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Distilleria Nonino

Addio a Benito Nonino, il distillatore friulano che ha rivoluzionato la grappa

Scompare all'età di 90 anni l'uomo che sancì la svolta per Nonino con la prima grappa monovitigno Picolit. Il futuro della distilleria è nelle mani delle donne della famiglia.

Si è spento all’età di 90 anni Benito Nonino, una delle figure più illustri del panorama enologico italiano, lasciando un vuoto incolmabile nel mondo dei distillati e nella sua famiglia. Nato il 6 febbraio 1934, il distillatore friulano è stato l’artefice del successo di Distilleria Nonino, fondata dalla sua famiglia nel 1897 a Percoto, in provincia di Udine. Realtà storica nel settore della grappa, l’azienda è stata guidata con lungimiranza da Benito insieme alla moglie Giannola Bulfoni, nominata Cavaliere del Lavoro dal Presidente della Repubblica nel 1998, riuscendo a trasformare un prodotto considerato rustico in un distillato di altissima qualità, riconosciuto e apprezzato a livello internazionale.
Uno dei momenti più significativi della carriera dell’imprenditore risale al 1973, anno nel quale introdusse la prima grappa monovitigno al mondo prodotta con questa consapevolezza, ottenuta dalla distillazione di vinacce di un’unica varietà d’uva, Picolit. Questa innovazione ha rivoluzionato il settore, portando la grappa a essere percepita non più come un semplice sottoprodotto della vinificazione, ma come distillato pregiato, degno di essere degustato e apprezzato come un grande vino o un whisky. Nel corso degli anni, Distilleria Nonino ha ricevuto numerosi riconoscimenti per la qualità dei loro prodotti e nel 1975 ne ha anche istituito uno tutto suo: si tratta del “Premio Nonino Risit d’Aur” destinato a promuovere e valorizzare la cultura agricola e vinicola del Friuli Venezia Giulia per salvare gli antichi vitigni autoctoni in via d’estinzione. Il premio è diventato un punto di riferimento culturale, attirando l’attenzione di intellettuali e artisti di fama mondiale. Sostenitore appassionato della tradizione e della qualità, Benito Nonino ha continuato a credere in una produzione artigianale, basata su materie prime di eccellenza.
La distilleria, sotto la sua guida, ha continuato a utilizzare alambicchi discontinui a vapore, un metodo che richiede grande abilità e dedizione. A raccogliere la sua eredità sono le figlie Cristina, Antonella ed Elisabetta che già da anni collaborano attivamente nella gestione dell’azienda, e si è già affacciata una nuova generazione Nonino, la sesta per la precisione, incarnata da Francesca Bardelli, la figlia trentenne di Cristina, grazie alla quale la grappa ha trovato un posizionamento anche sui social.

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