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Belmond Caruso riapre a Ravello: una mixology “adagio” che definisce l’estate

Il Pantaleone presenta l’Antiqua Cucina Nova di Armando Aristarco; il bar introduce una drink list consapevole ispirata agli agrumi e alle botaniche della Costiera.

Il Caruso Belmond Hotel, uno degli alberghi più belli d’Italia, riapre la stagione con un’offerta ripensata su due assi: Il Pantaleone, destination restaurant affacciato sulla Costiera, e Adagio, che imposta una mixology misurata e territoriale. Non è un restyling puramente estetico: cambia proprio il ritmo dell’esperienza e cambia il lessico con cui vengono raccontati i sapori della Costiera.

Il Pantaleone con chef Aristarco

La regia è di Armando Aristarco, chef di Torre del Greco e figlio d’arte che ha legato a lungo la propria carriera a questa location mozzafiato lavorando qui in brigata fino al 2010 per poi spostarsi in grandi ristoranti tra Roma e Milano e trasferirsi verso mete più esotiche: il Bahrain, Singapore e ultima Dubai prima di ritornare nel2023 al Caruso, a Belmond Hotel Amalfi Coast, dove tutto è cominciato, per celebrare la Campania e i suoi straordinari prodotti.

L’idea di Antiqua Cucina Nova è quello di recuperare tecniche e sapori sedimentati e di portare tutto nel presente senza effetti speciali. I quattro percorsi degustazione organizzano il territorio in mappe leggibili: terra, mare, entroterra, vegetale. Il risultato è una cucina riconoscibile, con piatti che tengono insieme essenzialità e profondità gustativa. La sala e la terrazza lavorano sul tempo: servizio regolare, spiegazioni asciutte.

La novità di Adagio

Il bar, guidato da Tommaso Mansi, bartender di lungo corso che vive questo albergo da oltre 20 anni, introduce una “mindful mixology” che lavora su agrumi amalfitani, botaniche mediterranee e un alcol ben integrato. I signature — “Adagio” e “Caruso” Martini — spiegano l’impostazione: aromi netti, dolcezza controllata, bitterness elegante, texture chiara. Dalla mattina al dopocena vi muovete dentro un ritmo coerente: caffetteria curata, aperitivo con luce laterale sulla costa, chiusura con live jazz. È un bar d’albergo che, giustamente, rinuncia alla pirotecnia per dare centralità alla bevibilità e al contesto.

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L’esperienza invita a gustare i drink con tutti i sensi, lentamente, con consapevolezza. Il corretto concetto di “vita lenta” che in Costiera Amalfitana trova uno dei punti massimi d’espressione. D’altronde il nome stesso richiama questo ritmo: Adagio, in musica è un’indicazione agogica che prescrive un tempo lento, comodo ed espressivo. Letteralmente derivato dalla locuzione «ad agio», indica una velocità moderata (generalmente compresa tra i 50 e i 76 battiti al minuto), che invita l’esecutore a modellare le frasi con grande sensibilità ed emozione. I cocktail si accordano con il paesaggio circostante prendendo spunto per l’estetica pulita e gli ingredienti spontanei che spuntano in questa zona.

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Cosa importante che unisce le due componenti gastronomiche che stiamo raccontando: potete entrare per il bar o per il ristorante senza essere ospiti dell’albergo. Il valore sta nella continuità tra cucina e cocktail: stessa attenzione alla materia, stessa misura tecnica, stesso riferimento al territorio.

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