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Podere Mastrilli

A Monte Oriolo il fondatore sfida l’agricoltura intensiva con un ecosistema complesso dove viti, olivi e siepi convivono in armonia.

Podere Mastrilli è molto più di un’azienda agricola: è il sogno concreto di Adriano Zago, agronomo ed enologo veneto formatosi tra le università di Padova e Montpellier, nonché fondatore di Cambium, una comunità di professionisti che dal 2016 dispensa consigli utili in campo agricolo e vitivinicolo, il cui focus principale rimane la biodinamica.

Il suo progetto nasce quindi da un profondo amore per il paesaggio e da anni di esperienza nel mondo della viticoltura: ubicato a Monte Oriolo, nei pressi dell’Impruneta, questo “vigneto-giardino” sfida i modelli agricoli intensivi abbracciando una visione complessa, dinamica e profondamente interconnessa. Qui, viti, olivi, orti, alberi da frutto e siepi convivono in un equilibrio attentamente coltivato. Ogni elemento è parte attiva del sistema: le piante dialogano con il suolo e tra loro, offrendo protezione, ombra e nutrimento.

La biodiversità, per Zago, non è un ornamento poetico, ma una scelta strategica e concreta, capace di affrontare i cambiamenti climatici e preservare la vitalità della terra. La policoltura è il cuore pulsante di questa filosofia: non un ritorno nostalgico al passato, ma un atto di visione e responsabilità per il futuro.

Fare vino, in questo contesto, è un percorso lungo e articolato, che parte da scelte fondamentali: cosa coltivare, come raccontarlo, a chi rivolgersi. È una costruzione di identità che coinvolge microbiologi, artisti, comunicatori ed esperti di mercato. Zago sottolinea l’urgenza di una nuova leadership nel mondo del vino, capace di unire competenza e visione, in opposizione a una gestione standardizzata e priva di anima. Al centro di tutto c’è la biodinamica: non solo un metodo agricolo, ma un modo di pensare e agire, in dialogo con la permacultura, l’agroecologia e l’agroforestazione. In un panorama enologico frammentato tra naturale, artigianale e industriale, Podere Mastrilli si distingue per coerenza, profondità e autenticità, custodendendo un’identità che non teme la complessità ma, anzi, la abbraccia come forma di bellezza e strategia.

Da portare a casa

Podere Mastrilli: frutto di sette varietà toscane tradizionali – Sangiovese, Canaiolo, Ciliegiolo, Colorino, Mammolo, Trebbiano toscano e Malvasia Toscana – in questa prima annata (2024) è uscito come vino rosato, per via di una pressatura ultra-delicata, ma sarà ogni vendemmia a decidere sul colore e sulla struttura, in quanto frutto di una co-fermentazione delle varietà raccolte nello stesso momento.

Maggiori informazioni

Impruneta (Firenze)

poderemastrilli.it

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