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Il granchio blu sta risalendo il Po e questo è un bel problema

Dalla foce è arrivato fino a Guastalla, nel Reggiano. Gli studi mostrano una relazione con siccità e sovraffollamento, ma sugli effetti nell’ecosistema d’acqua dolce non ci sono ancora dati sufficienti.

Il granchio blu sta risalendo il Po sempre più lontano dalla foce. Nei giorni scorsi un esemplare è stato fotografato a Guastalla, in provincia di Reggio Emilia, a oltre 160 chilometri dal delta. È un dato che si inserisce in una tendenza osservata negli ultimi anni dai ricercatori dell’Università di Ferrara, che hanno documentato la presenza del crostaceo in tratti sempre più interni del fiume.

La distanza raggiunta è rilevante: si tratta della maggiore distanza finora documentata per questa specie nelle acque dolci del bacino del Mediterraneo. La domanda, ora, è capire perché il granchio blu stia risalendo il Po e quali conseguenze possa avere questa presenza sull’ecosistema fluviale.

Perché il granchio blu risale il Po

Il granchio blu (Callinectes sapidus) è una specie alloctona in Italia e in Europa. Originario dell’oceano Atlantico, è arrivato nei mari europei probabilmente trasportato dalle navi attraverso le acque di zavorra. I primi avvistamenti risalgono alla metà del Novecento, ma la sua presenza è aumentata soprattutto negli ultimi anni.

Nel 2022 la popolazione è cresciuta rapidamente nel delta del Po, nelle valli di Comacchio, nella sacca di Goro e nelle altre lagune del Nordest. Proprio in queste aree il granchio ha avuto un impatto significativo sugli allevamenti di molluschi, nutrendosi anche di vongole e cozze.

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Foto da Wikipedia

Una delle possibili spiegazioni della crescita della popolazione è legata alla forte siccità del 2022. Con una portata del Po particolarmente bassa, l’acqua marina è penetrata più facilmente nel corso del fiume, creando condizioni favorevoli alla presenza e alla riproduzione dei granchi. Le successive piene del 2023 potrebbero poi aver trasportato nelle lagune grandi quantità di giovani esemplari.

Quando la popolazione diventa molto numerosa, alcuni granchi si spostano verso l’interno anche per cercare nuove fonti di cibo. Nel caso del Po, però, c’è anche una ragione biologica legata soprattutto ai maschi adulti.

I maschi adulti cercano l’acqua dolce

Secondo i ricercatori dell’Università di Ferrara, sono soprattutto i maschi adulti a risalire il corso del Po. Il motivo è legato alla muta: l’acqua dolce favorisce il processo che permette loro di crescere maggiormente.

Un esemplare adulto può raggiungere dimensioni intorno ai 20 centimetri. Una maggiore taglia significa anche maggiore competitività nei confronti degli altri maschi e una maggiore capacità di attirare le femmine. Gli accoppiamenti avvengono invece nelle aree più vicine alla foce, nelle lagune e nelle diramazioni del fiume.

Risalire i corsi d’acqua dolce, quindi, non è un comportamento anomalo per il granchio blu. La particolarità italiana è soprattutto la distanza raggiunta, legata anche alla diffusione relativamente recente della specie nel nostro territorio.

La siccità può favorire la risalita

Lo studio ha evidenziato una possibile relazione tra la distanza percorsa dai granchi e la portata del Po. Le risalite più lunghe sono state registrate tra il 2022 e il 2023, dopo periodi di siccità prolungata. Nel 2024, invece, quando la portata del fiume era maggiore, la risalita si era fermata a meno di 130 chilometri dal delta.

Il meccanismo è relativamente semplice: quando il livello dell’acqua diminuisce, la corrente perde intensità e per il granchio diventa meno difficile muoversi verso monte. Il granchio blu è infatti un buon nuotatore, ma non è in grado di affrontare correnti molto forti per lunghi tratti.

I ricercatori invitano comunque a non trasformare questa correlazione in una relazione di causa ed effetto già dimostrata. La presenza del granchio a Guastalla potrebbe essere stata favorita dalle condizioni idrologiche attuali, ma sono necessari ulteriori dati.

Questa estate presenta d’altra parte condizioni simili a quelle osservate negli anni precedenti: temperature elevate, diminuzione del livello del Po e maggiore risalita del cuneo salino, cioè dell’acqua marina all’interno del corso del fiume.

Che danni può fare il granchio blu nel Po?

È ancora presto per stabilirlo. Gli effetti della diffusione del granchio blu sono stati studiati soprattutto negli ambienti costieri e nelle lagune, dove sono stati documentati i danni agli allevamenti di molluschi. Per le acque dolci del Po mancano invece ancora studi sufficienti per valutare le conseguenze sulla fauna e sull’equilibrio dell’ecosistema.

Il fiume ospita già diverse specie ittiche alloctone. Tra queste ci sono il pesce gatto americano e il persico trota, specie che in Nord America sono predatori naturali del granchio blu. È quindi possibile che anche nel Po possano predarlo, ma non ci sono ancora dati specifici che permettano di quantificare questo fenomeno.

Allo stesso modo, il granchio potrebbe entrare in competizione con altre specie o predare alcuni animali presenti nel fiume. Tra i possibili casi ci sono le anguille cieche quando risalgono dal mare verso le zone prossime alla foce, ma anche in questo caso si tratta di un’ipotesi che deve essere verificata.

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