Lo Chardonnay cresce praticamente in ogni continente (o quasi: in Antartide, piuttosto sorprendentemente, non rientra tra quelle coltivate nelle Dry Valleys di McMurdo). Si tratta dell’uva bianca da vino più diffusa al mondo per diverse ragioni: prospera in una varietà di climi diversi, esprime al meglio le caratteristiche del territorio in cui nasce, e si presta a una molteplicità di stili di vinificazione. Passaggio in botte? Ottimo. Niente legno? Ugualmente eccellente. Lo Chardonnay si adatta.
Eppure, nonostante la sua natura spiccatamente internazionale, negli Stati Uniti questo vino è associato soprattutto a due Paesi: gli stessi USA, e la Francia. E se entrambe le nazioni producono alcuni dei migliori Chardonnay al mondo, c’è naturalmente anche molto altro. Come risultato del cambiamento climatico, adesso quest’uva cresce benissimo anche in zone che un tempo erano troppo fredde. In Piemonte, accanto a Barolo e Barbaresco, molti vignaioli stanno scommettendo sui bianchi per il futuro. Angelo Gaja, quarta generazione della storica azienda vincola langarola, è stato tra i pionieri dello Chardonnay da queste parti: a metà degli anni Ottanta, ha fatto uscire infatti la prima vendemmia del suo prestigioso Gaia & Rey. «Abbiamo sempre avuto un grande spirito di adattamento», racconta Angelo Gaja, e quell’attitudine dalla sperimentazione adesso lista aiutando ad adeguare la loro produzione alle diverse condizioni climatiche. Nel 2015, la famiglia ha investito nella zona dell’Alta Langa, piantando vigneti dedicati in primis a Chardonnay e Sauvignon Blanc e costruendo una cantina all’avanguardia dove nascono i bianchi della casa. «Fotografate l’Alta Langa oggi», raccomanda Giovanni Gaja, il figlio di Angelo, «perché tra dieci anni sarà sovraffollata».
Secondo Jenna Fields, fondatrice di The German Wine Collection e inserita tra i F&W Drinks Visionary del 2025, lo Chardonnay sarà a breve il grande protagonista pure in Germania; anche se è stato approvato per la coltivazione solo nel 1991, sta riscuotendo molta attenzione anche dagli importatori americani. «Fino all’inizio degli anni Novanta non si poteva imbottigliare legalmente Chardonnay (in Germania, nda)», racconta Fields: prima del 1991, le cantine locali coltivavano l’uva ma la etichettavano come Pinot Blanc perché sono varietà molto simili.
Dal Piemonte alla zona tedesca del Palatinato, da Marlborough in Nuova Zelanda a Margaret River in Australia, lo Chardonnay è l’uva internazionale più in vista in questo momento. Se la sperimentazione funziona per produttori superstar come Angelo Gaja, dovrebbe andar bene anche per voi. Ecco allora 16 Chardonnay dal mondo da bere subito.
Vivace e snello

Il lato più brillante dello Chardonnay emerge nelle zone più fredde come il Palatinato e le vigne che guardano all’oceano in Nuova Zelanda, Australia e Grecia.
Almyra Chardonnay 2023 Domaine Skouras
Lime e sale definiscono questo bianco greco baciato dal sole. Domaine Skouras è conosciuto soprattutto per le varietà autoctone come Moschofilero e Agiorgitiko, ma il suo Chardonnay legato al terroir esprime a pieno il luogo in cui nasce: gusci di conchiglie, aria iodata e acidità assolata.
Kidnappers Hawke’s Bay Chardonnay 2024 Craggy Range
Hawke’s Bay si trova nell’Isola del Nord neozelandese, il cui clima temperato è ideale per Chardonnay ben bilanciati (e per le varietà da rossi bordolesi). Questo offre note di pompelmo e sentori erbacei mentolati, dati dal 70% di fermentazione delle uve a grappolo intero.
Chardonnay 2024 Te Mata Estate
Da questo vivace Chardonnay aspettatevi albicocca, pesca e un’agile acidità ideale con il salmone arrosto. L’affinamento per 11 mesi in botte ammorbidisce gli spigoli, donando un corpo leggermente più ricco. È l’autentico carattere neozelandese di Hawke’s Bay, dove Te Mata fa vino da 130 anni.
Ökonomierat Rebholz R Hansjörg 2021 Rebholz
Questo vino dalle note di pesca e albicocca nasce da una delle più vecchie vigne di Chardonnay della Germania. Ha un’acidità energica, un tocco di salinità che fa salivare e un alto potenziale di invecchiamento: bevetelo pure ora se volete, ma con il tempo svilupperà belle note di miele e frutta secca sapida.
Art Series Margaret River 2022 Leeuwin Estate
La regione di Margaret River beneficia delle fresche brezze dell’oceano e di suoli ghiaiosi, e qui nascono alcuni dei migliori vini australiani. Incluso questo Chardonnay dai sentori di mela e pera di Leeuwin Estate, una delle principali aziende della zona: i collezionisti si contendono tutte le nuove annate.
Chardonnay 2022 Becker Family
Il Palatinato è la patria del Riesling: solo il 3,9% del vigneto locale è dedicato allo Chardonnay. Ma questa notevole bottiglia della Weingut Friedrich Becker sorprende con vivaci aromi di frutta tropicale e note agrumate. Pur essendo un vino tedesco, gran parte dello Chardonnay di Becker cresce sul versante francese del confine.
Chardonnay 2023 Weingut Seehof
Il produttore ed enologo Florian Fauth ha presentato per la prima volta questo Chardonnay spiccatamente minerale nel 2024. Le uve vengono da due vigneti “grand cru” sul suolo calcareo nella zona tedesca del Rheinhessen (Assia Renana), e il vino matura in acciaio e in botti di secondo passaggio, dando un bianco fresco e vivace ma di grande spessore.
Chardonnay Oberrotweil 2021 Salwey
Il vignaiolo di terza generazione Konrad Salwey porta avanti la dedizione della famiglia alle uve classiche di Baden, ma abbraccia anche la sperimentazione (come dimostra il fare Chardonnay). Questo bianco elegante e austero ne è un perfetto esempio, con note di pietra focaia, un tocco di grafite e un’acidità che ricorda il limone.
Ricchi e rotondi

Vigne che crescono in climi più caldi o ad altitudini inferiori, fermentazioni o maturazioni in rovere, affinamenti sulle fecce fini e malolattica possono incoraggiare lo Chardonnay a esprimere il suo carattere più corposo, pieno e opulento. Ecco otto vini ricchi e rotondi da provare, da Toscana, Piemonte, Germania e oltre.
Réserve Chardonnay 2022 Kühling-Gillot
La proprietaria Carolin Spanier-Gillot rappresenta la terza generazione matriarcale a guidare la tenuta di famiglia. Le uve alla base di questo Chardonnay rotondo e dalle note di mango e pesca crescono su vigne scoscese nel Rheinhessen, che cingono il fiume Reno.
La Pietra Toscana 2022 Tenute del Cabreo
Da vigne che crescono a 460 metri sulle colline toscane, questo vino dal corpo robusto svela note di zenzero candito e scorza d’arancia. Matura per 18 mesi in botti di rovere (50% nuove e 50% vecchie) e poi in bottiglia per un altro anno, ma mantiene un’acidità fresca e vibrante.
Chardonnay Barricato 40 Trentino Doc 2024 Bollini
Dalle uve coltivate all’ombra delle Dolomiti trentine, questo Chardonnay di media struttura offre un’abbondanza di sentori tropicali di mango e ananas, ma la sua spiccata acidità citrica e il finale minerale lo rendono davvero rinfrescante.
Royale Chardonnay 2023 Von Winning
Con i suoi vivaci aromi di mandorla e pera, è uno dei vini dal miglior rapporto qualità/prezzo del Palatinato tedesco. Stephan Attmann lo fa maturare in botti vecchie, aggiungendo ricchezza ma preservando la freschezza floreale del vino. È perfetto con le capesante saltate al burro.
Marna Chardonnay 2023 Cantina Girlan
I filari alla base di questo Chardonnay altoatesino dagli aromi di scorza d’agrume crescono nella marna, un terreno ricco di minerali composto da suolo calcareo e argilloso. Girlan è stata fondata un secolo fa come cooperativa vitivinicola da 24 coltivatori. Oggi, riunisce più di 200 famiglie.
Malterdingen 2023 Bernhard Huber
Questo vino dalle note di mandorla e arancia viene da Malterdingen, nella regione di Baden. Il vignaiolo Julian chiama il paese “La porta della Borgogna”: non stupisce, dunque, che la tenuta di famiglia faccia Chardonnay e Pinot Noir in stile borgognone sin dalla sua fondazione.
Marlborough Chardonnay 2022 Dog Point
I vignaioli neozelandesi Ivan Sutherland e James Healy gestiscono meticolosamente con basse rese le vigne per questo bianco pieno di carattere e dai sentori di frutta secca. Matura per 18 mesi in botti di rovere di primo e secondo passaggio, dando nel calice note di agrumi e noci pecan tostate.
Rossj-Bass Langhe Doc 2024 Gaja
Questo vino notevolmente complesso dell’iconica cantina piemontese Gaja è un blend di Chardonnay e una piccola percentuale di Sauvignon Blanc. Il primo porta sentori di mango maturo e papaia, bilanciati dall’acidità e mineralità del vino, con un tocco di erbe fresche dato dal Sauvignon.