Se vi diciamo che in Finlandia, da oltre 20 anni, una delle pizze più ordinate porta il nome di Silvio Berlusconi, potreste pensare a una boutade giornalistica o a una leggenda da social. Oppure, ancor più probabilmente, potreste pensare che l’abbia fatta Gino Sorbillo. E invece no: la pizza Berlusconi esiste davvero, è ancora in menu e rappresenta uno degli esempi più affascinanti di come cibo, politica e cultura pop possano intrecciarsi in modo imprevedibile. E sì, anche il buon vecchio Sorbillo fece a Berlusconi la sua famosa Margherita con il nome scritto con la mozzarella ma questa è un’altra storia.
La domanda, a questo punto, è inevitabile: perché mai un Paese nordico, lontano per geografia, gusto e immaginario dall’Italia, dovrebbe intitolare una pizza a uno dei politici italiani più discussi di sempre? Vediamo insieme le origini di questa strana tradizione finlandese.
Al centro della questione un sfida tra Parma e Helsinki
Per capire tutto bisogna tornare indietro al 2005. In quegli anni l’Europa era impegnata nella scelta della sede dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare, contesa tra Parma e Helsinki. Silvio Berlusconi, allora presidente del Consiglio, commentò l’esito favorevole all’Italia con una battuta che fece rapidamente il giro del continente. Disse, più o meno, che non poteva esserci confronto tra il culatello di Parma e la carne di renna, e che per convincere la presidente finlandese Tarja Halonen aveva dovuto “rispolverare le arti del playboy”.
Un’uscita che, riletta oggi, appare come un concentrato di stile berlusconiano: ironia spinta, machismo, uso disinvolto del cibo come metafora identitaria se non peggio. In realtà anche 20 anni fa la battuta fu presa male, soprattutto all’estero (guardate un po’) e in Finlandia se la presero sul personale, additando Berlusconi e tutti gli italiani. Venne percepita come un gesto di sufficienza culturale, se non di vera e propria derisione della tradizione gastronomica locale. La renna, in Finlandia, non è un alimento esotico o folcloristico come da noi: è parte della storia alimentare del Paese, soprattutto nelle regioni settentrionali, ed è legata a un rapporto profondo con il territorio. È l’equivalente della Chianina in Italia.

Da quell’episodio nacque una reazione che, invece di rimanere confinata alla diplomazia o ai giornali, trovò una forma molto più efficace e duratura: una pizza. Nel 2008, la catena finlandese Kotipizza, la più grande del Paese, decise di battezzare una nuova ricetta “Pizza Berlusconi”: una pizza con carne di renna affumicata, funghi cantarelli e cipolla rossa, su un impasto che rifletteva il gusto locale, spesso a base di segale o farine integrali. No, non è molto invitante ma non abbiamo avuto modo di assaggiarla quindi lasciamo alla nazione che ci sta donando Miikka Muurinen il beneficio del dubbio.
Il messaggio era chiaro, ma elegante: se qualcuno mette in discussione la nostra cucina, la risposta non è polemica, ma orgoglio. Importante notare, comunque, che la pizza Berlusconi non nasce per deridere, ma per ribaltare la narrazione. È una forma di “vendetta gentile”, come spesso è stata definita, in cui il cibo diventa strumento di racconto identitario.
Il colpo di scena arriva nello stesso anno, quando la pizza vince l’America’s Plate International Pizza Competition, una competizione internazionale che mette a confronto pizzerie da tutto il mondo. Da quel momento, la pizza Berlusconi smette di essere solo una risposta ironica e diventa un simbolo nazionale. Entra stabilmente tra le pizze più vendute di Kotipizza e resta, ancora oggi, una delle più ordinate in Finlandia, quasi ogni anno sul primo gradino del podio.
Dal punto di vista del marketing, l’operazione è stata impeccabile. Dare il nome di Berlusconi alla pizza ha garantito riconoscibilità immediata, risonanza mediatica internazionale e una narrazione facile da ricordare. Ma senza un prodotto solido, la storia si sarebbe esaurita in pochi mesi. Il fatto che, a distanza di oltre 20 anni, la pizza Berlusconi sia ancora una delle più amate dimostra che il successo non è stato solo comunicativo, ma gastronomico.
Oggi la pizza Berlusconi viene citata nei libri, nei programmi televisivi, negli articoli di costume. Molti la ordinano senza conoscere fino in fondo la storia, altri proprio per quello che rappresenta.