il retro di un cucchiaio, circa 10 minuti. Aggiungete gli spinaci e cuocete 10-15 minuti, mescolando spesso, fino a ottenere una consistenza densa e cremosa. Togliete dal fuoco. Unite la panna acida e 60 g di Parmigiano. Insaporite con sale e pepe a piacere.</p>
</li>
<li>
<p data-path-to-node="9,3,0"><b data-path-to-node="9,3,0" data-index-in-node="0">Distribuite uniformemente</b> il composto di spinaci nelle zucche; cospargete con il Parmigiano rimasto. Cuocete a 245°C fino a quando il formaggio si scioglie e comincia a dorarsi, circa 5-8 minuti. Servite subito.</p>
</li>
</ul>
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</div>
</div>
</div>
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		<item>
		<title>Zucca violina ripiena di riso e curry per delle feste di Natale un po&#8217; alternative</title>
		<link>https://www.foodandwineitalia.com/zucca-violina-ripiena-di-riso-e-curry/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Dec 2025 12:00:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primi]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[Natale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questo piatto è ispirato al naem khao (un’insalata di riso croccante tipica del Laos) che Colby Rasavong, Best New Chef 2025 di F&#38;W USA, propone nel suo ristorante Bad Idea di Nashville. Raccolto in una zucca, è un primo piatto di contrasti soddisfacenti: la dolcezza naturale della zucca bilancia la piccantezza e l’umami del riso, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo piatto è ispirato al <i>naem khao</i> (un’insalata di riso croccante tipica del Laos) che Colby Rasavong, <i>Best New Chef 2025</i> di F&amp;W USA, propone nel suo ristorante Bad Idea di Nashville. Raccolto in una zucca, è un primo piatto di contrasti soddisfacenti: la dolcezza naturale della zucca bilancia la piccantezza e l’umami del riso, preparato con cocco tostato, anacardi, succo di lime, erbe aromatiche, curry rosso e salsa di pesce.</p>
<h2>La ricetta spiegata passo passo</h2>
<ul>
<li>
<p data-path-to-node="9,0,0"><b>Preriscaldate</b> il forno a <b>230 °C</b> disponendo le griglie nel terzo superiore e nel terzo inferiore. In una piccola ciotola <b>mescolate</b> lo zucchero di canna, il sale, 1 cucchiaio di curry e 1 cucchiaio di olio. <b>Spennellate</b> il lato tagliato di ciascuna metà di zucca con il composto. <b>Sistemate</b> le zucche, con il lato tagliato verso il basso, su una grande teglia unta d’olio.</p>
</li>
<li>
<p data-path-to-node="9,1,0">In una ciotola capiente <b>mescolate</b> il riso, il cocco, 2 cucchiai di olio e il resto del curry. <b>Oliate</b> abbondantemente una seconda teglia con un cucchiaio di olio e <b>distribuitevi</b> il riso condito in uno strato uniforme.</p>
</li>
<li>
<p data-path-to-node="9,2,0"><b>Mettete</b> la teglia con il riso nella parte superiore del forno e quella con le zucche in quella inferiore. <b>Cuocete</b> il riso finché non diventa dorato e croccante, per circa 25-30 minuti. <b>Arrostite</b> le zucche finché non risultano tenere, per 30-40 minuti. <b>Giratele</b> con il lato tagliato rivolto verso l’alto e <b>lasciate raffreddare</b> leggermente per circa 10 minuti.</p>
</li>
<li>
<p data-path-to-node="9,3,0"><b>Prelevate</b> la polpa dalla parte del “collo” di ciascuna metà di zucca, lasciando un bordo di circa 1 cm. <b>Mettete</b> la polpa in una ciotola capiente. <b>Aggiungete</b> gli anacardi, il coriandolo, i cipollotti, la menta, la salsa di pesce, la scorza e il succo di lime e il riso croccante. <b>Mescolate</b> delicatamente. <b>Dividete</b> il composto in parti uguali e <b>riempite</b> le cavità delle 4 metà di zucca. <b>Guarnite</b> con anacardi, cipollotti e menta e <b>servite</b> con spicchi di lime.</p>
</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>La zucca di Halloween si può mangiare: come riutilizzarla in cucina e ridurre gli sprechi</title>
		<link>https://www.foodandwineitalia.com/halloween-come-riutilizzare-la-zucca/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Leonardo Ciccarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Oct 2025 09:00:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[halloween]]></category>
		<category><![CDATA[sprechi]]></category>
		<category><![CDATA[zucca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ogni anno, dopo la notte di Halloween, circa 18mila tonnellate di zucche ancora commestibili vengono gettate via. Un quantitativo che rappresenta una delle forme di spreco alimentare più ricorrenti e dannose dell&#8217;anno. Ricche di vitamine A e C, ferro e fibre, molte di queste zucche potrebbero essere consumate o riutilizzate in cucina, ma vengono invece [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="641" data-end="1135">Ogni anno, dopo la notte di <strong>Halloween</strong>, circa 18mila tonnellate di zucche <strong>ancora commestibili</strong> vengono gettate via. Un quantitativo che rappresenta una delle forme di spreco alimentare più ricorrenti e dannose dell&#8217;anno. Ricche di vitamine A e C, ferro e fibre, molte di queste zucche potrebbero essere consumate o riutilizzate in cucina, ma vengono invece smaltite insieme ai rifiuti organici o, peggio, ai rifiuti indifferenziati.</p>
<p data-start="1137" data-end="1524">L’errore più comune è confondere le <strong>zucche ornamentali</strong> con quelle destinate al consumo. Le prime, spesso vendute nei supermercati e nei mercatini durante il mese di ottobre, <strong>non sono edibili</strong>: contengono infatti cucurbitacine, sostanze amare e potenzialmente tossiche per l’uomo. Le zucche commestibili, invece, possono essere cucinate e conservate per diversi giorni se non intagliate.</p>
<h2 data-start="1531" data-end="1590">Come riconoscere e riutilizzare la zucca di Halloween</h2>
<p data-start="1592" data-end="1941">Se la vostra zucca è di tipo edibile, può essere trasformata in diversi piatti. Quelle utilizzate per le decorazioni sono generalmente di grandi dimensioni e più fibrose (non hanno un sapore molto invitante, dobbiamo dire la verità), ma rimangono adatte per preparazioni come zuppe, vellutate o risotti. Le varietà più <strong>piccole</strong> tendono a essere più saporite e meno acquose, perfette per torte, muffin o gnocchi.</p>
<p data-start="1592" data-end="1941"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-209158" src="https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2025/10/zucca-halloween-si-puo-mangiare.png" alt="zucca-halloween-si-puo-mangiare" width="763" height="627" /></p>
<p data-start="1943" data-end="2249">La <strong>polpa</strong> rimossa durante l’intaglio può essere cotta al vapore o al forno e conservata in frigorifero per due o tre giorni. Anche la parte interna, viscosa e ricca di filamenti, può essere valorizzata: lessata in acqua con carote, cipolla e sedano, diventa una base leggera per minestre e brodi vegetali.</p>
<p data-start="2251" data-end="2443">Neppure i <strong>semi</strong> andrebbero sprecati. Una volta lavati e tostati in forno, diventano uno snack ricco di zinco e antiossidanti, oppure possono essere utilizzati per arricchire insalate e zuppe.</p>
<h3 data-start="2450" data-end="2479">Decorare senza sprecare</h3>
<p data-start="2481" data-end="2912">Se si desidera una decorazione duratura e sostenibile, l’alternativa è<strong> evitare di intagliare la zucca</strong>. Verniciarla con colori ad acqua o naturali consente di conservarla più a lungo e, una volta terminata la festa, cucinarla senza rischi. Quando invece la zucca intagliata inizia a cedere, diventando molle alla base o perdendo liquidi, <strong>non è più sicura per il consumo</strong> e deve essere smaltita correttamente tra i rifiuti organici.</p>
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		<item>
		<title>Perché proprio la zucca è il simbolo di Halloween?</title>
		<link>https://www.foodandwineitalia.com/storia-zucca-halloween-origini-leggende/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Leonardo Ciccarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Oct 2025 16:00:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Storie]]></category>
		<category><![CDATA[halloween]]></category>
		<category><![CDATA[leggende]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[zucca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non esiste Halloween senza una zucca intagliata che illumini il buio della notte, soprattutto nella cultura anglosassone. Ma dietro questa immagine iconica si nasconde una storia molto più antica e complessa di quanto si possa immaginare. Prima ancora delle celebrazioni americane, la zucca rappresentava un ponte simbolico tra il mondo dei vivi e quello dei [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="682" data-end="1125">Non esiste <strong>Halloween</strong> senza una zucca intagliata che illumini il buio della notte, soprattutto nella cultura anglosassone. Ma dietro questa immagine iconica si nasconde una storia molto più <strong>antica</strong> e <strong>complessa</strong> di quanto si possa immaginare. Prima ancora delle celebrazioni americane, la zucca rappresentava un ponte simbolico tra il mondo dei vivi e quello dei morti, legato alle tradizioni celtiche del <em data-start="1044" data-end="1053">Samhain</em>, l’antico capodanno che segnava il passaggio dall’estate all’inverno.</p>
<p data-start="1127" data-end="1569">Nell’Europa del Nord, durante la notte del 31 ottobre, si credeva che il confine tra i due mondi si assottigliasse e che gli spiriti potessero tornare sulla terra. Per proteggerli o allontanarli, si accendevano <strong>lanterne</strong> ricavate da cipolle, <strong>rape</strong> e <strong>barbabietole</strong> intagliate, non da zucche. Questi ortaggi, illuminati con braci ardenti, venivano posti all’ingresso delle case come offerta agli spiriti dei defunti o come segnale di protezione.</p>
<p data-start="1571" data-end="1710">L’immagine della lanterna intagliata, che oggi associamo a Halloween, nasce dunque come gesto rituale, una forma di dialogo con l’aldilà.</p>
<h2 data-start="1717" data-end="1771">Jack-o’-Lantern e la leggenda dell’anima errante</h2>
<p data-start="1773" data-end="2310">La zucca di Halloween, conosciuta nei Paesi anglosassoni come <em data-start="1835" data-end="1852">Jack-o’-Lantern</em>, prende il nome da una leggenda irlandese tramandata per secoli. Secondo la storia, Jack era un fabbro astuto che riuscì a <strong>ingannare il diavolo</strong> due volte, strappandogli la promessa di non essere mai portato all’Inferno. Alla sua morte, però, non fu accolto nemmeno in Paradiso. Costretto a vagare sulla Terra come anima errante, Jack ricevette dal diavolo un tizzone ardente per illuminare il proprio cammino, che collocò all’interno di una rapa svuotata.</p>
<p data-start="2312" data-end="2697">Da allora la sua lanterna brilla nella notte, simbolo di una condanna eterna e di un confine sottile tra luce e oscurità. I fuochi fatui che si accendevano nelle paludi irlandesi — fenomeni naturali di combustione dei gas organici — alimentarono ulteriormente questa leggenda, interpretati come la presenza inquieta di Jack e delle anime senza pace.</p>
<h2 data-start="2704" data-end="2765">Dalle rape alle zucche: la tradizione arriva in America</h2>
<p data-start="2767" data-end="3109">Nel XIX secolo, gli immigrati irlandesi portarono le loro tradizioni negli <strong>Stati Uniti</strong>, dove scoprirono che la zucca — abbondante e facile da scavare — era un sostituto ideale per le lanterne di rapa. Da quel momento, le <em data-start="2988" data-end="3006">pumpkin lanterns</em> diventarono protagoniste delle celebrazioni di Halloween, diffondendosi in tutta l’America del Nord.</p>
<p data-start="2767" data-end="3109"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-209113" src="https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2025/10/storia-zucca-halloween-origini-leggende.png" alt="storia-zucca-halloween-origini-leggende" width="763" height="627" /></p>
<p data-start="3111" data-end="3519">La letteratura contribuì a fissare l’immaginario collettivo: Washington Irving, nel racconto <em data-start="3204" data-end="3234">La leggenda di Sleepy Hollow</em> (1820), descrisse una testa di zucca lanciata come arma dal Cavaliere senza testa, legando per sempre questo ortaggio al tema del mistero e della paura. Nel 1867 la rivista <em data-start="3408" data-end="3425">Harper’s Weekly</em> pubblicò la prima illustrazione di una zucca-lanterna, consacrando definitivamente l’icona.</p>
<h2 data-start="3526" data-end="3596">Le “lumere” italiane: una tradizione più antica di quanto sembri</h2>
<p data-start="3598" data-end="3873">Sebbene oggi la zucca intagliata sia associata alla cultura americana, anche l’<strong>Italia</strong> possiede una tradizione sorprendentemente simile. In molte regioni del Nord e del Centro, tra il 31 ottobre e il 2 novembre, si usava intagliare zucche svuotate e illuminarle con candele.</p>
<p data-start="3875" data-end="4234">In <strong>Emilia-Romagna</strong> le “lumere” venivano collocate lungo i muri dei cimiteri o ai crocicchi per tenere lontani gli spiriti maligni; in <strong>Toscana</strong> i bambini le trasformavano in volti grotteschi per spaventare i passanti; in <strong>Calabria</strong> si portavano in giro chiedendo offerte con la frase “Mi lu pagati lu coccalu?”, una sorta di antenato del “dolcetto o scherzetto”.</p>
<p data-start="4236" data-end="4426">Queste usanze, di chiara derivazione pagana, erano legate ai riti per onorare i defunti e si intrecciarono poi con le celebrazioni cristiane di Ognissanti e della Commemorazione dei Morti.</p>
<p data-start="4428" data-end="4817">Ancora oggi, in alcune zone d’Italia, sopravvivono antiche festività che riprendono questo simbolismo: a Serramonacesca, in Abruzzo, la festa de <em data-start="4573" data-end="4594">L’aneme de le morte</em> prevede che i bambini bussino alle porte chiedendo cibo “per l’anima dei defunti”. In <strong>Sardegna</strong>, nella notte di Sant’Andria, i giovani intagliano zucche e le portano al collo come lanterne, tra canti e richieste di dolci.</p>
<h2 data-start="4824" data-end="4878">La simbologia della zucca</h2>
<p data-start="4880" data-end="5205">La zucca, nel suo lungo percorso simbolico, ha rappresentato <strong>significati diversi</strong> a seconda delle epoche. Nell’antichità classica, la <em data-start="5013" data-end="5024">lagenaria</em>, la zucca a fiasco, era vista come un contenitore vuoto, e da qui deriva l’espressione “zucca vuota”, già usata da Dante nel <em data-start="5150" data-end="5160">Convivio</em> per descrivere l’apparenza senza sostanza.</p>
<p data-start="4880" data-end="5205"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-209112" src="https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2025/10/storia-zucca-halloween-origini.png" alt="storia-zucca-halloween-origini" width="763" height="627" /></p>
<p data-start="5207" data-end="5478">Con l’arrivo delle zucche americane, più dolci e commestibili, il simbolismo si è <strong>trasformato</strong>: da emblema di vacuità a rappresentazione di fertilità e abbondanza, ma anche di fragilità, poiché la zucca non si secca, bensì marcisce, ricordando l’impermanenza della vita.</p>
<p data-start="5480" data-end="5710">Nella cultura popolare, la zucca diventa poi un oggetto magico: da <strong>Cenerentola</strong>, che la trasforma in carrozza, al <em data-start="5593" data-end="5611">Jack Pumpkinhead</em> del <strong>Mago di Oz</strong>, fino al “Grande Cocomero” dei <strong>Peanuts</strong>, simbolo di fede e speranza infantile.</p>
<p data-start="5766" data-end="5977">La zucca di Halloween racchiude dunque <strong>molteplici strati di significato</strong>: simbolo del ciclo vita-morte, emblema della trasformazione e, nel contempo, segno di continuità tra antichi riti e nuove forme di festa.</p>
<p data-start="5979" data-end="6175">Se oggi intagliare una zucca è un gesto ludico, in origine era un modo per affrontare il mistero della morte e per mantenere viva la luce, letteralmente e metaforicamente, nel buio dell’autunno. Halloween, con le sue lanterne arancioni, continua così a unire culture e generazioni diverse, ricordandoci che ogni simbolo — anche il più semplice — porta con sé una storia lunga secoli.</p>
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		<item>
		<title>Corleone sta vivendo una rinascita agricola che punta sulla sostenibilità</title>
		<link>https://www.foodandwineitalia.com/corleone-sta-vivendo-una-rinascita-agricola-che-punta-sulla-sostenibilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Jul 2025 09:42:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Travel]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Corleone, città collinare a soli 58 chilometri da Palermo, negli ultimi anni, sta prendendo forma un cambiamento lento ma concreto. Non cerca riflettori, ma si fa notare tra chi osserva da vicino il mondo agricolo e i suoi ritmi. Una terra spesso raccontata attraverso luoghi comuni sta oggi trovando nuovi modi per esprimere se [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A <b>Corleone</b>, città collinare a soli 58 chilometri da Palermo, negli ultimi anni, sta prendendo forma un cambiamento lento ma concreto. Non cerca riflettori, ma si fa notare tra chi osserva da vicino il mondo agricolo e i suoi ritmi. Una terra spesso raccontata attraverso luoghi comuni sta oggi trovando nuovi modi per esprimere <b>se stessa</b>, a partire proprio da ciò che ha sempre avuto: la <b>campagna</b>, il <b>lavoro quotidiano</b>, la <b>forza della terra</b>.</p>
<p>Qui si curano vigne con attenzione, si recuperano antiche varietà di grano, si rimettono in moto filiere che sembravano dimenticate, con metodi <b>tradizionali e innovativi</b>. Torna protagonista la forza discreta di chi ha scelto il lavoro e la bellezza del fare. Aziende storiche, custodi di <b>tradizioni contadine</b> mai sopite, si affiancano a piccoli e giovani produttori che hanno deciso di coltivare, di restituire senso alle <b>radici</b>. È una <b>trasformazione agricola silenziosa</b>, ma vera. E soprattutto, radicata.</p>
<h3>Corleone, l’antico granaio di Sicilia: la ricchezza che nasce dalla terra</h3>
<p>Chi conosce davvero Corleone lo sa: prima ancora delle cronache, del cinema, del mito — c’è la <b>terra</b>. E quella, qui, è generosa. È un paesaggio fatto di colline, boschi, radure e rocche di pietra. C’è acqua ovunque: la <b>Cascata delle Due Rocche</b>, che si nasconde tra i vicoli del paese, è un piccolo miracolo incastonato nel cuore del borgo. <b>Rocca Busambra</b> domina tutto, con la sua imponenza silenziosa. E intorno, il <b>Bosco della Ficuzza</b>, il <b>Gorgo del Drago</b>, i campi che ondeggiano tra il verde e l’oro. Già nel 250 a.C., Corleone era attraversata da una delle prime vie dell’isola: la <b>Via Francigena Mazarese</b>, che collegava Mazara del Vallo a Ragusa e Santa Croce Camerina. Una rotta di commerci, di scambi, di storie.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-206326" src="https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2025/07/corleone-grano-agricoltura.png" alt="corleone-grano-agricoltura" width="763" height="627" /></p>
<p>E qui, nel cuore montuoso della Sicilia, si incrociavano le rotte del Mediterraneo. Non a caso, tra i colori della bandiera siciliana, il giallo rappresenta proprio Corleone: il <b>&#8220;granaio&#8221; dell’isola</b>. Oggi, quel passato glorioso torna a germogliare.</p>
<h3>Principe di Corleone: la forza della storia, lo slancio del futuro</h3>
<p>Tra i protagonisti di questo <b>rinascimento agricolo</b> c’è una delle realtà storiche del vino siciliano: <b>Principe di Corleone</b>. Con oltre un secolo di esperienza alle spalle, l’azienda rappresenta un capitolo fondamentale nella <b>storia vitivinicola siciliana</b>. Il suo legame con la terra, con l’identità rurale del territorio, è profondo e tangibile, come i filari che attraversano le alture collinari di questo lembo di Sicilia. Alla guida dell’azienda c’è da cinque generazioni la <b>famiglia Pollara</b>, che ha partecipato da protagonista alla grande stagione di rinascita del vino siciliano negli anni Ottanta. Oggi, quell’impegno non si è affievolito. Anzi, si è rinnovato con forza grazie all’ingresso delle <b>nuove generazioni</b>. In particolare, sono i giovani Leoluca e Pietro, fratelli e nuovi volti della famiglia Pollara, a portare una visione fresca e innovativa, capace di proiettare l’azienda verso nuove sfide e mercati. Con uno sguardo contemporaneo, attento alla <b>sostenibilità</b>, alla comunicazione e all’evoluzione dei gusti globali, stanno accompagnando l’azienda in una fase di profonda trasformazione, sempre nel solco della tradizione.</p>
<p>La famiglia Pollara ha scelto di investire in una <b>viticoltura centrata sulla qualità</b>, non solo in cantina ma soprattutto nel vigneto. Colture di tradizione, pratiche sostenibili, attenzione ai dettagli e alle esigenze del suolo: è una visione agricola che tiene insieme la memoria e la contemporaneità, il rispetto per la terra e la competizione nei mercati internazionali. Nei vigneti si coltivano varietà autoctone come <b>Nero d’Avola, Inzolia, Catarratto</b>, insieme ad alcune varietà internazionali, sempre nel segno dell’equilibrio e della coerenza territoriale.</p>
<h3>Gaetano Di Carlo: la scelta di chi torna a restituire senso alle radici</h3>
<p>A Corleone, c’è anche chi ha scelto di tornare. È il caso di <b>Gaetano Di Carlo</b>, agricoltore che ha fatto del ritorno alla propria terra un gesto consapevole e profondo. Quando è tornato, Gaetano non ha preso subito in mano le vigne di famiglia. Prima ha voluto studiare la sua terra, camminarla, comprenderla. Ha scoperto che sotto i suoi piedi c’era <b>sabbia antica, sabbia dolomitica, le calcareniti mioceniche</b>. Come se un pezzo delle Dolomiti si fosse fermato qui milioni di anni fa. Non è solo una curiosità geologica, ma l’anima stessa del terreno: quella che nutre le viti, plasma il vino, <b>dà</b> identità a ogni sorso. Poi, piano piano, ha ricominciato. È partito da un vigneto di <b>Catarratto</b> a 750 metri d’altitudine. E oggi ha sette ettari di vigneto, una cantina raccolta, e una produzione che non supera le 20.000 bottiglie all’anno. Tutto è seguito da lui. Ogni vigna, ogni bottiglia (in totale cinque etichette), ogni parola che accompagna il vino.</p>
<figure id="attachment_206325" aria-describedby="caption-attachment-206325" style="width: 763px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-206325" src="https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2025/07/corleone-gaetano-di-carlo-agricoltura.png" alt="corleone-gaetano-di-carlo-agricoltura" width="763" height="627" /><figcaption id="caption-attachment-206325" class="wp-caption-text">Gaetano Di Carlo insieme al figlio</figcaption></figure>
<p>Ma accanto alla vite, Gaetano coltiva anche <b>olio e grani antichi</b> come <b>Tumminia, Perciasacchi, Russello Ibleo</b> detto anche &#8220;manto di Maria&#8221;, con cui produce farina e pasta artigianale: una <b>filiera completa, agricola e culturale</b>, che guarda al futuro tenendo ben salda la memoria del passato.</p>
<h2>Casale del Drago: la zucca come simbolo di rinascita</h2>
<p>La rinascita corleonese passa anche da colture umili, ma potenti. Come la <b>zucca rossa</b>, protagonista del lavoro del <b>Casale del Drago</b>. L’azienda, a conduzione familiare, nasce nel 1983 e oggi è portata avanti da Paola e da suo marito Luca. «Tutto iniziò quasi per gioco», racconta Paola, «quando i miei suoceri scelsero di coltivare la zucca per differenziarsi da altre produzioni più comuni». Ma oggi i numeri raccontano una <b>crescita autentica</b>: 15 ettari coltivati, raccolta tra metà agosto e metà settembre, e una <b>produzione biologica</b> trasformata in caponate, vellutate e paté secondo ricette tradizionali.</p>
<figure id="attachment_206323" aria-describedby="caption-attachment-206323" style="width: 763px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-206323" src="https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2025/07/corleone-zucca.png" alt="corleone-zucca" width="763" height="627" /><figcaption id="caption-attachment-206323" class="wp-caption-text">La zucca di Casale del Drago</figcaption></figure>
<p>Le zucche, che vanno dai 3 ai 10 kg, vengono lavorate interamente a mano. L’azienda guarda avanti con progetti per un laboratorio di trasformazione e <b>percorsi esperienziali</b> per far conoscere il paesaggio circostante.</p>
<h2>Giovani casari e miele d’altura: nuove energie in fermento</h2>
<p>Accanto ai campi e ai vigneti, sta rifiorendo anche l’<b>arte casearia</b>. A Corleone e nei suoi dintorni stanno nascendo piccoli <b>caseifici artigianali</b>, guidati da giovani casari che uniscono rigore tecnico e passione. Tra questi, spiccano i <b>fratelli Campagna</b>, che hanno fondato un’azienda zootecnica dove il <b>benessere animale</b> si traduce in qualità del latte. Vacche allevate tra la pianura e la montagna, metodi tramandati nel tempo, strumenti antichi e legni selezionati per la stagionatura: nasce così il loro <b>caciocavallo</b>, un formaggio che racconta identità, tempo e radici.</p>
<figure id="attachment_206324" aria-describedby="caption-attachment-206324" style="width: 763px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-206324" src="https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2025/07/pascolo-corleone-miele.png" alt="pascolo-corleone-miele" width="763" height="627" /><figcaption id="caption-attachment-206324" class="wp-caption-text">allevamento &#8211; pascolo all&#8217;aperto-Fratelli Campagna</figcaption></figure>
<p>E tra le colline, le api completano il quadro. Corleone oggi ospita una <b>comunità apistica fiorente</b>, con circa venti apicoltori attivi sul territorio. Alcuni di loro hanno già avviato laboratori di smielatura e strutture dedicate alla lavorazione del prodotto, ma accanto a queste realtà più strutturate stanno emergendo anche piccole produzioni nate quasi per passione. È il caso di <b>Apicoltura Cannella</b>, una giovane realtà familiare nata per hobby, con l’idea di puntare tutto sulla <b>qualità</b>. Senza fretta, ma con crescente convinzione, sta trovando spazio tra chi apprezza un <b>miele autentico, pulito</b>, lavorato con cura. Una produzione piccola ma promettente, spinta da una richiesta inaspettata e dal valore riconosciuto del prodotto.</p>
<p>Tra i giovani apicoltori spicca anche la storia di <b>Salvatore Paternostro</b>, 26 anni, che ha iniziato quasi per caso nel 2020 mentre frequentava le scuole superiori in elettronica. Oggi gestisce circa 700 arnie, produce ogni anno circa 7 tonnellate di miele — in particolare <b>miele di &#8220;sulla&#8221;</b>, che nasce dalle colline amaranto di primavera, ma anche di eucalipto, millefiori e millefiori di bosco, grazie alla vicinanza del bosco di Ficuzza. Ha costruito un proprio laboratorio di smielatura e vende anche sciami per l’impollinazione. «Sono state le api a cercare me», racconta. Oggi il settore è in pieno fermento, con una <b>rete giovane, appassionata e in crescita</b>, che guarda con fiducia al futuro.</p>
<h2>Il Pomodoro Riccio Corleonese: un frutto che resiste</h2>
<p>A completare il paesaggio agricolo corleonese c’è un’altra eccellenza che merita attenzione: il <b>pomodoro riccio</b>, detto anche siccagno corleonese. Una varietà autoctona coltivata <b>in asciutta, senza irrigazione</b>, grazie alla fertilità dei terreni ricchi di sabbie dolomitiche. Tra le realtà più dinamiche, si distingue la startup <b>Feudo Realbate della famiglia Mirabile</b>, che destina circa 2 ettari alla produzione del pomodoro per una produzione attuale di circa 1.400 quintali. Accanto al riccio tipico, coltivano varietà come il Big Rio, il Rio Grande e il Miss Betty, ma il cuore della trasformazione resta il <b>pomodoro siccagno corleonese</b>, usato per pelati, pomodori secchi e si sta pensando già alle conserve artigianali. Un ritorno consapevole alla terra, in chiave contemporanea.</p>
<h2>Zafferano e lumache: la biodiversità che nutre il futuro</h2>
<p>Anche lo <b>zafferano</b> è parte di questo rinascimento agricolo. Quattro aziende lo coltivano con <b>metodo biologico</b>. Tra queste, la <b>Leone s.a.s.</b>, fondata da Emanuela e Giuseppe, due cognati seguiti con passione dal padre novantenne. Hanno puntato su una produzione limitata ma di alta qualità: circa 1 kg di zafferano all’anno, venduto in vasetti da 0,25 e 0,50 g. Tutto viene svolto in famiglia, con lavorazioni manuali, dalla scerbatura alla raccolta, per preservare l’<b>artigianalità e la sostenibilità</b>.</p>
<figure id="attachment_206322" aria-describedby="caption-attachment-206322" style="width: 763px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-206322" src="https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2025/07/corleone-zafferano.png" alt="corleone-zafferano" width="763" height="627" /><figcaption id="caption-attachment-206322" class="wp-caption-text">Lo zafferano dell&#8217;azienda leone</figcaption></figure>
<p>Corleone è anche terra di <b>lumache</b>. Quattro giovani aziende si dedicano all’<b>elicicoltura biologica</b>, in impianti innovativi all’interno di <b>serre a impatto zero</b>. Le chiocciole vengono allevate per la bava (brevettata per usi cosmetici e oggetto di studi farmaceutici), e presto anche per produrre il caviale da destinare ai ristoranti per il consumo alimentare. «Siamo ancora in fase di ricerca e sviluppo ma il comparto a Corleone è in crescita», spiega Leoluca Misuraca, uno dei quattro allevatori.</p>
<p>E mentre queste piccole realtà si strutturano, animate da entusiasmo, ciò che accade oggi non è solo economia rurale: è <b>cultura, identità, rigenerazione</b>. Il rinascimento agricolo di Corleone è la prova che il futuro non arriva dall’alto. Si semina. E poi si aspetta. E poi si raccoglie. Con dignità. Con orgoglio. Semplicemente ricordando e rispettando le vere radici di una terra ricchissima per natura.</p>
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		<title>Zucca al curry con paratha roti</title>
		<link>https://www.foodandwineitalia.com/zucca-al-curry-con-paratha-roti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Nov 2022 15:38:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[Zuppe]]></category>
		<category><![CDATA[curry]]></category>
		<category><![CDATA[zucca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>1. Preparate il paratha roti: mescolate 360 g di farina, lievito in polvere, sale e zucchero in una ciotola e ricavate una cavità al centro. Aggiungete 300 ml di acqua tiepida e 15 g di ghee. Mescolate con un cucchiaio per amalgamare gli ingredienti, poi impastate per circa 1 minuto, finché non otterrete un composto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>1. Preparate il paratha roti:</strong> mescolate 360 g di farina, lievito in polvere, sale e zucchero in una ciotola e ricavate una cavità al centro. Aggiungete 300 ml di acqua tiepida e 15 g di ghee. Mescolate con un cucchiaio per amalgamare gli ingredienti, poi impastate per circa 1<br />
minuto, finché non otterrete un composto soffice e appiccicoso. Infarinatevi leggermente le mani e dividetelo in 6 parti (da circa 100 g ciascuna). Coprite con un canovaccio e lasciate riposare per circa 15-30 minuti, finché non diventerà facile da lavorare.<br />
<strong>2. Spennellate una teglia da forno con il ghee rimasto.</strong> Infarinate un piano di lavoro e posizionateci uno dei panetti di impasto. Stendete fino a ottenere un cerchio di 20-22 cm (non necessariamente perfetto). Spalmate 15 g di burro morbido sulla superficie e spolverizzate con 2 cucchiaini di farina. Fate un taglio dal bordo al centro, come per tracciare il raggio. Prendete l&#8217;impasto dal bordo inferiore del taglio e arrotolatelo in senso orario per formare un cono. Rimboccate le estremità inferiori del cono all’interno della cavità centrale. Posizionate la base inferiore del cono su un piano di lavoro e spingete la punta all&#8217;interno, in modo da dare la forma di un vulcano. Per ottenere questo risultato, fate entrare la punta del cono verso il centro finché l’impasto non rientra di circa 5 cm. Premete per appiattire. Trasferitelo sulla teglia e spennellate la superficie dell&#8217;impasto con il ghee, per impedire che si asciughi. Ripetete con gli altri 5 panetti. Coprite la teglia con della pellicola e lasciate riposare a circa 20°C per 2 ore.<br />
<strong>3. Riscaldate una padella antiaderente,</strong> infarinate un piano di lavoro e scoprite l&#8217;impasto. Appiattite con delicatezza ogni panetto e spianate fino a formare dei cerchi di 25 cm. Iniziate dal centro e muovetevi verso l&#8217;esterno, ruotando via via per dare una forma precisa (i cerchi saranno più fini alle estremità).<br />
<strong>4. Lavorate un panetto alla volta e trasferitelo nella padella calda.</strong> Proseguite la cottura per 4 minuti, finché non iniziano a formarsi delle bolle in superficie. Spennellate abbondantemente il disco con ghee, olio o burro fuso. Girate e cuocete per circa 3 minuti, finché non sarà dorato e gonfio in alcuni punti. Per dare una consistenza irregolare, usate 2 spatole per ripiegare i bordi del paratha roti verso l’interno, mentre è ancora sulla padella. In alternativa, avvolgetelo con un canovaccio e scuotetelo. Se volete, condite il paratha roti con altro sale. Posizionateli in una ciotola o su un piatto e coprite con un canovaccio per tenerli caldi. Ripetete il procedimento con i panetti rimanenti.<br />
<strong>5. Preparate la zucca al curry:</strong> tagliate un quadrato di garza di 20 cm. Al centro, posizionate le foglie di curry, la cannella, l&#8217;anice stellato, il coriandolo, il cardamomo e i chiodi di garofano. Chiudete con lo spago da cucina per formare un sacchetto. Riscaldate l&#8217;olio in un tegame ampio. Aggiungete cipolla, zenzero, curcuma e peperoncini habanero. Proseguite la cottura per circa 5 minuti, mescolando spesso, finché le cipolle non inizieranno ad ammorbidirsi. Aggiungete il garam masala e il sacchetto di spezie. Proseguite la cottura per 5 minuti, mescolando. Aggiungete zucca, callaloo e sale, poi brodo e latte di cocco. Alzate la fiamma e portate a bollore. Coprite con il coperchio e abbassate la fiamma. Proseguite la cottura per circa 20 minuti, finché la zucca e il callaloo non saranno teneri. Togliete e scartate il sacchetto. Assaggiate e aggiustate di sale.<br />
<strong>6. Mentre la zucca al curry cuoce, preparate la salsa ai semi di zucca:</strong> prendete una casseruola e metteteci l&#8217;aglio tritato e l’olio extravergine di oliva. Fate rosolare. Lasciate cuocere per circa 10 minuti, finché l&#8217;aglio non inizierà a dorarsi. Togliete dal fuoco e lasciate raffreddare a temperatura ambiente per circa 20 minuti. Aggiungete semi di zucca, scorza e succo di limone, aglio grattugiato e sale. Servite la salsa ai semi di zucca come accompagnamento per la zucca al curry e il paratha roti.</p>
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		<title>Riso latte e zucca</title>
		<link>https://www.foodandwineitalia.com/riso-latte-e-zucca/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Manuel Costardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Feb 2021 07:59:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dessert]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[Carnevale]]></category>
		<category><![CDATA[Costardi Bros]]></category>
		<category><![CDATA[Manuel Costardi]]></category>
		<category><![CDATA[Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[riso]]></category>
		<category><![CDATA[zucca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mettete a scaldare il latte e la panna, portare a circa 60°C. Aggiungete lo zucchero e tutti gli aromi. A pioggia, aggiungete la farina di riso e fate cuocere fino a ottenere una crema. Per la crema di zucca Tagliate la zucca a pezzettoni e fatela cuocere a vapore. Una volta che la zucca è [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Mettete a scaldare il latte e la panna, portare a circa 60°C.</strong> Aggiungete lo zucchero e tutti gli aromi. A pioggia, aggiungete la farina di riso e fate cuocere fino a ottenere una crema.</p>
<p><strong>Per la crema di zucca</strong></p>
<p><strong>Tagliate la zucca a pezzettoni e fatela cuocere a vapore.</strong> Una volta che la zucca è cotta, frullartea fino a ottenere una crema liscia e omogenea.</p>
<p><strong>Aggiungete la scorza d’arancia.</strong> Mettete la crema di zucca in un sac à poche.</p>
<p><strong>Impiattate il dessert:</strong> mettete la crema di riso sul fondo del piatto. Con l’aiuto di un sac à poche fate una spirale con la crema di zucca, poi aggiungete la granella di nocciola e qualche cristallo di sale.</p>
<p>Finite il piatto con il riso crunch caramellato .</p>
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		<title>Astice blue, zucca pochè e arrostita in salsa bisque</title>
		<link>https://www.foodandwineitalia.com/astice-blue-zucca-poche-e-arrostita-in-salsa-bisque/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gennaro Russo, La Sponda]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Feb 2021 07:54:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[Secondi]]></category>
		<category><![CDATA[astice]]></category>
		<category><![CDATA[Gennaro Russo]]></category>
		<category><![CDATA[La Sponda]]></category>
		<category><![CDATA[pesce]]></category>
		<category><![CDATA[Positano]]></category>
		<category><![CDATA[San Valentino]]></category>
		<category><![CDATA[Sirenuse]]></category>
		<category><![CDATA[zucca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mettere a bollire una pentola del diametro di almeno 20 cm con acqua abbondante, sale, uno spicchio d’aglio e un rametto di timo. Appena l’acqua bolle immergere i corpi degli astici privati di teste e chele e infilzati con spiedini per tenerli dritti. Cuocerli per 3 minuti e decorticarli a caldo. Bollire poi nella stessa [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Mettere a bollire una pentola del diametro di almeno 20 cm con acqua abbondante,</strong> sale, uno spicchio d’aglio e un rametto di timo. Appena l’acqua bolle immergere i corpi degli astici privati di teste e chele e infilzati con spiedini per tenerli dritti. Cuocerli per 3 minuti e decorticarli a caldo.</p>
<p><strong>Bollire poi nella stessa acqua le chele,</strong> per 6 minuti e con l’aiuto delle forbici sgusciarle e tenerle da parte. Schiacciare con un batticarne le teste degli astici e far rosolare con un filo d’olio a fuoco medio. Una volta che le teste sono ben caramellate e rosse, toglierle dal fuoco e mettere in padella le coste di sedano, le cipolle, i pomodori e il finocchio tagliati finemente. Far appassire dolcemente.</p>
<p><strong>Aggiungere nuovamente le teste e far cuocere a fuoco basso per un’oretta.</strong> Passare il tutto attraverso un colino chinoise e versare un po’ di olio a filo per dare maggiore consistenza.</p>
<p><strong>Tagliare una parte della zucca a cubetti e far rosolare con un filo d’olio, poi cuocere con la propria acqua di vegetazione</strong>. Tagliare la restante parte di zucca a fette sottili e arrostirla in padella, quindi farla marinare per almeno un’ora con olio e aglio.</p>
<p><strong>Passare l&#8217;astice in forno con una spennellata di bisque per riscaldarlo, </strong>quindi procedere all’impiattamento. Sistemar le chele e la zucca nelle sue due consistenze a lato dell&#8217;astice, qualche cimetta di timo e finire a tavola con la sua salsa.</p>
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		<item>
		<title>Zucca butternut arrosto con cavolo riccio al profumo di chorizo</title>
		<link>https://www.foodandwineitalia.com/zucca-butternut-arrosto-con-cavolo-riccio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Damian Sansonetti (a cura di Kelsey Youngman)]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Jan 2021 11:00:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Contorni]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[cavolo riccio]]></category>
		<category><![CDATA[salsiccia]]></category>
		<category><![CDATA[verdure]]></category>
		<category><![CDATA[zucca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Grazie alla sua consistenza soda, la zucca butternut può essere cotta come una bistecca. Da Chaval a Portland, Maine, lo chef Damian Sansonetti ne esalta la complessità con il suo mix di spezie, ispirato ai sapori del chorizo spagnolo. Lo chef stempera il composto di cumino, pimentón e coriandolo in olio d’oliva per esaltarne gli [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Grazie alla sua consistenza soda, la zucca butternut può essere cotta come una bistecca. Da Chaval a Portland, Maine, lo chef Damian Sansonetti ne esalta la complessità con il suo mix di spezie, ispirato ai sapori del chorizo spagnolo. Lo chef stempera il composto di cumino, pimentón e coriandolo in olio d’oliva per esaltarne gli aromi, dando a questo piatto un profumo affumicato.</em></p>
<p><strong>Preriscaldate il forno a 250°C.</strong> Posizionate una teglia nel forno; scaldatela per 10 minuti.</p>
<p><strong>Separate il collo dal fondo tondeggiante di ciascuna zucca;</strong> sbucciate solo il collo e tagliatelo longitudinalmente in 4 fette alte 1 cm. Mettete da parte il fondo tondeggiante di ciascuna zucca per un altro eventuale uso. Condite le fette di zucca con 2 cucchiai di olio, 1 cucchiaino di sale e 1 cucchiaino di pepe</p>
<p><strong>Disponete le fette di zucca sulla teglia calda.</strong> Arrostitele nel forno preriscaldato finché non siano tenere e dorate, da 22 a 30 minuti, girandole dopo 12 minuti.</p>
<p><strong>Nel frattempo, scaldate 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva in una padella di medie dimensioni.</strong> Aggiungete cumino, Pimentón de la Vera e coriandolo; cuocete, mescolando continuamente, per circa 30 secondi. Aggiungete cipolla e aglio; cuocete, mescolando continuamente, per circa 1 minuto. Aggiungete il cavolo nero, 2 cucchiai di acqua, 1 pizzico di sale, e 1/4 di cucchiaino di pepe. Coprite e cuocete, mescolando spesso, finché il cavolo non sia tenero, da 2 a 3 minuti. Spegnete il fuoco e aggiungete l’aceto; mescolate. Salate a piacere.</p>
<p><strong>Servite le fette di zucca</strong> con cavolo riccio saltato, formaggio feta sbriciolato e semi di zucca tostati.</p>
<p><strong><em>DA FARE IN ANTICIPO</em> </strong><br />
Potete arrostire la zucca fino a 2 ore in anticipo e servirla a temperatura ambiente. Cuocete il cavolo riccio appena prima di servire.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.foodandwineitalia.com/zucca-butternut-arrosto-con-cavolo-riccio/">Zucca butternut arrosto con cavolo riccio al profumo di chorizo</a> proviene da <a href="https://www.foodandwineitalia.com">Food and Wine Italia</a>.</p>
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		<item>
		<title>Zucca butternut al forno con foglie di curry</title>
		<link>https://www.foodandwineitalia.com/zucca-butternut-al-forno-con-foglie-di-curry/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nick Sharma]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Dec 2020 09:41:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Contorni]]></category>
		<category><![CDATA[cocco]]></category>
		<category><![CDATA[foglie di curry]]></category>
		<category><![CDATA[tacchino]]></category>
		<category><![CDATA[verdure]]></category>
		<category><![CDATA[zucca]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.foodandwineitalia.com/?p=66642&#038;preview=true&#038;preview_id=66642</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le inaspettate note di cocco e il profumo di curry rendono originale e delizioso questo contorno a base di zucca Tempo di preparazione: 15 minuti Tempo totale: 50 minuti Dosi per: 4 persone 1 zucca butternut (da 1 kg) 1 cucchiaio di olio di cocco, sciolto 1 ½ cucchiaino di peperoncino Marash (vedete la nota) [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="66642" class="elementor elementor-66642" data-elementor-post-type="post">
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Le inaspettate note di cocco e il profumo di curry rendono originale e delizioso questo contorno a base di zucca</h2>				</div>
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										<time>Dicembre 30, 2020</time>					</span>
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									<p>Tempo di preparazione: 15 minuti</p>								</div>
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									<p>Tempo totale: 50 minuti </p>								</div>
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									<ul><li>1 zucca butternut (da 1 kg)<br /><br /></li><li>1 cucchiaio di olio di cocco, sciolto<br /><br /></li><li>1 ½ cucchiaino di peperoncino Marash (vedete la nota)<br /><br /></li><li>1 cucchiaino e ½ di sale<br /><br /></li><li>1 cucchiaino di semi di senape nera<br /><br /></li><li>24 foglie di curry fresche<br /><br /></li><li>1 cucchiaio di succo di lime fresco</li></ul>								</div>
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				<div class="elementor-widget-container">
									<p><strong>Preriscaldate il forno a 210°C.</strong> Sbucciate la zucca, privatela dei semi e tagliatela a cubetti da 2 cm. Unite in una ciotola di medie dimensioni zucca, olio di cocco, peperoncino, sale, semi di senape e foglie di curry. Mescolate finché la zucca non sia ben condita.</p><p><strong>Trasferite su una teglia e cuocete nel forno preriscaldat</strong>o finché la zucca non sia tenera e dorata, per circa 35 minuti, mescolando a metà cottura. Sfornate; condite con succo di lime e servite caldo.</p><p><strong>DA FARE IN ANTICIPO<br /></strong> Potete sbucciare e tagliare la zucca fino a 1 giorno prima.</p><p><strong>NOTA</strong> <br />Potete trovare il peperoncino Marash e le foglie di curry nei negozi di alimentari asiatici oppure su www.amazon.com. Potete anche sostituire il peperoncino con il pepe di Aleppo.</p><p> </p><p><em>foto di Greg DuPree<br /></em></p>								</div>
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									<span class="elementor-button-text">Leggi: Guida al tacchino perfetto</span>
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				<h3 class="elementor-portfolio-item__title">
		Tartine di Pasqua con ravanelli, rape e burro alle foglie		</h3>
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				<h3 class="elementor-portfolio-item__title">
		Millionaire bar al caffè		</h3>
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		La ricetta del tortano di Anna Belmattino		</h3>
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				<h3 class="elementor-portfolio-item__title">
		La pastiera napoletana di Antonino Cannavacciuolo		</h3>
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				<h3 class="elementor-portfolio-item__title">
		Spritz cookies con crema al limone		</h3>
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				<h3 class="elementor-portfolio-item__title">
		Coniglio e scampo, Parmentier di patate ed erba cipollina		</h3>
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