La nuova Australia

La scena australiana smentisce tutti i luoghi comuni sui vini dell’isola-continente.

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Un sacco di persone mi guarderebbero in modo strano se dicessi che l’Australia è il più grande paese produttore di vino di cui la gente negli Stati Uniti sa molto poco, ma ciò, sia pure in modo non convenzionale, è vero. L’Australia è uno dei luoghi del vino più entusiasmanti del pianeta in questo momento, ma la visione americana sembra ancora troppo limitata agli Shiraz a buon mercato, allegri e robusti. Questa reputazione dei vini australiani sta cambiando, ma lentamente — e certo non tanto velocemente quanto il ritmo a cui l’Australia sta generando nuovi, ambiziosi produttori di vino e nuove, rivoluzionarie aziende vinicole, in un periodo in cui anche i produttori storici stanno cambiando le aspettative. Un ottimo Pinot dall’Australia? Nessun problema. Un riesling da favola? Eccolo. Uno Chardonnay pulito, fresco e vivace? Ma certo. Vini naturali che stupiscono, e convincono? Decisamente. L’unico problema è che alcuni dei nomi più interessanti in questa ondata di grande vino ne producono minuscole quantità. Due dei miei preferiti tra quelli che ho degustato – lo straordinario Chardonnay Captains Creek Vineyard dell’enologo Joshua Cooper e uno stellare Pinot di Levantine Hill nella Yarra Valley – vengono esportati in quantità così minime da non valere nemmeno la pena di elencarli qui (ma se voi trovate una bottiglia tra queste, non esitate a prenderla). In ogni caso, ce ne sono molti altri che vengono venduti all’estero in quantità più ragionevoli, come indicano queste 10 grandi bottiglie.

JIM BARRY THE BARRY BROS RED 2017

Shiraz e cabernet sauvignon si uniscono in questo vino vivace, ricco di sentori di ciliegia rossa, proveniente da una delle migliori aziende vinicole della Clare Val- ley. Offre un piacere immediato ed è molto più complesso di molti rossi australiani dal prezzo simile.

D’ARENBERG THE HERMIT CRAB VIOGNIER MARSANNE 2018

Uno dei nomi meno altisonanti dei numerosi vini dell’enologo Chester Osborn («The Solipsistic Snollygoster» vi dice qualcosa?), questa miscela di varietà bianche del Rodano offre uno spiccato sapore di pesca e melone e un finale fresco e vivace.

DANDELION VINEYARDS LION’S TOOTH OF MCLAREN VALE SHIRAZ-RIESLING S
hiraz e riesling sono partner improbabili ma, nelle mani di Elena Brooks, la combinazione funziona senza forzature. More, pepe bianco e una nota di foglie di lime dalle uve riesling fermentate sulle bucce: una sorpresa, ma buona.

TYRRELL’S HUNTER VALLEY CHARDONNAY 2017

Fondata nel 1858 dall’immigrato inglese Edward Tyrrell e ancora di proprietà dei suoi discendenti, la Tyrrell’s è una delle aziende vinicole più antiche d’Australia e ancora una delle migliori. Dolci note agrumate e un finale di note speziate, tostate e minerali rendono questo Chardonnay molto piacevole.

PENFOLDS MAX’S CHARDONNAY 2018

Così chiamato in onore dell’ex enologo capo Max Schubert (il creatore di Penfolds Grange, probabilmente il vino più famoso d’Australia), questo bianco impeccabile e agrumato vi farà cambiare idea se pensate che gli Chardonnay australiani siano solo vetusti e barricati.

TIM SMITH BUGALUGS BAROSSA GRENACHE 2019

Il grenache australiano riceve molta meno attenzione rispetto allo shiraz (cioè Syrah) importato dal Rodano, e non se ne capisce il motivo. Impossibile non amare questo vino, con la sua luminosa tonalità granata, il fresco sentore di lampone e le note di pepe.

ALKOOMI BLACK LABEL RIESLING 2018

Dall’Australia arrivano alcuni
dei migliori Riesling secchi del mondo, questo è assodato.
Note di scorza di agrume e talco si uniscono a una mineralità completamente secca e fanno pensare a un lime spremuto sulla pietra — portatemi le ostriche crude!

POWELL & SON EDEN VALLEY RIESLING 2018

Dave Powell è conosciuto come fondatore ed esperto di vinificazione della cantina di culto Torbreck. Nel 2013 è passato
a Powell & Son, dove realizza intensi Shiraz, oltre a questo delizioso e minerale Riesling ottenuto da vigne di oltre 80 anni.

YETTI & THE KOKONUT HIPSTER JUICE RED 2019
“Yetti” è l’enologo Dave Geyer, “Kokonut” è il partner Koen Janssens, e questo vino naturale dal nome creativo, ottenuto da una miriade di varietà di uva, è una delizia. Leggermente erbaceo, dall’acidità vibrante, a bassissimo contenuto di alcol (9,1%) – rilassatevi e godetevelo.

CIRILLO THE VINCENT GRENACHE 2016
Ciliegie speziate e una leggera nota di cuoio caratterizzano questo rosso vellutato e di me- dio corpo. Cirillo possiede il più antico vigneto di grenache del mondo, piantato nel 1848, anche se questo vino proviene da viti che hanno solo 88 anni o giù di lì (la loro etichetta 1850 Ancestor Vine costa circa €100 ma li vale tutti, se riuscite a trovarlo).

foto di Victor Protasio

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