In una città come Barcellona, dove il concetto di tapas rischia spesso di scivolare nella caricatura o nell’inerzia dell’abitudine, Paco Meralgo rappresenta una deviazione significativa. Non perché faccia qualcosa di clamoroso, ma perché fa tutto con attenzione, misura e una disciplina che si avverte fin dal primo sguardo al menu. Qui non si viene per essere stupiti, ma per mangiare bene. E non è affatto poco.
Uno dei migliori tapas bar della Catalunya
Il nome stesso è una dichiarazione d’intenti. Paco Meralgo, detto velocemente, diventa pa’ comer algo, “per mangiare qualcosa”. Un gioco di parole semplice che racconta molto del progetto: un luogo dove fermarsi a mangiare, senza sovrastrutture, ma con una qualità che va ben oltre l’idea di sosta informale. È una taverna d’alta classe, come amano definirsi, dove la cucina delle tapas viene trattata come una lingua adulta, non come un dialetto da semplificare.

Lo spazio è ampio, articolato su tre vetrine e due piani, un formato che potrebbe facilmente mettere in crisi una cucina di piccole preparazioni. E invece è proprio qui che Paco Meralgo sorprende. La varietà del menu è notevole, ma ciò che colpisce è la coerenza esecutiva. Ogni tapa è pensata come un micro-piatto autonomo, con una stratificazione tecnica che raramente si trova in contesti così informali. Le cotture sono spesso separate per ottenere consistenze diverse, le panature studiate, le marinature precise. Anche un ingrediente apparentemente secondario, come una cipolla, rivela una cura che non è mai casuale.
Non c’è ricerca dell’effetto wow, e questo è uno dei punti di forza del locale. Paco Meralgo lavora sulla sottrazione, sulla solidità, su quella che potrebbe essere definita una cucina dell’affidabilità. Una filosofia che ricorda certe pagine di Josep Pla, quando scriveva che la vera cucina è quella che si può rifare ogni giorno senza stancarsi. Qui il menu cambia seguendo la stagionalità, il pescato arriva direttamente dall’asta, le carni e le verdure mantengono un legame stretto con il territorio, pur senza rinunciare a una lettura contemporanea.
L’atmosfera è parte integrante dell’esperienza. È un locale giovane, vivo, attraversato da un brusio costante di persone che stanno bene insieme. Non è un caso se molti vengono qui anche per “perdere tempo”, ma non troppo: le sedute, non eccessivamente comode, suggeriscono un’idea di convivialità dinamica, mai statica. Si può mangiare al bancone, quasi in stile omakase, osservando la cucina a vista e la friggitoria interna, progettata per essere efficiente senza invadere lo spazio di odori. Oppure ci si può spostare nella sala, più raccolta, adatta anche a una cena intima, cosa non scontata per un tapas bar.

Il servizio riflette la cultura spagnola nel suo lato più autentico. Qualche distrazione, sì, ma sempre dentro una rilassatezza che non diventa mai disinteresse. Al bancone, in particolare, il ritmo è più fluido, diretto, competente. In sala il passo è leggermente più lento, ma coerente con quell’idea di tempo elastico che fa parte del modo di vivere il cibo in Spagna. Come scriveva Manuel Vázquez Montalbán, il mangiare non è mai solo nutrimento, ma un atto sociale, e Paco Meralgo sembra aver interiorizzato questa lezione.
La carta delle bevande è semplice e funzionale. Birre e vini sono pensati per accompagnare le tapas senza sovrastarle, con prezzi accessibili che incoraggiano l’assaggio e la condivisione. È un bere che segue il cibo, non lo guida, e anche questo contribuisce a rendere l’esperienza rilassata, mai impostata.
In un panorama cittadino saturo di insegne che promettono tradizione o innovazione come slogan, Paco Meralgo sceglie una terza via: quella della competenza silenziosa. È un locale frequentato da chi vuole davvero mangiare bene, senza bisogno di etichette o narrazioni forzate. Una taverna raffinata, sì, ma soprattutto un posto dove la qualità è un fatto quotidiano, non un evento.
Se cercate un tapas bar a Barcellona che racconti cosa significa oggi fare cucina con serietà, senza perdere leggerezza, Paco Meralgo è uno di quegli indirizzi da tenere a mente. Non vi cambierà la vita, ma vi ricorderà perché mangiare bene, spesso, è già abbastanza.