Nuotando controcorrente e guardando più all’essenza che alla forma – in pieno stile Anthony Bourdain – a settembre 2024 i tre giovani protagonisti di questa storia fiorentina hanno deciso di aprire un locale che si propone come bistrot, gastronomia e caffè nel quartiere periferico del Galluzzo: La Bisegna. Un porto sicuro per turisti affamati, ma soprattutto per local affezionati, che ci tornano quotidianamente per pranzi, cene, aperitivi, ma anche dolci fatti in casa, caffetteria e ogni altro tipo di sfizio. In cucina, del resto, c’è sempre qualcuno: l’orario non è mai una limitazione (gli orari di apertura sono dalle 11:30 alle 22:30 di lunedì, giovedì, venerdì e sabato, dalle 11:30 alle 15:00 la domenica).
Tre storie in una
Forte di un logo che più italiano non si può, il tipico gesto della mano a cucchiaio, La Bisegna è un nome inventato, un gioco tra “bisogno” e “lasagna”, che suona come un piatto della tradizione regionale italiana. E cosa c’è di più italiano della cucina della mamma, da “tradire” – come recita lo slogan dell’attività in via Gherardo Silvani – proprio con le proposte che si trovano nel menu o direttamente al bancone.

«Inventare piatti creativi e originali, mantenendo sempre un legame con le nostre radici»: è questo il motto de La Bisegna. Thai Russo, Barbara Corrado e Diego G. Abad sono innanzitutto tre amici, tutti però con un passato comune legato alla ristorazione. Thai, senese, dopo anni tra ristoranti, bar e hotel di lusso, e un lungo percorso da La Via del Tè, oggi accoglie gli ospiti con calore e competenza, come se ci trovassimo a casa sua. Barbara, originaria di Benevento, si è formata tra Roma e Firenze, dalla cucina stellata dell’Hassler alla pasticceria del Four Seasons, e adesso guida i fornelli con veraci omaggi alle sue origini. Diego, argentino cresciuto a Firenze, ha girato tra Italia, Francia e Sud America prima di riportare qui la sua idea di cucina stagionale e schietta. Insieme, hanno creato un posto che parla di qualità, accoglienza e libertà.
Gli ambienti e il menu
L’ambiente de La Bisegna è intimo e familiare: ideale per una serata rilassata, un pranzo di lavoro o un’uscita senza troppe formalità. La cucina è pensata per condividere, ricordare, viaggiare, non per postare storie su Instagram. Il menu si muove quindi tra gastronomia e piatti espressi, con attenzione alla stagionalità e alla qualità, senza mai perdere di vista l’idea di convivialità. Apre il percorso la selezione dei Bisegnini: piattini in stile tapas da condividere, che raccontano l’anima più pura di questo locale. Terrina di fegatini, empanadas argentine, carciofi alla romana, insalatina di puntarelle… Sapori di casa o richiami da lontano, in continuo dialogo con le quattro stagioni.

Poi ci sono i Principali, piatti espressi che uniscono tecnica e immediatezza, senza forzature: comfort food con un tocco di autenticità in più. Mezze maniche cacio e pepe su ragù napoletano, Vesuvietti con crema di patate, cozze e Monteventisette, vellutata di piselli con taralli sugna e pepe, roastbeef alle erbe, scamerita brasata e arrostita, filetto di branzino con panna acida e insalatina di finocchi e arancia. Piatti che non vogliono stupire con pretese da fine dining né tantomeno voli pindarici, ma piuttosto far stare bene chi li mangia. È solo così, a loro detta, che il cibo può tornare infatti al centro, riconciliandosi col quartiere e con la frenetica vita al suo interno.
Il finale è dolce, inevitabile visto il percorso di Barbara Corrado: dessert fatti in casa, che sembrano semplici ma nascondono tanta cura e altrettanta tecnica. Dalla tarte tatin con gelato alla vaniglia al Pan Bisegna imbevuto di vinsanto con crema al mascarpone, passando per la crème brûlée alla mousse fondente e arancia con amaretto al cacao. La carta dei vini, infine, va nella medesima direzione e comprende etichette di cantine indipendenti: piccole aziende da tutta Italia, scelte per accompagnare i piatti con eleganza e personalità.