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Parmigiano Reggiano sempre più globale: vola l’export, consumi in calo in Italia

Mentre la Dop rafforza la sua presenza sulle tavole internazionali, cambiano le abitudini di acquisto sul mercato interno: meno quantità, ma più attenzione alla qualità e alle occasioni.

Dalle tavole italiane ai ristoranti di Londra e New York, il Parmigiano Reggiano Dop continua a raccontare un’idea di gusto che supera i confini. Nel 2025, questa vocazione internazionale si traduce in un dato simbolico: oltre il 50% delle vendite avviene all’estero, con produzione ed esportazioni in crescita e una contrazione dei volumi nel mercato italiano.

I dati diffusi dal Consorzio indicano un giro d’affari al consumo pari a 3,96 miliardi di euro e una quota di vendite all’estero che raggiunge il 50,5%.

I risultati sono stati presentati a Palazzo Giureconsulti, a Milano, durante l’annuale conferenza dedicata all’andamento della Dop. Il quadro evidenzia un mercato diviso tra la crescita della domanda internazionale e un rallentamento degli acquisti in Italia.

Consumi italiani in flessione

La produzione complessiva ha raggiunto 4,19 milioni di forme, con un incremento del 2,7% rispetto al 2024. Nello stesso periodo si rafforzano le quotazioni all’origine: la media annuale del Parmigiano Reggiano stagionato 12 mesi si attesta a 13,22 euro al chilogrammo, mentre per il 24 mesi raggiunge 15,59 euro al chilogrammo. Secondo il Consorzio, l’aumento dei prezzi sembra aver cambiato anche il modo in cui questo formaggio entra nelle case: meno acquisti impulsivi, più attenzione alla qualità e all’occasione di consumo. La base dei consumatori resta però stabile, con una sostanziale tenuta del valore complessivo. Il mercato italiano è infatti diminuito del 10%.

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Le aree produttive restano quelle storiche della filiera – da Parma, la provincia con i volumi più elevati, seguita da Reggio Emilia, Modena, Mantova e Bologna – territori dove il Parmigiano Reggiano non è solo un prodotto, ma parte integrante del paesaggio e della cultura alimentare. Nel complesso, la quota del mercato italiano si attesta al 49,5%.

L’export va a gonfie vele

L’export raggiunge circa 74.980 tonnellate nel 2025, con un aumento del 2,7% e una crescita più marcata nei mercati extra-Unione europea, pari al 4,2%.

Tra i Paesi con le performance più positive figurano il Regno Unito, il Canada e la Svezia. Gli Stati Uniti restano il principale mercato estero per il Parmigiano Reggiano e nel 2025 confermano un incremento dei volumi, anche se il contesto commerciale resta incerto a causa delle vicende politiche.

Negli Stati Uniti i dazi sulle importazioni hanno raggiunto complessivamente il 25%, con la possibilità di ulteriori modifiche. Questa situazione sta rallentando alcune decisioni di acquisto degli importatori e rappresenta uno degli elementi di attenzione per il 2026.

Distribuzione e turismo legato alla Dop

Per quanto riguarda i canali di vendita, la grande distribuzione resta il principale punto di accesso (65,5%), ma il Parmigiano Reggiano continua a essere protagonista anche nella ristorazione e nell’industria alimentare (17,3%), confermando la sua versatilità: dalla cucina quotidiana ai piatti più elaborati.

Durante la presentazione è stato illustrato anche il nuovo progetto dedicato al turismo legato alla filiera del Parmigiano Reggiano. Il progetto punta a trasformare i caseifici in vere e proprie mete gastronomiche, dove assistere alla lavorazione, degustare diverse stagionature e scoprire il legame tra prodotto e territorio. L’obiettivo è, quindi, quello di aumentare il numero di visitatori interessati alla produzione della Dop, passando da circa 85mila a 300mila entro il 2029.

Nel complesso, i dati del 2025 confermano il rafforzamento internazionale del Parmigiano Reggiano e un ruolo crescente dell’export nello sviluppo della filiera, mentre il mercato italiano attraversa una fase di riduzione dei volumi di acquisto.

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