A 1,1 chilometri di profondità, nella miniera di Boulby, nel North Yorkshire, si coltivano lattuga e pak choi. Si tratta di una ricerca sull’agricoltura in ambiente controllato condotta dall’Università di Sheffield con l’obiettivo di capire se le miniere possano diventare nuovi spazi per la produzione alimentare.
L’idea nasce da una necessità: rendere la produzione agricola meno esposta alle condizioni meteorologiche e trovare nuovi luoghi in cui coltivare. Secondo Jacob Nickles, ricercatore dell’Università di Sheffield e tra i responsabili del progetto, la produzione alimentare mondiale dovrà aumentare entro il 2050 e le condizioni climatiche estreme stanno già mettendo sotto pressione le coltivazioni.
La sperimentazione utilizza le infrastrutture sotterranee della miniera e punta a verificare se l’ambiente stabile delle gallerie possa offrire alcuni vantaggi rispetto all’agricoltura verticale convenzionale, soprattutto sul fronte dei consumi energetici.
Come funziona la fattoria sotterranea
Per raggiungere l’area della sperimentazione bisogna scendere per circa otto minuti attraverso il pozzo della miniera, utilizzando l’impianto di risalita originale, costruito più di cinquant’anni fa. Il sito ospita il Science and Technology Facilities Council Boulby Underground Laboratory, struttura di ricerca internazionale che lavora soprattutto nel campo della fisica delle particelle e della materia oscura.
È qui che, accanto ai laboratori scientifici, sono state installate le strutture per la coltivazione. Come riporta il Guardian, le piante crescono in torri verticali all’interno di ambienti controllati, dove temperatura, illuminazione e altre condizioni possono essere regolate.

L’obiettivo della ricerca è ottenere dati sufficienti per capire se sia possibile produrre sottoterra colture uniformi, ripetibili e soprattutto commercializzabili. I primi risultati sono ancora variabili: alcune lattughe hanno raggiunto dimensioni considerevoli, mentre altre coltivazioni hanno dato risultati meno soddisfacenti.
Il progetto, della durata prevista di dodici mesi, si trova quindi ancora nella fase sperimentale. Tra le colture che potrebbero essere testate in futuro figurano anche il finocchio marino e i pomodori.
«Non siamo qui per sostituire l’agricoltura convenzionale», ha spiegato Nickles al Guardian. L’obiettivo è piuttosto affiancarla, utilizzando gli ambienti controllati per quelle colture che possono adattarsi meglio a questo tipo di produzione.
Perché coltivare nelle miniere abbandonate
La ricerca non riguarda soltanto la possibilità tecnica di coltivare sottoterra. Una delle prospettive considerate dal progetto è il recupero delle numerose miniere dismesse presenti nel Regno Unito, trasformandole in spazi produttivi senza dover costruire nuove strutture agricole in superficie.
Questo modello potrebbe contribuire anche a creare posti di lavoro e a migliorare l’accesso ai prodotti freschi nelle aree economicamente più svantaggiate. Il governo britannico sostiene l’iniziativa e ha indicato l’agricoltura in ambiente controllato come uno dei possibili strumenti per aumentare la sicurezza alimentare, riducendo allo stesso tempo il consumo di terreno e l’esposizione alle condizioni meteorologiche.
La miniera di Boulby offre inoltre una condizione particolare: l’attività estrattiva è ancora in corso ed è legata alla produzione commerciale di polialite, un fertilizzante agricolo. Accanto alle gallerie della miniera funziona uno dei pochi laboratori scientifici sotterranei di questo tipo al mondo.