Corinthia Rome

Carlo Cracco arriva a Roma e accetta la sfida della carbonara

Nella Capitale ha aperto il primo indirizzo italiano del gruppo Corinthia. E alla guida del ristorante fine dining Viride c’è una star della cucina.

Tra i rioni Colonna e Campo Marzio, nel cuore di Roma, piazza del Parlamento ha un fascino discreto e defilato pur rappresentando uno dei luoghi chiave della vita della città e del Paese intero: tra via del Corso e via di Campo Marzio, è dominato dalla facciata posteriore di Palazzo Montecitorio, sede della Camera dei deputati. Proprio di fronte, il palazzo che è appena riemerso da un lungo intervento di ristrutturazione – conservando la facciata nello stile classico dell’epoca – fu costruito agli inizi del Novecento su progetto di dell’architetto Marcello Piacentini per ospitare la Banca d’Italia, la cui sede principale era e resta tutt’oggi Palazzo Koch, a via Nazionale.

Il Corinthia Rome, fascino senza tempo

Corinthia Rome
L’ingresso dell’hotel

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Acquisito da Reuben Brothers nel 2019, l’edificio torna oggi a vivere una nuova epoca di splendore ospitando il primo indirizzo italiano firmato Corinthia, il gruppo alberghiero di origine maltese (risale al 1968 l’apertura del Corinthia Palace sull’isola, fondato dalla famiglia Pisani) le cui strutture nascono attorno al concetto di “grand boutique” hotel.

Un’idea incarnata alla perfezione dal Corinthia Rome, che unisce la magnificenza del progetto di Piacentini – a cominciare dall’incredibile Theodoli Heritage Suite, ambientata in quella che fu la Sala del Consiglio dove si riuniva il board della banca, che conserva l’ampio salone con mosaici, affreschi e soffitti originali e sfoggia un enorme bagno in marmo con vasca centrale – a un’atmosfera rilassante, insieme elegante e sobria, tra dettagli senza tempo rimandano alle origini del palazzo, linee sinuose e rimandi sempre misurati alla contemporaneità, che sembrano rispecchiare l’incessante incontro tra passato e presente che caratterizza il centro di Roma.

Così, al centro della piccola corte interna su cui affacciano i sette livelli dell’edificio – oggi divisi in due ali e con altezze asimmetriche, regalando anche le terrazze private di alcune suite – tra il verde di piante fiorite e divanetti sgorga una fontana che ricorda la quiete di un riad arabo, mentre la sorprendente spa rivestita di piastrelle rettangolari dai toni dorati promette relax assoluto in quello che fu il caveau della banca.

Carlo Cracco arriva nella Capitale

Corinthia Rome
Carlo Cracco con l’Executive Chef Alessandro Buffolino e Danilo Zucchetti, Managing Director del Corinthia Rome

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Se gli interni a cura di G.A. Design e le camere – 60 in tutto, di cui 21 suite una diversa dall’altra – segnano un’aggiunta importante alla costante crescita dell’ospitalità di lusso romana, non è da meno la proposta gastronomica dell’hotel, affidata a un nome di sicuro richiamo e garanzia di indiscussa qualità: Carlo Cracco, il cui arrivo a Roma era atteso da tempo.

Lo chef di origini vicentine, ma ormai tra i nomi simbolo della ristorazione milanese oltre che un volto televisivo – da MasterChef a Dinner Club, senza mai intaccare la sua reputazione culinaria –, cura, infatti, l’intera esperienza gastronomica di Corinthia Rome, in collaborazione con l’Executive Chef Alessandro Buffolino, e firma la proposta dei tre diversi outlet al piano terra dell’hotel.

 

Corinthia Rome
L’Ocra Bar

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’Ocra Bar, che richiama le sfumature ambrate dei tramonti romani, è ospitato in una calda e accogliente sala riservata tra poltroncine in pelle, quadri moderni e bancone: l’ideale per aperitivi prolungati o drink di fine serata.

 

Corinthia Rome
Il cortile interno con i tavoli de La Piazzetta

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il ristorante La Piazzetta trova invece posto in una sala laterale e soprattutto nel cortile interno, con un servizio all day che va dalla prima colazione a insalate, pizze, hamburger e snack, con tutti i must della ristorazione d’hotel in chiave local e internazionale, dal Club Sandwich al Maritozzo pomodoro e porchetta o ricotta e cicoria. Ma non mancano anche le selezioni di caviale Oscietra e Beluga e piatti caldi ispirati al repertorio cittadino e mediterraneo: dalla mozzarella in carrozza con insalata di puntarelle e alici di menaica e la parmigiana di melanzane ai rigatoni alla carbonara e l’agnello alla scottadito.

Viride by Carlo Cracco, fine dining alla romana

Corinthia Rome
Insalata di animella alla brace, rape al caffè e spezie

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cracco non si è sottratto alla sfida con i grandi classici della tradizione romanesca, dai carciofi ai primi piatti più emblematici, nemmeno nel ristorante fine dining dell’hotel, Viride. Il nome rimanda al verde dei giardini nascosti, dei viali alberati ma anche degli ortaggi che contraddistinguono la cucina romana e italiana contemporanea – carciofi in primis – ed è ripreso anche dai toni delle sedute e dei divani che abbracciano alcuni dei tavoli tondi del ristorante, in una sala interna in dialogo con l’esterno grazie alle finestre e ai tendaggi leggeri.

Aperto solo a cena, Viride propone un menu alla carta e un percorso degustazione che tracciano un ideale punto di incontro tra Lombardia e Roma, tra signature dello chef e omaggi al territorio e alla città che lo attendeva da tempo. Così, tra gli antipasti troviamo il Tuorlo d’uovo fritto con insalata di carciofi, fonduta di pecorino e acciughe essiccate e l’Insalata di animella alla brace, rape al caffè e spezie; tra i primi ci sono gli Gnocchi di ricotta e pera con asparagi e finferli e il Riso mantecato allo zafferano, midollo, cioccolato amaro e cipollotto fresco, e tra i secondi spiccano il Baccalà alla romana e la duplice versione di Agnello & Agnello, ma pure il Rognone e ricci di mare.

Mentre il menu degustazione offre un sunto davvero allettante dello sguardo culinario di Carlo Cracco sulla Capitale e i suoi sapori, riletti in chiave raffinatamente gourmet senza perdere in intensità: la sequenza salata, che precede predessert e dessert, va dall’Insalata russa alla romana fino al gustoso ed elegante Hosomaki di coda alla vaccinara, racchiuso da un velo aromatico di porro.

E nel mezzo ci sono piatti come l’Ostrica in retina di maiale e salsa agra, il Bruscitt alla romana con agnello e carciofi che riprende il tipico secondo lombardo a base di carne, e perfino lo Spaghettino alla carbonara con tuorlo marinato, che unisce l’immancabile primo piatto romano con una delle preparazioni più iconiche dello chef. Prima di gridare allo scandalo e all’eresia, sarà il caso di assaggiarlo.

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