Valtellina

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I mille volti della Valtellina

Un territorio dalle tante sorprese da scoprire tra natura, enoturismo e gastronomia.

Prima di riversare le sue fresche acque nel lago di Como, il fiume Adda traccia un solco da est a ovest tra le montagne delle estreme propaggini settentrionali dello stivale. Qui, dall’anfiteatro naturale di Bormio al grande bacino lacustre, si alternano vallate e cime a un ritmo regolare che vede susseguirsi specchi d’acqua e crinali rocciosi. La noia e la ripetitività sono concetti estranei alla Valtellina, un territorio che si presenta con un vestito nuovo in ogni stagione, dove i colori mutevoli del paesaggio si mescolano a quelli intensi e brillanti del vino, agli aromi delle pietanze che da secoli si preparano con cura, ai profumi delle fioriture in primavera e del sottobosco umido e odoroso in autunno. E che, nonostante l’asperità dei propri pendii, si apre generosamente ai turisti mostrando le bellezze del patrimonio naturalistico come l’abbondanza delle proprie specialità enogastronomiche, le numerose possibilità sportive e il fascino delle tradizioni.

A piedi o in bici: sport, cultura e tesori nascosti

Mentre d’estate il Parco Nazionale dello Stelvio fa da sfondo agli allenamenti di atleti e sportivi, d’inverno le stesse località accolgono gli amanti della neve con i loro 400 chilometri di piste ben attrezzate — tra cui alcuni tracciati estremamente tecnici e sfidanti — e la competizione annuale di Coppa del Mondo di Sci Alpino. C’è però spazio anche per attività più rilassanti, come la pesca sportiva sulle rive dell’Adda, le passeggiate a cavallo tra i boschi e naturalmente il trekking e le escursioni in bicicletta. Qualunque sia il mezzo scelto, nei molti borghi che punteggiano la valle si possono scoprire piccole e grandi gemme di storia e cultura: dalla settecentesca Santa Casa Lauretana di Tresivio con la sua vista che domina i vigneti, al centro storico di Tirano con le affascinanti costruzioni in stile liberty; dal borgo medievale di Ardenno con la Collegiata di San Lorenzo del XV secolo, fino alle incisioni rupestri della Rupe Magna di Grosio, risalenti addirittura all’Età del Bronzo. Molte di queste cittadine sono lambite dalla Strada del Vino e dei Sapori della Valtellina, un percorso sul quale addentrarsi per conoscere il meglio che la valle ha da offrire. Lungo i 67 chilometri che si sviluppano nella provincia di Sondrio, da Ardenno a Tirano, i turisti potranno alloggiare in agriturismi circondati da vigne, rilassarsi ammirando il tramonto tra le montagne oppure avventurarsi nei vari itinerari tracciati tra filari e caratteristici centri abitati, a piedi oppure alla guida di e-bike.

Calici d’alta quota

Tra i percorsi più apprezzati spiccano quelli dedicati proprio alle due ruote, il modo ideale per combinare attività sportiva e scoperte enologiche. Con un repertorio di sei itinerari ad anello completamente immersi nei vigneti, i Wine Bike Tour vedono Sondrio come luogo di partenza e di arrivo e si differenziano per lunghezza e difficoltà, adatti a ogni esigenza. Pedalare su questi sentieri significa godere a ritmo slow delle numerose ricchezze della valle, e farlo con tutti i sensi, concludendo la giornata con assaggi e degustazioni. Quella vinicola, in Valtellina, è una tradizione antica e radicata, che con il lavoro di generazioni di viticoltori ne ha plasmato il volto: sono 2.500 i chilometri di terrazzamenti vitati, modellati per vincere pendenze e dirupi fino a dare vita alla tipica conformazione verticale riconosciuta come Paesaggio Rurale Storico e ancora prima, con l’antica arte della costruzione dei muretti a secco, come Patrimonio Immateriale Unesco. I gradoni — autentico esempio di architettura primitiva e ingegneria contadina — hanno lentamente addomesticato i fianchi scoscesi delle montagne, diventando così la dimora ideale per la varietà regina di questa zona: il Nebbiolo Chiavennasca, presente qui addirittura dall’epoca carolingia. Coltivata sulle belle alture che si sviluppano tra i 300 e i 600 metri di quota, è l’anima di ben due Docg — il vellutato e persistente Valtellina Superiore e l’intenso e fruttato Sforzato di Valtellina —, oltre che del Rosso di Valtellina Doc e di alcune delle diverse sfumature dell’Alpi Retiche Igt, che comprende rossi, rosati e bianchi ma anche passiti e spumanti. Calici di montagna per ogni occasione, che trasformano un patrimonio di saperi antichi nella qualità e finezza che distingue i vini di oggi.

Delizie gastronomiche e ricercate tipicità

Dopo ogni movimentata giornata tra le cime, si sa, non c’è niente di meglio di una merenda corroborante. Ed è proprio a tavola che si può proseguire il viaggio in questa valle, equipaggiati soltanto di coltello e forchetta e una buona dose di appetito. Croccanti e succulente mele di Valtellina Igp — da includere in qualsiasi pranzo al sacco alpino che si rispetti — e pregiati mieli artigianali di rododendro, castagno, tiglio e acacia dalle fioriture d’altura. Saporiti taglieri di bresaola Igp (da non confondere con la cugina “brisaola” della Valchiavenna, affumicata senza speziatura ma ugualmente deliziosa) da accompagnare al rustico e corposo pane di segale per uno snack a prova di trekking. Mentre dagli alpeggi di alta montagna arriva una delle eccellenze casearie della regione — il Bitto Dop a latte crudo, che sprigiona tutti gli aromi dei prati primaverili — è nel fondo valle che si produce il prezioso Casera, ingrediente fondamentale nella preparazione dei pizzoccheri. Forchettata dopo forchettata, assaggiate le cremose tagliatelle a base di farina di grano saraceno, condite con abbondante burro e formaggio e cotte insieme a patate e verza, avendo cura di lasciare un piccolo spazio per una fetta di bisciola — un lievitato a base di uvetta, fichi secchi, miele e burro che somiglia al panettone ma che si può gustare tutto l’anno. Per scoprire il repertorio di specialità meno note, che spesso si possono trovare soltanto entro questi confini, il consiglio è quello di accomodarsi alle tavole condivise e conviviali di uno dei tanti crotti che si nascondono tra i villaggi. Nelle piccole costruzioni in pietra viva sorte attorno a queste cavità naturali — entro le quali soffiano correnti d’aria che mantengono la temperatura interna costante intorno agli 8°C, creando le condizioni ideali per la conservazione e maturazione di vino, salumi e formaggi — non mancano le occasioni di assaggio. Pasteggiate con violino di capra (un prosciutto stagionato ottenuto dalla salagione delle cosce), cremoso scimudin (un formaggio a pasta molle dolce e delicato, perfetto per preparare salse) e pesteda (un aromatico pesto del borgo di Grosio a base di aglio, pepe, achillea e timo), il tutto annaffiato dalle fresche birre artigianali prodotte con acqua di montagna, per portare a casa il ricordo più gustoso della vacanza in Valtellina.

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