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Chiavi Michelin 2025: i migliori hotel italiani tra novità e conferme

Da Passalacqua al San Domenico Palace, cinque strutture eccellenti conquistano la tre chiavi in una selezione che conferma la forza dell’ospitalità italiana

Nel 2025 la guida Michelin keys rinnova il proprio riconoscimento all’ospitalità italiana, con 188 strutture segnalate complessivamente, 49 nuove entrate e cinque hotel che conquistano la tre chiavi. Il sistema delle keys — l’equivalente delle stelle per i ristoranti — premia ospitalità, identità e qualità dell’esperienza, e pone l’Italia al secondo posto mondiale per numero di strutture selezionate, subito dopo la Francia.

Le tre chiavi rappresentano il livello più alto della selezione. Quest’anno gli hotel italiani che ascendono a questa categoria sono il Passalacqua a Moltrasio (Como), il Four Seasons Hotel Firenze, Borgo Santo Pietro a Chiusdino (Siena), il Bulgari Hotel Roma e il San Domenico Palace, A Four Seasons Hotel di Taormina. Gwendal Poullennec, direttore internazionale della guida Michelin, afferma che l’Italia «incarna lo spirito delle Keys: un Paese dove l’ospitalità è cultura viva, dove ogni dimora racconta una storia di bellezza e autenticità».

L’Italia rappresentata nella guida sui migliori hotel del mondo

Anche il livello delle due chiavi registra promozioni significative. Tra le strutture che salgono da una a due chiavi figurano il Mandarin Oriental Milan, il Nolinski Venezia, l’Hotel de la Ville e l’Hotel de Russie a Roma, oltre a Borgo Egnazia e La Fiermontina Palazzo Bozzi Corso.

Borgo Egnazia
Borgo Egnazia

Le nuove una chiave, con 37 ingressi, testimoniano la vivacità territoriale del settore: in Alto Adige debuttano il San Luis Retreat Hotel & Lodges (Avelengo) e l’Adler Lodge Ritten (Soprabolzano). In Veneto entrano l’Hotel Metropole e il Violino d’Oro a Venezia, insieme al Vista Verona. Nel Centro Italia spiccano resort, ville storiche e boutique hotel come La Monastica Resort & Spa (Pistoia), Villa Petriolo (Firenze) e Il Monastero Hotel & Spa (Cortona). Nel Sud emergono strutture come il Monastero Santa Rosa Hotel & Spa a Conca dei Marini, l’Hotel Signum a Salina e l’Hotel La Palma a Capri.

La novità delle Michelin keys non è soltanto un riconoscimento simbolico: secondo Poullennec, è «la nascita di una mappa globale dell’arte di vivere». La valutazione si basa su cinque parametri — architettura, personalità, servizio, coerenza e valore — applicati con lo stesso rigore degli ispettori dei ristoranti. Oltre alla selezione, la guida integra oggi una piattaforma digitale che combina racconto, prenotazioni dirette e contenuti editoriali, in collaborazione con Tablet Hotels.

In un contesto internazionale in cui gli spazi dell’ospitalità si ridefiniscono, l’Italia conferma la sua posizione di laboratorio dinamico e distintivo. Dalle dimore storiche sospese sul mare alle ville nell’entroterra, passando per hotel urbani e resort di montagna, la selezione 2025 esalta il valore di una ospitalità che parla di territorio, artigianalità e bellezza nascosta.

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