spaghetti al pino mugo di SanBrite ph. Stefania Giorgi

Tra storytelling e sostenibilità: la Guida Michelin spegne le stelle verdi

La "Rossa" annuncia l'addio progressivo al riconoscimento nato nel 2020: al suo posto arriva Mindful Voices, un progetto editoriale esteso a hotel e vino. Il debutto il primo giugno a Copenaghen.

La notizia segna indubbiamente un cambio di rotta. La Guida Michelin ha annunciato una svolta strategica che farà discutere il mondo della gastronomia: la stella verde, il riconoscimento introdotto nel 2020 per premiare i ristoranti all’avanguardia nella sostenibilità, verrà progressivamente eliminata. Al suo posto nasce Mindful Voices, una piattaforma editoriale globale che estenderà il racconto dell’impegno etico anche al mondo degli alberghi e dei produttori di vino.

Nelle parole del direttore internazionale Gwendal Poullennec, l’obiettivo è ambizioso: “Amplificare e dare piena risonanza” alle storie di chi sta cambiando le regole del gioco sul campo. «Questo nuovo approccio nasce direttamente da ciò che i nostri team di ispettori vivono sul campo: incontri ed esperienze che contribuiscono a trasformare le pratiche e a sensibilizzare l’opinione pubblica sulle sfide del futuro, che meritano di essere condivisi», dichiara Poullennec.

Eppure, superata la prima lettura dei comunicati ufficiali, il dubbio è legittimo: siamo di fronte a un’evoluzione inclusiva o a un passo indietro nella certificazione dell’impegno ambientale?

Dal “merito” al “racconto”: cosa cambia per la ristorazione

La stella verde aveva un valore innanzitutto visivo e meritocratico. Pur con i limiti storici di un sistema di valutazione da sempre avvolto nel mistero, era una stella a tutti gli effetti. Per ottenerla, i ristoratori mettevano sul piatto della bilancia investimenti e pratiche concrete: filiera corta, lotta allo spreco alimentare, autoproduzione, gestione etica del personale. Era un bollino di merito con un forte impatto commerciale e di posizionamento.

Sostituire un premio tangibile con una “piattaforma editoriale” sposta inevitabilmente il focus dal giudizio al racconto. Se la Stella Verde implicava un esame (per quanto basato sulle segnalazioni degli ispettori), Mindful Voices si presenta come uno spazio giornalistico. Chi deciderà quali storie sono abbastanza “mindful”? Con quali protocolli oggettivi verranno scelte le personalità da raccontare?

Aprire le porte a hotel e produttori di vino è un’operazione coerente con la recente espansione della Guida in questi settori, ma rischia di diluire la specificità del messaggio ecologico legato alla ristorazione pura. Il rischio è che si preferisca la narrazione biografica e l’intervista d’ispirazione alla reale e complessa misurazione degli standard ecologici di un locale, trasformando una scelta etica in un pur nobile contenuto da scorrere sullo smartphone.

La transizione non avverrà comunque dall’oggi al domani, ma seguirà una precisa tabella di marcia internazionale che ridisegnerà i confini della “Rossa” nel corso dell’anno. Il debutto è infatti atteso per il prossimo primo giugno, quando Mindful Voices sarà presentato ufficialmente a Copenaghen durante la cerimonia della Guida Michelin dedicata ai Paesi Nordici. La Scandinavia, da sempre laboratorio europeo della ristorazione sostenibile, farà così da apripista a questo nuovo corso. Subito dopo il lancio danese, l’implementazione della nuova piattaforma editoriale proseguirà a livello europeo e, successivamente, si estenderà su scala mondiale nel corso di tutto il 2026. Per vedere gli effetti concreti di questa novità sul nostro territorio dovremo attendere l’autunno. L’appuntamento è a Piacenza, dove verrà presentata la 72esima edizione della Guida Michelin Italia, un momento chiave per capire come i nostri chef accoglieranno il passaggio dal quadrifoglio verde al microfono digitale.

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Foto: gli spaghetti al pino mugo di SanBrite ph. Stefania Giorgi

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