Su piazza Donatello, nel quartiere San Salvario di Torino, si affaccia l’imponente Chiesa del Sacro Cuore di Maria. Sebbene sia stata costruita solo nel 1898, lo stile neogotico, scelto dall’architetto Carlo Ceppi, le conferisce un carattere solenne e monumentale. È ben lontana, dunque, da certe chiese più recenti, spesso influenzate da stilemi brutalisti, che attenuano l’espressività simbolica di un edificio religioso.
Sulla stessa piazza si trova il Caffè dell’Orologio che, a dispetto del nome, non è un semplice bar, ma una via di mezzo tra una piola, tipico locale piemontese, e un wine bar con cucina. Anche in questo caso, possiamo parlare di un perfetto esempio di modernità che riesce a mantenere un legame con la sacralità della tradizione.
Piemontesità autentica

Caffè dell’Orologio in via Oddino Morgari 16/A è l’indirizzo perfetto (lo abbiamo inserito anche questa lista di posti su dove mangiare a Torino) per chi vuole riassaggiare i grandi classici del territorio e scoprire magari anche specialità meno note oltre i confini regionali. Guai a pensare però che si tratti di un posto per turisti, tutt’altro: la quota di local è decisamente alta, con un’età media sorprendentemente giovane. D’altronde i prezzi sono ragionevoli e c’è anche un invitante menu del giorno: tre portate a 27 euro, con gli immancabili Vitello tonnato e Agnolotti gobbi al sugo d’arrosto, intermezzati da una Tartrà (budino salato) di cipolle con fonduta di robiola ai tre latti.
Se per fame o curiosità volete aggiungere qualche altro piatto, da non perdere sono le Grive, saporite polpette di frattaglie e carne suina, con cavolo nero e zucca o la Lingua al bagnetto rosso (una salsa piemontese a base di pomodoro, peperoni e acciughe, più dolce e delicata rispetto al bagnetto verde). Lasciate però un po’ di spazio per il dessert: il Bunet bianco con nocciole e amaretti è davvero goloso. Il tutto è accompagnato da una bella carta di vini artigianali che, manco a dirlo, parla con uno spiccato accento piemontese. La cucina è aperta tutti i giorni a pranzo e la sera dalle 17:30 alle 21:30.
Le ricette dei nonni al Caffè dell’Orologio
“Come la faceva mia nonna” è il nome della simpatica iniziativa lanciata dalla cuoca Lisa Desana, che ha deciso di aprire simbolicamente la cucina del Caffè dell’Orologio ai piatti dei propri clienti. Attraverso i social ha invitato a condividere ricette ereditate di generazione in generazione, spesso affidate più alla memoria che a dosi precise. Una domenica al mese, così, il locale propone una portata firmata da una nonna o da un nonno, restituendo non solo sapori autentici, ma anche storie familiari che rischierebbero altrimenti di andare perdute. Un modo intelligente di usare strumenti contemporanei per tramandare e custodire la memoria gastronomica.