Aignonesi è uno dei grandi marchi del vino italiano e una pietra angolare del Nobile di Montepulciano, come gli appassionati di lungo corso sanno bene. Fondata negli anni Settanta dalla famiglia Falvo, che la porta rapidamente a una grande notorietà, ha ne Le Capezzine il suo cuore pulsante: creata da Angelo Vegni, questa fattoria modello nasce con l’intento di innovare il contesto agricolo dell’epoca, formando e ispirando le giovani generazioni in quest’angolo di Toscana. Tra boschi, orti, oliveti e vigne, la tenuta ospita anche la mitica vinsantaia da cui esce uno dei vini della tradizione più importanti d’Italia (mentre la cantina di vinificazione si trova a La Lodola). Un passato che ispira il presente, scritto da Virginie Saverys a partire dall’acquisizione nel 2009. La nuova proprietà non ha fatto certo mancare il suo contributo, in termini di risorse investite e soprattutto di idee, avviando un processo di virtuose trasformazioni che stanno proiettando questa realtà nel futuro. Tutti gli aspetti sono stati toccati, con i vini e il loro stile che appaiono la naturale conseguenza di una miriade di azioni che partono dalla terra, dalla gestione delle vigne così come di tutte le risorse naturali e umane. La rivoluzione maggiore riguarda l’abbraccio di pratiche agricole biologiche e biodinamiche (certificate) su tutta l’azienda, che hanno fatto diventare Avignonesi una delle realtà più grandi di questo tipo con i suoi 177 ettari di vigneti, 7 di oliveti, 54 di seminativi e 0,5 di orto rigenerativo, per non dire dei 43 di bosco che rappresenta un imprescindibile polmone. Ovvio che ogni gesto sia fatto con grande coerenza, a sostegno di questo immenso patrimonio: oltre 300 alberi e piante autoctone sono state inserite per l’equilibrio ecologico, mentre nel 2024 è stato ampliato il monitoraggio delle specie esistenti attraverso il protocollo OAB, che include i pipistrelli, insieme alle api solitarie e le farfalle. Anche il packaging è al centro di processi virtuosi che tendono a ridurre quanto più possibile l’impatto energetico e lo spreco di risorse.
Da portare a casa
Vino Nobile di Montepulciano Docg
Anche se i percorsi recenti hanno portato alla definizione di numerosi “cru” che raccontano le identità di singole parcelle, questo Nobile è ideale per comprendere lo stile maison. Garbato e gentile, è capace di dare tanto richiedendo il minimo sforzo.