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Pietra refrattaria, lo strumento chiave per pane e pizza fatti in casa

Materiali, funzionamento e corretto utilizzo della piastra che migliora la cottura nel forno domestico

La pietra refrattaria consente di ottenere una cottura più uniforme e asciutta di pane e pizza anche nel forno domestico, a condizione di conoscerne materiali, tempi di riscaldamento e modalità di utilizzo.

Alla scoperta della “magica” pietra refrattaria

Pane e pizza sono tra le preparazioni più frequenti nelle cucine domestiche di chi sperimenta con impasti e lievitazioni. Negli ultimi anni, parallelamente alla diffusione della panificazione casalinga, si è affermato l’uso della pietra refrattaria, una piastra pensata per migliorare la resa della cottura nei forni di casa. Si tratta di uno strumento semplice nella forma, ma che richiede attenzione nell’uso e nella manutenzione per esprimere al meglio le sue potenzialità.

La pietra refrattaria è realizzata con materiali capaci di resistere a temperature elevate e di accumulare calore in modo progressivo, rilasciandolo poi in maniera uniforme. Argilla, cordierite e miscele ceramiche sono le composizioni più comuni. Il principio di funzionamento è lo stesso dei piani di cottura dei forni a legna: una superficie calda e stabile che cuoce l’impasto dal basso, favorendo lo sviluppo della struttura interna e una base asciutta e ben formata. Non a caso, nel forno napoletano tradizionale viene utilizzato il cosiddetto biscotto di Sorrento, un materiale argilloso che può essere considerato a tutti gli effetti una pietra refrattaria storica.

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Dal punto di vista tecnico, la caratteristica centrale della pietra è la porosità. Questo aspetto consente di assorbire parte dell’umidità rilasciata dall’impasto durante la cottura, migliorando la croccantezza di pane e pizza e riducendo il rischio di basi molli. Allo stesso tempo, la capacità di trattenere il calore permette di lavorare con temperature elevate anche nei forni domestici, che difficilmente superano i 250 gradi.

L’utilizzo corretto inizia dal posizionamento. La pietra va inserita nel forno quando è ancora freddo, preferibilmente nella parte alta, in prossimità della resistenza superiore. Questo accorgimento riduce il rischio di shock termici e consente alla lastra di riscaldarsi in modo graduale. Una volta acceso il forno, è necessario attendere che la pietra accumuli calore in modo uniforme: in genere servono almeno quindici o trenta minuti, a seconda dello spessore e del materiale. Solo dopo questo tempo è opportuno appoggiare l’impasto sulla superficie.

Non esiste un tempo di cottura universale. Pizza e pane reagiscono in modo diverso, così come incidono il tipo di forno, l’idratazione dell’impasto e lo spessore della pietra. A temperature intorno ai 250 gradi, una pizza può cuocere in pochi minuti, mentre il pane richiede tempi più lunghi. È importante osservare la superficie del prodotto, soprattutto nel caso di pizze condite, perché la vicinanza alla resistenza superiore può accelerare la doratura.

La pietra refrattaria non deve essere trattata come una teglia tradizionale. Non va oliata né unta, perché i grassi vengono assorbiti dal materiale poroso e lasciano macchie permanenti, oltre a compromettere le cotture successive. Per evitare che l’impasto si attacchi è sufficiente una leggera spolverizzata di farina o di semola. Allo stesso modo, pane e pizza non vanno tagliati direttamente sulla pietra, poiché lame e rotelle possono danneggiarne la superficie.

La pulizia è una delle fasi più delicate. Deve essere effettuata solo a pietra completamente fredda. I residui secchi si rimuovono con spatole in legno, gomma o plastica rigida, evitando materiali metallici. In caso di sporco leggero è sufficiente un panno umido; per incrostazioni più resistenti si può usare una spugna non abrasiva con sola acqua. Detergenti e saponi sono da evitare, perché verrebbero assorbiti dal materiale e altererebbero il sapore delle preparazioni future.

Per macchie persistenti, una soluzione comunemente accettata prevede l’uso di bicarbonato di sodio mescolato con acqua fino a ottenere una pasta morbida, da applicare localmente e rimuovere dopo un breve tempo di posa. Le variazioni cromatiche che si sviluppano nel tempo non sono un difetto, ma il segno dell’uso: la patina che si forma non compromette la funzionalità della pietra.

Una volta pulita, la pietra va asciugata con attenzione e conservata in posizione orizzontale. Molti la lasciano direttamente nel forno spento, così da sfruttare la sua capacità di stabilizzare la temperatura anche durante le cotture ordinarie. Utilizzata correttamente, la pietra refrattaria diventa uno strumento stabile e durevole, in grado di migliorare sensibilmente la qualità di pane e pizza preparati in casa senza ricorrere a forni professionali.

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