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Arriva il Marchio biologico italiano: come riconoscere il bio prodotto in Italia

Tre foglie tricolori distingueranno sugli scaffali alimenti ottenuti da materie prime nazionali certificate

I prodotti biologici ottenuti da materie prime italiane avranno un nuovo segno per essere riconosciuti sugli scaffali. È il Marchio biologico italiano, presentato in occasione della Giornata europea del Biologico: un logo composto da tre foglie intrecciate, verde, bianca e rossa, che potrà comparire sulle confezioni accanto alla certificazione biologica dell’Unione europea.

Il nuovo marchio non sostituisce la foglia verde europea e non introduce una diversa certificazione del metodo biologico. Serve invece a identificare l’origine nazionale delle materie prime dei prodotti già biologici. L’adesione è volontaria e il marchio, di proprietà del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, può essere richiesto dagli operatori interessati attraverso il sistema informativo dedicato.

Che cosa indica il nuovo marchio biologico italiano

Il simbolo è destinato esclusivamente ai prodotti biologici realizzati con materie prime agricole nazionali, contrassegnati in etichetta dalle indicazioni «Agricoltura Italia» o «Acquacoltura Italia». L’obiettivo è quindi rendere immediatamente distinguibile un prodotto biologico ottenuto con materia prima italiana da uno che rispetta gli stessi standard europei ma utilizza materie prime di altra provenienza.

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Il Marchio biologico italiano era stato previsto dalla legge del 9 marzo 2022 sullo sviluppo e la competitività della produzione biologica. Le condizioni e le modalità di utilizzo sono state definite con un decreto del 26 maggio 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale a luglio. Dal 15 settembre gli operatori hanno potuto presentare al Ministero la richiesta per utilizzarlo.

Quanto vale il biologico in Italia

La presentazione è stata accompagnata dai primi dati del rapporto Bio in cifre, curato da Ismea con Ciheam Bari nell’ambito dei programmi del Masaf. Nel 2025 gli acquisti domestici di prodotti biologici hanno raggiunto 4,4 miliardi di euro, con una crescita del 9,2% rispetto all’anno precedente. Il bio rappresenta così il 4% del valore complessivo della spesa agroalimentare italiana.

Sul fronte agricolo, la superficie coltivata con metodo biologico è arrivata a 2.377.749 ettari, pari al 19,4% della superficie agricola utilizzata nazionale. Otto regioni e la Provincia autonoma di Bolzano hanno già superato la soglia del 25%.

Gli operatori biologici censiti sono 95.389, dei quali 85.443 sono aziende agricole. È su questa filiera che interviene il nuovo marchio: non modificando le regole europee del biologico, ma aggiungendo un’indicazione immediatamente riconoscibile sull’origine italiana delle materie prime

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