Appunti di degustazione

La selezione di etichette maremmane di Fabio Rizzari

maremma food and wine italia

MASSA VECCHIA

Batone 

(lotto 3/18) – Rosato, riflessi cipolla, delicato, arioso, lievi e controllati toni terziari, autunnali, tenace presa al palato, non ti molla.

Resiliente

(lotto 4/18) – Più intenso nel colore rispetto al Batone (che non a caso è un rosso: da cui Baton Rouge), più tannico, più surmaturo, sostenuto comunque da una vitale corrente salina finale.

La Querciola 2014

Molto evoluto nel colore, aromi coerenti di carruba, humus, sottobosco; bocca al contrario molto reattiva, fresca, succosa; un lieve timbro vegetale ne rafforza la freschezza. Mutatis mutandis, pare un Cirò di vecchia scuola.

Vita 2016

Impatto olfattivo impressionante per originalità: una sorta di centerbe, tra macchia mediterranea, genziana, resine alpine; il lato aromatico della varietà è avvolto da un mantello vegetale e balsamico di intensità a tratti quasi violenta. Tannico al palato, ma mai troppo astringente, anzi delicato nel tocco.

SASSOTONDO

Numero Dieci 2017

Un macerativo che non macera il palato con i soliti gusto di tisana astringente: pieno di succo, molto rinfrescante, vivo, ha dote tannica presente quanto basta per dare ossatura, senza mortificare il palato con un eccesso di durezza. Davvero riuscito.

Ciliegiolo 2018

Rubino classico, da subito espressivo, senza esitazioni aromatiche, ha assetto molto armonioso, giustamente fresco, giustamente alcolico, giustamente tannico: un preciso esercizio di stile.

Ombra Blu 2016

Carico nella tinta, fitta fino ai bordi. Serrato, compatto, più reticente che aperto all’olfatto, richiede una certa pazienza prima di poterne apprezzare le sfumature. Netto, sapido, asciutto, poco sciolto anche al gusto, pare avere buoni margini di affinamento.

Franze 2016

Bel colore e bell’esordio dei profumi, nitidi e profilati, tenuemente speziati (pepe nero, guarda caso). Sapore succoso, calibratamente tannico. Inevitabile scodata alcolica finale (14,5 gradi in etichetta). Rimane tuttavia non bruciante né pesante, anzi di valida dinamica.

Poggio Pinzo 2017

Tinta brillante, più trasparente che satura; profumi aperti e molto nitidi, sapore scattante, pieno di succo, molto fresco nonostante il non marginale contenuto alcolico (15 gradi). Un timbro dell’alcol quasi del tutto impercettibile e perfettamente integrato al vino, che ha come punto di forza una trascinante energia motrice.

San Lorenzo 2015

Aspetto visivo simile al Franze, così come lo spettro degli aromi. Ciò che cambia, in misura percettibile, è la grana dei tannini, qui molto più fine e infiltrante: salato e fruttato in alternanza, articolato, vibrante, è un rosso di alto profilo.

ANTONIO CAMILLO

Morellino di Scansano 2018

Un Morellino “di suo genero”, tutto meno che appiccicoso e statico: vivace nel frutto, poco saturo nella tinta, fresco e dinamico al gusto, va giù che è una meraviglia.

Ciliegiolo 2018

Molto gustoso, sebbene l’apparenza iniziale tenda a ingannare: sembra sciolto e beverino, ma l’intelaiatura tannica e la componente dell’alcol sono centri di gravità che frenano in parte l’ascesa del gusto. Sulle prime tranquillo, pacioso, si produce poi in una sicura progressione. Il finale, tenuemente caldo e surmaturo, non ne attenua la piacevolezza.

Ciliegiolo Vigna Vallerana Alta 2016

Lo chassis è in tutto e per tutto quello del Ciliegiolo precedente. Si aggiunge una percettibile – e al momento piuttosto scissa – voce speziata del rovere, che ha qualche leggero impuntatura che ricorda la lacca per mobili. Con l’aerazione il quadro si ricompone e il timbro laccato si attenua fin quasi a sparire. Intenso, deciso in ogni voce gustativa, ben estratto, è in tutta evidenza in una fase embrionale della sua parabola vitale, e sembra avere ampi margini di sviluppo.

Vermentino 2018

Poco colorato, appena velato nei primi minuti, poi via via più chiaro e nitido. Fresco, arioso all’olfatto, non complesso, abbastanza morbido nel sapore, che ha poco sostegno acido e preferisce distendersi in note fruttate di pera, mela, albicocca.

Procanico 2017

Intenso, piuttosto carico nel colore, segnala una certa macerazione sulle bucce. Il naso, curioso, sa proprio di rabarbaro e tamarindo. In bocca ha notevole forza motrice; i tannini – che pure non mancano – non frenano la progressione gustativa, che in chiusura si arricchisce di intriganti nuance salate e di iodio.

A questo link l’intervista ad Antonio Camillo.

QUERCIA GROSSA

Faluschino 2017

Aspetto visivo che riconduce facilmente agli orange wines: il Faluschino non ne ha tuttavia la pesantezza tannica né la prevedibilità aromatica. Si tratta piuttosto di un bianco leggero, semplice quando non elementare, ma di immediata, franca onestà di beva.

Battifolle 2015

Bel colore, luminoso, attraente; profumi delicati, da subito molto netti, senza flessioni di riduzione o di odori eterodossi; gusto vivo, modulato, appena alcolico nella parte finale, comunque di valida dinamica complessiva.

Acquanera 2017

Più ricco nel colore rispetto al Battifolle, anche più compresso, meno aereo nello sviluppo olfattivo. Succoso nel sapore, pieno senza pesantezza, si addensa a centro bocca per una maglia tannica molto fitta, ciò che indubbiamente toglie una frazione di ritmo e di profondità conclusiva.

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