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In origine i Premi Oscar erano un pretesto per una cena di gala

Hollywood celebrava i film con un semplice banchetto riservato agli addetti del settore.

La notte degli Academy Awards è uno degli eventi mediatici più seguiti al mondo. Tappeto rosso, dirette televisive e una produzione spettacolare accompagnano ogni anno la consegna delle statuette. All’origine, però, il premio non era stato concepito come uno show. Le prime edizioni erano poco più che una cena privata tra professionisti del cinema.

L’idea nacque alla fine degli anni Venti all’interno della Academy of Motion Picture Arts and Sciences, l’associazione fondata per riunire le principali figure dell’industria cinematografica statunitense. Tra i promotori dell’iniziativa c’era Louis B. Mayer, dirigente della Metro-Goldwyn-Mayer, che immaginava l’Academy come uno spazio di confronto tra produttori, attori, registi e tecnici. I premi servivano soprattutto a rafforzare il senso di appartenenza alla nuova istituzione e a favorire il dialogo interno al settore.

La prima premiazione del 1929

La prima consegna dei premi si svolse il 16 maggio 1929 nella Blossom Room dell’Hollywood Roosevelt Hotel. All’evento parteciparono circa 270 invitati, tra figure di spicco dell’industria e membri dell’Academy. Il biglietto costava cinque dollari e la serata aveva la forma di un banchetto formale, con orchestra e balli.

In quell’occasione non esisteva alcuna suspense: i vincitori erano già indicati sull’invito consegnato agli ospiti. La consegna delle statuette avvenne rapidamente al termine della cena e fu guidata da Douglas Fairbanks, primo presidente dell’Academy. L’intera premiazione durò circa quindici minuti.

Tra i riconoscimenti assegnati figurava anche quello alla miglior attrice, vinto da Janet Gaynor per diversi film interpretati nello stesso anno, tra cui Sunrise: A Song of Two Humans di Friedrich Wilhelm Murnau. All’epoca, infatti, il premio non riguardava una singola interpretazione ma l’insieme del lavoro svolto durante l’anno.

Un evento interno all’industria

La serata non era pensata come spettacolo pubblico. L’attenzione dei media fu limitata e i giornali dell’epoca dedicarono all’evento pochi paragrafi. L’atmosfera era quella di un incontro tra colleghi più che di una cerimonia celebrativa.

Il menu rifletteva la formalità del banchetto. Secondo le ricostruzioni storiche furono serviti filetto di sogliola al burro, pollo arrosto su toast, fagiolini e patate fritte, piatti tipici della cucina americana dell’epoca. La consegna dei premi rappresentava solo una parte della serata, mentre il momento centrale restava la cena.

La trasformazione in spettacolo

Nel corso degli anni Trenta l’Academy comprese gradualmente che la premiazione poteva diventare anche uno strumento di promozione dell’industria cinematografica. L’evento iniziò così a cambiare forma. I vincitori non vennero più annunciati in anticipo e la serata acquisì progressivamente una struttura più teatrale.

Un passaggio importante fu l’introduzione della trasmissione radiofonica, che permetteva al pubblico di seguire la cerimonia a distanza e in diretta. Successivamente arrivò anche la televisione: la prima diretta televisiva degli Oscar risale al 1953 e durò circa novanta minuti, molto meno rispetto alle edizioni contemporanee.

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L’iconica scena di Brad Pitt che mangia la pizza agli Oscar 2014

Con il tempo la dimensione conviviale perse centralità. Dopo la Seconda guerra mondiale la cena venne progressivamente separata dalla cerimonia, anche per ragioni di immagine: raccontare star che mangiano durante una serata trasmessa al pubblico non era più considerato opportuno.

Dal banchetto al Governors Ball

Oggi la consegna degli Oscar si svolge al Dolby Theatre di Hollywood e non prevede alcun servizio di ristorazione durante la cerimonia. La tradizione della cena sopravvive però nel ricevimento che segue la premiazione, il Governors Ball, organizzato per gli invitati subito dopo la fine dello spettacolo.

Da oltre vent’anni il menu dell’evento è curato dallo chef Wolfgang Puck, che coordina una brigata composta da centinaia di cuochi e camerieri. Le preparazioni sono servite in piccole porzioni, spesso in forma di finger food, per facilitare il servizio a centinaia di ospiti.

Nel corso del tempo anche il menu si è adattato alle nuove sensibilità gastronomiche. Se fino agli anni Settanta prevalevano piatti ricchi della tradizione francese, negli ultimi decenni sono aumentate le opzioni vegetariane e le proposte a base vegetale, insieme a un’attenzione maggiore alla sostenibilità e alle intolleranze alimentari.

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