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Alcol, in dieci anni -20% di morti nel mondo

Secondo i dati Iard basati sui report dell’Oms, sempre più Paesi si avvicinano agli obiettivi 2030 di riduzione del danno

Le morti attribuibili all’alcol a livello globale sono diminuite del 20% tra il 2010 e il 2019. A certificarlo è il Progress report: Alcohol consumption and alcohol-related harm realizzato da Iard, l’alleanza internazionale che riunisce alcune tra le principali aziende del beverage. Il documento, basato sugli ultimi dati dell’Organizzazione mondiale della sanità, mostra progressi in linea con gli obiettivi Onu al 2030 e sottolinea come la maggior parte degli studi non evidenzi un aumento dei rischi per chi consuma alcol con moderazione.

I progressi registrati a livello globale

Secondo l’analisi di Iard, 113 Paesi – il 62% degli Stati membri delle Nazioni Unite – hanno già centrato, o stanno per raggiungere, almeno uno dei target fissati per il 2030 nella riduzione dei danni legati all’alcol. Nel periodo considerato, i decessi collegati al consumo eccessivo sono diminuiti del 20,2%, le patologie correlate hanno segnato un calo del 17,4% e anche il consumo pro capite, insieme agli episodi di binge drinking, è sceso di circa il 3,5%.

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L’Organizzazione mondiale della sanità, nel suo ultimo aggiornamento del 2025, ha confermato un andamento positivo. Se la riduzione proseguirà al ritmo osservato tra il 2010 e il 2022 (–12%), sarà possibile raggiungere l’obiettivo globale di un taglio del 20% entro il 2030 rispetto ai livelli del 2010.

Iard sottolinea che i progressi ottenuti non sono uniformi in tutte le aree geografiche e che permangono criticità, ma indica come incoraggiante la direzione intrapresa. A sostegno, l’associazione ha aggiornato la propria raccolta scientifica con 23 studi pubblicati negli ultimi 25 anni. In 19 casi è stato rilevato un rischio statistico inferiore di mortalità per i consumatori moderati rispetto agli astemi; tutti e 23 i lavori hanno comunque concluso che non vi è alcun aumento di rischio per chi beve con moderazione rispetto a chi non consuma alcol.

Il consumo di bevande alcoliche non è privo di rischi, ma l’incidenza sulla salute dipende da variabili individuali. Età, sesso, condizioni cliniche pregresse, familiarità e stile di vita giocano un ruolo determinante. Da qui l’invito, ribadito dagli esperti, a un confronto basato su dati scientifici e informazioni equilibrate, così da permettere ai consumatori adulti che scelgono di bere di compiere scelte consapevoli.

Il tema sarà centrale nel prossimo voto dell’Assemblea generale dell’Oms sulle malattie non trasmissibili. L’esito della discussione potrebbe incidere sulle future politiche globali e segnare un punto di svolta nel dibattito sull’alcol, passando da un approccio incentrato sulla restrizione a una strategia orientata alla prevenzione del consumo dannoso.

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