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Berlucchi: debuttano i Vintage Nature, la nuova linea di Franciacorta millesimati

Con oltre cinque anni sui lieviti, queste tre etichette rileggono il rapporto della cantina con il territorio.

Berlucchi cambia nome e identità alla sua linea Nature, che diventa Vintage Nature. La nuova gamma comprende tre Franciacorta millesimati a dosaggio zero, prodotti in quantità contenute e affinati sui lieviti per oltre cinque anni. Un riposizionamento che avvicina questi vini al mondo delle riserve e mette al centro vendemmia, territorio e tempi di affinamento.

Il nuovo nome tiene insieme tre elementi. Vintage indica l’origine da una singola annata, quindi la possibilità di leggere nel vino le condizioni climatiche e produttive di quella vendemmia. Nature richiama invece il dosaggio zero e una scelta enologica che lascia maggiore spazio alle caratteristiche del vino. Il progetto è accompagnato dal claim A Tribute to Nature, legato al rapporto con il territorio della Franciacorta.

I tre Franciacorta Vintage Nature

La nuova linea comprende tre etichette, ottenute da annate e combinazioni varietali differenti.

  • Vintage Nature Terroir 2020 nasce dall’insieme di Chardonnay e Pinot Nero e punta sul rapporto tra vitigni, suoli morenici, clima dell’annata e vinificazione. Il 2020 ha avuto una primavera soleggiata e asciutta, un giugno più fresco e un luglio ventilato, con escursioni termiche che hanno accompagnato la maturazione delle uve.
  • Vintage Nature Blanc de Blancs 2019 è invece prodotto esclusivamente con Chardonnay. Il vino è costruito sulla componente aromatica e sulla struttura acida del vitigno, con un affinamento prolungato e l’assenza di dosaggio a definire il profilo finale.
  • Vintage Nature Rosé de Noirs 2019 è un Pinot Nero in purezza proveniente dai vigneti di proprietà Quindicipiò e Gaspa. Si presenta con un colore rosa magnolia intenso e riflessi corallo; al naso emergono piccoli frutti di bosco, melagrana, ribes, pepe rosa e tè nero. Il dosaggio zero accompagna una struttura più evidente e una componente tannica riconoscibile.

La scelta delle diverse annate risponde a un criterio enologico preciso. Nel 2019, per esempio, i due vini ottenuti da un singolo vitigno hanno richiesto un affinamento in bottiglia più lungo rispetto alla cuvée. Il tempo, quindi, viene adattato alle caratteristiche del singolo vino anziché stabilito secondo una durata identica per tutte le etichette.

Le uve arrivano dal cuore della Franciacorta

I vigneti destinati ai Vintage Nature si trovano all’interno del semicerchio morenico a sud del Lago d’Iseo, nel territorio della Franciacorta, e in larga parte nel comune di Corte Franca, dove ha sede Berlucchi.

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È qui che l’azienda colloca il concetto di terroir, mettendo in relazione suoli, clima, altitudine, vitigni e lavoro umano. Un’impostazione che parte dalla vigna e prosegue in cantina con vendemmia manuale, selezione dei grappoli, pressature soffici e progressive e frazionamento dei mosti, con l’obiettivo di separare le diverse componenti della materia prima.

La nuova linea arriva inoltre nell’anno in cui Berlucchi ha adottato il Protocollo Berlucchi per la Viticoltura Rigenerativa (PBVR). Il protocollo raccoglie regole e pratiche agricole rivolte alla tutela e alla rigenerazione del capitale naturale dei vigneti e si inserisce in un percorso che attribuisce un ruolo centrale alla gestione del suolo e delle singole parcelle.

Berlucchi e la storia della Franciacorta

La scelta di collocare Vintage Nature più vicino alle riserve riguarda anche la storia della cantina. Nel 1961 Berlucchi produsse le prime 3mila bottiglie di Franciacorta, contribuendo alla nascita della moderna produzione spumantistica della zona.

Oggi l’azienda utilizza la nuova linea per concentrarsi sulle espressioni millesimate, nelle quali l’annata assume un ruolo determinante. I tre Vintage Nature non sono quindi una semplice estensione della linea Berlucchi ’61, ma una gamma distinta per tempi di affinamento, selezione delle uve e impostazione produttiva.

Il progetto è coordinato da Arturo Ziliani, enologo e amministratore delegato di Berlucchi, insieme all’enologo e direttore tecnico Ferdinando Dell’Aquila e all’agronomo Diego Cortinovis.

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