Una cucina di memoria attiva, tra tradizione emiliana, ironia anni Ottanta e un’idea precisa di ospitalità.
Ha sviluppato un colore più scuro e un sapore di “nocciola” e “tostato”, probabilmente dovuto alle temperature più elevate e ai maggiori livelli di pirazina.
Tradizione contadina, coagulazione acida e stagionatura naturale raccontano un prodotto storico delle malghe di montagna.


