La proposta food di Élevage Wine Restaurant

Élevage: in provincia di Caserta un sogno francese in continuo affinamento

Nato dalla passione di una coppia per lo Champagne, il locale dal 2025 accoglie lo chef stellato Luca Fracassi.

In enologia, il termine francese élevage definisce e compendia tutte le pratiche e le cure dedicate al vino tra la fine del processo di fermentazione e l’imbottigliamento, quelle che noi riassumiamo con i termini affinamento o maturazione. Non avrebbero potuto scegliere nome migliore Anna Rancella e Mario Di Gioia, compagni di vita e di impresa, quando a Trentola Ducenta, in provincia di Caserta, a cavallo tra il 2021 e il 2022 hanno battezzato un sogno realizzato, quello covato in anni di peregrinazioni in Francia e in particolare nella Champagne.

Viaggi nati per passione e curiosità, e poi evoluti nella ricerca di approcci sinceri e visioni diverse da quelle esclusive e divisive che comunemente etichettano le bollicine d’Oltralpe. Un’esigenza affinatasi, appunto, in una serie di incontri sia con piccoli vigneron che con grandi maison, e trasformatasi nel tempo, di comune accordo, nella ricerca di un luogo che contenesse e offrisse le migliori referenze possibili in materia, ma fosse anche espressione di una ristorazione indipendente, libera da condizionamenti territoriali, creativa, innovativa e contemporanea. Un’impresa decisamente coraggiosa in una terra ricca di grandi prodotti, ma povera di picchi espressivi degni di nota.

In principio fu il wine restaurant

All’Élevage Wine Restaurant – inaugurato nel 2023 – il focus è ovviamente sul vino, associato alla mixology, in un’ambiente dove tutto parla dell’ambizione e della caparbietà dei due giovani imprenditori. Il riferimento è ai modelli della ristorazione newyorkese che entrambi hanno avuto modo di esperire durante i loro viaggi oltreoceano, con il cocktail bar in sala, disponibile anche per la cena, e una cura e un’eleganza estreme nella forma, dal servizio al menu, dalle luci all’atmosfera, calda e avvolgente. Disinvolto e informale, invece, è l’approccio con lo Champagne, accompagnato – come era capitato nelle loro tappe francesi – anche da semplici taglieri di salumi e formaggi locali, e accessibile ai più con grandi etichette a piccoli prezzi.

In cucina c’è Vincenzo Cozzolino, napoletano classe ’95, con una cucina snella e giovanile, radicata al territorio ma con l’occhio strizzato al ritmo veloce della modernità; la sala, tra i tavoli e il salottino dello Champagne, dove poter ordinare anche al calice qualsiasi bollicina o vino in carta, è il regno di Anna e Mario, perfetti e disinvolti padroni di casa, prodighi di approfondimenti e suggerimenti. Il progetto, però, nonostante la cura dei dettagli, una cantina onusta di desideri da appagare e un servizio avvolgente, nelle teste di Anna e Mario è tutt’altro che definito. È, manco a dirlo, ancora in fase di affinamento.  

L’incontro con lo chef Luca Fracassi, stella Michelin ad Arezzo 

Lo chef Luca Fracassi

L’ottavina è una delle forme di componimento poetico che invita all’improvvisazione, ma anche lo strumento a fiato più acuto dell’odierna orchestra sinfonica, utilizzato per ottenere particolari effetti timbrici. Octavin – in francese – è il nome del ristorante aretino con stella Michelin dello chef Luca Fracassi, tornato in patria dopo importanti esperienze in Italia e in Spagna. È negli effetti speciali di cui lui è capace che l’esigenza di affinamento del progetto Élevage trova sponda e complemento. La coppia di imprenditori campani e lo chef aretino si incontrano durante un viaggio in Francia, spinti dalla comune passione per il vino e lo Champagne, e capiscono da subito che ad avvicinarli c’è un’affinità autentica: lo stesso rispetto per la materia prima, la stessa coerenza, la stessa ambizione discreta. Il legame si concretizza e consolida in un processo di evoluzione fatto di studio, confronto, assaggi e prove.

Nel giugno 2025 Luca Fracassi prende ufficialmente le redini di Élevage, ufficializzando un lavoro di cesello e cervello portato avanti nei mesi precedenti e affiancando, in un mutuo scambio di culture e saperi, il resident chef Vincenzo Cozzolino. Il risultato è una proposta chiara e condivisa, in cui il menu trova identità nel territorio senza diventarne chiave interpretativa: una visione assolutamente autonoma, contemporanea, libera da vincoli e consapevole sottende tutte le proposte all’insegna del coraggio e dell’indipendenza espressiva.

Il menu come una sequenza di piatti costruiti per stratificazione del gusto

Ostrica dei Campi Flegrei alla brace con beurre blanc alla genziana

L’approccio gastronomico adottato è quello di trasformare il pasto in un’esperienza narrativa e sensoriale, dove ogni portata prepara il palato alla successiva, aumentando gradualmente intensità aromatica, complessità strutturale e ricchezza dei sapori. Fondi, fermentazioni e cotture alla brace caratterizzano il percorso. Dall’Olivello spinoso con uovo all’Ostrica dei Campi Flegrei alla brace con beurre blanc alla genziana, dal Topinambur, miso alla senape e peperone crusco al Friariello alla brace con jus di pollo, radici e vegetali assumono il ruolo di strutture portanti del piatto, mentre la Pasta mista al burro affumicato e vaniglia – capolavoro di cottura – prende spunto dalla memoria e usa il rigore tecnico per poi spostare l’attenzione su una masticabilità che si fa esemplare.

Friariello alla brace con jus di pollo, radici e vegetali

Lo Stoccafisso con limone e cavolfiore, il Pomodoro del Piennolo candito con acqua di pomodoro e la Crema con vin jaune e Comté finale parlano senza infingimento alcuno di una cucina di controllo e misura, dove la tecnica sostiene il gusto senza sovrapposizioni o concessioni decorative. In sala, forte di una nuova consapevolezza, la regia dei patron agisce da efficace contrappunto all’esperienza gastronomica, avvalendosi di figure complementari di spessore come Ivan Saraco, maître e sommelier, e il giovane Antimo De Cristofaro, bartender di talento, che firma le coniugazioni alcoliche – e non solo – del cocktail bar in perfetta sintonia con la nuova filosofia della cucina. 

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