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Perché a Capodanno in Germania si regalano maialini di marzapane

Origini simboliche, rituali augurali e diffusione alpina di un’usanza centroeuropea

In Germania, Austria e nelle regioni alpine italiane, il Capodanno è accompagnato dallo scambio dei Glücksschwein, maialini di marzapane simbolo di fortuna e abbondanza. Una tradizione di origine medievale che riflette il valore economico e culturale attribuito al maiale nella storia europea.

Alla scoperta dei Glücksschwein

Chi trascorre le settimane tra Natale e Capodanno in Germania, Austria o in alcune aree del Trentino-Alto Adige si imbatte facilmente in piccole figure di maiali esposte nelle vetrine, sulle tavole o scambiate come dono. Non si tratta di un simbolo natalizio in senso stretto, ma di un augurio legato all’inizio del nuovo anno. I Glücksschwein, letteralmente “maialini della fortuna”, sono tradizionalmente realizzati in marzapane e vengono regalati per augurare prosperità, successo e benessere.

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Foto di Bild Der Frau

L’usanza è oggi diffusa anche sotto forma di oggetti in ceramica, metallo o plastica, ma la versione commestibile resta la più riconoscibile, soprattutto nelle pasticcerie e nei mercatini invernali dell’area germanofona. Il gesto si colloca simbolicamente tra la fine dell’anno e l’inizio di quello nuovo, in un momento in cui il cibo assume da sempre un valore propiziatorio.

Il legame tra il maiale e l’idea di abbondanza è antico e attraversa diverse culture europee. Come ricorda lo storico e antropologo Michel Pastoureau nei suoi studi sulla simbologia animale, il maiale è stato a lungo associato alla ricchezza materiale e alla sicurezza alimentare. Nell’Europa rurale, possedere un suino significava disporre di una riserva di carne, grasso e salumi sufficiente a superare l’inverno. Per questo, nella cultura contadina, il maiale era considerato una forma di capitale domestico, accessibile anche alle famiglie meno abbienti.

In area germanica, questa simbologia si consolida già nel Medioevo. L’espressione tedesca Schwein haben, che oggi significa “avere fortuna”, sembra derivare da pratiche legate ai tornei cavallereschi, dove il maiale poteva essere assegnato come premio di consolazione a chi, pur non vincendo, aveva dimostrato valore. Col tempo, il significato dell’espressione si è ribaltato, trasformandosi in un augurio positivo.

Parallelamente, il maiale occupa un posto rilevante nella mitologia nordica. Nella tradizione germanica precristiana, il cinghiale Gullinbursti, dalle setole d’oro, accompagna il dio Freyr, divinità della fertilità e della prosperità. Questo immaginario contribuisce a rafforzare il legame tra il suino e l’idea di ricchezza, fecondità e continuità.

Fino a qualche anno fa era consuetudine regalare maialini vivi in occasione del nuovo anno o di Natale anche in Italia. Con il progressivo abbandono delle economie rurali e l’urbanizzazione, l’usanza si è trasformata in una rappresentazione simbolica, dando origine ai Glücksschwein di marzapane. Il dolce, a base di mandorle e zucchero, si presta a essere modellato e conservato, mantenendo il valore augurale senza la necessità dell’animale reale.

Oggi il maialino di Capodanno è spesso accompagnato da altri simboli considerati portafortuna nella cultura centroeuropea, come spazzacamini, ferri di cavallo o quadrifogli. In Germania l’importanza di questo rito è tale che a Bad Wimpfen, nel Baden-Württemberg, esiste un museo dedicato al Glücksschwein, con collezioni che documentano l’evoluzione iconografica del maiale come simbolo di fortuna.

In Italia, la tradizione è particolarmente radicata in Trentino-Alto Adige, per evidenti motivi storici e culturali, ma tracce della sua diffusione si ritrovano anche in altre aree. In Liguria, ad esempio, la presenza dei maialini di marzapane è legata al turismo mitteleuropeo, mentre in alcune zone del Sud Italia l’usanza è stata introdotta dalle comunità di emigrati rientrati o dai loro discendenti.

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Foto cover di Jolie.de

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