Cozze o muscoli: la denominazione corretta, nella lingua italiana standard, è “cozze”, ma l’uso di “muscoli” resta molto radicato in alcune regioni. Il chiarimento arriva dall’Accademia della Crusca, intervenuta su una questione che negli anni ha superato l’ambito linguistico, arrivando fino a un caso concreto di etichettatura in Liguria.
La vicenda nasce quando una pescheria ligure si è vista contestare l’uso del termine “muscoli” sulle etichette, con l’indicazione di sostituirlo con “cozze”, ritenuto il nome corretto. Da qui si è aperto un dibattito più ampio sull’uso delle varianti regionali e sulla loro legittimità.
Da dove nasce il dubbio su cozze e muscoli
Secondo i linguisti, “muscoli” rientra nella categoria dei geosinonimi, cioè parole diverse che indicano lo stesso oggetto ma sono legate a specifiche aree geografiche. In questo caso, il termine è diffuso soprattutto in Liguria, in particolare nell’area della Spezia, e nelle Marche, dove compare nella forma “musciolo”. Nello stesso ambito rientra anche “peoci”, utilizzato nel Veneto, soprattutto a Venezia e si traduce letteralmente con “pidocchi”: le cozze sono quindi i “pidocchi di mare”. Peoce e muscoli sono quindi geosinonimi di “cozza” e, soprattutto nella regione di appartenenza, il termine può essere utilizzato.

La lingua italiana, tuttavia, adotta “cozze” come forma di riferimento e non ammette variazioni. La questione dei muscoli possiamo chiarirla solo se si guarda alla storia delle parole. “Muscolo” deriva dal latino “musculus” ed è documentato già a partire dal Quattrocento. Per secoli è stato utilizzato anche nella letteratura centro-settentrionale, prima di essere progressivamente affiancato e poi superato da “cozza” nell’uso comune. È quindi affascinante vedere come un termine desueto da secoli sia entrato a tutti gli effetti nel vocabolario comune delle persone del III millennio e perfino utilizzato nei negozi.