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Pasqua wines

L'azienda si reinventa come laboratorio di ricerca, unendo la certificazione Equalitas (SOPD) a un "Vigneto Naturale" per l'agricoltura di precisione e la biodiversità.

«Innovare significa affrontare un progetto in un modo completamente inedito». Con un secolo di storia alle spalle e un’impronta familiare nel DNA, non è scontato presentarsi con questo focus.

Eppure, va riconosciuto che per Pasqua Wines l’innovazione “multivisione” rappresenta un pilastro fondamentale della strategia. Senza rinunciare a cent’anni di tradizione e al legame con il territorio veronese, Pasqua ha lavorato negli ultimi anni con l’intento di incarnare un vero “laboratorio di ricerca”, dalle pratiche utilizzate in vigneto al risparmio energetico, dal recupero delle acque alle strategie di comunicazione del prodotto. «L’obiettivo è leggere i trend e anticiparli, per intercettare un consumatore diverso rispetto al passato, più connesso, tecnologico e inclusivo», chiosa il Ceo Riccardo Pasqua.

Partendo dalla vigna, l’azienda (che dal 2021 ha l’attestato SOPD di Equalitas) ha avviato progetti orientati alla sostenibilità: dal 2018 ha destinato 1,2 ettari a un progetto pilota chiamato “Vigneto Naturale” per sviluppare il proprio know-how nell’agricoltura di precisione, mentre l’orientamento al biologico prevede trattamenti effettuati esclusivamente con zolfo e rame, oltre al caolino per la protezione dalle radiazioni UV, l’assenza di concimazione e la gestione del suolo in modo meccanico senza l’utilizzo di diserbanti.

Pasqua si impegna nella coltivazione di vigneti in alta collina, in contesti di biodiversità spinta che viene preservata e mantenuta, tanto che nel 2024 è nata la collaborazione con Falasco Apicoltura per l’introduzione di arnie. Proprio dalle vigne in quota provengono le uve che danno origine agli Icons, i vini premium nati negli ultimi dieci anni: «massima espressione di innovazione», rappresentano da un punto di vista enologico, creativo e di comunicazione la nuova rotta della famiglia Pasqua. Una creatività che trova corrispondenza nei progetti innovativi che valorizzano il rapporto con l’arte contemporanea, fiore all’occhiello nelle strategie dell’azienda che «diffonde la cultura nei mercati in cui opera, perché il mondo del vino vive di terra e di cultura».

Da portare a casa

Hey French (You Could Have Made This But You Didn’t): nome e “sottotitolo” già parlano di innovazione. Multivintage, nasce da sette annate di vini ottenuti da un blend di Garganega, Pinot Bianco e Sauvignon. Strizza l’occhio ai francesi, ma si afferma per originalità. Bella l’acidità che regge l’affinamento in legno.

Maggiori informazioni

Verona

pasqua.it

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