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Can Ros, la taverna di Barcellona in cui la paella profuma ancora di mare

Una storica taverna della Barceloneta rinnova la tradizione catalana con risi impeccabili, cucina popolare autentica e un’identità che attraversa oltre un secolo di storia.

A Barcellona capita spesso di inseguire la modernità, i ristoranti d’autore, le contaminazioni, le mode, quelle derive creative che negli ultimi anni hanno ridefinito l’identità catalana. Ma per comprendere fino in fondo questo presente conviene sempre ricominciare dalle radici, da quei luoghi che hanno attraversato le generazioni restando fedeli a una cucina popolare vera, solida, mai manierata. È proprio qui che si inserisce la storia di Can Ros, una taverna della Barceloneta che dal 1908 custodisce il sapore del mare mediterraneo in una delle sue forme più identitarie: la paella di pesce, una delle migliori della città.

Alla ricerca della Barcellona più autentica in questa taverna secolare

Basta allontanarsi cento metri dal lungomare turistico per ritrovarsi in un dedalo di vicoli stretti, quasi dei carruggi genovesi affacciati sull’acqua. Ed è in questo microcosmo, ancora popolare e autentico, che Can Ros continua a vivere come un pezzo di memoria gastronomica della città. La prima insegna nasce come taverna di pesce più di un secolo fa, sopravvive alle trasformazioni della Barceloneta e oggi è stata rilanciata da Marta Cid e Albert Enrich, già proprietari de La Mar Salada, che hanno deciso di restituirle vitalità senza intaccarne l’anima. In cucina hanno scelto il talento di Jordi Kevin Ballester, mentre la sala è affidata a Miguel Santos, custode di un servizio che resta spontaneo, diretto, accogliente, proprio come ci si aspetterebbe da una taverna vissuta. Nonostante la bontà dei piatti, forse è proprio il servizio a fare la differenza e a spingere le persone a tornare: io ci sono stato due volte in quattro giorni su richiesta esplicita dei miei compagni di viaggio proprio perché si sono sentiti a casa (e hanno mangiato benissimo).

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Il risultato è una continuità sorprendente: nulla di artificioso, nessuna estetica da ristorante contemporaneo, nessuna volontà di “aggiornare” la tradizione. Qui si cucina come si deve, con risi in casseruola, pesce fresco del mercato, una paella che arriva al tavolo con quella crosticina che, solo a guardarla, fa intuire la mano esperta di chi non vuole cedere né alla fretta né allo stile.

La paella che molti turisti cercano disperatamente lungo il porto — spesso senza trovarla — qui è eseguita con rigore. I chicchi restano integri, si percepiscono al morso, mantengono gusto e consistenza; la parte superiore è ben asciutta, mentre ai lati si forma quella leggerissima adesione dorata che, nelle preparazioni popolari, distingue un riso fatto con criterio. Da Can Ros la paella è fatta al momento (infatti c’è da aspettare un pochetto), come vuole la tradizione, e la porzione minima per due persone conserva il prezzo onesto che ha sempre caratterizzato la taverna. È facile ingannare l’attesa con qualche fritturina: calamari croccanti, patatas bravas di grande equilibrio, piccole preparazioni marinate che introducono quel profilo iodato che sarà protagonista del piatto principale.

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Molti clienti scelgono la versione di mare, con gamberi, calamari e cozze, fedele all’identità mediterranea della casa. Altri seguono i consigli di sala e ordinano risi più strutturati, come quello con gamberi e pancetta confit, un piatto che dimostra quanto Can Ros riesca a trovare equilibrio anche in accostamenti che, altrove, risulterebbero sbilanciati. L’esperienza resta sempre conviviale: le porzioni sono generose, la temperatura del riso impeccabile, e il sapore finale restituisce l’essenza di una cucina popolare che non ha perso l’umiltà né il rispetto per il prodotto.

La carta dei vini rispecchia invece una Barcellona moderna, attenta alla naturalità. La taverna propone riferimenti naturali e qualche orange wine fresco, leggero, dissetante, perfetto per sostenere senza coprire la sapidità del riso. È una scelta contemporanea che non modifica il carattere del locale ma lo accompagna con semplicità, senza eccedere.

L’atmosfera è quella di una taverna vissuta dove ogni dettaglio, anche il più semplice, racconta un pezzo di storia. Mangiare qui oggi significa sedersi a un tavolo che ha visto cambiare un quartiere intero e che continua a difendere una cucina che non rincorre la spettacolarizzazione ma che rimane fedele alle sue origini: buona, saporita, popolare, sincera.

Per i vostri giri turistici o gastronomici, Can Ros è una tappa obbligata. I prezzi restano sorprendentemente corretti per Barcellona — intorno ai 30 euro per un pasto di pesce ben eseguito — e l’esperienza restituisce esattamente ciò che molti viaggiatori cercano quando arrivano in città: una paella autentica, eseguita come si deve, in un luogo che non ha mai smesso di essere se stesso. Una taverna che continua a parlare la lingua del mare, del porto, del tempo, di una cucina popolare che non ha mai avuto bisogno di reinventarsi per restare viva.

Maggiori informazioni

Can Ros – Taverna 1908

C/ d’Emília Llorca Martín 7, Carrer d’Emília Llorca Martín, 7, Barcelona, Spagna
canros.cat

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