In Sicilia non smette di piovere da più di una settimana e i danni sono ormai evidenti, lungo le coste come nelle aree interne. Il ciclone Harry ha colpito duramente non solo l’Isola, ma anche Calabria e Sardegna, compromettendo infrastrutture e servizi. Meno visibile, ma altrettanto grave, è l’impatto sul tessuto agricolo siciliano: coltivazioni danneggiate, raccolti ridotti, economie locali messe sotto pressione e comunità già fragili ulteriormente provate. In questo scenario, anche il mondo del gelato artigianale sceglie di non restare a margine, trasformando un gesto quotidiano in un atto di responsabilità collettiva.
L’iniziativa
Nasce così Sherbeth Emergenza Harry, l’iniziativa solidale promossa da Sherbeth, festival internazionale del gelato artigianale (la prossima edizione è in calendario per novembre 2026), che invita gelatieri italiani e internazionali a unirsi in un’azione concreta a sostegno delle comunità siciliane colpite dalla catastrofe naturale. Da oggi fino al 24 marzo, in occasione del Gelato Day, i laboratori aderenti propongono il gelato al gusto limone, scelto come simbolo identitario della Sicilia e della sua vocazione agricola.
L’incasso derivante dalla vendita di questo gusto può essere devoluto, a discrezione dei singoli gelatieri, al conto corrente istituito dalla Regione Siciliana per il supporto alle aree colpite. Un’adesione volontaria che lascia autonomia ai partecipanti ma costruisce un messaggio condiviso: il limone, ingrediente semplice e diretto, diventa veicolo di solidarietà e vicinanza a un territorio che continua a confrontarsi con gli effetti del cambiamento climatico.
Il limone, gusto del territorio e della resilienza
Per spiegare la scelta del limone come gusto simbolo dell’iniziativa, Giovanna Musumeci, maestra gelatiera di Randazzo alle pendici dell’Etna e tra le organizzatrici del festival, parte da un concetto chiave: il gelato come espressione del territorio.
«Avremmo potuto scegliere molti gusti agricoli», spiega, «ma il concetto stesso di Sherbet è territorio». Il limone diventa così molto più di un gusto: rappresenta un danno che non riguarda solo le infrastrutture, ma colpisce in profondità l’economia agricola e il patrimonio produttivo dell’Isola. Coltivazioni compromesse, raccolti ridotti e ulteriori difficoltà per agricoltori già duramente provati.
Non a caso, sottolinea Musumeci, il limone non è un gusto “facile”. È aspro, essenziale, diretto. «Come non è facile il momento che stanno vivendo Sicilia, Calabria e Sardegna», osserva, riferendosi a eventi climatici estremi sempre più frequenti. Un gesto che si inserisce in una continuità di valori promossi dal festival: «Anche se Sherbeth è un evento annuale, la nostra comunità agisce durante tutto l’anno, prendendo posizione quando sente che è necessario farlo. Lo abbiamo fatto come gelatieri con il gelato all’anguria per la Palestina», ricorda Musumeci. «Oggi lo facciamo come famiglia di Sherbeth per una causa che riguarda la nostra isola, sentendoci ancora più coinvolti». In attesa della prossima edizione del festival, il gelato torna così a essere strumento culturale, agricolo e sociale: un modo concreto per non restare indifferenti.