Hotel Locarno

In uno storico albergo di Roma si servono gli hamburger di Pulp Fiction

All’Hotel Locarno, lo chef Domenico Smargiassi ha inserito nel menu del brunch due panini che richiamano quelli dell’immaginaria catena di fast food dei film di Quentin Tarantino.

Ha recentemente celebrato il traguardo dei cento anni e, nel corso della sua storia secolare, non è stato chiuso nemmeno un giorno, neanche durante le guerre o la recente pandemia. Ma l’Hotel Locarno, che sorge a pochi passi da piazza del Popolo a Roma, è molto più di un albergo storico: tra i luoghi iconici della vita mondana e artistica della Capitale, vanta in particolare da sempre un legame stretto con il grande schermo.

L’Hotel Locarno e il cinema

Hotel Locarno
La suite Matilde di Canossa, che ha ispirato Wes Anderson

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In occasione dell’apertura i fondatori svizzeri, originari della città di Locarno, commissionarono un poster — ancora oggi appeso alla parete di una delle sale dell’hotel — ad Anselmo Ballester, celebre pittore e illustratore, autore di numerosi manifesti cinematografici del cinema muto e, in seguito, di grandi produzioni hollywoodiane.

Durante gli anni della Dolce Vita, proprio Federico Fellini e Giulietta Masina erano praticamente di casa. Lunga è la lista di registi e attori che hanno frequentato il Locarno: da Orson Welles a Isabella Rossellini, passando per Marcello Mastroianni, Willem Dafoe e John Malkovich.

Wes Anderson, invece, uno dei cineasti contemporanei più apprezzati per l’impatto visivo delle sue opere, ha detto di aver trovato l’illuminazione per il suo Grand Budapest Hotel nella stanza 605, ovvero la suite dedicata a Matilde di Canossa.

Hotel Locarno, il film

Hotel Locarno
Il poster di Anselmo Ballester

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Accanto al già citato poster realizzato da Anselmo Ballester, ce n’è un altro del tutto simile, ma che riporta vari nomi, tra cui il più noto è sicuramente quello dell’attrice Milena Vukotic. Si tratta della locandina di un film il cui titolo è proprio Hotel Locarno.

Sul suo sito personale, il regista Bernard Weber ne racconta la genesi: “Il direttore dell’Hotel Locarno, dove vivevo mentre lavoravo a Cinecittà, mi si avvicinò dicendomi: «Perché vai ogni mattina a Cinecittà, quando potresti girare un film proprio qui in albergo? Ho anche un po’ di soldi da investire». Quando Gerald, assistente personale di Federico Fellini, mi raccontò che la troupe di Casanova di Fellini era rimasta senza lavoro dopo la fine delle riprese, colsi al volo l’occasione…”

Nel film, una “spia” di un’agenzia di viaggi svizzera, in cerca di nuove destinazioni per i turisti, osserva la vita quotidiana di un piccolo hotel romano: un microcosmo popolato da figure diverse tra loro, nonché rifugio di relazioni segrete.

Gli hamburger di Pulp Fiction

Hotel Locarno
Il Five Dollar Milkshake

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A rendere ancor più solida la connessione tra l’Hotel Locarno e il cinema ci ha pensato di recente lo chef Domenico Smargiassi. Nel menu del brunch del fine settimana, ha infatti inserito una sezione speciale chiamata Big Kahuna Corner, ispirata al fast food fittizio citato in varie pellicole di Robert Rodriguez (Dal tramonto all’alba) e Quentin Tarantino, tra cui Le Iene, ma soprattutto Pulp Fiction.

Celebre è la scena in cui Jules Winnfield (Samuel L. Jackson) addenta un cheeseburger — “la colonna portante di ogni colazione vitaminica”, sottratta a una delle sue vittime — prima di declamare a mo’ di condanna i versi di un presunto passo della Bibbia (Ezechiele 25,17) e compiere, insieme al più taciturno Vincent Vega (John Travolta), un’esecuzione in piena regola.

«Nessuno ha naturalmente mai provato i panini del Big Kahuna», racconta lo Smargiassi. «Abbiamo voluto realizzare l’immaginario dello spettatore, dando consistenza e sapore al Durwood Kirby Burger e al Big Kahuna Burger». Il primo è un patty di manzo condito con cipolla e coriandolo. L’altro, invece, è arricchito con Cheddar e ananas grigliato.

I richiami al cult movie tarantiniano, però, non finiscono qui. Il bartender Nicholas Pinna ha ideato il Five Dollar Milkshake, ispirato a quello che beveva nel film Mia Wallace, interpretata da Uma Thurman: realizzato con gelato alla vaniglia, latte, ciliegia al Maraschino, è guarnito con una spolverata di fava tonka.

Maggiori informazioni

Hotel Locarno
Via della Penna 22 – 00186 Roma
hotellocarno.com

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