Sicilia Doc

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Sfaccettato e sostenibile, l’identità forte del vino Doc siciliano

L’analisi relativa a immagine, percepito e prospettive del Doc Sicilia in Italia - commissionata a GPF Inspiring Research dal Consorzio di tutela - conferma la bontà della scelta di una macrodenominazione regionale.

Un’identità forte e sfaccettata, capace di conquistare sul campo i consumatori giovani. Un successo di territorio firmato Sicilia. Per quanto una ricerca di mercato tenda a evidenziare le opportunità per il committente, è interessante notare come l’analisi relativa a immagine, percepito e prospettive del Doc Sicilia in Italia – commissionata a GPF Inspiring Research dal Consorzio di tutela e presentata in occasione del 54imo Vinitaly – confermi la bontà della scelta di una macrodenominazione regionale. La ricognizione conferma infatti l’ottima percezione dell’accostamento vino-Sicilia, in particolare con riferimento al consumatore del 2030, ovvero ai giovani.

Garanzia di qualità
«La Doc Sicilia emerge come un brand con un’identità forte e molteplice», precisa l’analisi in premessa. Sul campione totale, infatti, è il vino siciliano che viene percepito come un prodotto di eccellenza e «di carattere», in grado di rappresentare l’isola con tutti i suoi contrasti. Il vino siciliano viene vissuto come un vino «importante», ma non eccessivamente sontuoso, deciso e al contempo capace di essere fresco, fruttato e ambasciatore dell’anima sicula eterogenea. È ricorrente nell’indagine il riferimento a genuinità e sostenibilità: «il vino siciliano è sempre più riconosciuto come sostenibile per natura – evidenzia il report – La comparazione con altre zone vinicole italiane vede il vino siciliano posizionato tra i segmenti di consumatori più protesi all’innovazione e alla modernità».
Stando ai numeri, su un campione di individui che possono definirsi “conoscitori di vino”, il 74,8 % degli intervistati ha affermato di conoscere il vino siciliano. Il dato è ancora più positivo con riferimento a un cluster di giovani di età compresa tra i 24 e il 29 anni, attestandosi al 79,4 %. «La Sicilia è la prima aerea in cui si registra un incremento così importante della fascia più giovane», chiosano gli analisti. E tra coloro che lo conoscono, l’83% lo beve anche. Un posizionamento socioculturale, quello del vino siciliano, che emerge «di appeal per un consumatore attento, selettivo e orientato alla piacevolezza e che si predispone per un futuro ampliando un orizzonte ancora più ampio legato all’innovazione». E lo scenario futuro, quello del consumatore del 2030, vedrà l’offerta enoica della Doc Sicilia sempre più incline a un mercato internazionale e distintivo nella sua identità. «I dati confermano come la denominazione sia percepita sempre più come garanzia di qualità e come simbolo non solo della regione, ma della stessa produzione Made in Italy in Italia e all’estero», sottolinea Antonio Rallo, presidente Consorzio.

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