La conca dell’alto corso dell’Arno, il Casentino, è una terra dove il cibo nasce storicamente dal rapporto diretto con il bosco e il pascolo. Nei querceti e nei castagneti venivano allevati suini allo stato brado o semibrado, da cui si ricavavano prosciutti già apprezzati nell’Ottocento ben oltre i confini locali.
Una tradizione fondata su tempi lunghi, salagioni successive e stagionature accanto al fuoco domestico, che oggi sopravvive anche grazie al riconoscimento del Prosciutto del Casentino come Presidio Slow Food, tutela di una filiera che lega allevamento, paesaggio e sapere artigiano. È anche da questa stratificazione di prodotti, gesti e territori che nasce OST – Osteria Stellata Temporanea, progetto che riporta il racconto gastronomico del Casentino dentro i suoi luoghi, senza separarlo dal contesto che lo ha generato. Non una rassegna di cene, ma cinque appuntamenti pensati come incontri tra cucine, paesaggi e comunità.
Dalla materia prima ai luoghi: il senso di OST
Da febbraio a giugno, alcuni spazi simbolo della valle si trasformeranno, per una sola sera, in osterie temporanee. Ville storiche, teatri, castelli, piazze e luoghi immersi nella natura diventeranno tavole condivise, ospitando cene a quattro mani tra ristoranti del territorio e chef stellati del panorama nazionale. Un numero contenuto di posti – cinquanta per serata – e un menu di sette portate per mantenere un rapporto diretto tra cucina e ospiti.
Il progetto è curato da Love Casentino, associazione che lavora da tempo sulla valorizzazione delle identità locali. L’idea alla base di OST è far dialogare la cucina casentinese con esperienze esterne senza snaturarne il carattere, lasciando che siano i luoghi a orientare il racconto più delle firme.
Il calendario attraversa la valle seguendo un percorso preciso: Soci, Bibbiena, Poppi, Stia e Camaldoli. Ogni tappa è associata a un tema – musica, arte, storia, piazza, natura – che funziona come chiave di lettura del contesto ospitante. In cucina, accanto ai ristoranti locali, si alterneranno Simone Bravaccini, Gianluca Gorini, Alessandro Dal Degan, Niccolò Palumbo e Ariel Hagen.
Anche il vino segue la stessa linea di coerenza territoriale. A ogni cena saranno abbinate quattro etichette casentinesi (tutte provenienti da produttori aderenti all’Associazione Viticoltori Casentinesi), selezionate dal sommelier Andrea Bravaccini.
OST ha anche una dimensione sociale: parte del ricavato sarà devoluta a AVIS Casentino, mentre il restante sosterrà le attività di Love Casentino.
Il calendario di OST
- Giovedì 26 febbraio a Soci, presso la Villa Mausolea di Soci (tema Musica), con il Ristorante La Buca insieme a Simone Bravaccini, chef stellato del Ristorante del Lago di Acquapartita (FC);
- Mercoledì 25 marzo a Bibbiena, al Teatro Dovizi (tema Arte), con il Ristorante Il Tirabusciò insieme a Gianluca Gorini, chef stellato del Ristorante DaGorini di San Pietro in Bagno (FC);
- Giovedì 30 aprile a Poppi, presso il Castello dei Conti Guidi (tema Storia), con il Ristorante L’Aquolina insieme a Alessandro Dal Degan, chef stellato del Ristorante La Tana di Asiago (VI);
- Giovedì 28 maggio a Stia in piazza Tanucci (location in fase di definizione) (tema Piazza), con il Ristorante Il Falterona insieme a Niccolò Palumbo, chef stellato del Ristorante Paca di Prato;
- Lunedì 29 giugno (da confermare) a Camaldoli (tema Natura), con la luna piena, con La Locanda dei Baroni insieme a Ariel Hagen, chef stellato del Ristorante Saporium di Firenze e Chiusdino (FI).