<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>olio extravergine Archivio &#8226; Food and Wine Italia</title>
	<atom:link href="https://www.foodandwineitalia.com/tag/olio-extravergine/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.foodandwineitalia.com/tag/olio-extravergine/</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Mon, 27 Apr 2026 07:26:17 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.8.5</generator>

<image>
	<url>https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2019/04/cropped-favicon_foodandwine-32x32.png</url>
	<title>olio extravergine Archivio &#8226; Food and Wine Italia</title>
	<link>https://www.foodandwineitalia.com/tag/olio-extravergine/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Andria, i sapori della Murgia</title>
		<link>https://www.foodandwineitalia.com/andria-i-sapori-della-murgia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luciana Squadrilli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 08:00:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Travel]]></category>
		<category><![CDATA[Andria]]></category>
		<category><![CDATA[burrata]]></category>
		<category><![CDATA[confetti]]></category>
		<category><![CDATA[olio extravergine]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.foodandwineitalia.com/?p=213945</guid>

					<description><![CDATA[<p>La chiamano la “città dei tre campanili”: quello normanno della Cattedrale dedicata a Santa Maria Assunta, in pieno centro; quello barocco di San Domenico, poco distante, che è il più alto con la sua cupola “a pera”; e quello coevo, ma più lineare, di San Francesco, un po’ più decentrato. Testimonianze – non silenti – [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.foodandwineitalia.com/andria-i-sapori-della-murgia/">Andria, i sapori della Murgia</a> proviene da <a href="https://www.foodandwineitalia.com">Food and Wine Italia</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La chiamano la “città dei tre campanili”: quello normanno della Cattedrale dedicata a Santa Maria Assunta, in pieno centro; quello barocco di San Domenico, poco distante, che è il più alto con la sua cupola “a pera”; e quello coevo, ma più lineare, di San Francesco, un po’ più decentrato. Testimonianze – non silenti – del passato di <strong>Andria</strong>, oggi capoluogo della provincia di Barletta-Andria-Trani nel cuore del <strong>Parco Nazionale dell’Alta Murgia</strong>, area proclamata di recente Geoparco mondiale dell&#8217;Unesco.</p>
<p>A lungo feudo della famiglia dei Del Balzo e fiorente centro agricolo e strategico, la città pugliese è inscindibilmente legata alla figura di Federico II di Svevia che, poco lontano da qui, fece costruire <strong>Castel del Monte</strong>, misterioso e affasciante capolavoro architettonico che nelle sue possenti mura ottagonali racchiude simbologie profonde e insegnamenti filosofici.</p>
<p>E se oggi il centro di Andria accoglie i visitatori con un dedalo di stradine, vicoli e piazzette animati da numerosi locali e negozi, e con una rete di strutture ipogee visitabili che si apre sotto ad antichi palazzi nobiliari e chiese rinascimentali, le immense distese verdi di <strong>uliveti, vigne e pascoli</strong> che la circondano raccontano l’altro motivo per cui la località è nota, ed è una tappa da segnare: il suo patrimonio enogastronomico.</p>
<h2>Olio e vino, i protagonisti principali</h2>
<figure id="attachment_213956" aria-describedby="caption-attachment-213956" style="width: 763px" class="wp-caption alignleft"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-213956" src="https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2026/04/8-2.png" alt="oliveti" width="763" height="627" /><figcaption id="caption-attachment-213956" class="wp-caption-text">Le distese di olivi di Conte Spagnoletti Zeuli</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Con oltre 13mila ettari coltivati a olivo (che diventano oltre 30mila abbracciando l’intera provincia BAT), Andria è uno dei principali centri dell’olivicoltura pugliese, e dunque italiana: qui nasce una quantità d’olio pari all’incirca a quella dell’intera Toscana. Parte dell’associazione <strong>Città dell’Olio,</strong> ospita dal 1999 il festival <a href="https://www.foodandwineitalia.com/qoco-2026-extravergine-e-cucina-si-incontrano-ad-andria/">QOCO – Un Filo d’Olio nel Piatto</a>, che unisce sfida culinaria e promozione territoriale.</p>
<p>La cultivar principale, protagonista quasi assoluta della coltivazione e produzione locale – che trova la sua punta di eccellenza nella DOP Terra di Bari “Castel del Monte” – è la <strong>Coratina</strong>, qui detta anche Raccioppa. Ne nascono oli extravergini decisi, dagli spiccati profumi vegetali di carciofo e mandorla, ma che prendono sfumature uniche di prodotto in prodotto, tra sentori di erbe e finocchio e diverse intensità: oltre ai nomi già ben noti, come <a href="https://www.foodandwineitalia.com/chef-apreda-firma-gli-oli-aromatici-del-frantoio-muraglia/">Frantoio Muraglia</a> e Guglielmi, vale la pena scoprire piccole produzioni andriesi di qualità come l’elegante monocultivar Bellulive dell’azienda <strong>Di Gioia</strong>, quello biologico del Frantoio Vallarella e il più deciso Vigu, perfetto su piatti robusti.</p>
<figure id="attachment_213957" aria-describedby="caption-attachment-213957" style="width: 763px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="size-full wp-image-213957" src="https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2026/04/7-1.png" alt="vigne" width="763" height="627" /><figcaption id="caption-attachment-213957" class="wp-caption-text">Le vigne di Rivera ai piedi di Castel del Monte</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Alla coltivazione dell’olivo affiancano quella dell’uva due importanti aziende locali, che vantano una lunga tradizione familiare e ampie distese di vigne e oliveti:<strong> Conte Spagnoletti Zeuli</strong> – che conserva un’affascinante cantina ipogea del XVIII secolo, visitabile – oggi guidata dal conte Onofrio, e <strong>Rivera</strong>, le cui radici affondano all’epoca federiciana ma che dal 1921 è stata trasformata in un’azienda viti-olivicola modello dalla famiglia de Corato. Entrambe offrono interessanti interpretazioni di vitigni autoctoni come il Bombino bianco e nero, il Fiano della Murgia e il Nero di Troia, ma anche delle chicche come il <strong>Moscato di Trani Doc</strong>, vino dolce un tempo molto diffuso nelle cantine di tutta Italia.</p>
<h2>La burrata, e la mozzarella “anni Sessanta”</h2>
<figure id="attachment_213958" aria-describedby="caption-attachment-213958" style="width: 763px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="size-full wp-image-213958" src="https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2026/04/5-3.png" alt="Burrata" width="763" height="627" /><figcaption id="caption-attachment-213958" class="wp-caption-text">Vincenzo Fucci con delle burrate appena fatte</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma se c’è un prodotto per cui Andria è diventata famosa in tutta Italia, e non solo, è la burrata. Prodotto a Indicazione Geografica Protetta dal 2016 – tutelata dall’apposito consorzio che ha sede in città – la <strong>Burrata di Andria</strong> è un prodotto tutto sommato recente, anche se a quanto pare la sua nascita fu ispirata da consuetudini locali ben più antiche, e le varianti della storia sono numerose.</p>
<p>Secondo la più attestata, quando nel <strong>1956</strong> una straordinaria nevicata bloccò le strade, un “massaro” locale – Lorenzo Bianchino – ebbe l’idea di conservare tanto i residui della lavorazione della pasta filata quanto la <strong>panna</strong> che affiorava naturalmente dal latte inserendo entrambi in un “involucro” della stessa pasta. È proprio così che ancora oggi alcuni artigiani di Andria producono la burrata: la pasta filata viene strappata manualmente in sfilacci, miscelata con panna fresca e inserita – sempre a mano – in un contenitore di pasta filata modellato e chiuso con veloci e sapienti gesti.</p>
<p>Accade, ad esempio, da <strong>Le Delizie del Latte</strong>, caseificio e negozio cittadino oggi guidato da Vincenzo Fucci che utilizza latte pugliese e, con i suoi collaboratori, realizza giornalmente le burrate preparando “in casa” anche la panna, a garanzia di un gusto pieno ma non stucchevole. Qui nasce pure – accanto a una produzione più standard – la cosiddetta “mozzarella anni Sessanta”, vale a dire quella prodotta aggiungendo allo stesso latte vaccino il <strong>siero innesto</strong>, senza utilizzare invece acido citrico o lattico. Il risultato è un sapore più pieno e una consistenza più tenace, delizioso in ogni formato: dai nodini alle trecce.</p>
<h2>Il lato più dolce della Murgia</h2>
<figure id="attachment_213959" aria-describedby="caption-attachment-213959" style="width: 763px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-213959" src="https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2026/04/2-3.png" alt="confetti" width="763" height="627" /><figcaption id="caption-attachment-213959" class="wp-caption-text">I Tenerelli di Mucci</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ad Andria non mancano di certo anche le specialità dell’arte dolciaria: dai deliziosi dolcetti a base di mandorla al curioso – e buonissimo – <strong>gelato “Trenocelle”</strong>: si tratta di una croccante coppetta modellata con la cialda in cui viene inserito del gelato al gusto di crema al torrone arricchito da tre nocciole (come il numero dei campanili), e poi ricoperta da un guscio di cioccolato fondente. Ideato anch’esso nella metà del secolo scorso, forse per richiamare i gelati “industriali” che iniziavano a nascere in quegli anni, oggi resta una chicca tutta locale proposta in alcune gelaterie e caffetterie andriesi, come il centralissimo <strong>Bar De Lucia</strong> che affaccia su piazza Catuma, il cuore della città.</p>
<p>A pochi minuti da qui, c’è un’altra tappa imprescindibile per conoscere la storia gastronomica locale: il <a href="https://www.museodelconfetto.it/"><strong>Museo del Confetto &#8220;Giovanni Mucci&#8221;</strong></a>, ospitato assieme al negozio dell’omonima famiglia in una palazzina Liberty in quella che oggi si chiama proprio Via Museo del Confetto. Fondata nel 1894 da Nicola Mucci, l’attività confettiera artigianale dei Mucci nasce soprattutto attorno alla tradizione locale della “Petresciata”: qui, infatti, un tempo i matrimoni venivano festeggiati non con il lancio di chicchi di riso ma da una pioggia di confetti simbolo di fecondità e di buon auspicio, che i fidanzati versavano sulle loro spose o sul letto e che venivano donati anche dalle future suocere (più erano di qualità, più la scelta della sposa era approvata).</p>
<p>Risale invece al 1932 l’invenzione dei <strong>Tenerelli</strong>, che vedono un guscio morbido di cioccolato e un sottile strato di confettatura a ricoprire di mille colori mandorle di Toritto o nocciole del Piemonte. Oggi la produzione contempla ancora, oltre ai Tenerelli che sono un must del Carnevale andriese, i <strong>confetti ricci</strong> e quelli classici con le pregiate mandorle pugliesi e siciliane, i piccoli cannellini alla cannella o i confetti duri a forma di frutta e quelli ripieni di rosoli e liquori, inclusi quelli più esotici e ispirati a cocktail tropicali, e poi dragées al cioccolato classiche e creative, I <strong>Cricri</strong> (piccole sfere di nocciola e cioccolato ricoperte da zuccherini) e molto altro.</p>
<p>Ma oltre al <strong>negozio</strong> dove fare acquisti – una bottega che conserva il sapore di altri tempi, tra mobili in legno, pareti dipinte e vasi colmi di bonbon – qui si possono visitare anche le sale dell’interessante <strong>museo</strong> allestito per ripercorrere la storia familiare e le diverse tecniche utilizzate per lavorare confetti, caramelle (oggi fuori produzione) e cioccolato, dalle bassine manuali agli stampi d’epoca. Riconosciuto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, si tratta di un museo unico nel suo genere e davvero particolare.</p>
<h2>Gli indirizzi per mangiare e bere</h2>
<figure id="attachment_213960" aria-describedby="caption-attachment-213960" style="width: 763px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-213960" src="https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2026/04/12.png" alt="pizza" width="763" height="627" /><figcaption id="caption-attachment-213960" class="wp-caption-text">Una pizza di Davide Di Chio</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il paniere locale contiene molti altri prodotti ancora: da altri formaggi e latticini a prodotti da forno come <strong>taralli e calzoni</strong>, gustosi salumi (e anche la carne di cavallo affumicata) e ortaggi ricchi di sapore, da arricchire con gli oli locali e accompagnare con vini della zona.</p>
<p>Per avere un assaggio della proposta gastronomica locale, in un ambiente grazioso e accogliente ma del tutto informale, prenotate un tavolo da <strong>Est &#8211; Vinum et Cibus,</strong> l’enoteca con cucina guidata da Michele Muraglia: qui tutto parla pugliese, e lo chef Luca Gallo interpreta i prodotti Slow Food e la tradizione locale con mano felice.</p>
<p>Tagli pregiati di carni selezionati dai migliori allevamenti d’Italia contraddistinguono invece il menu di T<strong>odi Steak</strong>, curata braceria contemporanea guidata da Vincenzo Bonadie e Patrizia Di Bari. Ma qui, oltre a carpacci ed eccellenti <strong>entrecôte</strong>, filetti e tagliate, si può scegliere anche tra selezioni di salumi e formaggi, bombette alla griglia, capocollo di maiale con crema di cime di rapa e una proposta quotidiana di primi piatti, da accompagnare con una bella scelta di vini non solo regionali.</p>
<p>Se invece volete gustare i sapori locali su un’ottima <strong>pizza</strong>, l’indirizzo da segnare è <strong>Alterego,</strong> la pizzeria di Davide Di Chio che, dal 2023, ha portato ad Andria una proposta  contemporanea che mette insieme tecnica, creatività e rispetto per gli ingredienti, che spesso sono del territorio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.foodandwineitalia.com/andria-i-sapori-della-murgia/">Andria, i sapori della Murgia</a> proviene da <a href="https://www.foodandwineitalia.com">Food and Wine Italia</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Al via la prima edizione del Festival dell’Olio di Roma Igp</title>
		<link>https://www.foodandwineitalia.com/al-via-la-prima-edizione-del-festival-dellolio-di-roma-igp/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luciana Squadrilli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 14:00:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[festival]]></category>
		<category><![CDATA[Natale di Roma]]></category>
		<category><![CDATA[olio extravergine]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.foodandwineitalia.com/?p=213475</guid>

					<description><![CDATA[<p>Da sempre, aprile è un mese importante per Roma: secondo la leggenda, infatti, proprio il 21 di questo mese, nel 753 a.C., Romolo avrebbe fondato quella che sarebbe divenuta la Città Eterna. Una scelta simbolica, molto probabilmente, e legata alla data dei Parilia (antica festa dedicata alla dea Pales, protettrice dei pastori, sottolineando anche il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.foodandwineitalia.com/al-via-la-prima-edizione-del-festival-dellolio-di-roma-igp/">Al via la prima edizione del Festival dell’Olio di Roma Igp</a> proviene da <a href="https://www.foodandwineitalia.com">Food and Wine Italia</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Da sempre, aprile è un mese importante per <strong>Roma</strong>: secondo la leggenda, infatti, proprio il 21 di questo mese, nel 753 a.C., Romolo avrebbe fondato quella che sarebbe divenuta la Città Eterna. Una scelta simbolica, molto probabilmente, e legata alla data dei <em>Parilia</em> (antica festa dedicata alla dea Pales, protettrice dei pastori, sottolineando anche il carattere agricolo e rurale dell’Urbe), ma che nel corso dei secoli è rimasta a rappresentare nel calendario, e nel cuore dei romani, il <strong>“compleanno”</strong> della città.</p>
<p>E quest’anno, le celebrazioni si arricchiscono di un ciclo di appuntamenti che hanno come filo conduttore l’<strong>olio extravergine.</strong> Non uno qualsiasi, ma proprio quello che nasce nei terreni olivetati della Capitale – il comune agricolo più grande d’Italia per estensione, ma anche d&#8217;Europa – e dell’intera superficie regionale.  Riconosciuto nel 2021, <strong>l&#8217;Olio di Roma Igp</strong> è infatti ottenuto per almeno l’80% da olive delle cultivar autoctone del Lazio Itrana, Carboncella, Caninese, Salviana, Rosciola, Marina e Sirole, oltre che Leccino, Moraiolo, Maurino, Pendolino e Frantoio, mentre il restante 20% può essere rappresentato da altre varietà.</p>
<p>E tra le piante “cittadine”, ci sono anche quelle che crescono nel <strong>Parco Archeologico del Colosseo</strong> (che include il Colosseo, il Foro Romano e il Palatino), grazie a un affascinante progetto di recupero storico e paesaggistico che ha riportato qui le tre piante simbolo di Roma: il fico, l’olivo e la vite.</p>
<h2>Il Festival dell’Olio di Roma Igp</h2>
<p>Il mese di aprile, dal 10 al 21, sarà dunque costellato dagli appuntamenti della prima edizione del <strong>Festival dell’Olio di Roma Igp</strong>, che invita cittadini, turisti, addetti ai lavori e appassionati a conoscere più da vicino questo prodotto straordinario ma anche luoghi unici della città, per valorizzare la storia e i sapori regionali e cittadini, e la cultura dell’olio: non a caso, in occasione dei Parilia, greggi, pastori e villaggi erano purificati e benedetti proprio con un <strong>ramoscello d’ulivo</strong>, in segno di protezione e augurio di prosperità.</p>
<p>Dalle masterclass di assaggio alle attività di edutainment, dalle degustazioni alle visite culturali, l’extravergine sarà il “filo verde” del ricco programma dell’iniziativa, che è stato presentato prima di Pasqua a <strong>Palazzo Valentini</strong>, gioiello dell’architettura barocca. «Il Festival dell’Olio di Roma IGP rappresenta per noi un’iniziativa strategica volta a rafforzare la reputazione e il posizionamento di una produzione che è espressione autentica della qualità e dell’identità del nostro territorio», commenta <strong>David Granieri</strong>, Presidente del Consorzio Olio di Roma Igp e Presidente Coldiretti Lazio.<strong> «</strong>Crediamo fortemente che questo evento diffuso possa rappresentare una concreta occasione di sinergia tra istituzioni, imprese e mondo della cultura, con l’obiettivo di costruire una visione condivisa di futuro, orientata alla qualità, alla sostenibilità e alla crescita del territorio».</p>
<h2>Eventi diffusi tra arte, storia, gusto e formazione</h2>
<p>Il calendario del <strong>Festival dell’Olio di Roma Igp</strong> è dunque ampio e articolato, e talvolta supererà anche i confini cittadini e regionali – come accadrà dal 12 al 15 aprile, con le degustazioni e gli approfondimenti in programma a Vinitaly. Ad aprire la rassegna, dal 10 al 12 aprile, sarà la presenza di stand dedicati presso il Festival del Verde e del Paesaggio, in programma all’Auditorium Parco della Musica.</p>
<p>Nelle giornate successive, si alterneranno momenti dedicati ai più <strong>giovani</strong> – come i laboratori del progetto “Generazione O”, pensati per studenti di scuole superiori e università e ospitati negli spazi dell’IPSEOA Vincenzo Gioberti e dell’IPSEOA Tor Carbone –, visite guidate a luoghi che raccontano il legame tra Roma e la sua campagna – come il <strong>Monte dei Cocci</strong> a Testaccio, collina artificiale formata da milioni di frammenti di anfore, molte delle quali trasportavano olio, vino e altri prodotti alimentari – e masterclass dedicate all’incontro tra prodotti tipici locali come olio, formaggi e vini.</p>
<p>Famoso per le sue eccellenti proprietà nutrizionali, sabato 18 e domenica 19 aprile l’extravergine sarà anche al centro di appuntamenti dedicati al benessere e allo sport: dal <strong>Villaggio Appia Run</strong> (il sabato, presso le Terme di Caracalla) alla ventisettesima edizione della <strong>Roma Appia Run</strong>, atteso evento podistico tra storia e natura il cui percorso parte dal dal Parco archeologico del Colosseo e attraversa l’Appia Antica.</p>
<p>Lunedì 20 aprile, il <strong>Tempio di Adriano</strong> – emblema della grandiosità architettonica di Roma antica, i cui maestosi spazi un tempo erano profumati dagli oli aromatici offerti agli dèi – ospiterà l&#8217;esposizione dei produttori Olio di Roma Igp e una serie di attività ad esso legate: masterclass di assaggio, cooking show e talk di approfondimento, ma anche la presentazione dei percorsi di<strong> oleoturismo</strong> racchiusi nel progetto “Le vie dell&#8217;Olio di Roma”.</p>
<p>Quella stessa sera,<strong> Villa Silvestri Rivaldi – </strong>bellissimo edificio rinascimentale situato tra via del Colosseo e i Fori Imperiali – sarà la cornice della <strong>serata di gala: </strong>un elegante momento di celebrazione delle eccellenze italiane e della cultura mediterranea. Oltre agli aspetti conviviali, gli invitati potranno anche scoprire gli affascinanti ambienti dell’ala cinquecentesca del palazzo – tra cui la Sala degli Imperatori, opera della bottega di Perin del Vaga, rimasta nascosta per secoli – e i cantieri pilota dell’ICR-Istituto Centrale del Restauro, dedicati al recupero di preziosi <strong>dipinti murali.</strong></p>
<p>A chiudere questa prima edizione del Festival, il <strong>21 aprile</strong> – il giorno del <strong>Natale di Roma</strong> – l’antico rito dei Parilia sarà ricordato in un luogo speciale: la <strong>Curia Iulia, </strong>centro politico del Foro Romano e oggi parte del Parco archeologico del Colosseo, sarà il palcoscenico d’eccezione del <strong>Premio L’Eterno</strong>. Si tratta di un riconoscimento attribuito a personalità, enti e produttori che contribuiscono a diffondere la cultura dell’olio extravergine e l’identità romana nel mondo. Durante la giornata, sarà anche possibile effettuare visite guidate all’Oliveto del Palatino. E non mancherà naturalmente l’occasione per assaggiare l’Olio di Roma Igp.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.foodandwineitalia.com/al-via-la-prima-edizione-del-festival-dellolio-di-roma-igp/">Al via la prima edizione del Festival dell’Olio di Roma Igp</a> proviene da <a href="https://www.foodandwineitalia.com">Food and Wine Italia</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Feste e appuntamenti di fine estate</title>
		<link>https://www.foodandwineitalia.com/feste-e-appuntamenti-di-fine-estate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Aug 2025 14:34:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[agosto]]></category>
		<category><![CDATA[Cortina]]></category>
		<category><![CDATA[feste d'estate]]></category>
		<category><![CDATA[festival del recupero]]></category>
		<category><![CDATA[olio extravergine]]></category>
		<category><![CDATA[Tempi di Recupero]]></category>
		<category><![CDATA[Vieste]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.foodandwineitalia.com/?p=207235</guid>

					<description><![CDATA[<p>Agosto volge al termine, e come è consuetudine in Italia – tranne per qualche fortunato che riesce a prolungare le ferie o le ha saggiamente posticipate – segna anche la fine dell’atmosfera spensierata delle vacanze. Ma, se si può sempre contare sui fine settimana settembrini sperando in un clima mite, le ultime due settimane del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.foodandwineitalia.com/feste-e-appuntamenti-di-fine-estate/">Feste e appuntamenti di fine estate</a> proviene da <a href="https://www.foodandwineitalia.com">Food and Wine Italia</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Agosto volge al termine, e come è consuetudine in Italia – tranne per qualche fortunato che riesce a prolungare le ferie o le ha saggiamente posticipate – segna anche la fine dell’atmosfera spensierata delle <strong>vacanze.</strong> Ma, se si può sempre contare sui fine settimana settembrini sperando in un clima mite, le ultime due settimane del mese offrono ancora belle occasioni, tra mare o montagna, per unire un po’ di relax e <strong>qualche interessante scoperta</strong> anche enogastronomica.</p>
<p>Ecco tre <strong>appuntamenti</strong>, dalle cime ampezzane alla costa garganica passando per i bei borghi dell’entroterra romagnolo, che potrebbero essere da spunto per un’ultima gita estiva.</p>
<h2>Cortina Summer Party, il 21 agosto a El Brite de Larieto</h2>
<p>È fissato a <strong>giovedì 21 agosto</strong> (sole permettendo, in caso contrario l’appuntamento è per il 2026) il party in quota più atteso della stagione: torna infatti a Cortina la giornata organizzata da Red Squirrel Eventi e ospitata quest&#8217;anno da <a href="https://www.foodandwineitalia.com/a-1-700-metri-di-quota-arriva-il-gelato-dalpeggio-di-elbrite-la-novita-dellestate-a-cortina/"><strong>El Brite de Larieto</strong></a>, uno degli indirizzi guidati da <strong>Riccardo Gaspari</strong> e <strong>Ludovica Rubbini</strong> immerso nel paesaggio patrimonio Unesco delle Dolomiti venete.</p>
<figure id="attachment_207240" aria-describedby="caption-attachment-207240" style="width: 763px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-207240" src="https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2025/08/3-2.png" alt="appuntamenti di fine estate" width="763" height="627" /><figcaption id="caption-attachment-207240" class="wp-caption-text">Cortina Summer Party 2024</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tra picnic gourmet ed esperienza gastronomica d’altura, il <a href="https://www.rseventi.com/summer-party/"><em><strong>Cortina Summer Party</strong></em></a> – il cui inizio è previsto per le 12.30 – vede oltre 20 proposte di alta cucina firmate da chef e pizzaioli e pensate per raccontare la montagna in chiave moderna, creativa e internazionale: dalla <em>Zuppa di funghi porcini in crosta di pane con cialda di Parmigiano Reggiano</em> di <strong>Gianluca Beltramini</strong> (chef dell’Hotel Cortina) alla pizza <em>Bosko</em> di <strong>Denis Lovatel,</strong> dal <em>Merluzzo all’olio EVO, cioccolato, barbabietola, porro e beurre blanc</em> di <strong>Peter Brunel</strong> (Ristorante Gourmet Arco) alla <strong>Focaccina di riso e patate, pastrami di manzo e misticanza aromatica</strong> di <strong>Mattia Barni</strong> (Alajmo Cortina) o al <em>Riso Buono Carnaroli, zucchine, stracchino stagionato e limone nero</em> di <strong>Andrea Chivetto</strong> (Hotel Ancora).</p>
<p>E ancora le proposte di <strong>Graziano Prest, Riccardo De Pra, Gioele Grillo</strong> e molti altri, i prodotti dei partner tra cui il Consorzio del Parmigiano Reggiano e le etichette di cantine e partner come Champagne Lallier, Champagne Palmer, Bepi Tosolini, Cantine Venissa, Ferro Wine.</p>
<h2>La Settimana dell’Olio 2025, dal 24 al 28 agosto a Vieste</h2>
<figure id="attachment_207242" aria-describedby="caption-attachment-207242" style="width: 763px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-207242" src="https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2025/08/5-4.png" alt="appuntamenti di fine estate" width="763" height="627" /><figcaption id="caption-attachment-207242" class="wp-caption-text">La Settimana dell&#8217;Olio 2024</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Vieste</strong>, graziosa cittadina balneare garganica affacciata sull’Adriatico e circondato dalle campagne costellate di ulivi, ospita <a href="https://www.foodandwineitalia.com/a-vieste-torna-la-settimana-dellolio/">la rassegna dedicata all’olio extravergine d’oliva</a> e all’olivicoltura nelle sue tante sfaccettature. Giunta alla nona edizione, <a href="http://www.settimanadellolio.it"><em><strong>La Settimana dell’Olio </strong></em></a>è organizzata dal Comune di Vieste con il forte impego dell’Assessore ai Grandi Eventi e all&#8217;Agricoltura Gaetano Paglialonga, con il contributo della Regione Puglia, con il patrocinio di Provincia di Foggia, GAL Gargano e Slow Food Gargano, e con la direzione organizzativa di <strong>Sabrina Pupillo</strong>, tecnologa alimentare e divulgatrice nel settore olivicolo.</p>
<p>L’edizione 2025 prevede, nei cinque giorni che vanno <strong>dal 24 al 28 agosto</strong>, una ricca serie di iniziative e appuntamenti (tutti gratuiti con posti limitati e prenotazione obbligatoria), per avvicinare turisti e curiosi al mondo dell’<strong>extravergine</strong> e rendere sempre di più il Gargano una destinazione anche gastronomica. Si comincia la mattina della domenica 24 presso le Tenute Il Mandrione con l’incontro <em>“A tu per tu con il produttore”,</em> che avrà come protagonista l’olivicoltore e frantoiano pugliese <strong>Pietro Intini</strong>, autore di eccezionali prodotti.</p>
<figure id="attachment_207243" aria-describedby="caption-attachment-207243" style="width: 763px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-207243" src="https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2025/08/6-2.png" alt="appuntamenti di fine estate" width="763" height="627" /><figcaption id="caption-attachment-207243" class="wp-caption-text">La Settimana dell&#8217;Olio 2024</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Seguiranno appuntamenti che vedranno l’olio incontrare di volta in volta la mixology con il bartender Riccardo Santovito, la cucina con l’<strong>associazione Cuochi Gargano e Capitanata</strong>, il pane con Antonio Cera e Francesco Arena, la pizza con <strong>Diego Vitagliano</strong> e molto altro, ma anche sessioni di meditazioni e passeggiate tra gli uliveti, altri incontri con produttori regionali come De Carlo, degustazioni e visite ai frantoi, concerti tra gli ulivi secolari, e altro ancora. Spazio anche ai più piccoli, con il laboratorio di assaggio e sana alimentazione per bambini <em>“Bruschetta vs Merendina”</em> a cura dell’Associazione Pandolea Donne dell’Olio e con la presenza della presidente del Consorzio Olio di Puglia Igo Maria Francesca Di Martino.</p>
<p>Tutte le sere, la Marina Piccola di Vieste ospiterà inoltre il <strong>Mercatino dei Produttori</strong>,  per offrire l’occasione di assaggiare e acquistare gli oli extravergine del Gargano.</p>
<h2>Festival del Recupero, dal 29 al 31 agosto in Romagna</h2>
<figure id="attachment_207239" aria-describedby="caption-attachment-207239" style="width: 763px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-207239" src="https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2025/08/2-4.png" alt="appuntamenti di fine estate" width="763" height="627" /><figcaption id="caption-attachment-207239" class="wp-caption-text">Festival del Recupero 2024</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Prende una forma diffusa la quinta edizione del <strong><em>Festival del Recupero</em></strong>, l’evento ideato dall’<strong><a href="https://www.tempidirecupero.it/">Associazione Tempi di Recupero</a> – </strong>e realizzato con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna e il contributo di Romagna Acque-Società delle Fonti e Visit Romagna – che invita a vivere il piacere del cibo e della gastronomia in maniera consapevole e attenta. In calendario dal 29 al 31 agosto, quest’anno il ricco programma – dedicata al tema del <em>Recupero del Futuro della Foresta</em>, coinvolge i tre borghi romagnoli di <strong>Pianetto di Galeata</strong>, <strong>San Piero in Bagno</strong> e <strong>Santa Sofia</strong> tra cene d’autore, uscite di foraging, laboratori, dibattiti, mercato dei produttori e attività per bambini (per info e prenotazioni contattare il numero 0543.981561).</p>
<p>Come sempre, sono numerosi e particolarmente interessante gli chef, pizzaioli, gelatieri e bartender che parteciperanno, tra cui <strong>Gianluca Gorini</strong>, Valerio Serino, Antonio Ziantoni, Fabio Ingallinera, <strong>Yoji Tokuyoshi</strong>, Giulio Gigli, Luigi Lepore, <strong>Juan Camilo Quintero</strong>, Giulio Rocci, Stefano Guizzetti, Jimmy Bertazzoli, Michele Di Carlo, <strong>Davide Fiorentini</strong>.</p>
<p>Saranno ben 30 in totale, tra le cene d’autore a quatto mani, la serata dedicata alla pizza nel chiostro, la <strong>Cena Circolare</strong> con le osterie Chiocciole Slow Food e i cuochi del Recupero alla Campanara di Pianetto, il <strong>picnic nel verde</strong> con i piatti di Juri Chiotti e Marco Ambrosino e i gelati di Stefano Guizzetti di Ciacco Lab e di Martina Francesconi di Gelatina, abbinato alla visita alle sculture del Parco del lungofiume del Bidente a Santa Sofia (bella novità di quest’anno), fino al tradizionale <strong>pranzo della domenica </strong>nel chiostro di Pianetto, quando chef e pizzaioli cucineranno insieme.</p>
<figure id="attachment_207238" aria-describedby="caption-attachment-207238" style="width: 763px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-207238" src="https://www.foodandwineitalia.com/wp-content/uploads/2025/08/1-4.png" alt="appuntamenti di fine estate" width="763" height="627" /><figcaption id="caption-attachment-207238" class="wp-caption-text">Foraging con Alessandro Di Tizio</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In programma anche il <strong>tour in e-bike</strong> da Bagno di Romagna a Santa Sofia, l’esperienza immersiva di foraging nella foresta guidata da <strong>Alessandro Di Tizio</strong> (etnobotanico abruzzese che collabora anche con il Mirazur a Mentone) seguita dall’aperitivo nel verde coni  cocktail di Michele Di Carlo e del Racine di Rimini.</p>
<p>E ancora, laboratori per adulti e bambini, convegni dedicati al tema del recupero e alle sperienze più virtuose, e il gran finale con l’aaperitivo musicale e la tradizionale <strong>Cena dei Sindaci</strong> di Galeata, Santa Sofia, Civitella di Romagna e Bagno di Romagna, affiancati dagli chef della rete, dal gelatiere Gianfrancesco Cutelli e dal bartender Paolo Dianini, a suggellare la centralità dell’unione e della condivisione che caratterizza l’evento.<strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.foodandwineitalia.com/feste-e-appuntamenti-di-fine-estate/">Feste e appuntamenti di fine estate</a> proviene da <a href="https://www.foodandwineitalia.com">Food and Wine Italia</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Inverno extravergine</title>
		<link>https://www.foodandwineitalia.com/inverno-extravergine/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luciana Squadrilli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jan 2025 12:47:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[fiere]]></category>
		<category><![CDATA[Oleoturismo]]></category>
		<category><![CDATA[olio extravergine]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.foodandwineitalia.com/?p=201560</guid>

					<description><![CDATA[<p>La stagione dell’extravergine è da sempre, per eccellenza, l’autunno, ovvero il periodo – oggi sempre più anticipato – in cui si raccolgono le olive e si lavorano nei frantoi, dando vita all’olio “nuovo”. Ma anche i mesi invernali, quando i prodotti dell’attività olivicola sono nel pieno della loro forma, sono ricchi di eventi, appuntamenti e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.foodandwineitalia.com/inverno-extravergine/">Inverno extravergine</a> proviene da <a href="https://www.foodandwineitalia.com">Food and Wine Italia</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La stagione dell’<strong>extravergine</strong> è da sempre, per eccellenza, l’autunno, ovvero il periodo – oggi sempre più anticipato – in cui si raccolgono le olive e si lavorano nei frantoi, dando vita all’olio “nuovo”. Ma <strong>anche i mesi invernali</strong>, quando i prodotti dell’attività olivicola sono nel pieno della loro forma, <strong>sono ricchi di eventi, appuntamenti e occasioni di incontro e assaggio.</strong></p>
<h5>L’Anteprima dell’Olio Extravergine di Oliva Dop Umbria</h5>
<p>È diventata ormai un’attesa consuetudine l’appuntamento organizzato dall’Associazione <strong><a href="https://www.stradaoliodopumbria.it/">Strada dell’olio e.v.o. Dop Umbria</a> </strong>(in collaborazione con la Camera di Commercio dell’Umbria e il sostegno del Comune di Spoleto) per presentare a giornalisti, chef, appassionati e operatori di settore <strong>il meglio della produzione regionale dell’annata in corso</strong>: in questo caso la 2024/2025 che ha fatto registrare un <strong>incremento di superficie coltivata</strong> di quasi il 10% rispetto all’anno precedente e quantitativi di olive raddoppiati rispetto al 2023.</p>
<p>Giunto alla sua <strong>quarta edizione</strong>, quest’anno l’evento si è svolto <strong>il 20 gennaio per la prima volta a Spoleto,</strong> città dal notevole patrimonio artistico e culturale. Sono stati i palazzi storici della città a ospitare i diversi momenti dell’iniziativa: dalla conferenza di presentazione presso il <strong>Palazzo Leti Sansi</strong> alla Grande degustazione di Olio e.v.o. Dop Umbria nella sala da concerti del <strong>Teatro Menotti</strong>, per concludere con la <strong>“Cena Oleocentrica” a 8 mani</strong> con gli chef del circuito <em>Evoo Ambassador</em> – <strong>Ada Stifani</strong> di Ada Gourmet di Perugia, <strong>Fabio Cappiello</strong> del Ristorante Vespasia di Norcia, <strong>Cristina Rastelli</strong> de Il Capanno di Spoleto e <strong>Daniele Auricchio</strong> del Ristorante Radici del Borgo la Chiaracia di Castel Giorgio – che si è tenuta a <strong>Palazzo Collicola,</strong> bellissima dimora settecentesca. L’anteprima è stata anche l’occasione per presentare le proposte di <strong>oleoturismo esperienziale</strong> <strong>&#8220;Evo&amp;Art Experience&#8221;</strong>: tour incentrati sulla conoscenza della cultura dell’olio extravergine nelle cinque sottozone della Dop Umbria (che abbraccia l’intera regione) che verranno proposti al pubblico, in occasione di <a href="https://www.frantoiaperti.net/"><strong>Frantoi Aperti in Umbria 2025</strong></a> in programma dal 18 ottobre al 16 novembre 2025.</p>
<h5>In Toscana, si rinsalda il legame tra olio e turismo</h5>
<p>Proprio il 20 gennaio si è concluso anche l’evento <strong><em>Vetrina Toscana: Assaggi di futuro </em></strong>al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, a Firenze, occasione di confronto per fare il punto sulla situazione attuale e delineare gli <strong>scenari futuri di <a href="https://www.vetrina.toscana.it/">Vetrina Toscana</a>,</strong> il progetto della Regione Toscana (in collaborazione con Unioncamere) che da 25 anni promuove il turismo enogastronomico regionale. Tra i diversi dati interessanti diffusi, anche quelli che riguardano il <strong>legame tra il turismo e l’agricoltura, e in particolare l’olivicoltura</strong>. Da sempre sinonimo di qualità e cultura olearia, gli oli a denominazione della Regione Toscana si confermano un importante attrattore turistico e adesso fanno rete: durante l’evento è stato infatti presentato <strong>un cofanetto regalo con i campioni dei cinque oli extravergini di oliva Dop e Igp della Toscana</strong>, pensato proprio per promuovere la pregiata produzione regionale aldilà dei confini nazionali, quale perfetto souvenir o spunto per un prossimo viaggio.</p>
<h5>Evoluzione 2025, ‘Sui Tetti di Roma’</h5>
<p>Lunedì <strong>27 gennaio</strong>, nella Capitale torna l’appuntamento dedicato all’extravergine di qualità – e alle sue connessioni, in primis con la ristorazione – organizzato da La Pecora Nera Editore e Oleonauta, società di promozione e valorizzazione dell’extravergine, a ingresso gratuito su accredito (e nel pomeriggio aperto anche agli appassionati). Giunto alla settima edizione, quest’anno <a href="http://www.evoluzioneolio.com"><strong>Evoluzione</strong></a> si sposta sugli ultimi due piani panoramici di <strong>The Hive Hotel,</strong> che ospiteranno i banchi di assaggio con i produttori ma anche incontri, degustazioni guidate, masterclass, presentazioni di libri e convegni.</p>
<p>Inoltre, l’evento sarà anche l’occasione per la presentazione della <strong>Guida degli Oli di Evoluzione 2025</strong> – strumento utile tanto per gli operatori Horeca quanto per gli appassionati – e per la consegna dei premi assegnati ai professionisti della ristorazione che si sono distinti per il particolare impegno nella promozione culturale dell’olio extravergine di oliva: per il 2025 la <em>Pizzeria dell’Olio</em> è <strong>Acquaefarina</strong> di Trento, il <em>Ristorante dell’Olio </em>è <strong>Daní Maison</strong> di Nino Di Costanzo a Ischia (NA), la <em>Gelateria dell’Olio</em> è <strong>Capitan Cono</strong> di Roma. Mentre il premio <em>Menù dell’Olio</em> va al <strong>ristorante pizzeria Costa</strong> di Cinisello Balsamo, quello per il <em>Turismo dell’Olio</em> è assegnato all’<strong>Azienda Agricola Molino7cento</strong> di Cori e il riconoscimento per la<em> Comunicazione dell’Olio</em> alla testata<strong> Cucina &amp; Vini</strong>. A essere premiata, infine, l’azienda produttrice molisana <strong>Parco dei Buoi</strong> di Larino, di cui viene attestato l’<em>Impegno per il sociale.</em></p>
<h5><strong>A Bari</strong> <strong>Evolio, Expo accende i riflettori sull’oleoturismo</strong></h5>
<p>È in programma alla Fiera di Bari <strong>dal 30 gennaio all’uno febbraio </strong>la prima edizione di <a href="http://www.evolioexpo.com"><strong>Evolio Expo</strong></a>, la nuova Fiera dell’Olio EVO del Mediterraneo organizzata da Senaf e sostenuta dal Dipartimento di Agricoltura, Sviluppo Rurale e Ambientale della Regione Puglia, da Pugliapromozione (Agenzia Regionale del Turismo) e dall’Associazione Nazionale Città dell’OIio.</p>
<p>Dal respiro internazionale – e incentrata sul B2B per favorire l’incontro tra produttori e acquirenti della media e grande distribuzione organizzata, ma anche operatori del settore ho.re.ca. –, la manifestazione vuole diventare un riferimento per <strong>l’intero bacino del Mediterraneo</strong>. E sceglie tra i suoi temi portanti, anche grazie al coinvolgimento delle Città dell’Olio, quello del <strong>turismo legato al mondo olivicolo</strong> (a cui anche noi abbiamo dedicato spesso spazio su <a href="https://www.foodandwineitalia.com/le-vie-dellolio/">Food&amp;Wine Italia</a>). Nelle due giornate infatti sono previsti diversi momenti di approfondimento e formazione sul tema dedicati ai professionisti del settore e a chi vuole sviluppare progetti di accoglienza nella propria azienda. Ma ci sarà spazio anche per esplorare altri due temi portanti, grazie alla presenza di esperti di fama internazionale e docenti universitari: da quello che lega <strong>Olio, ambiente, paesaggio e identità</strong> fino all’imprescindibile binomio <strong>Olio e salute.</strong></p>
<h4><strong>A Verona, il Sol diventa Sol2Expo</strong></h4>
<p>Fino allo scorso anno, il Sol-Salone internazionale dell’olio di oliva – si è svolto a Verona in in contemporanea con Vinitaly e Enolitech, in un padiglione dedicato. A partire dal 2025 – le date da segnare in calendario sono da domenica 2 a martedì 4 marzo – debutta invece un nuovo evento a tema olio di Veronafiere che, raccogliendo il testimone del precedente, prende il nome di <a href="http://www.sol2expo.com"><strong>Sol2Expo – Full Olive Experience</strong></a>.</p>
<p>Incentrata su quattro pilastri tematici (<strong>prodotto, tecnologia, formazione e turismo</strong>) legati al comparto dell’olivicoltura, che secondo i dati Ismea conta 619mila aziende agricole su 1,14 milioni di ettari (di cui 272mila bio) e 4327 frantoi attivi in Italia, la manifestazione è rivolta come sempre principalmente agli operatori di settore. Tuttavia quest’anno, <strong>nella giornata di domenica, Sol2Expo apre le proprie porte agli appassionati</strong> e il programma si amplia con possibilità di acquisto diretto, cooking show, workshop e degustazioni con pairing per il pubblico e gli appassionati. Molto attesa anche la premiazione del <strong>Sol D’Oro</strong> (nella sua prima tranche dedicata ai prodotti dell’Emisfero Nord), la competizione internazionale organizzata da Veronafiere giunta alla 23esima edizione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.foodandwineitalia.com/inverno-extravergine/">Inverno extravergine</a> proviene da <a href="https://www.foodandwineitalia.com">Food and Wine Italia</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>OlivitalyMed: tre giorni &#8220;extravergini&#8221; al Castello di Rocca Cilento</title>
		<link>https://www.foodandwineitalia.com/olivitalymed-tre-giorni-sullextravergine-al-castello-di-rocca-cilento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luciana Squadrilli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 May 2024 08:30:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[olio extravergine]]></category>
		<category><![CDATA[OlivitalyMed]]></category>
		<category><![CDATA[Rocca Cilento]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.foodandwineitalia.com/?p=193938</guid>

					<description><![CDATA[<p>Un antico maniero che domina l’entroterra cilentano punteggiato di vigne olivi e guarda al mare, riportato al fascino di una volta – ma in stile del tutto attuale, con interventi di arte contemporanea e diversi contenuti enogastronomici – da una famiglia appassionata di storia e castelli, e di ospitalità: non poteva esserci cornice più indicata [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.foodandwineitalia.com/olivitalymed-tre-giorni-sullextravergine-al-castello-di-rocca-cilento/">OlivitalyMed: tre giorni &#8220;extravergini&#8221; al Castello di Rocca Cilento</a> proviene da <a href="https://www.foodandwineitalia.com">Food and Wine Italia</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Un antico maniero che domina l’entroterra cilentano punteggiato di vigne olivi</strong> <strong>e guarda al mare,</strong> riportato al fascino di una volta – ma in stile del tutto attuale, con interventi di arte contemporanea e diversi contenuti enogastronomici – da una famiglia appassionata di storia e castelli, e di ospitalità: non poteva esserci cornice più indicata per un appuntamento dedicato all’olio extravergine d’oliva, imprescindibile protagonista dello stile alimentare che il medico americano Ancel Keys mise a punto proprio qui in Cilento, tra anni Cinquanta e Sessanta, battezzandolo <em>Dieta Mediterranea</em>. D’altro canto lo aveva anticipato e promesso l’imprenditore e architetto <strong>Stefano Sgueglia</strong> (purtroppo scomparso di recente), quando <a href="https://www.foodandwineitalia.com/le-novita-dellestate-in-cilento/">due estati fa inaugurò con la famiglia al completo la struttura rimessa a nuovo del <strong>Castello di Rocca Cilento</strong>.</a></p>
<p>Adesso la sua idea visionaria di portare un grande evento dell’olio al Sud diventa realtà: <strong>da sabato 4 a lunedì 6 maggio le mura del borgo-castello ospiteranno OlivitalyMed, la prima Rassegna delle Eccellenze dell’Olio e dei Sapori Mediterranei</strong> che mette insieme il meglio dell’extravergine della Penisola e dell’intero bacino del Mediterraneo, con la presenza di produttori e comunità in arrivo anche da Grecia, Portogallo e Marocco. Un programma interessante e sfaccettato che ne racconti i tanti volti, le tante sfumature e i tanti usi in cucina, rivolgendosi tanto al trade (con la presenza anche di buyer internazionali) e agli addetti ai lavori quando agli appassionati di gastronomia.</p>
<p>A riprova dell’approccio multidisciplinare dell’evento, ad aprire i lavori sabato 4 maggio, dopo l’inaugurazione ufficiale, sarà il <strong>Maestro Peppe Vessicchio,</strong> sempre più attento ai temi dell’enogastronomia, che in dialogo con Michele Scognamiglio affronterà <strong>il tema dell’armonizzazione dell’extravergine</strong> nell’incontro <em>L’olio e l’ulivo nel tempo, riflessioni sulla loro funzione armonica</em>. Il programma seguirà poi con focus, convegni e incontri dedicati ai diversi aspetti di questo prezioso prodotto: quello sensoriale, quello salutistico, quello agronomico e paesaggistico e così via, senza tralasciare naturalmente un settore in crescita come <strong>l’oleoturismo</strong> e lo spazio – altrettanto in espansione – da esso occupato nella ristorazione, con <strong>un focus sul mondo della pizza</strong> e un incontro incentrato sulle prospettive future dell’extravergine ma anche con diverse masterclass tematiche: da quella dedicata agli oli campani (proprio qui in Cilento, grazie anche all’opera di formazione, consulenza e condivisione capeggiata da <strong>Nicolangelo Marsicani e da altri bravissimi frantoiani</strong>, nascono le etichette più interessanti del panorama regionale) a quella sugli <strong>extravergine del Gargano</strong>, fino a quella sui sentori tipicamente mediterranei – pomodoro, carciofo, mandorla, erba e altro ancora – che si possono trovare nelle bottiglie.</p>
<p>Numerose, naturalmente, anche le occasioni di assaggio: non solo degustazioni di olio extravergine ai banchi di assaggio dei produttori ma anche <strong>abbinamenti con i pani della tradizione e con i lievitati, impieghi in pasticceria e in miscelazione</strong> e poi tanti altri prodotti di terra e di mare che raccontano una terra sfaccettata come il Cilento, fatto di costa e di boschi, di spiagge e di entroterra.</p>
<p><strong>La partecipazione a OlivitalyMed è aperta a tutti con l’acquisto di un biglietto giornaliero</strong> (al costo di 10 euro, gratuito per i minorenni e per i possessori di Campania Artecard) che dà diritto anche alla visita del frantoio settecentesco a breve distanza dal Castello.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.foodandwineitalia.com/olivitalymed-tre-giorni-sullextravergine-al-castello-di-rocca-cilento/">OlivitalyMed: tre giorni &#8220;extravergini&#8221; al Castello di Rocca Cilento</a> proviene da <a href="https://www.foodandwineitalia.com">Food and Wine Italia</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il &#8220;Miglior Olio degli Chef&#8221; è del Frantoio Franci</title>
		<link>https://www.foodandwineitalia.com/il-miglior-olio-degli-chef-e-del-frantoio-franci/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luciana Squadrilli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Apr 2024 16:18:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[AIRO]]></category>
		<category><![CDATA[Frantoio Franci]]></category>
		<category><![CDATA[olio extravergine]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.foodandwineitalia.com/?p=193293</guid>

					<description><![CDATA[<p>Di guide e concorsi dedicati alla produzione di olio extravergine d’oliva – che in Italia fa registrare preoccupanti cali quantitativi ma sempre eccellenti livelli qualitativi – ce ne sono numerosi. Tra i riconoscimenti assegnati da A.I.R.O, Associazione Internazionale Ristoranti dell&#8217;Olio, ce n’è però uno particolarmente interessante che rispecchia bene la &#8220;mission&#8221; della realtà associativa che [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.foodandwineitalia.com/il-miglior-olio-degli-chef-e-del-frantoio-franci/">Il &#8220;Miglior Olio degli Chef&#8221; è del Frantoio Franci</a> proviene da <a href="https://www.foodandwineitalia.com">Food and Wine Italia</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Di<strong> guide e concorsi dedicati alla produzione di olio extravergine d’oliva</strong> – che in Italia fa registrare preoccupanti cali quantitativi ma sempre eccellenti livelli qualitativi – ce ne sono numerosi. Tra i riconoscimenti assegnati da <strong>A.I.R.O, Associazione Internazionale Ristoranti dell&#8217;Olio,</strong> ce n’è però uno particolarmente interessante che rispecchia bene la &#8220;mission&#8221; della realtà associativa che si occupa di divulgazione e formazione nel settore: si tratta del <strong>premio per il Miglior Olio degli Chef</strong> che – affiancandosi alle valutazioni più tecniche a cura del panel ufficiale, ma contando comunque su assaggiatori esperti e competenti – vede appunto <strong>undici chef e pizzaioli scegliere il prodotto che per loro è più indicato per la ristorazione</strong>; e si tratta non solo di nomi di primo piano nel panorama gastronomico nazionale ma anche di veri e propri esperti, che da tempo dedicano grande attenzione alla scelta, all’uso e alla presentazione dell’extravergine nei propri locali e che sono infatti stati premiati proprio per questo da A.I.R.O. entrando anche nella &#8220;hall of fame&#8221; dell’associazione: <strong>Nino di Costanzo, Andrea Perini, Emanuele Natalizio, Fabio Ferrara, Tommaso Vatti, Davide Fiorentini, Claudio Rugna, Marco Stabile, Lorenzo Cantoni, Daniele Cestelli e Salvatore Salvo</strong>.</p>
<p>Quest’anno, la loro scelta è ricaduta sul <strong>Rose Grand Cru dell’azienda toscana Frantoio Franci</strong>. L’extravergine realizzato dall’esperto frantoiano <strong>Giorgio Franci</strong> a Montenero d&#8217;Orcia è un <strong>monocultivar di Olivastra Seggianese</strong> frutto di una selezione esclusiva delle olive provenienti da un singolo oliveto di piante secolari, che sorprende non solo per l’eleganza piacevolmente erbacea che caratterizza tutti i prodotti di Franci, ma anche per la presenza di <strong>note floreali che ricordano appunto il petalo di rosa</strong>, rendendolo un complemento prezioso per molti piatti raffinati.</p>
<p>Il premio di chef e pizzaioli ha affiancato come dicevamo quelli assegnati dal panel A.I.R.O, inclusi alcuni <strong>Premi Speciali</strong> tra cui quello per il <strong>Packaging</strong> – assegnato all’olio <em>O!</em> del <strong>Frantoio del Grevepesa</strong> – e quello come <strong>Frantoio dell’Anno</strong>, andato al pugliese <strong>Le Tre Colonne</strong>. La cerimonia di premiazione si è svolta come sempre in occasione dell’evento annuale <a href="https://www.foodandwineitalia.com/taste-the-difference-2023-a-i-r-o-premia-i-ristoranti-dellolio/"><strong><em>Taste the Difference</em></strong>, che quest’anno ha cambiato sede e ha visto nuovi contenuti e annunci.</a> Ospitato all’hotel Albani di Firenze il <strong>7 aprile</strong> – che coincideva con la<strong> Giornata mondiale della salute</strong> (<em>World Health Day</em>) – il programma è stato aperto dal convegno medico <strong><em>L’olio tra cultura e medicina</em></strong>, organizzato dal <strong>Dott. Giacomo Trallori</strong> e moderato dalla giornalista e assaggiatrice <strong>Fabiola Pulieri</strong>, i cui relatori hanno approfondito il ruolo di cardine della Dieta Mediterranea dell’extravergine, grazie anche alla sua importante azione preventiva, e potenzialmente anche terapeutica, nei confronti delle malattie cardiovascolari: la discussione scientifica è stata inoltre inframezzata e &#8220;alleggerita&#8221; dalla presenza dello scrittore <strong>Marco Vichi</strong> e dell’attore <strong>Paolo Hendel.</strong></p>
<p>Nel pomeriggio il programma è proseguito con la tavola rotonda <strong><em>Il racconto dell’invisibile &#8211; profumi ed aromi a confronto</em></strong>, moderata da <strong>Stefano Tesi</strong>, che ha visto a confronti contributi tecnici ma anche &#8220;emozionali&#8221; da parte della <em>fragrance designer</em> <strong>Claudia Scattolini</strong>, degli esperti sensoriali di caffè e di vino<strong> Massimo Barnabà</strong> e <strong>Massimo Castellani</strong> e del <strong>prof. Luca Calamai</strong>, gascromatografista dell’Università di Firenze.</p>
<p>Prima di proseguire con la presentazione della Selezione A.I.R.O. 2024, <strong>il presidente Filippo Falugiani</strong> ha annunciato il passaggio del testimone da <strong>Marta Mugelli,</strong> che insieme a lui e al fratello Matteo ha fondato l’Associazione svolgendo fin qui il ruolo di vicepresidente. Al suo posto subentra invece lo &#8220;Chef dell’olio&#8221; <strong>Andrea Perini</strong>, che al ristorante <em>Al 588</em> di Bagno a Ripoli è ormai da anni un grande interprete – e divulgatore, con all’attivo anche un libro sul tema – dell’olio extravergine di oliva, con una selezione di almeno 60 etichette.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.foodandwineitalia.com/il-miglior-olio-degli-chef-e-del-frantoio-franci/">Il &#8220;Miglior Olio degli Chef&#8221; è del Frantoio Franci</a> proviene da <a href="https://www.foodandwineitalia.com">Food and Wine Italia</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cocktoil, mixology extravergine</title>
		<link>https://www.foodandwineitalia.com/cocktoil-mixology-extravergine/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luciana Squadrilli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Aug 2023 13:23:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cocktails e Distillati]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[mixology]]></category>
		<category><![CDATA[olio extravergine]]></category>
		<category><![CDATA[ready to drink]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.foodandwineitalia.com/?p=187194</guid>

					<description><![CDATA[<p>I cocktail ready-to-drink e ready-to-share – vale a dire premiscelati e venduti in bottiglia o pratiche bustine monodose – sono ormai una realtà diffusa e affermata, che unisce comodità e qualità, permettendo a tutti, anche se non troppo avvezzi alla miscelazione o sprovvisti di una bottigliera adeguatamente fornita, di bere un buon drink, da soli [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.foodandwineitalia.com/cocktoil-mixology-extravergine/">Cocktoil, mixology extravergine</a> proviene da <a href="https://www.foodandwineitalia.com">Food and Wine Italia</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I cocktail <em>ready-to-drink</em> e <em>ready-to-share</em> – vale a dire premiscelati e venduti in bottiglia o pratiche bustine monodose – sono ormai una realtà diffusa e affermata, che unisce comodità e qualità, permettendo a tutti, anche se non troppo avvezzi alla miscelazione o sprovvisti di una bottigliera adeguatamente fornita, di <strong>bere un buon drink, da soli o in compagnia. </strong>C’è spazio, dunque, per la sperimentazione di nuove proposte che, questa volta, vengono dall’<strong>incontro tra la mixology e il mondo dell’olio extravergine d’oliva,</strong> oltre che dell’ospitalità luxury.</p>
<p><strong>Palazzo di Varignana</strong> – resort con spazio wellness e azienda agricola che realizza eccellenti oli extravergine dalle cultivar locali e regionali – ha collaborato con <strong>NIO Cocktails</strong>, azienda leader nella miscelazione <em>ready-to-share</em> con un’ampia offerta di pre-batched e confezionati in bustine da avere sempre con sé o fresche in frigorifero, per creare i <strong>Cocktoil:</strong> due inediti miscelati all’olio extravergine d’oliva, già proposti all’interno del resort, che per l’estate sono diventati disponibili anche nel formato <em>ready-to-drink</em> per essere gustati a casa o dove si preferisce, versandoli direttamente nel bicchiere.</p>
<p><strong>I due drink,</strong> che rivisitano altrettanti grandi classici del bere miscelato aggiungendo nuove sfumature aromatiche e sensoriali, <strong>sono realizzati con la tecnica del <em>fat washing</em>,</strong> procedura che permette di “estrarre” i sentori di un grasso – sono diversi i mixologist che la adoperano con l’extravergine ma anche con il bacon o altre materie grasse, che successivamente vengono eliminate – aromatizzando così una base alcolica che ne assorbe il sapore ma resta pulita al palato, con un piacevole effetto di “setosità”. In questo caso, si tratta del <strong>Vargnano, </strong>Monocultivar di Nostrana di Brisighella di Palazzo di Varignana.</p>
<p>Il <strong><em>Gin Soil</em></strong> – reinterpretazione del Gin Sour – vede l’utilizzo dell&#8217;extravergine infuso nel <strong>Gin Mare</strong>, combinato con sciroppo di lime, per creare un drink molto equilibrato dal carattere decisamente mediterraneo. L’<strong><em>Oil Fashioned</em></strong> – facile vederne la parentela con l’Old Fashioned, icona della mixology a stelle e strisce – apporta la rotondità dell&#8217;extravergine al profilo deciso del drink <em>sour</em> a base di Bourbon Four Roses, con aggiunta di sciroppo d&#8217;acero Toschi e Angostura Orange Bitter.</p>
<p>I due cocktoil di Palazzo di Varignana, custoditi ognuno nella confezione monodose che caratterizza i NIO Cocktails, sono acquistabili online (8 euro a bustina) sui siti delle due aziende oltre che all’interno dello shop e dei ristoranti del resort. <strong>Indicazioni: agitare, strappare e versare il contenuto in un bicchiere con ghiaccio, per godersi un drink dal sapore insolito.</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.foodandwineitalia.com/cocktoil-mixology-extravergine/">Cocktoil, mixology extravergine</a> proviene da <a href="https://www.foodandwineitalia.com">Food and Wine Italia</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Olio e pizza: una coppia che funziona, anche in TV</title>
		<link>https://www.foodandwineitalia.com/olio-e-pizza-una-coppia-che-funziona-anche-in-tv/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luciana Squadrilli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Mar 2023 13:18:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Pizza]]></category>
		<category><![CDATA[olio extravergine]]></category>
		<category><![CDATA[pizza]]></category>
		<category><![CDATA[televisione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.foodandwineitalia.com/?p=184714</guid>

					<description><![CDATA[<p>La pizza si conferma una “star” televisiva e conquista uno spazio settimanale sulla Rai: dall’8 aprile, per 12 appuntamenti, ogni sabato alle 11.15 andrà in onda sul secondo canale nazionale Pizza Doc, programma condotto da Tinto (Nicola Prudente, già volto di Decanter e Camper, nonché presentatore ufficiale ai nostri ultimi Awards) e da Monica Caradonna, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.foodandwineitalia.com/olio-e-pizza-una-coppia-che-funziona-anche-in-tv/">Olio e pizza: una coppia che funziona, anche in TV</a> proviene da <a href="https://www.foodandwineitalia.com">Food and Wine Italia</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La pizza si conferma una “star” televisiva</strong> e conquista uno spazio settimanale sulla Rai: dall’8 aprile, per 12 appuntamenti, ogni sabato alle 11.15 andrà in onda sul secondo canale nazionale <strong><em>Pizza Doc,</em></strong> programma condotto da <strong>Tinto</strong> (Nicola Prudente, già volto di <em>Decanter</em> e <em>Camper</em>, nonché presentatore ufficiale ai nostri <a href="https://www.foodandwineitalia.com/foodwine-italia-awards-2022-tutti-i-premiati/" target="_blank" rel="noopener">ultimi Awards</a>) e da <strong>Monica Caradonna</strong>, giornalista enogastronomica che si è fatta apprezzare in televisione per la sua competenza e spontaneità in trasmissioni come <em>Linea Verde</em>, <em>Camper</em> e <em>Top-Tutto quanto fa tendenza</em>.</p>
<p>Il nuovo format, prodotto da RG Factory, porterà i due in <strong>un viaggio in Italia sulle tracce degli interpreti di questo specifico ambito dell’arte bianca</strong>, chiamati a realizzare un antipasto e una pizza con tre ingredienti base che saranno svelati all’ultimo momento. Sarà Caradonna a raccontarli, guidando concorrenti e pubblico alla scoperta dei prodotti e dei loro territori d’origine con aneddoti e curiosità e informazioni sugli aspetti organolettici, nutrizionali e storico-geograﬁci, con la collaborazione di produttori, allevatori e olivicoltori protagonisti di mini documentari realizzati ad hoc. Tra i prodotti che ogni puntata arricchiranno i piatti e le pizze, un ruolo di primo piano lo avrà poi – per la prima volta, e finalmente – <strong>l’olio extravergine d’oliva</strong>.</p>
<p>Con la collaborazione dell’<strong><em>Associazione nazionale Città dell’Olio</em></strong>, infatti, ognuna delle 12 puntate ospiterà un approfondimenti su altrettante Città dell’Olio raccontandone la specifica produzione legata alle varietà autoctone e al legame con il territorio stesso, divulgando così non solo la grande biodiversità olearia italiana e la cultura millenaria di cui siamo custodi e ambasciatori, ma anche le opportunità legate all’oleoturismo. Le località visitate saranno <strong>Rapolla</strong> (Pz), <strong>Andora</strong> (Sv), <strong>Usini, Uri e Ittiri</strong> (Ss), <strong>Termoli</strong> (Cb), <strong>Vieste</strong> (Fg), <strong>San Casciano Val di Pesa</strong> (Fi), <strong>Castellina in Chianti</strong> (Si), <strong>Greve in Chianti</strong> (Fi), <strong>Barberino Tavarnelle</strong> (Fi), <strong>Castelnuovo Berardenga</strong> (Si), <strong>Radda in Chianti</strong> (Si), <strong>Oliveto Citra</strong> (Sa); <strong>Ferrandina</strong> (Mt) e<strong> Corigliano Rossano</strong> (Cs).</p>
<p>Altrettanto variegata geograficamente la squadra dei pizzaioli che si metterà in gioco per Pizza Doc: <strong>Vincenzo Nese</strong> (Lombardia), <strong>Matteo Allemano</strong> (Piemonte), <strong>Luca Doro</strong> (Campania), <strong>Antonio Sciannamea</strong> (Veneto), <strong>Roberto Muscas</strong> (Toscana), <strong>Giuseppe Riontino</strong> (Puglia), <strong>Emmanuele Stellino</strong> (Sicilia), <strong>Luca Crivellenti</strong> (Veneto), <strong>Samuel Sini</strong> (Sardegna), <strong>Francesco Pellegrino</strong> (Puglia), <strong>Gazmir Sallaku</strong> (Lombardia), <strong>Alex Osoianu</strong> (Trentino Alto Adige), <strong>Carmelo Pistritto</strong> (Sicilia), <strong>Giuseppe Pinto</strong> (Lazio), <strong>Davide Manera</strong> (Piemonte), <strong>Giovanni Senese</strong> (Liguria), <strong>Carmine Fontana</strong> (Calabria), <strong>Luca Fusacchia</strong> (Lazio), <strong>Paolo Aurite</strong> (Sicilia), <strong>Daniele Vennari</strong> (Toscana),<strong> Antonio Aniello Fedullo</strong> (Campania), <strong>Ernesto Criscuolo</strong> (Veneto), <strong>Gianluca Graci</strong> (Sicilia) e <strong>Alessio Mattaccini</strong> (Lazio).</p>
<p>«Con questa iniziativa, abbiamo l’opportunità di far conoscere al grande pubblico le tante eccellenze olivicole italiane e far capire ai consumatori quanto è importante saper scegliere l’olio extravergine da mettere in tavola &#8211; dichiara <strong>Michele Sonnessa, Presidente delle Città dell’Olio</strong>&nbsp;-. Dietro ogni olio extravergine delle nostre Città protagonista di <em>Pizza Doc</em>, c’è una storia che vale la pena raccontare. Abbiamo aderito a questo progetto proprio perché crediamo che dia voce alle tante persone che ogni giorno lavorano duramente per consentire all’Italia di aver un primato assoluto che si esprime nelle oltre 500 cultivar che celebrano una varietà e biodiversità unica al mondo. Parlare di olio extravergine parlando anche di territori di origine poi vuol dire anche e soprattutto parlare di turismo dell’olio, cioè delle tante esperienze legate a questo straordinario prodotto che abbiamo il dovere di far conoscere ma anche dei tanti progetti innovativi di agricoltura sociale che ci rendono orgogliosi dei nostri produttori locali. A tutto questo dobbiamo dare un valore, investendo di più e meglio».</p>
<p><strong>Concordano con entusiasmo i due conduttori</strong> – uno toscano, l’altra pugliese, entrambi legati a questo prodotto –, felici di contribuire alla divulgazione non solo della cultura della pizza ma anche di quella dell’extravergine e di sancire <strong>una felice unione</strong> che ormai da qualche anno trova sempre più spazio nelle pizzerie della Penisola, dove spesso ci sono vere e proprie carte degli oli o abbinamenti pensati per valorizzare reciprocamente impasti, topping e diverse espressioni e fragranze di extravergini differenti: una strada aperta ormai svariati anni fa da pizzerie come ‘<strong><em>O Fiore Mio</em> </strong>a Faenza, <strong><em>La Notizia</em></strong> a Napoli e quella di <strong>Francesco e Salvatore Salvo</strong> a San Giorgio a Cremano, e che oggi raccoglie sempre più proseliti, iniziative e <a href="https://www.foodandwineitalia.com/turismo-dellolio-un-concorso-premia-le-proposte-migliori/" target="_blank" rel="noopener">premi dedicati</a>. Ma che ancora non aveva mai trovato invece la giusta rappresentazione sul piccolo schermo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.foodandwineitalia.com/olio-e-pizza-una-coppia-che-funziona-anche-in-tv/">Olio e pizza: una coppia che funziona, anche in TV</a> proviene da <a href="https://www.foodandwineitalia.com">Food and Wine Italia</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le novità di Taste 2023</title>
		<link>https://www.foodandwineitalia.com/le-novita-di-taste-2023/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luciana Squadrilli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Feb 2023 12:41:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[caffè di cicoria]]></category>
		<category><![CDATA[cioccolato]]></category>
		<category><![CDATA[olio extravergine]]></category>
		<category><![CDATA[pasta]]></category>
		<category><![CDATA[Taste 2023]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.foodandwineitalia.com/?p=184448</guid>

					<description><![CDATA[<p>La pasta, alimento principe della cucina italiana che unisce semplicità e versatilità nelle sue infinite sfaccettature di formati, grani, ruvidità, è stata il leit-motiv della sedicesima edizione di Taste, il salone gastronomico organizzato da Pitti Immagine a Firenze, quest’anno dal 4 al 6 febbraio. Ma c’erano anche salumi, tisane, olio extravergine, conserve ittiche, distillati, dolci [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.foodandwineitalia.com/le-novita-di-taste-2023/">Le novità di Taste 2023</a> proviene da <a href="https://www.foodandwineitalia.com">Food and Wine Italia</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La pasta,</strong> alimento principe della cucina italiana che unisce semplicità e versatilità nelle sue infinite sfaccettature di formati, grani, ruvidità, è stata il leit-motiv della sedicesima edizione di <strong>Taste, il salone gastronomico organizzato da Pitti Immagine a Firenze</strong>, quest’anno dal 4 al 6 febbraio.<br />
Ma c’erano anche <strong>salumi, tisane, olio extravergine, conserve ittiche, distillati, dolci e cioccolato, amari</strong> (cui era dedicata la <em>Taste Special Area</em> con 13 etichette artigianali perfette anche per la mixology, mentre Plose ha presentato&#8221; il nuovo Alpex Hugo, classico aperitivo &#8220;montano&#8221; dal profumo di sambuco in versione redy to drink e analcolica), oggetti di design e molto altro, a raccontare ad addetti ai lavori – ristoratori, rivenditori, stampa, buyer in arrivo da mercati consolidati ed emergenti tra cui Brasile, India, Polonia, Singapore e Kirghizistan – e non solo le “diversità del gusto” del Made in Italy, raccolte per il secondo anno negli ampi spazi della Fortezza da Basso che si sono dimostrati necessari a contenere i numeri in crescita della manifestazione: <strong>538 espositori, di cui un centinaio presenti per la prima volta</strong>, e un flusso notevole di visitatori sia al mattino che al pomeriggio, quando le porte si aprivano anche al pubblico di curiosi.</p>
<p>Impossibile assaggiare tutto e soffermarsi a ogni banco, ascoltare ogni singolo incontro in programma all’Unicredit Taste Arena (tra cui quelli sulle giovani leve della produzione enogastronomica italiana e sulle donne “agricole”, oltre ai due focus sulla pasta secca e fresca, tra Italia e Cina), raccontare tutto. Abbiamo deciso allora di soffermarci sulle <strong>novità più interessanti</strong> – perlomeno tra quelle che abbiamo avuto modo di conoscere – che arriveranno a breve sugli scaffali di botteghe e gastronomie, o nei piatti di ristoranti e osterie, a confermare che <strong>Taste è tra le vetrine più efficaci, e goduriose, del panorama nazionale.</strong></p>
<h5>Pasta, olio, salumi &amp; co</h5>
<p>Partiamo proprio dalla <strong>pasta</strong>, con una novità tutta toscana firmata <strong>Frescobaldi</strong> che al vino e, soprattutto, all’olio extravergine d’oliva (per affinità gustativa e perché il progetto è seguito da Matteo Frescobaldi, assieme a Laudemio) ha deciso di affiancare la coltivazione di grani antichi o riscoperti. Senatore Cappelli, Khorasan e la popolazione evolutiva Evoldur, macinati dal molino Borgioli di Calenzano e lavorati a lenta essiccazione dal Pastificio Artigiano Fabbri per creare <strong>Tirrena</strong>: linea di pasta di semolato di grano duro semi-integrale, per conservare un maggiore contenuto di fibre, polifenoli, germe di grano e vitamine, con sei formati “essenziali” – spaghetti, fusilli, penne, tortiglioni, linguine e casarecce – profumati e porosi, vestiti di un packaging che ricorda le altimetrie del territorio toscano a sud di Firenze e la brezza e il colore del mare su cui affaccia la costa.</p>
<p>Sempre in Toscana, dalla collaborazione tra <strong>Savini Tartufi</strong> e il marchio pisano di home decor <strong>BlancMariClo’</strong> nasce la nuova linea dedicata ai pregiati funghi ipogei, che rivede le tradizionali “pezzole” per conservarli nel migliore dei modi.</p>
<p>Quanto all’<strong>extravergine</strong>, si è fatta più massiccia quest’anno la presenza di aziende e frantoi tra i banchi di Taste, tra profumi suadenti, bottiglie e packaging curatissimi e qualche novità di prodotto in arrivo in particolare dalla <strong>Puglia</strong>. A cominciare dalla nuova <strong>Igp Olio di Puglia del frantoio De Carlo</strong> di Bitritto, che nella bottiglia dall’etichetta colorata e nelle graziose microlattine decorate da temi territoriali ha inserito un eccellente blend di quattro varietà espressione della diversità regionale.</p>
<p>Alla sua prima presenza in fiera <strong>Intini</strong>, nome di punta dell’olivicoltura pugliese e nazionale, che oltre alle ben note etichette monocultivar e allo strepitoso Blend Oro ha presentato una novità davvero <strong>“Extra”</strong>: questo il nome dell’olio dai frutti di ulivi secolari della rara varietà Cima di Mola raccolte precocemente e lavorate in modo da estrarre al massimo i preziosi polifenoli, i grassi “buoni” Omega 3 e Omega 6 e la vitamina D che danno al prodotto non solo le spiccate tonalità di cicoria, radicchio e rucola (accompagnati da sentori aromatici di di mallo di nocciola, carciofo, mela e pomodoro) e i toni decisi di amaro e piccante ma soprattutto un carattere nutraceutico, confermato dal claim salutistico in etichetta, che lo rende particolarmente adatto per bambini e donne in attesa.</p>
<p>Mentre da <strong>Paglione</strong> – azienda agricola di Lucera, che produce vino, pomodori e altre conserve oltre all’extravergine – sono in arrivo novità che riguardano le olive da tavola, prodotto spesso bistrattato. Sposa invece le olive – le taggiasche essiccate croccanti e saporite – al cioccolato la nuova tavoletta in edizione limitata creata dal <strong>Frantoio di Sant&#8217;Agata d&#8217;Oneglia</strong> in collaborazione con <strong>Gianluca Biscalchin</strong> per celebrare la festa di Sant’Agata, che cade proprio il 5 febbraio (quest&#8217;anno in coincidenza con Pitti) e che è molto sentita nel paese ligure così come a Catania: la Famiglia Mela ha dunque pensato a delle tavolette di cioccolato realizzate in soli 500 pezzi, con pasta di pistacchi salati, cioccolato bianco e le olive Taggiasche essiccate, in un perfetto connubio dolce-salato, nell’astuccio illustrato da Biscalchin come le cartoline raffiguranti rami d’ulivo, simboli naturali e benaugurali e animali immersi nella foresta che accompagnano ogni confezione.</p>
<p>Ancora in Puglia, in Valle d’Itria, per parlare di salumi. Quelli di <strong>Santoro </strong>si arricchiscono di una nuova linea, <strong>Nero Brado</strong>, nata dalla volontà (condivisa con gli allevatori locali) di reintrodurre la razza autoctona del suino nero Pugliese. Gli animali crescono in maniera libera in un territorio boschivo caratterizzato da alberi di fragno (quercia transadriatica presente solo in Valle d&#8217;Itria) e da macchia mediterranea, fino a sviluppare un grasso ricco e rotondo e carni profumatissime, che danno vita a salumi ancor più intensi ma eleganti: da lardo, mortadella e lonza all’immancabile capocollo, leggermente marinato nel vino e affumicato con il legno di fragno (come pure il guanciale), che così diventa ancora più buono.</p>
<h5>Bontà in vasetto e latta</h5>
<p>Un salto in <strong>Sicilia</strong>, questa volta sul mare, per assaggiare le ottime conserve ittiche di <strong>Testa.</strong> Pescatori da oltre duecento anni e sostenitori di una pesca non intensiva, che applica al mare lo stesso rispetto dell’agricoltura sostenibile verso i campi, dal 2016 la famiglia catanese ha deciso di trasformare e confezionare parte del pescato delle due barche di proprietà che fanno base a Ognina – tonno rosso ma anche sugarelli, sgombri e acciughe – in deliziose ricette messe a punto con la collaborazione dello chef <strong>Ciccio Sultano.</strong> Così nascono tra gli altri prodotti come la buzzonaglia o la ventresca di tonno, la bottarga, le acciughe salate da sciacquare con acqua e aceto, la salsa taratatà di alici (resa famosa da un piatto di Sultano, con farina di mandorla siciliana, succo e buccia grattugiata di limone fresco, succo e buccia grattugiata di arancia fresco, zenzero  cannella, chiodi di garofano) e il nuovo <strong>tonno in cipollata</strong> che sposa egregiamente “mare e monti”.</p>
<p>È un riuscito incontro tra Toscana e Campania quello che si ritrova nei vasetti della <strong>Salsamenteria Giò e Giuà</strong>, che nelle etichette riportano dialetti e spirito delle due regioni. A fare da trait d’union è la carne, e la tradizione macellaia condivisa dalla famiglia Gerini di Pontassieve, con il capostipite Giovanni, e dal suo omonimo napoletano Giovanni Fiorillo. Dall’amicizia e dal confronto costante dai due è nata una sapienza che le nipoti di Giò – <strong>Antonella e Alessandra Gerini</strong> – hanno deciso di riproporre in vasetto, riuscendo dopo molte prove a replicare (scaldando opportunamente i prodotti) sapori e profumi delle ricette “di casa”: <strong>ragù toscano, ragù napoletano e genovese</strong> – dove la carne è protagonista – ma anche ricette povere o di recupero (e in parte vegetariane) della tradizione di casa come sugo finto, “sciuè sciuè” del Vesuvio o salsa forte (variante della zuppa di soffritto partenopea dove le interiora sono sostituite dal brodo di carne, con il rosso dato dalla passata di peperoncini dolci e piccanti).</p>
<p>Arrivano dalla Calabria, invece, le <strong>Antiche Essenze Mediterranee</strong> – questo il nome del nuovo progetto presentato a Taste di Raffaele Vrenna, titolare del <em>Pietramare Natural Resort</em> – selezionate dall’etnobotanico Carmine Lupia e dal farmacologo e nutrizionista Giovanni Canora per comporre tisane e infusi benefici a base di piante ed erbe officinali e di prodotti da coltivazioni biologiche: dalla Relax con valeriana, passiflora, arancio amaro e melissa a quella Digest con anice verde, cumino, coriandolo e finocchio. E ci sono anche le polveri, che racchiudono nei bei vasetti dal design contemporaneo tutti i profumi calabri: dalla cipolla rossa di Tropea alla clementina, dall’intenso limone di Rocca Imperiale a bergamotto e peperoncino, ne basta un pizzico per dare un tocco unico a formaggi, insalate e piatti, a cominciare da quelli studiato da Raffaele Vitale per la cucina del Resort.</p>
<h5>Erbe&amp;chicchi</h5>
<p>A proposito di tisane, il settore sembra in gran fermento: lo dimostra l’arrivo sui banchi di Taste di novità come la <strong>Collezione Colonial</strong> de<strong> La Via del Tè</strong>, brand fiorentino della famiglia Carrai che alle selezioni e ai blend di tè pregiati affianca sei tisane prive di caffeina, a base di erbe accuratamente selezionate, per regalare momenti di benessere e di piacere sensoriale, nelle consuete latte dalle belle vesti grafiche che qui diventano floreali e delicate: dalla tonificante <em>Ginger e Melograno</em> all’avvolgenza soave di <em>Curcuma e Fiori di sambuco</em>, fino alla <em>Ninna Nanna</em> con camomilla, mela, tiglio, verbena, rosa canina e altre erbe, dall’intenso profumo di fragolina di bosco. E anche della nuova <strong>linea Health di Wilden.herbals</strong> – di cui avevamo dato un’anticipazione sul magazine, <a href="https://www.foodandwineitalia.com/infusi-di-stagione">nella rubrica Health Club</a> – , con i <em>remedia</em> dedicati alla salute femminile da infondere nell’acqua calda per un “effetto coccola” potenziato (mentre per i giorni della fiera le tisane biologiche hanno accompagnato i lievitati di <strong>Olivieri 1882</strong> nei locali fiorentini di <strong>Ditta Artigianale</strong> per una colazione buona in tutti i sensi).</p>
<p>La torrefazione e microcatena di caffetterie – che ha ospitato anche il brunch domenicale “made in Firenze” con le <strong>confetture e marmellate di Chiaverini</strong>, storico marchio cittadino rilevato dalla famiglia Carapelli e presentato al salone con la rinnovata veste grafica che decora gli iconici vasetti e tubetti in chiave attualizzata ma sempre legata alla forte tradizione del brand –, ha presentato in fiera un caffè monorigine da record, il <strong>Candy Geisha</strong>: coltivato in Colombia dalla Finca El Paraiso di Diego Bermudez, il caffè della pregiata varietà ha un costo superiore ai 100 euro al chilo per via delle qualità intrinseche e della particolare lavorazione in tre fasi, che in tazza dà vita a una bevanda elegantissima, più simile a un’infusione che a un caffè classico, dalle spiccate note floreali e di pesca e frutta tropicale. Altra interessante novità di Ditta Artigianale: le due <strong><em>Learning Box</em></strong>, cofanetti contenenti caffè e istruzioni per prepararli al meglio, per diffondere conoscenza e consapevolezza su questo prodotto nelle sue sfumature, di processo di lavorazione e di varietà.</p>
<h5>Dolce&amp;Amaro</h5>
<p>Nel padiglione Cavaniglia, intanto, il livello zuccherino era alto ma mai stucchevole. Anche qui, tra biscotti, cioccolato, zabaioni in vasetto (come il <strong>Sanbay </strong>dell’azienda piemontese biologica <strong>Claudio Olivero</strong>, rafforzato dalla nota alcolica e aromatica del Passito di Sicilia) e qualche anticipazione della Pasqua – vedi colomba, casatiello e pastiera frusinate con il farro proposti dalla <strong>Pasticceria Dolcemascolo</strong>, che sul banco aveva anche la <strong>nuova linea di succhi di frutta naturali</strong> e il torrone bianco morbido con frutta secca italiana – spiccava una novità molto interessante che segna il “ritorno” in grande stile di <strong>Simone Bonini </strong>e del <strong>Gelato Carapina</strong>: non nelle vasche chiuse che davano il nome alla sua gelateria, questa volta, ma in brick. Con un lungo lavoro di ricerca sulla fase di pastorizzazione e conservazione, infatti, Bonini è riuscito a trovare la formula per <strong>esaudire il desiderio di gelato a casa propria ogni volta che si vuole,</strong> anche a mezzanotte o quando la gelateria sotto casa è chiusa (e con un risultato probabilmente migliore). Basta versare nella gelatiera il preparato – a base di materie prime pure: latte, panna, poco zucchero, pochissimo latte in polvere e una fibra vegetale a dare la giusta texture senza additivi e stabilizzanti chimici, per avere un gusto pulitissimo e nitido, più gli aromi per i diversi gusti: crema, cioccolato, nocciola e pistacchio – e in poco tempo è pronto da gustare. E per gli usi professionali c’è anche il gusto Primolatte (da arricchire, volendo, a piacere) e la mantecatrice superfast per affondare il cucchiaio in soli quattro minuti.</p>
<p>Dal dolce all’amaro, con il<strong> cioccolato</strong>: protagonista non solo sui banchi ma anche nell’Arena – con l’assegnazione delle <strong><em>Tavolette d’Oro</em></strong>, i premi della Compagnia del Cioccolato per le tante sfumature e specialità a base di cacao: dalla tripletta del cioccolato modicano <strong>di Sabadì</strong> al <strong>gianujotto Indonesia </strong>di <strong>Guido Gobino</strong>, che innova il classico cioccolatino torinese sposando alla Nocciola Tonda Gentile Trilobata del Piemonte e al latte della filiera alpina piemontese il cacao aromatico del Kalimantan orientale, vale a dire il Borneo Indonesiano – e negli eventi <strong><em>Fuori di Taste.</em></strong> La novità più insolita? Le praline di <strong>Fabrika Cioccolato Asiago</strong>, presentate all’Harry&#8217;s Bar con abbinamenti di mixology, che raccontano il territorio dell’altopiano e i suoi monti unendo cioccolato di qualità e ingredienti fuori dal comune: dal cioccolatino fondente <em>Monte Zebio</em> con cuore al liquore al ginepro Kranebet al tartufo <em>Monte Cengio</em> con il miele multifloreale di Guoli, fino alle insolite praline con<strong> un cuore di formaggio Asiago Fior di Maso isieme a cioccolato fondente e pralinato di mandorle racchiusi dal cioccolato bianco</strong> – nella pralina <em>Meletta</em> – e con polvere di Speck e cioccolato caramellato nel <em>Monte Mosciagh</em>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.foodandwineitalia.com/le-novita-di-taste-2023/">Le novità di Taste 2023</a> proviene da <a href="https://www.foodandwineitalia.com">Food and Wine Italia</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il tesoro di Disisa</title>
		<link>https://www.foodandwineitalia.com/il-tesoro-di-disisa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luciana Squadrilli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Dec 2022 13:03:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Prodotti]]></category>
		<category><![CDATA[Disisa]]></category>
		<category><![CDATA[olio extravergine]]></category>
		<category><![CDATA[sicilia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.foodandwineitalia.com/?p=182961</guid>

					<description><![CDATA[<p>Vigne, olivi, alberi da frutto, invasi d’acqua e antichi bagli, masserie e chiese di cui oggi restano a volte solo i ruderi. E poi i borghi di San Giuseppe Jato e San Cipirello, accoccolati sulle alture dei monti di Palermo che disegnano un paesaggio del tutto inatteso a mezz’ora dal centro del capoluogo siciliano. Qui [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.foodandwineitalia.com/il-tesoro-di-disisa/">Il tesoro di Disisa</a> proviene da <a href="https://www.foodandwineitalia.com">Food and Wine Italia</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Vigne, olivi, alberi da frutto, invasi d’acqua e antichi bagli, masserie e chiese di cui oggi restano a volte solo i ruderi. E poi i borghi di San Giuseppe Jato e San Cipirello, accoccolati sulle alture dei monti di Palermo che disegnano un paesaggio del tutto inatteso a mezz’ora dal centro del capoluogo siciliano. Qui sorge <strong>Disisa, dall’arabo <em>aziz</em>, la splendida:</strong> antico feudo donato nel XII secolo dal Re di Sicilia Guglielmo II, detto il buono, all’Arcivescovo di Monreale per ricavare dalla sua fertile terra fondi da destinare alla costruzione del magnifico Duomo di Monreale, fu poi proprietà dei Principi di Cassaro fino a quando, nel 1867, fu acquistato dall’arciprete Nicolò Di Lorenzo.</p>
<p>Qui è la storia a fornire la base per un perfetto storytelling aziendale, unita alla leggenda che però qualche base di verità ce la deve pure avere: la bellezza e ricchezza di questa terra non sono solo confermate dai risultati dei prodotti che qui nascono ma hanno importanti attestazioni: spesso citata da studiosi ed etnologi come<strong> Giuseppe Pitrè e Salvatore Salomone Marino</strong>, la narrazione popolare de “Lu Bancu di Disisa” – mitologico tesoro che si troverebbe in una grotta del feudo di Disisa, per “sbancare” il quale erano necessari ingegno, fortuna e un complesso rituale – è stata ripresa anche dal popolare cantautore siracusano <strong>Mario Venuti</strong> ne <em>Il Banco di Disisa</em>. Ma più che monete d’oro e d’argento, il vero tesoro qui sta appunto nella terra fertile e ricca d’acqua, e in terreni straordinariamente vocati come i cru <strong>Vuarìa</strong> (dove nasce l’omonimo Nero d’Avola della Doc Sicilia) e <strong>Terra delle Fate</strong>, miracolosamente risparmiato dalle grandinate, dalle cui uve di Fiano si ottiene un sorprendente e profumato bianco della Doc Sicilia.</p>
<p>Ancora oggi è la famiglia Di Lorenzo a guidare quella che nel frattempo è diventata una moderna azienda agricola, <strong>Feudo Disisa</strong>, che in quattrocento ettari di proprietà – quel che resta dei settecento antecedenti alla Riforma Agraria – produce vini delle Doc Monreale, Alcamo e Sicilia e oli extravergine. Fu Mario Di Lorenzo, negli anni Trenta, a impiantare 150 ettari di vigne e 70 di uliveti, e a costruire la cantina dove si produceva vino da taglio. Al figlio <strong>Renato</strong> si deve l’approccio “sperimentale”, che negli anni Ottanta porta a impiantare – in collaborazione con l’Istituto Regionale della Vite e del Vino – filari di Chardonnay, Cabernet Sauvignon, Merlot, Syrah: nel 1987 quella della famiglia Di Lorenzo è la prima azienda registrata a piantare una vigna di Chardonnay in Sicilia, facendo da apriprista per molte altre. Nel 2004 una nuova svolta, con la creazione di una cantina all’avanguardia e di un marchio – Feudo Disisa, appunto – con cui i vini vengono imbottigliati e presentati sul mercato.</p>
<p>Come pure l’olio extravergine: un tempo lavorato in un frantoio esterno e venduto sfuso, e dal 2005 trasformato e imbottigliato in proprio, oggi rappresenta una parte non residuale della produzione aziendale seguita con uguale passione e interesse da <strong>Mario Di Lorenzo</strong>, il figlio di Renato – sempre presente e vigile sugli aspetti produttivi –, che oggi guida Feudo Disisa <strong>affiancato oltre che dal padre dalla sorella Laura e dalla madre Maria Paola:</strong> quest’ultima, in particolare, è l’assaggiatrice esperta che si occupa della creazione dei blend, della valutazione dei prodotti e, non ultimo, del loro utilizzo in splendide ricette che rendono valido omaggio alla grande tradizione della cucina di casa siciliana, non senza mettere a frutto spunti e suggerimenti “moderni” raccolti da tutta la famiglia visitando i ristoranti del mondo.</p>
<p>La varietà principale qui è <strong>la Cerasuola</strong> – con molte piante quasi centenarie risalenti agli impianti tradizionali degli anni Trenta, spesso affiancati da vigne, e altre più giovani – che dà oli monovarietali piacevoli e molto equilibrati, versatili per l’utilizzo in cucina grazie alle note di erbe, fiori e un accenno di pomodoro, e una pungenza finale ampia e avvolgente ma non eccessiva. Ci sono anche alberi di <strong>Biancolilla e Nocellara del Belice,</strong> varietà impollinatrici essenziali per la nascita delle olive cerasuole che aggiungono profumi e delicatezza. Insieme, compongono<strong> il blend aziendale chiamato Tesoro</strong>, che rimanda di nuovo alla leggenda, perfetto per impreziosire zuppe di verdure e legumi, insalate molto ricche e pesci grassi o in cotture saporite; poi ci sono anche i condimenti aromatizzati, in cui l’olio si arricchisce degli aromi di piante e frutti coltivati in azienda: dal sorprendente e freschissimo basilico a quelli di agrumi.</p>
<p>Così, dopo aver visitato gli oliveti e assaggiato gli oli, e dopo un sontuoso antipasto con panelle fritte, formaggi e olive, ci siamo seduti a tavola con la famiglia per apprezzarne l’uso sulle ricette della signora Maria Paola, accompagnate anche dai vini di Feudo Disisa: dalla <strong>pasta con ceci, crema di zucca, noci e pancetta croccante, ideale con un filo di Cerasuola e con il Catarratto Monreale Doc Lu Bancu,</strong> al monumentale <strong>brociolone alla siciliana</strong> (sorta di rollé di carne con verdura e formaggio e una ricca salsa) su cui aggiungere qualche goccia del Tesoro, accompagnato da <strong>cavoliceddi (broccoli in foglia) e caponata</strong> e da un calice del <strong>Perricone Monreale Doc Granmassent</strong>i. Per finire con il soffice <strong>Pan d’arancio</strong> (<a href="https://www.foodandwineitalia.com/pan-darancio/" target="_blank" rel="noopener">qui</a> trovate la ricetta), realizzato aggiungendo all’impasto l’olio all’arancia e servito con una deliziosa crema di succo e scorze d’arancia e <strong>Krysos</strong>, vendemmia tardiva di Grillo dalle note aromatiche e avvolgenti ma non stucchevoli che è perfetto anche nel bicchiere.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.foodandwineitalia.com/il-tesoro-di-disisa/">Il tesoro di Disisa</a> proviene da <a href="https://www.foodandwineitalia.com">Food and Wine Italia</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
